Il consiglio regionale ha sdoganato il peggiore razzismo

IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA MOZIONE CONTRO COMUNI CHE IMPIEGANO RICHIEDENTI ASILO PER IL “PEDIBUS”: CERTIFICHINO CHE NON SONO PEDOFILI

SCANDELLA (PD): SI È SDOGANATO IL PEGGIORE RAZZISMO

 

I comuni lombardi vogliono utilizzare i migranti da essi ospitati per servizi come il pedibus? Gli chiedano il certificato penale, con particolare attenzione ai reati di pedofilia e pedopornografia. È quanto ha deciso questa sera il Consiglio regionale della Lombardia, approvando a maggioranza, con 32 sì e 15 no, una mozione presentata dalla Lega Nord. L’iniziativa parte da quanto fatto nei comuni di Treviglio e di Arcore, dove le amministrazioni comunali hanno impiegato rispettivamente uno e tre richiedenti asilo tra i volontari che, durante il periodo scolastico, hanno accompagnato i bambini alla scuola elementare con il cosiddetto “pedibus”.

In realtà, non essendo previsto dalla legge, la mozione invita la giunta regionale a “sensibilizzare” i comuni affinché verifichino i requisiti di questi volontari.

Protesta il Pd: “Dal punto di vista tecnico, questa mozione è completamente inutile – attacca il consigliere regionale Jacopo Scandella – perché non fa altro che ricordare ai Comuni che devono rispettare la legge. Dal punto di vista politico, ha come unico obiettivo associare alla pedopornografia ed alla prostituzione minorile l’attività di volontariato di quattro persone. Centinaia di migliaia di persone fanno volontariato con dei bambini, ma non sono mai stati oggetto dell’interessamento della Lega Nord. Questi però sono “di colore”. Una mozione imbarazzante con la quale si è sdoganato il peggiore razzismo.”

 

Milano, 13 giugno 2017

 

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Nuovi treni: basta parole al vento, i pendolari meritano di più

NUOVI TRENI, SCANDELLA (PD): “BASTA PAROLE AL VENTO, I PENDOLARI MERITANO DI PIU’”

“Abbiamo chiesto a Sorte di presentare una volta per tutte i contenuti, le risorse e le tempistiche del piano di investimento straordinario che aveva preannunciato lo scorso 17 febbraio, promettendo il rinnovo del parco circolante con 100 nuovi treni – spiega il consigliere del PD Jacopo Scandella dopo il question time di questa mattina in Consiglio regionale sugli investimenti per il materiale rotabile della nostra regione -. La risposta è stata chiara: non c’è nulla. Nessun piano concreto, nessuna tempistica o priorità, mentre le segnalazioni continuano ad arrivare numerose e i disservizi, i ritardi e i guasti sono all’ordine del giorno nella vita dei nostri pendolari”.

“Basta parole al vento – conclude – i pendolari meritano un servizio migliore ed una comunicazione più onesta e concreta”.

 

Milano, 13 giugno 2017

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Consumo di suolo: ora i Comuni potranno ridurre le aree edificabili, ma la legge rimane sbagliata

CONSUMO DI SUOLO, SCANDELLA (PD): ORA I COMUNI POTRANNO RIDURRE LE AREE EDIFICABILI, MA LA LEGGE REGIONALE RIMANE SBAGLIATA

“Il fatto positivo è che i comuni ora possono tornare a programmare il territorio e anche a ridurre le aree ad oggi edificabili, cosa che la legge del 2014 sul consumo di suolo voluta da Maroni gli impediva. Ma quella legge rimane sbagliata, anche con questa modifica, e il perché lo ha detto in Aula il relatore, Carlo Malvezzi di Forza Italia, che ha rivendicato la volontà di difendere i 500 milioni di metri quadrati di terreno edificabile già compresi nei piani di governo del territorio dei 1500 comuni lombardi. Il Piano Territoriale Regionale adottato in contemporanea sostiene che il 45% degli ambiti di trasformazione eccede i reali fabbisogni abitativi e produttivi, eppure il centrodestra continua a basarsi su un modello, quello dell’espansione edilizia infinita, che ormai non esiste più, che ha smesso da tempo di creare ricchezza e, anzi, ha finito per consumarla. Il tema di oggi è la rigenerazione urbana, il recupero delle aree dismesse, la pianificazione condivisa tra i comuni: di tutto questo, però, non c’è ancora traccia”.

