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Disagi ferroviari.Chiesta audizione straordinaria in Commissione Trasporti.

Proseguono i disagi che da domenica pomeriggio si stanno verificando sulle linee ferroviarie del pavese a causa di un malfunzionamento del nuovo sistema informatico per la gestione dei turni del personale introdotto proprio in concomitanza con il via dell’orario invernale. Assieme ai colleghi del PD della Commissione trasporti, ho richiesto al presidente Rienzo Azzi, con una lettera, di convocare con urgenza un’audizione dell’assessore regionale ai trasporti Andrea Gilardoni per relazionare in merito ai disservizi registrati in questi due giorni e sulle misure attivate per ripristinare la corretta operatività del servizio ferroviario regionale.

I pesanti ritardi e le numerose soppressioni occorsi tra ieri e oggi non possono essere solo giustificati da un problema al sistema informatico . Parliamo di ritardi tra i 40 e 50 minuti su un ordine di percorrenza di 30km. Le scuse non bastano, bisogna fare chiarezza per rispetto di tutti i pendolari pavesi che hanno vissuto due giorni di pura passione. Siamo consapevoli che l’attività istituzionale del Consiglio regionale sta vivendo la fase di gestione ordinaria delle attività che solitamente prevede l’attenzione ai soli atti indifferibili ma la situazione straordinaria e la vicenda che ha coinvolto l’Amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz ci spingono a chiedere, con la massima urgenza, un’audizione in Commissione V dell’assessore Gilardoni per avere delucidazioni su quel che è accaduto e  per conoscere gli strumenti che saranno messi in campo per ripristinare la gestione del trasporto ferroviario lombardo. Ci auguriamo che venga accolta la nostra richiesta.

Il consigliere del PD infine chiede che chi ha avuto responsabilità nella vicenda deve risponderne in prima persona: “Alla luce di tutto quel che è accaduto ritengo che l’amministratore delegato Biesuz debba presentare le proprie dimissioni. E’ una richiesta che come gruppo abbiamo espresso prima ancora che le vicende giudiziarie prendessero il sopravvento. Il servizio ferroviario regionale è ancora in tilt e i pendolari sono allo sbando. La regione deve intervenire immediatamente affinché venga ripristinata al più presto l’operatività del servizio”.

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Convegno trasporti a Voghera: Una maldestra kermesse elettorale, confermato solo l’aumento del costo dei biglietti

Hanno trasformato un’occasione istituzionale rilevante per ciò che interessa davvero ai cittadini in una maldestra kermesse elettorale a vantaggio del candidato presidente alle provinciali di PDL e Lega. L’assenza del ministro Matteoli e dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, annunciati alla vigilia come ospiti, ha certo contribuito a ridurre di molto la portata del convegno. Era invece presente l’assessore regionale alla mobilità Raffaele Cattaneo che, insieme ai dirigenti di Ferrovie dello Stato, dopo aver confermato l’imminente nuovo aumento del costo di biglietti e abbonamenti, in cambio di un vago impegno a favore delle linee veloci tra Mortara e Milano e successivamente tra Pavia e Milano, ha invece chiuso ogni possibilità di miglioramento del servizio relativamente a Voghera e all’Oltrepo. Anche, peraltro, opponendosi alla possibilità offerta dalla compagnia privata ArenaWays di istituire una fermata proprio a Voghera, suscitando persino la forte critica da parte dell’assessore comunale Daniele Salerno. È sconcertante che i cittadini e 10.000 pendolari vogheresi ancora una volta non abbiano avuto precise risposte in merito al potenziamento di uno snodo ferroviario determinante per il trasporto passeggeri tanto quanto per il trasporto delle merci. Non so chi abbia avuto la bella idea di consigliare loro di fare un’iniziativa per andare di fronte ai cittadini a ribadire gli aumenti dei treni, a negare ogni prospettiva di nuovi investimenti e a chiudere le porte a nuove opportunità legate alla libera concorrenza. È chiaramente un’ulteriore dimostrazione della confusione mentale del centrodestra in provincia di Pavia.

