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Sanità: la Giunta transitoria si fermi di fronte ai tagli dei servizi

“Fermate le macchine”. E’ l’appello del Pd di fronte al furore legislativo della Giunta transitoria che conta, entro dicembre, di riorganizzare la rete ospedaliera lombarda. La Giunta transitoria non può prendere decisioni tese a modificare l’offerta sociosanitaria e ridurre la qualità dei servizi perché queste non sono prerogative che spettino a una Giunta transitoria. Chiedo a Formigoni e all’assessore Melazzini di essere più cauti. A seguito della presentazione di dimissioni da parte della maggioranza dei consiglieri regionali e in attesa di un nuovo governo regionale, gli atti della Giunta devono infatti essere caratterizzati dall’unica esigenza di assicurare continuità della vita dell’ente. Tutte le altre categorie di atti amministrativi che non siano riconducibili all’ordinaria amministrazione e siano pertanto rinviabili ad altro momento, come stabiliscono le norme vigenti, sono dunque da ritenersi precluse. Qui si sta facendo passare per provvedimenti urgenti dei provvedimenti tesi piuttosto a ridisegnare la rete dei servizi, un tema che dovrebbe essere affrontato con un dibattito adeguato nelle sedi legislative competenti. La Giunta dovrebbe usare cautela e fermare l’approvazione dei Piani di Organizzazione Aziendali che già prevedono ricadute sia sul piano occupazionale che sulla qualità dei servizi ai pazienti come denunciato da operatori ed enti locali.

 

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Con una vera politica per la crescita. Così Monti intende rassicurare l’Europa.

Il Presidente del Consiglio Mario Monti comincia oggi a Bruxelles il suo “tour europeo” che si concluderà con la partecipazione al  vertice con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Il nuovo Governo  prosegue così nel suo lavoro per rassicurare i partner europei  sull’autentico impegno nel risanamento dei conti pubblici e sul rilancio dello sviluppo. In particolare il Presidente del Consiglio illustrerà le linee essenziali del programma presentato alle Camere e cioè rigore nella gestione dei fondi pubblici, il massimo di equità ed una vera politica per la crescita. Inoltre certamente il rappresentante del Governo non mancherà di illustrare le misure previste per i tagli della politica, sia per quanto riguarda i parlamentari (la riduzione dei parlamentari, delle indennità ed il superamento di vitalizi), sia per quanto riguarda le spese ministeriali e di ogni altro settore della macchina burocratica. In questo modo il Governo realizza il duplice obiettivo di sostenere con decisione una politica a favore del Paese e al tempo stesso recuperare il giusto ruolo dell’Italia nel contesto europeo. Con Germania  e Francia e con altri partners europei così come con la Bce il nuovo Presidente del Consiglio vuole discutere alla pari sostenendo una politica economica veramente europeista, senza cedere pezzi importanti della nostra sovranità.

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Il centrodestra dimostra la sua inadeguatezza a dare risposte concrete

Il giornale locale di oggi e non solo tornano sulla questione dei disservizi in cui incappano quotidianamente ed in modo sempre più rilevante i pendolari della nostra Regione. Mentre l’assessore regionale Cattaneo si è ormai affidato alla politica dell’immagine e degli annunci propagandistici parlando di improbabili grandi opere, partecipando ad inaugurazioni come ad esempio quella della bike sharing che si terrà domani alla stazione di Pavia, si dimostra tutta l’inadeguatezza e l’assoluta mancanza di risposte concrete a studenti, pendolari, cittadini ed utenti. Dopo gli aumenti del 23% si è passati al taglio di alcune corse come la Pavia-Codogno, l’Alessandria-Mortara-Milano ed ora corre rischi anche la Piacenza-Stradella-Pavia-Milano. Si tenga conto che tutto ciò avviene sulla base dell’ultima manovra e non contempla ancora gli ulteriori tagli applicati tra maggio ed agosto, che naturalmente non sono ancora stati recepiti dal bilancio di Regione Lombardia. Adesso si capisce perchè gli esponenti del centrodestra non hanno neppure ritenuto di prendere in considerazione gli inviti e la vera e propria sfida che il Pd ha rivolto loro per partecipare insieme a confronti pubblici all’interno delle stazioni ferroviarie. Certamente noi non ci fermeremo, la nostra mobilitazione proseguirà a partire dall’iniziativa del 24 ottobre a Broni, dall’incontro di Garlasco del 28 ottobre e dall’analogo evento in preparazione nella zona del basso pavese sulla base di una mobilitazione già in atto da parte delle amministrazioni, dei pendolari e dei nostri circoli.

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Invitiamo il centrodestra. Appuntamento nelle stazioni ferroviarie.

