Di qua, chi ama l’Europa.

Spero, da italiano prima che da democratico, che il 2014 sia davvero l’anno della ripresa economica, della modernizzazione istituzionale, di un governo che, come si usa dire in questi giorni, “faccia le cose”. Lo spero perché non c’è più tempo, perché servono risposte urgenti.

Il 2014 è anche l’anno delle elezioni europee, del semestre a presidenza italiana del Consiglio dell’UE, deve essere l’anno in cui anche l’Europa cambia rotta.
Per farlo, però, bisogna crederci. Lo ha giustamente ricordato Enrico Letta con un bel passaggio nel discorso di ieri alle Camere.

“Oggi vorrei che tracciassimo una linea.
Di qua, chi ama l’Europa, ne riconosce le contraddizioni, vuole riformarla, non delega ad altri la responsabilità di provare a farlo, sa che, senza l’Unione europea, ripiombiamo nel Medioevo.

Di là, chi vuole bloccare l’Europa, si scaglia contro i suoi limiti per speculare sul malessere, sulla disoccupazione e sul crollo dei consumi di questi cinque anni.

La linea di separazione è la più netta: nessuna sfumatura.
Il mandato che oggi qui vi chiedo è per costruire, insieme a chi si riconosce in questa parte, un’Europa migliore.
Chi vuole isolare l’Italia non voti la fiducia.
Chi vuole conquistare consenso con il populismo anti-europeo non voti la fiducia al mio Governo.”

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