Così il capodelegazione del Pd in commissione territorio del Consiglio regionale Jacopo Scandella spiega l’astensione critica alla modifica alla legge 31/2014 sul consumo di suolo in Lombardia, approvata a maggioranza a fine mattinata al Pirellone.

Milano, 23 maggio 2017

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Semplificazione: bene lo stop all’aumento delle tariffe ferroviarie

SEMPLIFICAZIONE, SCANDELLA (PD): BENE LO STOP ALL’AUMENTO DELLE TARIFFE FERROVIARIE

“Bene lo stralcio dell’articolo che legava l’aumento delle tariffe ferroviarie agli investimenti sul materiale rotabile. La giunta aveva inserito un automatismo tra gli investimenti da parte del gestore del servizio e il costo di biglietti e abbonamenti. È chiaro che gli investimenti vanno fatti, ma la Regione non può scaricare i costi sui pendolari.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella commentando lo stralcio da parte della giunta regionale dell’articolo 19 della legge di semplificazione 2017, in discussione oggi in Consiglio regionale. Lo stralcio è avvenuto con il voto all’unanimità di un subemendamento presentato dall’assessore al bilancio Massimo Garavaglia, identico ad emendamenti presentati sia dal PD che dalle altre forze di opposizione.

 

Milano, 16 maggio 2017

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Stezzano: l’amministrazione si fermi, la contrarietà alle unioni è già costata troppo

“L’amministrazione Poma si fermi, la sua contrarietà ideologica alle unioni civili è già costata migliaia di euro ai cittadini di Stezzano, non è il caso di fargliene pagare di più.”

Anche il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella interviene sul caso dell’annullamento da parte del Tar dell’atto con cui il Comune di Stezzano aveva destinato alla registrazione delle unioni civili non la sala di rappresentanza ma una stanza di servizio adiacente all’ufficio anagrafe. Il Tribunale amministrativo ha riconosciuto che si trattava di un caso di discriminazione. Tra spese legali e costo dell’avvocato il comune ha anche dovuto sborsare 12mila euro.

Secondo Scandella “la lista civica di minoranza Stezzano Bene Comune ha ragione da vendere quando dice che l’amministrazione non deve ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar. Le unioni civili sono legge dello Stato, piaccia o meno all’amministrazione di Stezzano, e non è né civile né rispettoso accogliere due persone in uno sgabuzzino in un momento così bello e importante della loro vita.”

 

Milano, 2 maggio 2017

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Ospedali, impegno concreto per il potenziamento del presidio brembano

San Giovanni del Bianco
SCANDELLA-BARBONI (PD): “IMPEGNO CONCRETO PER IL POTENZIAMENTO DEL PRESIDIO BREMBANO”

Segnalare un’attenzione speciale sul presidio di San Giovanni Bianco affinché l’ospedale resti in vita e continui ad essere punto di riferimento per la comunità della Val Brembana. Lo chiede una mozione approvata oggi in Consiglio regionale, con il voto positivo del Pd. “La montagna ha bisogno di servizi – hanno ricordato i consiglieri Pd Jacopo Scandella e Mario Barboni in Aula – . Le scelte aziendali e politiche, non dimentichiamolo, influenzano le scelte di vita dei cittadini. In montagna, specialmente, la presenza o meno di servizi porta all’aumento della popolazione o viceversa allo spopolamento. In questo momento perciò c’è bisogno di chiarezza da parte dell’assessore al Welfare e dell’azienda sanitaria e di portare avanti gli impegni che già in passato erano stati presi. È importante però avere un piano strategico sostenibile che dia risposte nel breve termine ma che soprattutto abbia una visione di come si vuole gestire la struttura nei prossimi anni definendo le necessità più cogenti al territorio montano. I medici e tutta la struttura operativa dovranno avere la possibilità – e l’impegno – di diventare più attrattivi non solo per la popolazione residente.”.

