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Sanità: la Giunta transitoria si fermi di fronte ai tagli dei servizi

“Fermate le macchine”. E’ l’appello del Pd di fronte al furore legislativo della Giunta transitoria che conta, entro dicembre, di riorganizzare la rete ospedaliera lombarda. La Giunta transitoria non può prendere decisioni tese a modificare l’offerta sociosanitaria e ridurre la qualità dei servizi perché queste non sono prerogative che spettino a una Giunta transitoria. Chiedo a Formigoni e all’assessore Melazzini di essere più cauti. A seguito della presentazione di dimissioni da parte della maggioranza dei consiglieri regionali e in attesa di un nuovo governo regionale, gli atti della Giunta devono infatti essere caratterizzati dall’unica esigenza di assicurare continuità della vita dell’ente. Tutte le altre categorie di atti amministrativi che non siano riconducibili all’ordinaria amministrazione e siano pertanto rinviabili ad altro momento, come stabiliscono le norme vigenti, sono dunque da ritenersi precluse. Qui si sta facendo passare per provvedimenti urgenti dei provvedimenti tesi piuttosto a ridisegnare la rete dei servizi, un tema che dovrebbe essere affrontato con un dibattito adeguato nelle sedi legislative competenti. La Giunta dovrebbe usare cautela e fermare l’approvazione dei Piani di Organizzazione Aziendali che già prevedono ricadute sia sul piano occupazionale che sulla qualità dei servizi ai pazienti come denunciato da operatori ed enti locali.

 

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La Legislatura è finita, dopo il Consiglio regionale di oggi anche Formigoni e il Pdl ne prendono atto.

 Il Pd è pronto ad assumersi le proprie responsabilità di Governo.

La nostra iniziativa e la disponibilità a presentare le dimissioni ha accelerato la crisi del centrodestra. Anche Formigoni ha dovuto prenderne atto. Rivendichiamo con forza i meriti del Pd e delle opposizioni che sicuramente hanno riaperto le condizioni per tornare al voto il prima possibile. Il successo sarà nostro, non certo del Carroccio e del Pdl, che anche in queste ore non è chiaro su ciò che vogliono fare. Siamo noi che abbiamo lavorato bene, denunciando puntualmente tutte le questioni che si aprivano, dalle firme false in poi. Siamo noi che siamo sempre stati presenti sui problemi. Siamo noi che abbiamo operato al meglio in una situazione complicata e difficile. Ora c’è un impegno formale a modificare la Legge elettorale in pochissimo tempo. La commissione preposta è già convocata per domani ed il Consiglio che la discuterà è già convocato per il 25 ottobre. Non ci sono più alibi per nessuno. Entro quella data si può fare una buona Legge e successivamente il Consiglio può essere sciolto. I tempi per la convocazione degli elettori oscillano tra i 45 ed i 90 giorni. Il Prefetto al quale compete la convocazione delle elezioni sicuramente saprà tenere conto della volontà dei cittadini e dell’intera società lombarda di andare alle urne il prima possibile. Certamente potranno esserci altri colpi di coda o tentativi dilatori ma la pressione dell’opinione pubblica e la determinazione del Pd e delle opposizioni sicuramente non permetteranno a Lega e Pdl di rinviare ulteriormente questa scadenza democratica per i loro giochi di potere, per scaricare le loro responsabilità o magari per giochi politici romani. Ricordiamo tutti che anche in caso di mancato accordo, il Consiglio deve essere sciolto. Lo possono determinare 41 dimissioni di consiglieri oppure le dimissioni di Formigoni che a questo punto non può più nascondersi e sottrarsi alle sue responsabilità. E ora il Pd è pronto a restituire ai territori questo grande lavoro come proposta di governo, anche attraverso il movimento civico che vogliamo costruire in ogni provincia. Siamo pronti, cioè, ad assumerci le nostre responsabilità di governo, partendo dalle primarie e dai confronti aperti sul campo.

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Non ne sa nulla!!!!

