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Piogge e maltempo: l’agricoltura lombarda è in ginocchio, bisogna intervenire subito

 

L’eccezionale maltempo di quest’anno ha prodotto danni ingenti soprattutto agli agricoltori lombardi, dando luogo a una vera e propria emergenza. Di questi imprenditori si fa portavoce il Gruppo regionale del Partito democratico che, con una lettera e una mozione, sollecitano Consiglio e Giunta a intervenire e prendere provvedimenti quanto prima.

Le piogge cadute negli ultimi mesi (+54% rispetto alla media del periodo) stanno frenando l’intero comparto agricolo. La stagione, dal punto di vista delle rese, si presenta quindi particolarmente critica, come è tato anche riportato nella lettera che il Gruppo ha indirizzato al presidente dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale.

Chiediamo, quindi, di sollecitare l’assessorato per capire se la questione è già stata presa in carico e quali strumenti concreti, sia dal punto di vista del sostegno economico che di quello normativo, la Regione intende mettere in funzione. 

Il Pd ha depositato una mozione urgente sullo ‘Stato di calamità per il settore agricolo nelle aree colpite dal maltempo’ che entra più nel dettaglio. In particolare, il documento fa presente che i danni stimati si aggirano sulle centinaia di milioni di euro, nel nord Italia, e che hanno toccato soprattutto le produzioni orticole e florovivaistiche, ritardando le operazioni di preparazione e semina dei terreni per i cereali primaverili, riso e mais, per le varietà delle foraggere e per la soia.

In termini percentuali, fa presente la mozione, in Lombardia si stimano perdite del 10% per l’ortofrutta, del 40% per il mais, del 20% per orzo e frumento e del 10% per il riso nel triangolo Pavia, Vercelli, Novara.

 Intendiamo impegnare la Giunta regionale ad avviare immediatamente le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità nelle aree più colpite della Lombardia e a effettuare con la massima urgenza una puntuale ricognizione e stima dei danni, al fine di poter valutare, con il coinvolgimento della VIII Commissione Agricoltura, ogni ulteriore intervento pubblico che si dovesse rendere necessario.

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Presentata la Mozione per eccelerare l’iter della bonifica di ex Fibronit

E’ stata presentata la mozione per accelerare l’iter di bonfica dell’ex Fibronit. Intanto prosegue sul territorio pavese la nostra campagna di sensibilizzazione e di raccolta firme.

MOZIONE

 Il Consiglio Regionale

 AVENDO PIENA CONSAPEVOLEZZA:

  • della drammatica emergenza sanitaria in Broni, con un continuo aumento delle morti per malattie asbesto correlate, dovuta alla presenza della exFibronit, azienda di produzione di manufatti in cemento-amianto, operante fino al 1993;
  • delle difficoltà, in particolare di origine finanziaria, ad ultimare la bonifica del Sito di Interesse Nazionale dell’area exFibronit; difficoltà finanziarie e lungaggini che  possono anche rendere inefficaci le attuali misure realizzate di messa in sicurezza del sito se a queste non seguono immediate operazioni di bonifica integrale del sito con l’asportazione totale dell’amianto presente nell’area.

 VISTE

  • La lettera, a firma del Sindaco, dei Gruppi Consiliari e dalle Forze Politiche di Broni e dalle Associazioni Ambientaliste inviata in data 25 marzo 2013 al Presidente della Regione, On Maroni, all’Assessora Regionale all’Ambiente e per conoscenza ai capigruppo regionali e a tutti i consiglieri regionali della Provincia di Pavia, con cui si chiede a Regione Lombardia di farsi carico di finanziare direttamente o quanto meno di anticipare gli interventi di bonifica del SIN di Broni;
  • L’Interrogazione parlamentare a risposta scritta 4/00239 del 16 aprile 2013, con cui si chiedono adeguate risorse finanziarie che consentano di ultimare la bonifica del sito di interesse nazionale exFibronit insistente a Broni;
  • Le firme dei cittadini alla Petizione Popolare che chiede alle Istituzioni di finanziare al più presto le opere di bonifica dell’area exFibronit

 IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE A:

 attivarsi immediatamente presso il Presidente del Consiglio e i Ministri competenti per ottenere i finanziamenti necessari ad ultimare la bonifica dell’area exFibronit;

 rendersi disponibile, con risorse finanziarie proprie, ad anticipare gli interventi necessari al fine di dare continuità alle operazioni di bonifica, scongiurando anche il rischio di rendere non più efficaci le operazioni di messa in sicurezza, attualmente in atto e già realizzate.