Milano, 7 febbraio 2017

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Recupero dei seminterrati: ennesimo rinvio per una maggioranza in confusione

Seminterrati, Scandella (PD): “Ennesimo rinvio per una maggioranza in confusione”

Ancora un rinvio per il progetto di legge sul recupero dei seminterrati in Commissione Territorio in Consiglio regionale. Questo pomeriggio doveva esserci la discussione e votazione degli emendamenti, ma la seduta è stata sospesa e riconvocata per giovedì prossimo per consentire alla maggioranza di trovare un accordo sul testo. Dopo la presentazione del maxiemendamento sostitutivo del relatore Altitonante, settimana scorsa, alcuni esponenti del centrodestra hanno presentato emendamenti di modifica che per alcuni punti richiedevano un ritorno al testo originario. “Una maggioranza in confusione che rallenta l’iter dei lavori – dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella -. Anche noi nutriamo riserve sul nuovo testo presentato dal relatore che allarga troppo le maglie d’intervento, quando invece servirebbero regole più chiare e definite nel rispetto delle normative vigenti. La priorità deve essere quella di riqualificare l’esistente soprattutto in un’ottica commerciale e terziaria o pertinenze di abitazioni esistenti, e non quella di accelerare la realizzazione di nuovi spazi abitativi attraverso il recupero facilitato dei seminterrati. Inoltre riserviamo perplessità in merito al termine massimo di sessanta giorni entro i quali i comuni hanno la possibilità di disporre l’esclusione motivata di parti del territorio dall’ambito di applicazione della legge. Secondo noi un lasso di tempo troppo risicato: per questo presenteremo a riguardo un emendamento per allungare i tempi almeno a sei mesi. Sarebbe bello però poterne iniziare a discutere seriamente” conclude il consigliere Pd.

Milano, 26 gennaio 2017

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Apriamo di notte le stazioni ferroviarie

Da Bergamonews.it:

Otto senzatetto morti assiderati, Scandella: “Apriamo di notte le stazioni ferroviarie”

Jacopo Scandella, consigliere regionale del Partito Democratico, scrive: “Otto senzatetto sono morti assiderati. Abbiamo chiesto di aprire loro le stazioni in queste notti di freddo, perché nessuno debba più morire così”. Jacopo Scandella, consigliere regionale del Partito Democratico, scrive: “Otto senzatetto sono morti assiderati. Abbiamo chiesto di aprire loro le stazioni in queste notti di freddo, perché nessuno debba più morire così”. Il gruppo regionale del Pd ha, infatti, depositato in Regione una mozione urgente per l’apertura delle stazioni ferroviarie ai clochard per la fase di emergenza freddo. Proprio nella mattina di martedì 10 gennaio, durante la seduta di Consiglio regionale, il Pd chiederà di discuterla. Si tratterebbe di una soluzione di emergenza e temporanea per ovviare alla mancanza di posti letto nei dormitori e per quelle persone che rifiutano l’accoglienza in queste strutture. Con la mozione il Pd chiede a Maroni di intervenire sulla controllata FNM e su RFI perché deroghino, fino a quando dureranno le temperature particolarmente rigide, alle disposizioni che prevedono l’allontanamento dei senzatetto dalle stazioni. Nello stesso periodo va anche garantito l’accesso alle associazioni e agli enti che si occupano di assistere queste persone e di tentare di indirizzarle a strutture di accoglienza dedicate.

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La difesa del punto nascita di Piario è una priorita

PIARIO: SCANDELLA (PD), “DIFESA DEL PUNTO NASCITA È UNA PRIORITÀ CHE VA AL DI LÀ DELLO SCHIERAMENTO POLITICO

“Per la Valle Seriana la difesa del punto nascita e dell’ospedale di Piario è una priorità che va al di là dello schieramento politico. Qualcosa tra la Regione e il Ministero della Salute è andato per il verso sbagliato. Per fare chiarezza ho chiesto alla Regione, attraverso un accesso agli atti, di vedere la documentazione inviata a Roma al Comitato percorso nascite, intanto è importante che il ministero abbia chiarito che c’è ancora spazio per ottenere una deroga in virtù della particolare collocazione del nostro ospedale.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella in merito alla possibile chiusura del punto nascita dell’ospedale di Piario.

