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In attesa della Consulta: Dobbiamo procedere speditamente alla riforma della legge elettorale.

In questi giorni la Consulta deve esprimersi in merito all’ammissibilità della richiesta di referendum per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale. La decisione finale per quanto appaia ancora molto incerta, sembra propendere per la non ammissibilità. Da questo punto di vista occorre però tenere conto del fatto che molte volte le decisioni della Consulta ribaltano le previsioni con modalità anche imprevedibili. In ogni caso nessuno potrà cancellare l’oltre milione di cittadini che in poche settimane hanno firmato per il referendum e nessuno può pensare di non tenere conto della profonda richiesta agli elettori di modificare una legge elettorale tanto negativa come quella in vigore denominata Porcellum da alcuni degli stessi proponenti. La modifica del sistema politico istituzionale, la profonda riforma dei partiti e delle istituzioni è un preciso dovere: abbiamo bisogno di una democrazia che sia capace di assicurare partecipazione, trasparenza, efficacia dell’azione di Governo. Proprio partendo da questa profonda convinzione il Pd non ha certamente atteso la decisione della Consulta per aprire un’ampia discussione con tutte le forze parlamentari e presentando una proposta di legge che è già depositata in Parlamento. Del resto, come Pd, abbiamo sempre considerato il referendum uno strumento necessario per sollecitare il Parlamento ad affrontare finalmente il tema della Riforma della legge elettorale. Abbiamo avuto la piena consapevolezza anche nel momento in cui davamo il nostro decisivo contributo alla raccolta delle firme, che poi in ogni caso si sarebbe dovuto procedere ad una legge. Non solo per evitare il Referendum ma soprattutto per non limitarsi al pure e semplice ritorno alla legge precedente (denominata Mattarellum) di gran lunga migliore di quella in vigore però anch’essa lacunosa da diversi punti di vista. I punti fondamentali della nostra proposta di legge riguardano l’introduzione di un mix di maggioritario (di gran lunga prevalente) e di proporzionale per garantire la rappresentatività delle forze minori che superino il 5% a livello circoscrizionale. In secondo luogo occorre mettere finalmente mano alla differenziazione della Camera con un ruolo legislativo e del Senato con un ruolo di indirizzo e di controllo ma soprattutto rappresentativo delle Regioni e delle autonomie locali. In questo modo anche da questo punto di vista tenendo conto che viviamo in un sistema non bipartitico che deve diventare sempre di più bipolare, dobbiamo caratterizzare il Pd come una nuova forza riformista e progressista che pone le sue priorità nella costruzione della democrazia sovranazionale, europea. La nostra funzione in Italia è quella di ricostruire e rappresentare interessi e ruolo del nostro Paese nel quadro dell’Europa Unita. Una scelta di grande respiro che tiene conto delle grandi trasformazioni ulteriori che stanno intervenendo ad esempio nel Mediterraneo. Una nuova legge elettorale, dunque, profondamente collegata con l’Italia e con l’Europa di oggi, che viene proposta, discussa e ci auguriamo rapidamente approvata dopo un confronto ampio che tiene conto delle posizioni di tutti senza pasticci e fughe in avanti. Una nuova legge elettorale in grado di riavvicinare gli eletti agli elettori e di garantire governabilità e stabilità politica.

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Godiasco, il Consiglio regionale approva il referendum per il cambio di nome in Godiasco Salice Terme

Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato questa mattina il via libera al referendum consultivo per i cittadini di Godiasco, che saranno chiamati ad esprimersi sul cambio del nome del comune di Godiasco in Godiasco Salice Terme. Il PD ha votato convintamente a favore del via libera al referendum, del cui provvedimento sono stato relatore in aula, per cambiare il nome da Godiasco a Godiasco Salice Terme. È chiaro a tutti che Salice Terme, che è frazione di Godiasco, pur avendo oggi più abitanti del capoluogo, ha subito un forte sviluppo turistico e termale, al punto da essere il più importante centro della provincia di Pavia, dotato di importanti strutture sportive e per il tempo libero. Se questa scelta sarà confermata dal referendum  anche il capoluogo Godiasco ne sarà favorito e potrà valorizzare la sua peculiarità dovuta alla sua storia e alla collocazione strategica lungo la “via del sale” che collegava Liguria e Lombardia. Pertanto l’insieme del territorio comunale ne potrà trarre beneficio, come è avvenuto a suo tempo per il paese di Darfo, nel bresciano, rinominato in Darfo Boario Terme.