 

 

 

 

 

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Quanto prima discutiamo la nuova Legge sulle Cave

Il tema è urgente e scottante, per le implicazioni che ha avuto in passato e per l’importanza ambientale che comporta. E il Pd è il primo a rilanciarlo alla ripresa dell’attività istituzionale del Consiglio regionale. Ho infatti depositato e ripresentato il progetto di legge sulle cave, quello che tecnicamente si definisce ‘Nuove norme per la coltivazione di sostanze minerali di cave’.

 Ci siamo interrotti al punto in cui l’ex presidente della Commissione stava cercando di abbinare i vari pdl, con risultati che per noi erano già dubbi a ottobre. Ora bisogna ripartire da zero ed è per questo che per noi è urgente ripresentare il nostro progetto. Vogliamo rispondere alle esigenze degli operatori e alle richieste di tutela dell’ambiente.

Ho elencato anche le motivazioni che sottendono la proposta del Pd. Negli ultimi anni le leggi nazionali ed europee in materia sono cambiate. Inoltre, si è modificata profondamente la situazione lombarda. Faccio presente che dei vecchi piani cave ne sono stati realizzati solo il 30-40%. Ciò significa che, per un motivo o per l’altro, forse anche una mancata richiesta del settore edile, alcune cave aprono, altre solo a metà e certe nemmeno vengono avviate. E’ evidente che servono diversi criteri di selezione e una programmazione vera che significa tempi certi anche per gli operatori.

 L’urgenza di ridiscutere il delicato tema delle cave è secondo me dettato dalla necessità di riaprire quanto prima la discussione, che non sarà breve, dentro le commissioni e il Consiglio, e il confronto con gli amministratori locali, gli ambientalisti e gli operatori, appunto, per arrivare a stringere quanto prima una proposta condivisa.

 Insomma, dopo il periodo di stallo, dovuto alla fase elettorale e alla ripresa delle attività, “è prioritario riprendere un percorso interrotto su un tema fondamentale per la programmazione dell’attività regionale e per coniugare l’idea di sviluppo con la difesa dell’ambiente e del territorio. Anche questo sarà un banco di prova importante per verificare sul campo le reali intenzioni di Maroni e della sua Giunta.

 

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Lettera aperta alle Associazioni sulla questione Amianto

 Dopo un’attenta riflessione ho deciso di tornare sulla vicenda amianto per esprimere la mia opinione su una questione specifica sicuramente di rilievo. Dico francamente che dopo il contributo che anch’io ho cercato di dare in tutti questi anni ed in particolare da quando sono in Consiglio Regionale, rispetto alla vicenda processuale, dopo aver salutato positivamente il fatto che si apriva la procedura di carattere giudiziario, avevo scelto la via del silenzio rispettando pienamente il ruolo della Magistratura, nei confronti della quale ho la massima fiducia. Parto dalla convinzione che questi siano giorni importanti per Broni, colpita dal dramma dell’amianto, perché finalmente questa vicenda così dolorosa viene oggi considerata in tutta la sua gravità ed è diventata una priorità. Nelle settimane scorse, per la prima volta, ha fatto visita alla città un Ministro della nostra Repubblica e nei giorni scorsi si è aperto il processo ai responsabili della Fibronit. Siamo arrivati a questo anche perché abbiamo saputo costruire un fronte sostanzialmente unito e compatto. Le associazioni dei famigliari delle vittime dell’amianto e degli esposti amianto, le associazioni ambientaliste e le Istituzioni -Comune, Provincia e Regione- tutte concordi a richiedere due semplici questioni; giustizia per il passato con l’individuazione dei colpevoli della Fibronit e finanziamenti adeguati per la bonifica immediata e integrale dell’area inquinata e per politiche di sostegno alle famiglie degli ammalati. Se oggi abbiamo un alto livello di consapevolezza, di impegno, ed una forte sensibilità è soprattutto perché l’intera comunità e tutte le Istituzioni, inclusi gli Enti di controllo ambientali e sanitari, sono impegnate insieme ai cittadini in questa opera di ripristino della “normalità” per la città di Broni, ben consapevoli che la ferita aperta dalla Fibronit non potrà essere dimenticata. Penso di conoscere la storia della Fibronit, almeno dagli anni 70 ad oggi; il mio ricordo mi riporta a tempi in cui la fabbrica era il motore economico di Broni e gran parte della vita della città e della sua comunità ruotava attorno ad essa. Purtroppo nessuno era consapevole di quanto stava succedendo o almeno vi era una idea molto vaga della pericolosità della fabbrica; nessuno, tranne i proprietari e i responsabili della fabbrica, a mio avviso. Ecco perché, con la piena disponibilità a tenere in considerazione le ragioni di tutti, guardo con preoccupazione la scelta riportata da alcuni giornali che alcuni legali delle parti offese, sia individuali che delle Associazioni, avrebbero deciso di citare in giudizio anche le Istituzioni in qualità di responsabili delle morti dell’amianto. Anzi, mi sento di dire, valutando tutti gli aspetti della questione, che addossare anche alle Istituzioni la responsabilità delle vittime sarebbe molto probabilmente un errore. Non solo perché a mio avviso non è veritiera e non storicizza l’intera vicenda, ma anche perché oggi un simile atteggiamento rischia di rompere un fronte che invece è importante rimanga unito; a mio avviso sarebbe una ulteriore ferita per Broni vedere al processo da una parte gli avvocati degli imputati accumunati a quelli delle Istituzioni e dall’altra quelli delle vittime e delle associazioni. Ribadisco la mia piena fiducia nella Magistratura e, di conseguenza, sono certo che il processo individuerà i veri responsabili delle morti dovute all’amianto, ma anche, eventualmente, quelle persone che all’interno delle Istituzioni o degli Enti di controllo, non abbiano svolto fino in fondo il proprio compito.