Non aveva spiegato in aula tutta la vicenda politico -giudiziaria che lo riguardava. Aveva escluso la possibilita’ di essere coinvolto in inchieste giudiziarie. Ora dice che sono prive di fondamento le notizie del ” Corriere della Sera” che lo vorrebbero indagato. Si chiama fuga dalle sue responsabilita’ istituzionali e politiche. Con il massimo di rispetto ribadisco che la situazione non e’ piu’ sostenibile. Al voto subito!!!!

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Sull’ambiente il piatto piange e Formigoni si limita agli annunci

Sull’ambiente il piatto di Regione Lombardia piange. Nonostante i proclami del presidente Formigoni che non trovano riscontro nelle finanze del suo governo. Oggi in commissione Ambiente come Gruppo abbiamo bocciato il Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2011 e l’Assestamento al bilancio 2012 e pluriennale 2012-2014, preannunciando battaglia in Consiglio regionale a suon di emendamenti.

Tutto ci parla di uno scarso impegno di Regione Lombardia su ambiente, green economy e Protezione civile. Al di là delle cifre (ma c’è persino un’ulteriore riduzione di 68mila euro in nome della spending rewiew), sulla partita dell’ambiente non ci siamo proprio: tant’è che Pdl e Lega non sono neanche riusciti a far fronte alle emergenze in Oltrepò pavese o nel comasco, visto che non ci sono i soldi per rimborsare i danni delle alluvioni dell’anno scorso.

 E ciononostante,  Formigoni partecipa alla conferenza internazionale sulle biomasse e annuncia 900 milioni di euro per un nuovo piano triennale per la qualità dell’aria che dovrebbe muovere investimenti e indotto per un totale di 2 miliardi e 200 milioni di euro. Peccato che di quei soldi non ci sia traccia né nel bilancio 2013, né in quello 2014 e tanto meno in eventuali delibere. Rimaniamo in attesa di sapere dove le ha viste quelle risorse.

 Il Pd, insomma, è stanco della politica degli annunci che va di pari passo con sempre maggiori tagli.  E il bello è che persino il presidente di Commissione Ambiente, il leghista Frosio, mi ha dato pienamente ragione, ribattendomi che sì, quello di Formigoni era solo un annuncio. Ma non è così che si amministra: i progetti e i programmi vanno discussi dentro l’istituzione, non lanciati casualmente nell’aere.

 

 

 

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Una legislatura nata male, che sta proseguendo peggio.

Abbiamo presentato la mozione di sfiducia contro Formigoni e la sua Giunta. Il centro destra si è arroccato a difesa del potere, tentando di resistere ancora un po’ senza prendere atto che questa legislatura e’ nata male e sta proseguendo peggio.  

E’ partita con le firme false, e’ proseguita con la malasanità: vorrei ricordarvi, ad esempio, le vicende ASL e Maugeri, lo scandalo delle bonifiche, la gestione dei rifiuti, il dramma del lavoro, la difesa dell’ ambiente..tutte tematiche di rilievo per la nostra società ma che non hanno mai avuto da questa Giunta le adeguate risposte. Risposte che i giovani, gli anziani, le famiglie lombarde invece si meriterebbero e delle quali hanno certamente diritto.

Formigoni ed il centrodestra non vogliono affrontare il distacco tra cittadini, politica ed istituzioni. Eppure si tratta ormai di un centrodestra che non ha più la maggioranza degli elettori, così come dimostrano le recenti elezioni amministrative affrontate da Pdl e Lega.

Ormai Pdl e Lega appaiono concentrati solo a difendere le loro poltrone, a tentare una improbabile riorganizzazione del loro sistema di potere. In questo vedo una similitudine con la situazione di alcuni comuni importanti anche della provincia di Pavia.

Così come vedo una similitudine con vicende che hanno interessato la provincia di Pavia, come quella della decapitazione dell’Asl, come la vicenda della Maugeri, la mancanza di controlli e di trasparenza nella sanità privata finanziata dal pubblico. Anche su questi temi la risposta di Formigoni e del centrodestra è stata assolutamente insufficiente ed anche per questi motivi abbiamo chiesto le loro dimissioni per restituire la parola agli elettori lombardi.