Ho dato volentieri l’adesione al comitato Class Action dei pendolari e mi sento solidale e molto vicino al loro impegno, che si esplica in tutte le forme possibili e sempre nel pieno rispetto della democrazia. In particolare considero questa iniziativa un segnale forte nei confronti dei danni morali e materiali che vengono arrecati quotidianamente a lavoratori e studenti che utilizzano i mezzi ferroviari e pubblici in generale. D’altro canto l’iniziativa si collega strettamente con l’impegno  che il Pd a livello regionale ha condotto da subito opponendosi ai tagli, agli aumenti delle tariffe, battendosi per superare il degrado delle carrozze dei treni e delle stazioni e costruendo proposte alternative all’attuale stato di cose. Proposte che siano degne di  un Paese civile e di una Regione culturalmente e professionalmente avanzata come la Lombardia. In questo momento stiamo conducendo una nuova campagna di comunicazione contro i tagli del 50% dei mezzi pubblici e contro l’aumento delle tariffe. Ci siamo impegnati a ritornare in tutte le stazioni per sviluppare le nostre proposte e spiegarle sul campo e questa volta abbiamo invitato gli esponenti del centrodestra a confrontarsi con i pendolari e con tutti i cittadini direttamente all’interno delle stazioni.

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Dalla settimana prossima nuovo Tour delle stazioni

Ricomincerò la settimana prossima il Tour delle stazioni ferroviarie: incontrerò nuovamente i pendolari e valuterò le problematiche partendo anche dal “danno e dalla beffa” degli aumenti previsti dal Governo Berlusconi e dalla Regione Lombardia. Dopo la presenza in tutte le stazioni ferroviarie nei mesi scorsi, il Pd, partendo dalle indicazioni dei pendolari, dalle situazioni concrete delle stazioni e dalle condizioni dei treni ha predisposto infatti un pacchetto di proposte da sottoporre all’attenzione della commissione preposta ed al Consiglio Regionale. Proposte che saranno illustrate con un nuovo Tour attraverso le stazioni, incontri con i pendolari e altre iniziative che saranno via via decise.

Nel 2011, infatti, i tagli previsti dalla manovra finanziaria ammontano a 100 milioni di euro per Regione Lombardia compensati da aumenti di biglietti e abbonamenti che toccheranno entro l’anno quota 25% e che pagheranno i pendolari lombardi.

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Il “federalismo municipale” peggiora la situazione dei Comuni

I tagli governativi e regionali nei confronti degli enti locali , oltre ad essere profondamente ingiusti mettono fortemente a rischio i servizi sociali, scolastici, ambientali e rendono particolarmente difficile programmare nuove opere. Il “federalismo municipale” in discussione in Parlamento peggiorerà le cose, costringerà i Comuni ad aumentare le tariffe ed ad applicare nuove tasse. Il rischio è che si apra una frattura nei rapporti con i cittadini che dovranno subire la pesante situazione. I comuni, le province insieme alle loro organizzazioni devono farsi sentire di più , occorre aprire un canale di dialogo permanente con i cittadini. Gli amministratori insieme ai rappresentanti della pubblica amministrazione devono prepararsi a fronteggiare la nuova drammatica situazione finanziaria con grande rigore insieme alle popolazioni. E’ fondamentale che si saldi anche questo fronte di impegno all’iniziativa piùgenerale per costruire rapidamente le condizioni per mandare a casa il governo Berlusconi e per costruire una nuova alleanza sociale e politica in grado di imprimere una chiara svolta al governo del Paese.

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Ecco il vero volto del federalismo lombardo.Conferenza stampa con Enrico Letta

 

Cosa significa nei fatti il Federalismo che viene praticato nella nostra Regione? Solo aumenti delle tariffe, diminuzione dei trasferimenti ai Comuni e centralismo delle decisioni. A di là delle parole è importante guardare ai dati perché sono le cifre che parlano più dei sorrisi elargiti dal Presidente Formigoni e dalla sua Giunta. Sono emblematici a questo riguardo le decisioni prese in questi ultimi mesi da Regione Lombardia in merito a Politiche sociali, trasporti , ambiente e reti.

Politiche Sociali-

Vogliamo mettere a confronto i dati degli ultimi 4 anni? Avremo uno spaccato della diminuzione delle risorse destinate alle Politiche sociali e ai trasferimenti dello Stato. Ad esempio il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) è passato per la Lombardia dai 108 milioni del 2008 ai 53,6 milioni del 2011. Una diminuzione del 50%. Su questi fondi la Regione tiene una quota tendenzialmente sempre più alta: siamo già arrivati al 18%. Per la parte riguardante il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza la diminuzione per il 2011 è a dire il vero ridotta di solo il 4,3%,  ma già il prossimo anno non rimarrà nulla del Fondo istituito e finanziato dal Governo Prodi per quanto riguarda il finanziamento dello Stato. E sì che tutte le Regioni si erano dimostrate pronte a sostenerlo. Riassumendo, complessivamente le risorse per le politiche sociali sono passate da 224 milioni del 2009 (anno di massimo impegno finanziario) ai 187 del 2011 (-16,5%).