Milano, 14 dicembre 2016

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J-Mail n.10

Ciao,
di tutte le cose dette sulla riforma costituzionale ce n’è una che non viene sottolineata a sufficienza: fuori dal litigio perenne raccontato dai media c’è un referendum che ha risvegliato l’interesse per la politica. Mai prima d’ora mi era capitato di avvertire tanta passione per un appuntamento politico: ogni sera una sala piena, ogni sera tanti giovani ad ascoltare. Sguardi attenti e interessati, domande, dibattiti che durano fino a tardi per approfondire la posta in gioco. Mi sento fortunato: è stato bello prendere parte, vivere da protagonista questo tempo e questa sfida.

Oltre alle tante occasioni di confronto a cui ho partecipato (qui il link ad un dibattito integrale tra me e l’assessore Claudia Terzi, dove trovate tutti gli argomenti pro e contro la riforma), avevo promesso una newsletter dedicata ai temi della riforma: provo allora a raccontarvi a cosa serve votare “Sì” domenica 4 dicembre.


Primo. Questa riforma non è un’invenzione di Matteo Renzi, ma il punto di arrivo di un dibattito che in Italia dura almeno dal 1983 (qui il link). Già all’epoca dell’assemblea costituente, in realtà, Meuccio Ruini (che fu relatore nel ’47 della proposta di Costituzione) disse che sulla prima parte del testo – i principi fondamentali – si era raggiunto un “compromesso di alto livello”, mentre sulla seconda – in particolare sul funzionamento di Camera e Senato – c’erano “gravi imperfezioni e noi per primi ne riconosciamo i limiti”.

Due Camere, a volte con maggioranze diverse, che votano entrambe la fiducia al Governo, la legge di bilancio e tutti i provvedimenti che il Parlamento discute, non hanno agevolato negli anni la stabilità di governo, la qualità e la velocità dell’iter legislativo o una maggiore rappresentanza delle regioni e dei comuni a Roma. La “commissione dei saggi” (di destra, centro e sinistra) che nel 2013 venne incaricata di redigere un documento di proposte sulle riforme costituzionali scriveva così:

“La Commissione si è innanzitutto pronunciata, con un’opinione unanime, in favore del superamento del bicameralismo paritario. A tal fine sono state prospettate due ipotesi: il bicameralismo differenziato e il monocameralismo.
È largamente prevalente l’ipotesi di introdurre una forma di bicameralismo differenziato per attribuire al Senato della Repubblica la rappresentanza degli enti territoriali, e alla Camera dei deputati il rapporto fiduciario e l’indirizzo politico.

Questa scelta è frutto di due motivazioni:

  • la necessità di garantire al governo nazionale una maggioranza politica certa, maggiore rapidità nelle decisioni, e dunque stabilità;
  • l’esigenza di portare a compimento il processo di costruzione di un sistema autonomistico compiuto, con una Camera che sia espressione delle autonomie territoriali.

E’ tutta colpa della Costituzione se abbiamo governi instabili o leggi pasticciate? No, ovviamente. La classe politica ha le sue responsabilità. Ma la qualità della classe politica e l’efficienza delle istituzioni sono due gambe dello stesso corpo. Perché un paese vada avanti, devono funzionare bene entrambe. E con questa riforma si cominciano a risolvere alcuni problemi.


Secondo. Il rapporto tra lo Stato e le Regioni. Per quelle virtuose, con i conti in ordine, il saldo della riforma è largamente positivo. Non è un caso che in alcune regioni del Sud il No sembra prevalere con un ampio margine. Con la riforma ci sono competenze legislative che tornano allo Stato (distribuzione dell’energia, politiche turistiche nazionali, grandi infrastrutture sovraregionali), ma in Lombardiacontinueremo a gestire la sanità ed i servizi sociali, la formazione professionale, la mobilità ed il governo del territorio regionali, il diritto allo studio.

Non solo: il nuovo Senato darà l’occasione alle Regioni di far sentire la propria voce a Roma, di legiferare su materie che prima erano loro precluse (riforme costituzionali; norme in attuazione delle direttive Europee su cui poggiano i programmi della commissione europea che le regioni gestiscono direttamente; leggi in materia di enti locali come unioni e fusioni di comuni); all’art. 116 si rafforza la possibilità per le regioni virtuose di negoziare con lo Stato ulteriori forme di autonomia, mentre all’art.120 si prevede il commissariamento per quelle che si dimostrano incapaci di svolgere i propri compiti senza generare dissesto economico. In più, l’art.119 inserisce per la prima volta il principio dei costi e fabbisogni standard dentro la Costituzione.
Il quadro è quello di un federalismo differenziato dove chi “fa bene le cose” ne deve fare sempre di più, chi le fa male sempre di meno. Un principio di merito che condivido.

