La Macroregione dove ogni Regione si fa i fatti suoi

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Polemica estiva nella maggioranza per il taglio dei treni sulla tratta Milano-Venezia, deciso oltre un mese fa dal Veneto di Zaia. “Ma se neanche ci avvisano, dove sta la Macroregione? Non si riesce nemmeno a mettere d’accordo due Regioni a guida leghista, stiamo freschi…” (qui il testo dell’interrogazione che abbiamo presentato al riguardo)

Stesso film per quanto riguarda le discariche: “ogni Regione si smaltisca i propri rifiuti”, sentenziava l’assessore prima delle ferie…

Ci si chiede, dunque, che fine abbia fatto il progetto della Macroregione. Un progetto sbagliato, peraltro. Non solo perché sprovvisto di basi solide, come dimostra il dialogo mancato tra le regioni, ma perché la vera sfida non è quella di immaginare nuovi confini per nuovi sogni di secessione, ma lavorare seriamente a proposte per territori omogenei. Tante quante sono le specificità territoriali. Perché parlare di un indistinto “Nord”, serve davvero a poco.

Pensiamo al caso della macroregione alpina, che unisce territori e rappresentanze istituzionali attorno alle problematiche proprie della montagna italiana ed europea. Problematiche che è necessario affrontare insieme, valicando i confini regionali e nazionali, dentro la prospettiva di un’Europa sempre più unita.

Questa è l’unica strada: partiamo dal basso, mettiamo in comune i problemi comuni, costruiamo insieme le soluzioni. 

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