In questo scenario, è solo grazie all’impegno del PD in Consiglio regionale se si va consolidando una via federalista. E’ solo grazie alle proposte del PD che cerca di inserire nel bilancio regionale 2011 azioni a tutela delle fragilità sociali. Concretamente il Consiglio Regionale impegna la Giunta nella sperimentazione di un nuovo modello organizzativo di integrazione tra il sanitario e il sociale e nell’adozione di un piano operativo regionale contro le forme di povertà sia assoluta che relativa. Proposte, queste, che cercano di rispondere alla forte crescita delle nuove forme di povertà dovute alla perdita di casa, di posto di lavoro o a smembramento dei nuclei famigliari. Le statistiche parlano di 350 mila persone in Lombardia in fortissimo disagio economico. Le iniziative del Terzo settore e degli enti locali che possono garantire i bisogni alimentari e il ricovero notturno vanno inoltre sostenuti in maniera concreta.

Tariffe dei Trasporti-

Qui sono due i dati reali: gli aumenti tariffari e  la qualità del servizio che non migliora, anzi. Dal primo febbraio gli utenti del trasporto regionale pagano il 12, 9% in più, visto che oltre al 10% di cui si parla, scatta anche l’aumento Istat relativo al 2010. Dal primo maggio ci sarà poi un ulteriore aumento sempre del 10%, quindi la somma degli aumenti sarà all’incirca del 25% annuo.

Non solo, da quest’anno non sarà più possibile detrarre le spese  di trasporto dalla dichiarazione dei redditi, grazie alla Manovra finanziaria.

L’abbonamento integrativo “Ioviaggio”, che permette di utilizzare ogni mezzo del trasporto regionale, non è certo una novità come è stata descritta, ma un semplice restyling, più caro di prima, della Carta regionale dei trasporti (CRT).

La CRT costava 250 euro per tre mesi e ora, dopo aver cambiato nome, costerà 99 euro mensili (85 per una fase promozionale), con un aggravio di 16 euro al mese.

Quanto alla qualità, gli ultimi mesi sono stati veramente pesanti, i ritardi su alcune linee sono fuori da ogni logica di servizio, i treni sono spessissimo freddi e con carrozze chiuse per mancanza di personale.

Ambiente-

Nel Bilancio previsionale 2011 la situazione è penalizzata fortemente rispetto agli anni precedenti sul versante della programmazione integrata e alla valorizzazione dei rifiuti, sul lato delle risorse destinate al miglioramento della qualità ambientale e per quanto riguarda la Protezione Civile. Sulla Programmazione integrata le risorse autonome di Regione Lombardia sono il 12% in meno rispetto al 2010 e sulle spese in conto capitale siamo ad oltre il 68% in meno.

Sulla tutela e valorizzazione del Territorio in spesa corrente il salto dal 2010 en il 2011 è da 790 mila euro a zero e quello tra l’assestato 2010 pari a 12 milioni di euro e il previsionale 2011 (di 3 milioni di euro) è ridotto del 25% della spesa.

C’è un disimpegno sulle rinnovabili e sul processo di accompagnamento regionale in questa direzione e si riscontra un abbattimento delle risorse per le spese in conto capitale per programmi regionali e piani d’azione per la qualità dell’aria: 8 milioni di preventivato nel 2010; 32 milioni di assestato sempre in quest’anno e zero euro per le prossime 3 annualità!

Il settore della Protezione Civile ha visto diminuire sensibilmente le risorse di prevenzione sia per quanto riguarda i percorsi di crescita del personale (in buona parte della Protezione Civile e del volontariato) sia per quanto riguarda l’operatività in settori fondamentali di presidio del territorio come il settore forestale e degli incendi. Un dato che, se assommato all’abbattimento quasi totale delle risorse dedicate alle calamità naturali, non mette certo al sicuro Regione Lombardia dagli esiti degli eventi atmosferici in un territorio fortemente antropizzato come quello lombardo. 

Riduzione del peso dei Comuni -

A parole Lega e PDL sono federalisti, ma nei fatti Regione Lombardia non perde un’occasione per estendere la sua influenza e per aumentare il suo peso nelle decisioni territoriali. E’ stato così per la cosiddetta Legge sull’acqua, occasione in cui la Regione ha deciso di votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d’Europa; che costringe le ATO a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale. Ed è il caso oggi con la proposta di legge sulle aree protette (i Parchi) che è in discussione. Una legge che anche in questo caso condiziona la formula statuaria dei soggetti gestori e prevede il passaggio dalla forma consortile a quella di Ente con una quota rilevante di presenza dell’Ente Regione, la quale si riserva di diritto di nomina di un rappresentate indipendente da qualsiasi validazione dell’assemblea dei sindaci. Un quadro davvero sconfortante per chi si veste da paladino delle autonomie locali.

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