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Se Formigoni ha il coraggio, stacchi la spina!

“Il Pd e il Governo del Paese, il Pd e la Regione Lombardia, il Pd e il nostro territorio” è il titolo del dibattito pubblico che si svolgerà questa sera a Carbonara. Altra bella iniziativa per chiedere le dimissioni di Formigoni, le elezioni subito e per costruire la Lombardia del futuro. E’ del tutto evidente, infatti, come già affermato, che non basta chiedere e magari ottenere che il centro destra che attualmente governa la Regione Lombardia vada a casa. Tutto questo naturalmente è fondamentale per fare pulizia ma soprattutto per ridare credibilità, autorevolezza e stabilità al Governo regionale.

E’chiaro che mentre ci si impegna veramente per la realizzazione di questo obiettivo, nel contempo si deve lavorare per una reale alternativa programmatica.

Abbiamo veramente bisogno di contenuti, profondamente innovativi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo, puntando sulla green economy, sulla difesa dell’ambiente, sulla difesa del suolo, sulla valorizzazione paesaggistica e territoriale di ogni parte della nostra Regione.

Di una sanità che funzioni meglio, che privilegi il settore pubblico, con nomine e incarichi che valorizzino merito, competenze, conoscenza dei territori. 

Di uno sviluppo dei trasporti pubblici su ferro e su gomma che metta mano complessivamente al sistema viabilistico e di mobilità, tenendo conto anche delle reti, che non vengono considerate principali, ma che servono migliaia e migliaia di utenti, lavoratori e studenti in particolare.

La Lombardia, insieme allo sviluppo industriale della piccola-media impresa e dell’artigianato, è una Regione a forte vocazione agricola. Da questo punto di vista in tutti i territori si devono sostenere distretti rurali e distretti agro-alimentari, coniugando innovazione, sviluppo del’agricoltura, ambiente e turismo. Partendo da queste linee programmatiche e da una nuova progettualità possono nascere le nuove alleanze sociali e politiche della Lombardia del futuro.

Il Pd intende essere sempre di più “il motore”per la realizzazione di questi obiettivi. Ecco perché la nostra richiesta di cambiamento non presenta davvero subordinate di sorta.

Qui da noi non ci saranno governi tecnici, presidenti del consiglio di garanzia o altre invenzioni. Per noi l’unica strada percorribile è quella di ridare la parola ai cittadini. Il centro destra è chiaramente nell’angolo, per uscirne deve avere la capacità di ripartire prendendo atto della reale situazione che stiamo vivendo.

A Formigoni e al Pdl lanciamo questa sfida: per il governo della Regione  e per la credibilità delle istituzioni.

Alla Lega diciamo questo: oltre alle doverose dimissioni di Renzo Bossi dal consiglio regionale, esiste anche la questione Boni, che un passo indietro effettivo da presidente del consiglio non l’ha ancora fatto.

 Ma la sfida va rivolta anche a Roberto Maroni: non bastano improbabili manifestazioni di orgoglio padano e goliardiche dimostrazioni “scopa-alla-mano” evocando la pulizia all’interno del movimento. Dimostri di saper rinnovare davvero mettendo mano alle vicende dei leghisti che non hanno ancora lasciato il loro posto nelle istituzioni. Ma soprattutto, se proprio si vuole usare la scopa, la sia usi per spazzare via un Governo profondamente deficitario come quello di Roberto Formigoni.

