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Sul caso Cre scrivo ai cittadini di Lomello e Galliavola

Il tema che vorrei brevemente trattare approfittando un po’ del vostro tempo è quello relativo all’impianto della Cre nel territorio del comune di Lomello per il trattamento dei fanghi, la cui costruzione è iniziata da poco nonostante la forte protesta di cittadini, enti locali, associazioni ambientaliste.

Lo scopo di questa mia lettera è quello di ribadire che considero profondamente sbagliato questo insediamento, sia per il metodo utilizzato dalla società Cre, sia per ragioni di merito e più in particolare perché quando l’iter è iniziato esisteva una decisione regionale di chiudere questo tipo di trattamento in agricoltura entro il 2013 (naturalmente tutto questo mantiene intatta la sua validità).

In secondo luogo occorre considerare che gli impianti già esistenti in Provincia di Pavia coprono almeno  il doppio del fabbisogno.

In terzo luogo, vorrei ricordare che sulla procedura esistono ricorsi al Tar che devono ancora trovare una precisa risposta. Ma soprattutto ho sempre considerato sbagliato non tenere conto delle bellezze artistiche, culturali, storiche presenti nel comune di Lomello, la cui vocazione deve favorire lo sviluppo di un’agricoltura di qualità e del turismo. Inoltre è bene ricordare che il territorio della Lomellina nel suo complesso è già stato particolarmente compromesso da altri insediamenti di grande impatto. 

In merito ad alcune dichiarazioni apparse sulla stampa locale, ci tengo molto a precisare che nel pieno rispetto delle opinioni di tutti (soprattutto considerando la specificità della situazione), il mio impegno non è mai venuto meno.

Ho presentato diverse interpellanze per chiedere a Regione Lombardia di non procedere o almeno di interrompere l’iter in attesa di una ridiscussione complessiva e della espressione degli organi amministrativi interessati. Dopo aver partecipato ad una assemblea pubblica e dopo una bellissima manifestazione che si è svolta nella piazza di Lomello con la presenza dei bambini delle scuole, insieme ad altri rappresentanti  istituzionali e politici, ho mantenuto fede a tutti gli impegni che mi ero assunto pubblicamente scrivendo al presidente Formigoni e sollevando in ogni circostanza la problematica, operando di concerto con l’amministrazione provinciale eletta nel maggio scorso.

Ogni volta che è stata richiesta la mia presenza e quella dei miei colleghi di partito a livello istituzionale, questa presenza non è certamente mancata  così come ribadisco il pieno e totale impegno a stare dalla parte di chi ritiene che la vicenda non sia da considerarsi chiusa.

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Tavolo territoriale di confronto di Pavia-Documento strategico annuale.

Si è tenuto lunedì 27 giugno il Tavolo territoriale di confronto di Pavia-Documento strategico annuale. Ho ritenuto opportuno partecipare per evidenziare alcune priorità di intervento. Partendo dalle relazioni dei documenti che illustravano i vari settori di manovra  per Regione Lombardia e Provincia di Pavia,ho voluto porre l’attenzione su alcune problematiche che ritengo di primissimo piano.

Acqua pubblica: Innanzitutto, partendo dall’esito dei Referendum, la necessità per Regione Lombardia di adeguare la legge regionale sulla gestione dell’acqua per consentire la pubblicizzazione, così come previsto dai referendum stessi,  e costruendo le condizioni per una gestione pubblica da parte di enti locali insieme all’amministrazione provinciale.

Nucleare: Naturalmente dovendo l’Italia e di conseguenza anche Regione Lombardia avviare la fuoriuscita del nucleare, diventa ancor più necessario accelerare le procedure per l’approvazione delle linee guida per le fonti energetiche alternative in modo da consentire alle Province l’approvazione degli appositi piani energetici e della Regione di mettere in atto la programmazione complessiva.

Successivamente mi sono soffermato sui seguenti temi:

Il dissesto idrogeologico dell’Oltrepo, affrontando le emergenze e parallelamente le cause strutturali del dissesto tenendo in considerazione al contempo la condizione dei nostri corsi d’acqua.

La rimozione dell’amianto e la bonifica dell’ex Fibronit di Broni attraverso un’azione coordinata che preveda di aiutare anche economicamente i cittadini e gli enti locali, di trovare i fondi per la bonifica e di affrontare l’importante questione della salute pubblica.

Infine ho toccato altri temi di attualità: la Cre di Lomello, ribadendo il “NO” all’impianto per lo spandimento di fanghi in agricoltura; la Zps, prevedendo la valorizzazione dei territori in lomellina ed il sostegno del reddito degli agricoltori; l’aumento dei trasporti ferroviari, ponendo l’attenzione sui problemi concreti della Mortara-Vigevano-Pavia-Milano, sullo snodo vogherese e sulla linea Pavia-Codogno.

