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Sulla questione Merck, la responsabilità deve essere anche sociale

Mentre la Regione ha chiesto il tavolo istituzionale sulla crisi dello stabilimento Merck Italia a Pavia, che si terrà il prossimo 19 giugno a Roma, vorrei che l’asse del ragionamento si spostasse anche sul tema delle responsabilità imprenditoriali. E’ vero che esiste una responsabilità politica e delle istituzioni molto forte, ma c’è anche una responsabilità del mondo economico e imprenditoriale che è di carattere sociale. Non si può abbandonare uno stabilimento senza porsi il problema delle ricadute drammatiche che una decisione come questa può riversare sul territorio e sulla società locale.

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Protezione civile: bene le idee, ora passiamo ai fatti

Si è svolto oggi, in VI Commissione Ambiente e Protezione civile, l’incontro con l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile Simona Bordonali sulle linee di intervento per le politiche di settore. Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’assessore e del presidente della Commissione a tenere un confronto costante con i consiglieri commissari e con i territori. A quanto sembra da questo primo incontro, si vuole valorizzare adeguatamente la Protezione civile che è un punto di riferimento importante nei nostri territori non solo per tutto quello che fa, ma anche perché si tratta di volontari e, tra l’altro, con un numero significativo di giovani che partecipano. Fatto che in un momento di crisi tra le istituzioni e i cittadini dimostra un interesse importante e da non sottovalutare soprattutto da parte dei ragazzi. Alle buone intenzioni devono seguire i fatti: esistono ancora situazioni in cui Regione Lombardia non ha fatto fronte alla prima emergenza e alla fase di pronto intervento. Abbiamo ancora comuni che attendono i rimborsi, per quanto già approvati dalla Regione, per le alluvioni del 2010. Per non parlare dei danni provocati dagli eventi atmosferici più recenti. Adesso, dopo la question time presentata in Consiglio regionale qualche giorno fa e riguardante parte del territorio dell’Oltrepò pavese colpito, appunto, da alluvioni e smottamenti, si sono aggiunti altri comuni, che hanno subito danni in questi ultimissimi tempi, come Romagnese e Zavattarello.

Ai piccoli comuni bisogna almeno togliere il patto di stabilità, quando devono affrontare queste emergenze e dare un segnale attraverso finanziamenti aggiuntivi per i piani di emergenza e per la formazione del personale. Poi c’è tutta la partita della programmazione da fare per gli interventi infrastrutturali che servono alla prevenzione. Questi fondi vanno garantiti già nel prossimo bilancio regionale. All’interno della Commissione, oggi, si è trovata anche un’intesa generale per la modifica della delibera 924 che stabiliva di arrivare a esaurimento fondi. Bordonali e il suo dirigente hanno detto che la per la prima emergenza i soldi arriveranno a breve. Sarà nostra cura verificare e controllare che ciò avvenga in stretto rapporto con i comuni. Inoltre, abbiamo spinto sulla necessità di un sostegno ai privati colpiti dagli eventi calamitosi, in particolare le imprese agricole.

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Approvati i POA di AO Pavia e Policlinico San Matteo durante la campagna elettorale.

Il 30/01/2013 e il 13/02/2013, nel bel mezzo della Campagna Elettorale e mentre i candidati del Centro Destra promettevano ai cittadini della provincia di Pavia una organizzazione Sanitaria in discontinuità con il passato, coerente con le esigenze territoriali e che garantisse un ruolo e la sopravvivenza dei piccoli ospedali, la giunta Regionale, ormai di fatto decaduta, approvava i Piani di organizzazione Aziendali di AO e Policlinico, così come presentati dai Direttori Generali delle Aziende il 15/11/2012.

E’ stato dato un avvallo politico a documenti tecnici che non dialogano in modo sinergico per la costituzione di una rete, ma, in molti casi, si limitano a dei tagli di strutture. Valgano come esempi il taglio definitivo dell’ortopedia dell’Ospedale di Varzi, senza riconversione delle risorse per altre prestazioni presso quell’ospedale; la mancata istituzione della Stroke Unit di I livello a Voghera.  Neppure, poi, è citata la problematica delle patologie asbesto correlate.

Questa è la dimostrazione di come il Centro Destra abbia gestito e, con tutta probabilità, abbia intenzione di gestire la Sanità in regione Lombardia. Anziché ad una sinergia tra strutture pubbliche e private accreditate si punta alla concorrenzialità. Non c’è un vero ruolo per gli Ospedali pubblici; in questo modo è difficile prevedere una sostenibilità economica stabile nel tempo, soprattutto per i piccoli Ospedali della nostra provincia.