Se davvero Formigoni ha coraggio, stacchi la spina.

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Popolo della Libertà assente alla discussione su amianto e discariche!

Oggi in VI Commissione nonostante i temi di grande rilievo che si dovevano discutere, il Popolo della Libertà ha brillato per la propria assenza. Infatti neppure uno dei consiglieri era presente in aula. Segno dei tempi, ulteriore dimostrazione della situazione di difficoltà nella maggioranza oppure semplicemente sottovalutazione del problema?

Sarebbe grave sia in un caso che nell’altro.

Comunque dopo l’audizione sulla revisione al Piano Cave provinciale di Cremona ho sollevato la questione della procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti di 14 Regioni (Lombardia compresa) per la presenza di non adeguamento delle discariche alle direttive europee che risalgono al 1999.

Subito dopo si è passati all’esame dei due Pdl: quello sanitario firmato da tutti e quello inerente, smantellamento, bonifiche e smaltimento proposto dai consiglieri del Pd.

Dopo mesi di inattività il relatore Bottari ha manifestato l’intenzione di giungere al riaccorpamento dei due Pdl accogliendo alcune proposte nostre.

Si torna dunque alla nostra impostazione iniziale che ha sempre ritenuto che la questione sanitaria, lo smantellamento e la bonifica dell’amianto e lo smaltimento in discarica fossero quattro aspetti da tenere legati e da affrontare nel loro insieme in modo organico.

Ancora elusive invece le risposte in merito alle strutture sanitarie, agli incentivi ed ai finanziamenti per le bonifiche. In particolare la Fibronit dove servono ancora 25 milioni di euro.

Sembra quasi che non si voglia prendere coscienza della vera emergenza ambientale e sanitaria costituita dall’amianto e confermata dalla storica sentenza del tribunale di Torino.

Ora l’impegno è quello di tenere audizioni con gli assessori competenti: Colozzi (Bilancio), Bresciani (Sanità), Belotti (Ambiente). Dal canto nostro presenteremo emendamenti puntuali e continueremo a porre come abbiamo fatto anche in commissione il problema dei tempi. Entro un mese la legge deve approdare al Consiglio regionale.

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Amianto in Lombardia: due progetti di legge fermi.

Lo avevo chiesto una settimana fa, dopo la storica sentenza del tribunale di Torino sul caso amianto di Casale Monferrato: in sintesi, il Consiglio regionale della Lombardia discuta subito una legge sulla gestione dell’amianto presente in regione. E per questo avevo inviato una lettera sia al presidente Boni che al presidente della VI Commissione Ambiente Frosio, entrambi leghisti. Quest’ultimo, ieri mercoledì 22 febbraio 2012, durante la seduta, ha risposto alla richiesta di trattazione dei progetti di legge sull’amianto.

 Abbiamo sollecitato l’iter sul progetto di legge sull’amianto in quanto ce n’è uno che riguarda l’aspetto sanitario che praticamente ha già concluso il suo percorso in Commissione e che quindi va chiuso e portato in Consiglio. Questo anche se vanno apportati dei miglioramenti, per quanto riguarda le strutture sanitarie (una sorta di hospice) per l’accompagnamento dei malati di mesotelioma o asbestosi e per le cure palliative. E poi manca l’aspetto dei finanziamenti. Noi del Pd porteremo in Consiglio questi emendamenti.

 Ma c’è stata una seconda richiesta da parte mia: Vorremmo cioè che si avvii l’iter per la seconda proposta di legge, presentata da noi, sullo smantellamento, la bonifica – partendo da Broni che è considerata un’urgenza a livello regionale e un sito di interesse nazionale – e lo smaltimento dell’amianto, con la programmazione dei siti.

 La risposta di Frosio è presto detta. Ci ha chiesto ancora una settimana di tempo per sottoporre la questione finanziaria all’assessore regionale al Bilancio Colozzi. Ma non è ammissibile attendere ancora, considerato quanto siamo già in ritardo, come dimostra la sentenza di Torino che assume un carattere più generale. Ora non ci sono più dubbi sul fatto che l’amianto rappresenta un grave problema sanitario e ambientale, quindi si smetta di accampare scuse sulla questione delle risorse mancanti perché di fronte a queste emergenze i soldi vanno trovati. Ci si attivi presso il Ministero dell’Ambiente e si chieda di spostare i fondi da settore a settore considerando questa una priorità. E dalla maggioranza che governa Regione Lombardia vogliamo tempi certi per la discussione di questi progetti di legge.

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Treni, l’assessore Cattaneo dice no al bonus straordinario. E’ un errore.