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Metteremo in campo tutte le azioni possibili contro l’impianto di Lomello

Oggi  in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, si è tornati a parlare del discusso insediamento a Lomello, in provincia di Pavia, dell’ impianto trattamento fanghi della società Cre. L’assessore regionale all’Ambiente, Daniele Belotti, rispondendo a una interpellanza depositata ad aprile, si è dimostrato “fumoso e non ha rassicurato i cittadini e gli enti locali interessati, che hanno espressamente manifestato sin dall’inizio la loro contrarietà all’impianto”. L’assessore smentisce, di fatto, se stesso. Dice che Regione Lombardia ha emesso ben 81 prescrizioni sull’impianto dimostrando in questo modo di nutrire forti preoccupazioni sull’insediamento della Cre a Lomello. Questo vuol dire che quella del territorio non è una posizione ideologica, ma è una rigorosa e motivata contrarietà alla struttura localizzata nel cuore della Lomellina. Inoltre, non condivido la critica mossa dall’assessore secondo cui la documentazione presentata dagli enti sarebbe scarsamente motivata sul lato tecnico. Ritengo che i comuni abbiano fatto pienamente la loro parte fornendo adeguate motivazioni tecniche per salvaguardare un comune come quello di Lomello e le zone limitrofe, caratterizzati da un’agricoltura di pregio e purtroppo già martoriati da impianti di vario genere. Forti della posizione unanime assunta dai 28 comuni e dalle associazioni di categoria interessate, proseguiremo nel nostro impegno mettendo in campo tutte le azioni possibili. Saremo sempre a fianco degli enti locali, delle associazioni ambientaliste e della cittadinanza che dal principio hanno combattuto affinché sia rispettato il loro territorio per raggiungere un unico obiettivo: fermare l’insediamento dell’impianto”. Una vicenda, quella di Lomello, che non è destinata a sfumare e che mostra altri elementi di criticità. Villani ha chiesto, infatti, chiarimenti riguardo alla sentenza del Tar che prevede l’annullamento del termine di attività di spandimento fanghi nel 2013, come previsto da una legge regionale del 2009. L’assessore regionale ha preannunciato che il Pirellone non ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. L’assessore si è limitato a preannunciare la volontà di convocare nei prossimi giorni un tavolo di confronto tra i rappresentanti dei gestori dei depuratori, delle società di trattamento fanghi, degli agricoltori e dei tre assessorati coinvolti, Territorio, Ambiente e Agricoltura, per discutere sullo spandimento fanghi in agricoltura. Anche su questa partita occorrerà una estrema attenzione e, come sempre, valuteremo passo per passo gli esiti degli incontri.

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Lettera a Formigoni sul caso Lomello

Caro Presidente,

 la scorsa domenica mattina ho partecipato ad una bellissima manifestazione nel comune di Lomello, nella mia provincia, dove era presente tutto il paese: migliaia di persone, molte provenienti anche dai territori circostanti, i bambini delle scuole, ben venticinque sindaci di ogni orientamento politico.

La manifestazione è stata indetta dalle amministrazioni comunali di Lomello e di Galliavola per esprimere il netto dissenso rispetto alla costruzione da parte della società CRE Centro Ricerche Ecologiche S.p.a., di un impianto per il trattamento di fanghi speciali nel territorio ricadente tra i due comuni.

Le motivazioni di merito che hanno animato la manifestazione sono ampiamente condivisibili, riferite ad un modello di sviluppo della Lomellina che vogliono sia fortemente legato alla vocazione di quel territorio. In particolare, Lomello è uno dei più bei borghi della Lomellina e della Lombardia, con straordinari reperti architettonici a partire dalle antiche mura tardoromane fino ai monumenti medievali. L’impianto in questione sorgerebbe a circa 700 metri dalle case di questa cittadina. Si tratta inoltre di un territorio a vocazione agricola purtroppo già colpito dalla presenza di impianti particolarmente impattanti.

Occorre inoltre tenere conto che nei confronti dell’impianto, secondo i dati non necessario per le esigenze del territorio provinciale, esistono ben due ricorsi al Tar effettuati dai comuni interessati e dall’amministrazione provinciale di Pavia.

Ritengo vi sia una importante questione di democrazia: non è possibile che le ragioni della totalità dei comuni della zona, dell’amministrazione provinciale, delle associazioni ambientaliste, delle forze economiche e sociali non vengano tenute nella minima considerazione.

Per queste ragioni sono a chiederle, in qualità di capo della Giunta, un intervento diretto che interrompa le procedure. Le chiedo di sottoporre all’assessorato e agli uffici competenti l’opportunità di sospendere l’iter autorizzativo dell’impianto in attesa del parere del tribunale amministrativo regionale, e anche di avviare parallelamente un ripensamento in merito all’autorizzazione suddetta.

 Sicuro di una sua pronta risposta la saluto cordialmente

 Giuseppe Villani, consigliere regionale Gruppo Pd Lombardia

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