In consiglio Regionale chiederemo che i Piani di organizzazione aziendali vengano rivisti e ripensati, così come continuerà la nostra battaglia contro il precariato e a favore della stabilizzazione degli operatori sanitari; continueremo a chiedere che ai malati di mesotelioma possa essere offerta la possibilità di cura anche nella nostra provincia.

 

 

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Milano, Voghera, Pavia: la solita minestra riscaldata.

Milano, Voghera, Pavia: dalla mozione di sfiducia a Formigoni alla paralisi amministrativa del Comune di Voghera, governato a singhiozzo da un traballante  centrodestra, ai problemi della giunta pavese. La stessa minestra riscaldata che i cittadini non si meritano più di ingoiare a forza. 

Oggi, qui al Pirellone, si discute in aula la sfiducia contro Formigoni e la sua Giunta. Sul piatto ce n’è fin troppo di marcio: dalle firme false, alla vergogna della malasanità, alle vicende giudiziarie, alla totale incapacità di affrontare i problemi della Lombardia. Obiettivamente non credo sia una situazione ancora tollerabile.

Così come non può essere tollerabile il tentativo di riorganizzazione all’interno del centrodestra vogherese, dove si cerca di tenere insieme con la colla un’amministrazione che fatica ad avere i numeri e sulla quale pesa l’ombra nera di un’indagine giudiziaria.  La parola, a questo punto, deve assolutamente tornare agli elettori.  

Dal canto nostro l’impegno sarà deciso e continuativo fino alla meta. Stiamo lavorando per una nuova Lombardia, per una Lombardia che guardi con dignità al Futuro.

Per quanto riguarda i nostri appuntamenti sul territorio, stasera alle 21 ci incontreremo con i coordinatori di circolo dell’Oltrepo alla Camera del Lavoro di Stradella. Da qui ripartiremo  con le nostre iniziative, che peraltro non hanno mai avuto interruzioni, e decideremo le iniziative per i prossimi giorni. Sarete sempre informati, perché insieme ricostruiremo questa Regione e ridaremo respiro a queste città, soffocate da un malgoverno al quale dobbiamo assolutamente mettere la parola “fine”.

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Maugeri: emerge grave aggressione al patrimonio sanitario lombardo.

Dalle inchieste della magistratura sembra emergere una vera e propria aggressione al patrimonio sanitario lombardo.Da una parte l’eccellenza rappresentata dalla Maugeri grazie al qualificato lavoro di medici e operatori, dall’altra una gestione superficiale che ha reso la sanita, regionale ad bessere tra le piu’ costose grazie all’introduzione di Ticket, super Ticket e addizionali molto elevate. In questo quadro la Regione sborsa ogni anno oltre 200 milioni di Euro come rimborso per le prestazioni sanitarie ed oltre 30 milioni per la ricerca.Tutto questo mentre Formigoni dichiara di non saperne nulla. Ma i controlli non competono a lui ed alla sua Giunta?

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Se Formigoni ha il coraggio, stacchi la spina!

“Il Pd e il Governo del Paese, il Pd e la Regione Lombardia, il Pd e il nostro territorio” è il titolo del dibattito pubblico che si svolgerà questa sera a Carbonara. Altra bella iniziativa per chiedere le dimissioni di Formigoni, le elezioni subito e per costruire la Lombardia del futuro. E’ del tutto evidente, infatti, come già affermato, che non basta chiedere e magari ottenere che il centro destra che attualmente governa la Regione Lombardia vada a casa. Tutto questo naturalmente è fondamentale per fare pulizia ma soprattutto per ridare credibilità, autorevolezza e stabilità al Governo regionale.

E’chiaro che mentre ci si impegna veramente per la realizzazione di questo obiettivo, nel contempo si deve lavorare per una reale alternativa programmatica.

Abbiamo veramente bisogno di contenuti, profondamente innovativi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo, puntando sulla green economy, sulla difesa dell’ambiente, sulla difesa del suolo, sulla valorizzazione paesaggistica e territoriale di ogni parte della nostra Regione.

Di una sanità che funzioni meglio, che privilegi il settore pubblico, con nomine e incarichi che valorizzino merito, competenze, conoscenza dei territori. 