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Ecco il vero volto del federalismo lombardo.Conferenza stampa con Enrico Letta

 

Cosa significa nei fatti il Federalismo che viene praticato nella nostra Regione? Solo aumenti delle tariffe, diminuzione dei trasferimenti ai Comuni e centralismo delle decisioni. A di là delle parole è importante guardare ai dati perché sono le cifre che parlano più dei sorrisi elargiti dal Presidente Formigoni e dalla sua Giunta. Sono emblematici a questo riguardo le decisioni prese in questi ultimi mesi da Regione Lombardia in merito a Politiche sociali, trasporti , ambiente e reti.

Politiche Sociali-

Vogliamo mettere a confronto i dati degli ultimi 4 anni? Avremo uno spaccato della diminuzione delle risorse destinate alle Politiche sociali e ai trasferimenti dello Stato. Ad esempio il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) è passato per la Lombardia dai 108 milioni del 2008 ai 53,6 milioni del 2011. Una diminuzione del 50%. Su questi fondi la Regione tiene una quota tendenzialmente sempre più alta: siamo già arrivati al 18%. Per la parte riguardante il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza la diminuzione per il 2011 è a dire il vero ridotta di solo il 4,3%,  ma già il prossimo anno non rimarrà nulla del Fondo istituito e finanziato dal Governo Prodi per quanto riguarda il finanziamento dello Stato. E sì che tutte le Regioni si erano dimostrate pronte a sostenerlo. Riassumendo, complessivamente le risorse per le politiche sociali sono passate da 224 milioni del 2009 (anno di massimo impegno finanziario) ai 187 del 2011 (-16,5%).

In questo scenario, è solo grazie all’impegno del PD in Consiglio regionale se si va consolidando una via federalista. E’ solo grazie alle proposte del PD che cerca di inserire nel bilancio regionale 2011 azioni a tutela delle fragilità sociali. Concretamente il Consiglio Regionale impegna la Giunta nella sperimentazione di un nuovo modello organizzativo di integrazione tra il sanitario e il sociale e nell’adozione di un piano operativo regionale contro le forme di povertà sia assoluta che relativa. Proposte, queste, che cercano di rispondere alla forte crescita delle nuove forme di povertà dovute alla perdita di casa, di posto di lavoro o a smembramento dei nuclei famigliari. Le statistiche parlano di 350 mila persone in Lombardia in fortissimo disagio economico. Le iniziative del Terzo settore e degli enti locali che possono garantire i bisogni alimentari e il ricovero notturno vanno inoltre sostenuti in maniera concreta.

Tariffe dei Trasporti-

Qui sono due i dati reali: gli aumenti tariffari e  la qualità del servizio che non migliora, anzi. Dal primo febbraio gli utenti del trasporto regionale pagano il 12, 9% in più, visto che oltre al 10% di cui si parla, scatta anche l’aumento Istat relativo al 2010. Dal primo maggio ci sarà poi un ulteriore aumento sempre del 10%, quindi la somma degli aumenti sarà all’incirca del 25% annuo.

Non solo, da quest’anno non sarà più possibile detrarre le spese  di trasporto dalla dichiarazione dei redditi, grazie alla Manovra finanziaria.

L’abbonamento integrativo “Ioviaggio”, che permette di utilizzare ogni mezzo del trasporto regionale, non è certo una novità come è stata descritta, ma un semplice restyling, più caro di prima, della Carta regionale dei trasporti (CRT).

La CRT costava 250 euro per tre mesi e ora, dopo aver cambiato nome, costerà 99 euro mensili (85 per una fase promozionale), con un aggravio di 16 euro al mese.

Quanto alla qualità, gli ultimi mesi sono stati veramente pesanti, i ritardi su alcune linee sono fuori da ogni logica di servizio, i treni sono spessissimo freddi e con carrozze chiuse per mancanza di personale.

Ambiente-

Nel Bilancio previsionale 2011 la situazione è penalizzata fortemente rispetto agli anni precedenti sul versante della programmazione integrata e alla valorizzazione dei rifiuti, sul lato delle risorse destinate al miglioramento della qualità ambientale e per quanto riguarda la Protezione Civile. Sulla Programmazione integrata le risorse autonome di Regione Lombardia sono il 12% in meno rispetto al 2010 e sulle spese in conto capitale siamo ad oltre il 68% in meno.