Certamente per noi questo è un punto di partenza per un’iniziativa che si articolerà nella società lombarda per costruire una nuova Lombardia.  Quella del centrodestra ha tutta l’aria di essere la vittoria di Pirro, sia perché pesa ancora fortemente la questione delle firme false, sia perché già al prossimo Consiglio ci sarà una nuova mozione che chiederà a Formigoni di lasciare la presidenza del Comitato per l’Expo, tema questo particolarmente caro anche ai leghisti. Dalle parole ai fatti vedremo…

Vorrei ricordare che la mozione di sfiducia che era stata presentata da noi insieme a Sel e all’Italia dei Valori in Aula ha avuto anche il consenso del’Udc e del Partito dei Pensionati.

Fatto significativo questo che fa capire come oltre ad essere ormai in minoranza nella società lombarda, il centrodestra è sempre più solo, diviso ed arroccato anche all’interno del Consiglio regionale.

Il Pd è pronto ad un grande e trasparente confronto.

 

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Milano, Voghera, Pavia: la solita minestra riscaldata.

Milano, Voghera, Pavia: dalla mozione di sfiducia a Formigoni alla paralisi amministrativa del Comune di Voghera, governato a singhiozzo da un traballante  centrodestra, ai problemi della giunta pavese. La stessa minestra riscaldata che i cittadini non si meritano più di ingoiare a forza. 

Oggi, qui al Pirellone, si discute in aula la sfiducia contro Formigoni e la sua Giunta. Sul piatto ce n’è fin troppo di marcio: dalle firme false, alla vergogna della malasanità, alle vicende giudiziarie, alla totale incapacità di affrontare i problemi della Lombardia. Obiettivamente non credo sia una situazione ancora tollerabile.

Così come non può essere tollerabile il tentativo di riorganizzazione all’interno del centrodestra vogherese, dove si cerca di tenere insieme con la colla un’amministrazione che fatica ad avere i numeri e sulla quale pesa l’ombra nera di un’indagine giudiziaria.  La parola, a questo punto, deve assolutamente tornare agli elettori.  

Dal canto nostro l’impegno sarà deciso e continuativo fino alla meta. Stiamo lavorando per una nuova Lombardia, per una Lombardia che guardi con dignità al Futuro.

Per quanto riguarda i nostri appuntamenti sul territorio, stasera alle 21 ci incontreremo con i coordinatori di circolo dell’Oltrepo alla Camera del Lavoro di Stradella. Da qui ripartiremo  con le nostre iniziative, che peraltro non hanno mai avuto interruzioni, e decideremo le iniziative per i prossimi giorni. Sarete sempre informati, perché insieme ricostruiremo questa Regione e ridaremo respiro a queste città, soffocate da un malgoverno al quale dobbiamo assolutamente mettere la parola “fine”.

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FORMIGONI SMENTITO DA DACCO’. PDL E LEGA FAREBBERO BENE A VOTARE LA SFIDUCIA

Le rivelazioni di Repubblica sulle risposte di Piero Daccò ai Pm smentiscono categoricamente le spiegazioni che Formigoni ha dato ai lombardi.

La Lombardia non ha bisogno di un presidente ‘smemorato’ e tanto meno insincero. Ora Pdl e Lega non possono fare finta di nulla e se hanno a cuore l’opinione dei cittadini devono mettersi nell’ottica di chiudere l’era Formigoni.

Noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia, vedano loro se cogliere l’opportunità o tirare malamente a campare.

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Se Formigoni ha il coraggio, stacchi la spina!