Stamattina in Commissione territorio, indetta in via straordinaria in Consiglio regionale, l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo doveva riferire in merito ad un’interrogazione, presentata dal PD, sui pesanti disagi al servizio ferroviario regionale registrati nelle ultime settimane. Ma per motivazioni formali si è rischiato di discutere su interrogazioni presentate nel luglio scorso posticipando, a data da destinarsi, quella relativa all’emergenza treni. Dopo la fortissima insistenza da parte del Partito democratico e il buon senso del presidente di Commissione, si è proceduto alla discussione del testo del PD. L’assessore Cattaneo ha precisato che non verrà concesso alcun bonus straordinario ai pendolari lombardi in quanto i dati relativi la gestione del servizio ferroviario regionale nel complesso dimostrano un miglioramento di servizio rispetto al 2010. In quanto firmatario dell’interrogazione, sono intervenuto sulla questione. Avevamo chiesto alla Regione di garantire ai pendolari un bonus straordinario per il mese di Marzo senza aspettare la pubblicazione degli indici di affidabilità. Ci sembrava una risposta dignitosa e corretta alle tante criticità emerse sulle linee che attraversano la provincia di Pavia in queste settimane. Il quadro da lui delineato, invece, descrive una realtà parallela lontana anni luce dalla quotidianità che il pendolare affronta ogni mattina. Se si prendono in considerazione i dati nella loro totalità, senza fare distinzione tra le singole tratte, in media il servizio potrà risultare sufficiente. Ma invito l’assessore a sciorinare i dati presentati oggi ai pendolari delle tratte del quadrante sud della Lombardia: si renderebbe conto che l’efficienza lombarda non corre lungo quella direzione. La nostra insistenza nel discutere oggi del servizio ferroviario non è dovuta ad esigenze di visibilità, come afferma l’assessore, ma perché volevamo che venissero date risposte concrete e puntali ai pendolari. Risposte arrivate ma parziali e totalmente insufficienti. Ho fatto inoltre richiesta formale di essere informato delle riunioni e dei tavoli relativi al trasporto ferroviario del quadrante Sud Lombardia. Non vorremmo continuare ad essere informati solo per mezzo stampa.

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Venerdì commissione straordinaria sulle inefficienze ferroviarie.I pendolari partecipino all’incontro!

Venerdì mattina, alle ore 11.00, è convocata in via straordinaria la Commissione Territorio e Mobilità in Consiglio regionale per l’audizione dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo chiamato a rispondere alla mia interrogazione in merito alle inefficienze del servizio ferroviario regionale aggravate dalla straordinaria ondata di maltempo che ha interessato la Lombardia. Vista la gravità della problematica e l’esigenza di un confronto diretto con le istituzioni ci auguriamo che la seduta di Commissione venga aperta anche al comitato dei pendolari, i diretti interessati della discutibile gestione del servizio ferroviario. Sarebbe un’ ottima occasione per l’assessore di dare tutte le spiegazioni necessarie che la situazione richiede e discutere sui provvedimenti che la Regione intende mettere in campo, per noi di avere quel confronto che avevamo chiesto già mesi fa ma che c’è stato negato, alla luce anche del tavolo tecnico che si terrà domani a Palazzo Lombardia tra assessorato e pendolari da cui siamo stati lasciati fuori. Spero che venerdì l’assessore accolga positivamente la nostra richiesta di bonus straordinario, valido per il mese di marzo, inserita nel testo dell’interrogazione. L’audizione offre una buona occasione per discutere assieme sul da farsi. Sarebbe un peccato sprecarla.

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La Sea di Trivolzio in Regione. Verificheremo il mantenimento dei livelli occupazionali

Si è tenuto oggi un incontro tra l’Assessore Rossoni e le rappresentanze dei lavoratori della Sea di Trivolzio, azienda attiva nel mercato dei camper che rischia di chiudere a breve. E’ stato infatti da poco annunciato il trasferimento dell’attività in Toscana e questo comporterà, se non si interviene repentinamente, la perdita del lavoro per 130 lavoratori e la perdita di know how e di alte professionalità per il settore. Regione Lombardia domani ha assicurato la sua presenza al tavolo che si svolgerà presso la Prefettura di Pavia per parlare della procedura di mobilità appena intrapresa da parte della proprietà. Considero quello di oggi, da parte dell’Assessore, un primo passo che verificheremo sul campo. Apprezzo la disponibilità dei lavoratori a ridurre l’orario di lavoro, anche attraverso contratti di solidarietà, pur di continuare l’attività produttiva. Farò la mia parte perché tutte le istituzioni sostengano questo impegno a mantenere i livelli occupazionali.
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