Di uno sviluppo dei trasporti pubblici su ferro e su gomma che metta mano complessivamente al sistema viabilistico e di mobilità, tenendo conto anche delle reti, che non vengono considerate principali, ma che servono migliaia e migliaia di utenti, lavoratori e studenti in particolare.

La Lombardia, insieme allo sviluppo industriale della piccola-media impresa e dell’artigianato, è una Regione a forte vocazione agricola. Da questo punto di vista in tutti i territori si devono sostenere distretti rurali e distretti agro-alimentari, coniugando innovazione, sviluppo del’agricoltura, ambiente e turismo. Partendo da queste linee programmatiche e da una nuova progettualità possono nascere le nuove alleanze sociali e politiche della Lombardia del futuro.

Il Pd intende essere sempre di più “il motore”per la realizzazione di questi obiettivi. Ecco perché la nostra richiesta di cambiamento non presenta davvero subordinate di sorta.

Qui da noi non ci saranno governi tecnici, presidenti del consiglio di garanzia o altre invenzioni. Per noi l’unica strada percorribile è quella di ridare la parola ai cittadini. Il centro destra è chiaramente nell’angolo, per uscirne deve avere la capacità di ripartire prendendo atto della reale situazione che stiamo vivendo.

A Formigoni e al Pdl lanciamo questa sfida: per il governo della Regione  e per la credibilità delle istituzioni.

Alla Lega diciamo questo: oltre alle doverose dimissioni di Renzo Bossi dal consiglio regionale, esiste anche la questione Boni, che un passo indietro effettivo da presidente del consiglio non l’ha ancora fatto.

 Ma la sfida va rivolta anche a Roberto Maroni: non bastano improbabili manifestazioni di orgoglio padano e goliardiche dimostrazioni “scopa-alla-mano” evocando la pulizia all’interno del movimento. Dimostri di saper rinnovare davvero mettendo mano alle vicende dei leghisti che non hanno ancora lasciato il loro posto nelle istituzioni. Ma soprattutto, se proprio si vuole usare la scopa, la sia usi per spazzare via un Governo profondamente deficitario come quello di Roberto Formigoni.

Se davvero Formigoni ha coraggio, stacchi la spina.

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Legge sul trasporto pubblico locale votata all’unanimità:ora servono risorse.

Per la provincia di Pavia un passo in avanti, ma ora occorrono risorse. Ieri pomeriggio è stato approvato all’unanimità in Consiglio regionale l’articolato che disciplina il settore del trasporto pubblico in Lombardia. È un buon provvedimento che favorirà la mobilità sostenibile e promuoverà un sistema di governance su aree vaste. Questa è la prima legge di riforma del sistema del trasporto pubblico locale.

Una legge che arriva in forte ritardo rispetto alle richieste pervenute dal territorio. La responsabilità politica è da imputare esclusivamente a Formigoni che in 17 anni non ha colto la necessità di rinnovare un sistema nevralgico come quello del trasporto regionale.

Il testo approvato è il frutto di un lavoro condiviso. Rispetto alla formulazione della Giunta, sono state apportate modifiche importanti e migliorie tecniche. Sono stati accolti nostri emendamenti che correggono punti essenziali dell’articolato. Innanzitutto è stato ridotto il numero dei bacini da sette a cinque: in particolare per la provincia di Pavia si è tenuto conto della mia indicazione e della proposta avanzata dall’Assessore provinciale ai trasporti Michele Bozzano tesa a realizzare un bacino in grado di programmare e svolgere funzioni di programmazione e gestione nel pieno rispetto delle autonomie territoriali. Una rivoluzione nella gestione del trasporto pubblico che migliorerà notevolmente la programmazione su area vasta del servizio e porterà importanti benefici economici e per la mobilità.

 Un’altra novità riguarda la decisione di trasformare le stazioni ferroviarie in punti di snodo per la mobilità sostenibile: si favorirà così lo scambio ferro-gomma creando le condizioni per una intermodalità diffusa

Esprimo particolare soddisfazione per l’accoglimento di specifici emendamenti a favore del coinvolgimento degli utenti in prima persona. Nella definizione dei contratti di servizio infatti dovranno essere coinvolte per la prima volta in forma obbligatoria le associazioni dei consumatori e i comitati dei pendolari. La legge da sola non è sufficiente a risolvere le problematiche legate ai disservizi.