Sulla tutela e valorizzazione del Territorio in spesa corrente il salto dal 2010 en il 2011 è da 790 mila euro a zero e quello tra l’assestato 2010 pari a 12 milioni di euro e il previsionale 2011 (di 3 milioni di euro) è ridotto del 25% della spesa.

C’è un disimpegno sulle rinnovabili e sul processo di accompagnamento regionale in questa direzione e si riscontra un abbattimento delle risorse per le spese in conto capitale per programmi regionali e piani d’azione per la qualità dell’aria: 8 milioni di preventivato nel 2010; 32 milioni di assestato sempre in quest’anno e zero euro per le prossime 3 annualità!

Il settore della Protezione Civile ha visto diminuire sensibilmente le risorse di prevenzione sia per quanto riguarda i percorsi di crescita del personale (in buona parte della Protezione Civile e del volontariato) sia per quanto riguarda l’operatività in settori fondamentali di presidio del territorio come il settore forestale e degli incendi. Un dato che, se assommato all’abbattimento quasi totale delle risorse dedicate alle calamità naturali, non mette certo al sicuro Regione Lombardia dagli esiti degli eventi atmosferici in un territorio fortemente antropizzato come quello lombardo. 

Riduzione del peso dei Comuni -

A parole Lega e PDL sono federalisti, ma nei fatti Regione Lombardia non perde un’occasione per estendere la sua influenza e per aumentare il suo peso nelle decisioni territoriali. E’ stato così per la cosiddetta Legge sull’acqua, occasione in cui la Regione ha deciso di votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d’Europa; che costringe le ATO a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale. Ed è il caso oggi con la proposta di legge sulle aree protette (i Parchi) che è in discussione. Una legge che anche in questo caso condiziona la formula statuaria dei soggetti gestori e prevede il passaggio dalla forma consortile a quella di Ente con una quota rilevante di presenza dell’Ente Regione, la quale si riserva di diritto di nomina di un rappresentate indipendente da qualsiasi validazione dell’assemblea dei sindaci. Un quadro davvero sconfortante per chi si veste da paladino delle autonomie locali.

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Treni tratta Pavia-Codogno: orari invariati fino all’estate

I treni della linea Pavia Codogno rimangono invariati fino alla prossima estate.

È quanto si apprende dalle risposte che l’assessore regionale alla mobilità Raffaele Cattaneo ha dato ieri in Commissione Territorio ad una mia interrogazione. L’attenzione è focalizzata sui disagi di studenti e lavoratori di Belgioioso, Corteolona, Santa Cristina, Chignolo Po e altri centri della provincia di Lodi, che si muovono in treno sulla linea Codogno – Pavia e che lamentano la scomodità degli orari dei treni di andata e di ritorno. In particolare, il problema  si pone per la questione del treno della mattina, che diventa incompatibile con gli orari scolastici ogni volta, e non è raro, che si verifichino ritardi. E poi del treno delle 13.40, troppo vicino all’orario d’uscita degli istituti scolastici per essere utilizzato da molti studenti, e troppo distante da quello successivo, che è alle 15,50.

Nessuna risposta su questo è giunta da Cattaneo, che ha annunciato una probabile soluzione con il nuovo orario, che entrerà in vigore in estate. Cattaneo ha anche ricordato che la linea, che serve 1500 utenti, ha avuto nei primi nove mesi del 2010 un indice di puntualità pari al 65%, con un miglioramento al 75% a ottobre.

In ogni caso si tratta di una performance negativa, ben lontana dall’85% previsto come accettabile dalla Regione; sottolineo inoltre che, nei due mesi successivi, la situazione è nuovamente peggiorata.

Cattaneo ha di fatto riconosciuto i problemi che gli abbiamo sottoposto, ma non ha saputo indicare soluzioni a parte una apprezzabile spostamento del treno di ritorno del pomeriggio. Ha dichiarato di aver interessato Trenitalia Le Nord, ma è chiaro che quella linea ha uno stato di sofferenza che rischia di esasperare i pendolari. Chiaramente non possiamo attendere soluzioni che non arrivano. Ci ritroveremo con gli amministratori locali e solleciteremo l’amministrazione provinciale a fare la propria parte per quanto riguarda gli orari, senza dimenticare gli altri problemi di qualità del servizio di trasporto e delle stazioni.

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