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Quorum raggiunto e superato

E’ ormai ufficiale come il quorum referendario sia già stato raggiunto ed abbondantemente superato. Una grande forma di democrazia e partecipazione dei cittadini italiani, oltre che la dimostrazione che i titoli dei questiti, sia per una giustizia equa, sia per l’acqua pubblica, sia per il no al nucleare, siamo stati recepiti in funzione di un Paese nuovo e del futuro che gli italiani voglino costruire. .

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Il programma nucleare non ha bisogno di moratorie. Va semplicemente cancellato dall’agenda Italia.

 Il Governo decide la moratoria di dodici mesi al programma nucleare e arriva puntuale, a sostegno la voce di Roberto Formigoni che invoca decisioni dettate da razionalità e non dall’emotività del momento. Cosa ci sia di emotività nell’essere contrari ad un programma nucleare, Formigoni deve proprio spiegarlo. Eravamo contrari prima e lo siamo ora. I fatti di Fukushima sono solo la conferma della pericolosità di una scelta che rischia di provocare danni irreparabili a popolazioni e all’ambiente, alle nostre vite. La scelta della moratoria è per il PD un chiaro tentativo di non parlare del programma nucleare italiano nel momento in cui ci si appresta a votare un referendum. Oltretutto la decisione del Governo arriva in concomitanza con la prevista pubblicizzazione dei siti di possibile insediamento delle centrali in Italia. Le posizioni a favore della moratoria sono in netto contrasto con quanto stanno decidendo i governi occidentali. Proprio ieri il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dopo aver fermato le centrali più vecchie, ha dichiarato che prima la Germania uscirà dal nucleare e meglio sarà. Un annuncio responsabile che dovrebbe far riflettere i politici di casa nostra sempre pronti ad equilibrismi, questi sì emotivi. E lo dico perché l’emotività di cui parla Formigoni non ha impedito a Regione Lombardia di individuare i presidi ospedalieri per gestire i timori di contagio di una nube radioattiva che arriva da oltre 5000 km di distanza. Un chiaro segnale della pericolosità dell’opzione nucleare che in un Paese responsabile dovrebbe solo portare ad annullare il programma nazionale e pensare piuttosto ad irrobustire le politiche di sostegno alle energie rinnovabili.

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Sì al Referendum sull’acqua

La Corte Costituzionale ha espresso parere favorevole al Referendum proposto dai Comitati e dai Movimenti sostenuti dal Partito Democratico della Provincia di Pavia allo scopo di mantenere la Gestione Pubblica dell’acqua.
Si tratta di una buona notizia, che ci consente di proseguire, su un nuovo e più avanzato terreno, la nostra battaglia iniziata con la raccolta delle firme e proseguita a livello Istituzionale per modificare la Legge Nazionale ed  impedire che il Consiglio Regionale varasse, come ha fatto negli ultimi giorni del 2010, una legge profondamente sbagliata, attraverso la quale ha aperto alla privatizzazione, senza tenere nella giusta considerazione il ruolo degli Enti Locali e delle Aziende Pubbliche di gestione del servizio idrico integrato.
Da subito, quindi, si dovrà avviare il lavoro per la Costituzione dei Comitati aperti ai cittadini, agli Amministratori Pubblici, ai Movimenti e alle Forze Politiche disponibili ad impegnarsi per il SI al Referendum.
Così come si dovrà dare il via ad una grande campagna di informazione che coinvolga tutti i Comuni del territorio. Dal canto nostro, all’interno delle Istituzioni, faremo in modo che la data del Referendum sia la più vicina possibile.
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