Per questo ho presentato un ordine del giorno, votato in Consiglio all’unanimità, che chiede alla Giunta di reperire maggiori risorse da destinare al trasporto pubblico locale.

Sarà ora importante un lavoro comune tra Regione, Provincia e associazioni dei pendolari per una puntuale applicazione della legge.

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A Pavia una coalizione con le carte in regola per fare bene

Ho assistito ieri pomeriggio alla prima seduta del consiglio provinciale di Pavia. Daniele Bosone, neoeletto Presidente, ha illustrato le linee programmatiche di mandato, dimostrando che questa coalizione ha tutte le carte in regola per effettuare un rilancio concreto della nostra provincia. Particolarmente approfonditi sono stati i temi riguardanti il lavoro, lo sviluppo territoriale e le questioni ambientale e sociale.

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In visita al carcere di Pavia “Torre del Gallo”, tra sovraffollamento e carenze strutturali.

506 detenuti, 70 in più rispetto all’ultima visita fatta alcuni mesi fa. Un record in negativo perché quel carcere in particolare non aveva mai superato i 500 ospiti. Parallelamente il personale è inferiore almeno del 50% rispetto agli standard previsti. In sostanza nonostante la grande professionalità ed il notevole impegno dei dipendenti che mi sento di ringraziare per l’impegno, la condizione di “Torre del Gallo”, a Pavia, non si discosta dagli standard della situazione carceraria nazionale. Emerge in tutta la sua evidenza l’esigenza di un grande piano di sviluppo dell’edilizia carceraria per non avere più celle predisposte per una persona con all’interno 3 detenuti, per avere spazi adeguati per persone civili che devono scontare una pena ma hanno il diritto di essere considerati come tutti gli esseri umani. Inoltre si deve mettere mano al sistema sociosanitario che evidentemente soffre anch’ esso di carenze strutturali complessive. Ci riferiamo in particolare prevalentemente all’aspetto psicologico che riveste un’importanza decisiva. Oltre che dalla nostra volontà di essere presenti e di monitorare costantemente la condizione carceraria, la visita di oggi prendeva avvio anche da alcune segnalazioni relative a proteste dei detenuti legate alla condizione complessiva e da specifici aspetti sanitari. Questioni, queste, che non hanno trovato smentita dall’incontro che abbiamo avuto con la direzione del carcere. Rispetto a questa situazione difficile, il nostro impegno per collegare il carcere alla società ed alle istituzioni proseguirà, così come proseguiremo nell’obiettivo di rendere più umane le condizioni dei detenuti. Da questo punto di vista terremo fede al nostro impegno di proporre un garante a livello istituzionale che svolta anche la funzione di coordinamento tra le varie istituzioni, le associazioni di volontariato e la stessa direzione del carcere.

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Presentato a Pavia il libro di Zaninotto sul Sud Sudan

 E’ stato presentato questa mattina all’istituto Cairoli di Pavia il libro  di Claudio Zaninotto “Quando 2 elefanti litigano…è l’erba che ci va di mezzo- Metafora della guerra Sud Sudanese”. Presente all’incontro  anche il politico Salva Kiir Mayardit, attuale Presidente in pectore del Sud Sudan che otterrà l’indipendenza il prossimo 9 luglio diventando il 54esimo stato libero africano. Presenti anche il preside  del Cairoli,Tanzi, insieme alla professoressa Quaranta, rappresentante anche dell’associazione Anthropos che ha lavorato con gli studenti collaborando attivamente alla stesura del libro insieme all’autore; oltre a me, erano in prima fila anche il vescovo del Sud Sudan, ad un delegato del vescovo di Pavia Monsignor Giudici e al sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. L’autore del libro, da decenni impegnato per comprendere le realtà di questo mondo in via di sviluppo, ha lavorato per costruire la scuola e l’acquedotto in una zona ancora in via di sviluppo nel Sud Sudan ed ha raccontato come questo volume sarà presto utilizzato come testo scolastico dai ragazzi sud sudanesi.  “E’ importante il ruolo del volontariato in realtà come quella del Sud Sudan, ma resta importante, per tutti i Paesi in via di sviluppo, anche l’impegno delle istituzioni. Il sindaco di Pavia si è impegnato a stare vicino al progetto; dal canto mio ritengo che si debbano coinvolgere anche le altre comunità della provincia di Pavia, nonché Regione Lombardia, al fine di dare un contributo per impegno di sviluppo e crescita di questo Paese”.

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