Il limite più grosso? Non essere riusciti ad affrontare una riforma delle regioni, sia per quanto riguarda gli statuti speciali, sia soprattutto per l’accorpamento di quelle più piccole: non regge un sistema dove il Molise, 300.000 abitanti, e la Lombardia, 10 milioni, hanno gli stessi poteri.
Il “Sì” è un primo passo, ma non bisogna fermarsi. Ci sono tante altre cose da cambiare.


Terzo. Un altro passo avanti della riforma è quello sui cosiddetti “istituti di democrazia diretta”: referendum abrogativipropositivi e leggi di iniziativa popolare. Parto dai primi: negli ultimi 24 casi su 29, i referendum per abrogare una legge non hanno raggiunto il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Con la riforma, al raggiungimento di 800.000 firme, il quorum si abbassa al 50% + 1 degli elettori alle ultime politiche, stimolando l’informazione e la partecipazione dei cittadini, che saranno spinti a votare Sì o No invece che astenersi, dal momento che il raggiungimento del quorum è molto più probabile.
Referendum propositivi: non c’erano e ci saranno se passa la riforma.
Leggi di iniziativa popolare: delle ultime 260 presentate, pochissime sono state discusse dal Parlamento. Con la riforma si introduce l’obbligo di discussione, una questione di rispetto e chiarezza nei confronti delle persone che firmano. “Però si triplicano le firme necessarie, da 50.000 a 150.000!” Sì, consideriamo però che nel ’47 gli elettori erano 28 milioni, oggi sono 50, e allora non c’erano whatsapp, facebook o la televisione per far conoscere la propria proposta…


Quarto. Il metodo ed il significato politico del voto. Questo percorso di riforma parte nel 2013 con l’assenso di PD, Scelta Civica, UDC, Popolo della Libertà, Lega (tanto che Calderoli ne è stato relatore di minoranza), ovvero partiti che proporzionalmente rappresentavano quasi il 70% del Parlamento. Tutti condividevano l’esigenza di una riforma: l’avevano scritto nei loro programmi elettorali, l’avevano dichiarato di nuovo all’inizio della legislatura.

Quando si tratta di cambiare davvero, però, cominciano i problemi. Chi per questioni politiche che nulla hanno a che vedere con il merito del testo, chi per convenienza, opportunismo o mancanza di coraggio, succede che il fronte si restringe ed al PD, nel 2015, tocca una scelta: fermarsi, per l’ennesima volta, rimandando ad un futuro non ben precisato questa riforma, oppure andare avanti, assumersi fino in fondo la responsabilità di questo cambiamento, e rimettere la scelta in mano ai cittadini con il referendum.

Se c’è un significato politico attorno alla riforma costituzionale, che va aldilà del merito del testo, non è tanto sul futuro di Renzi o di questo governo, ma sulla disponibilità di tutti noi a prendere coscienza che o le cose si cambiano una per volta, con fatica e con errori, oppure non si cambiano proprio.

Questa riforma renderà le nostre istituzioni più solide, i nostri governi più stabili. Non farà bene soltanto al PD, ma a chiunque si troverà a governare il paese in futuro, perché darà più strumenti per provare a risolvere i problemi delle persone. Istituzioni fragili sono sempre più succubi di altri poteri, economici (finanza, grande impresa) o politici (Angela Merkel ha visto passare Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi: tutto questo ci ha resi più forti nei confronti della Germania, ad esempio?), e chi ci rimette sono le persone più deboli, quelle che hanno più bisogno di una politica che dia risposte all’altezza.

Il 4 dicembre dobbiamo scegliere tra questa riforma e nessuna riforma. Tra il fare un passo avanti e il rimanere fermi. Io vi propongo di andare avanti.

Un sorriso,

Jacopo

PS: per qualsiasi domanda, dubbio o curiosità sulla riforma, scrivetemi!
Prima di fine anno arriva il bilancio 2017 in Consiglio regionale: ci risentiamo presto per gli auguri e per tutte le novità!

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