“Il Pd e il Governo del Paese, il Pd e la Regione Lombardia, il Pd e il nostro territorio” è il titolo del dibattito pubblico che si svolgerà questa sera a Carbonara. Altra bella iniziativa per chiedere le dimissioni di Formigoni, le elezioni subito e per costruire la Lombardia del futuro. E’ del tutto evidente, infatti, come già affermato, che non basta chiedere e magari ottenere che il centro destra che attualmente governa la Regione Lombardia vada a casa. Tutto questo naturalmente è fondamentale per fare pulizia ma soprattutto per ridare credibilità, autorevolezza e stabilità al Governo regionale.

E’chiaro che mentre ci si impegna veramente per la realizzazione di questo obiettivo, nel contempo si deve lavorare per una reale alternativa programmatica.

Abbiamo veramente bisogno di contenuti, profondamente innovativi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo, puntando sulla green economy, sulla difesa dell’ambiente, sulla difesa del suolo, sulla valorizzazione paesaggistica e territoriale di ogni parte della nostra Regione.

Di una sanità che funzioni meglio, che privilegi il settore pubblico, con nomine e incarichi che valorizzino merito, competenze, conoscenza dei territori. 

Di uno sviluppo dei trasporti pubblici su ferro e su gomma che metta mano complessivamente al sistema viabilistico e di mobilità, tenendo conto anche delle reti, che non vengono considerate principali, ma che servono migliaia e migliaia di utenti, lavoratori e studenti in particolare.

La Lombardia, insieme allo sviluppo industriale della piccola-media impresa e dell’artigianato, è una Regione a forte vocazione agricola. Da questo punto di vista in tutti i territori si devono sostenere distretti rurali e distretti agro-alimentari, coniugando innovazione, sviluppo del’agricoltura, ambiente e turismo. Partendo da queste linee programmatiche e da una nuova progettualità possono nascere le nuove alleanze sociali e politiche della Lombardia del futuro.

Il Pd intende essere sempre di più “il motore”per la realizzazione di questi obiettivi. Ecco perché la nostra richiesta di cambiamento non presenta davvero subordinate di sorta.

Qui da noi non ci saranno governi tecnici, presidenti del consiglio di garanzia o altre invenzioni. Per noi l’unica strada percorribile è quella di ridare la parola ai cittadini. Il centro destra è chiaramente nell’angolo, per uscirne deve avere la capacità di ripartire prendendo atto della reale situazione che stiamo vivendo.

A Formigoni e al Pdl lanciamo questa sfida: per il governo della Regione  e per la credibilità delle istituzioni.

Alla Lega diciamo questo: oltre alle doverose dimissioni di Renzo Bossi dal consiglio regionale, esiste anche la questione Boni, che un passo indietro effettivo da presidente del consiglio non l’ha ancora fatto.

 Ma la sfida va rivolta anche a Roberto Maroni: non bastano improbabili manifestazioni di orgoglio padano e goliardiche dimostrazioni “scopa-alla-mano” evocando la pulizia all’interno del movimento. Dimostri di saper rinnovare davvero mettendo mano alle vicende dei leghisti che non hanno ancora lasciato il loro posto nelle istituzioni. Ma soprattutto, se proprio si vuole usare la scopa, la sia usi per spazzare via un Governo profondamente deficitario come quello di Roberto Formigoni.

Se davvero Formigoni ha coraggio, stacchi la spina.

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CASO PONZONI. NUOVA LEGGE ELETTORALE E SUBITO AL VOTO.

L’arresto di Massimo Ponzoni, ex assessore regionale ed ora consigliere segretario dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, che va ad aggiungersi ad altre pesanti vicende giudiziarie che hanno colpito Regione Lombardia in quest’ultimo periodo non può che evidenziare la lungimiranza del Pd, che insieme a Sel ed Italia Dei Valori sin dall’inizio dell’indagine aveva chiesto le dimissioni di Ponzoni dalla carica di vicepresidente del Consiglio. Ora però le dimissioni non bastano piu’!

Ora e’ tutto il centro destra ad avere un serio e grave problema di credibilita’. Si tratta ormai di una situazione gravissima che sta investendo Pdl, Lega e lo stesso Presidente Formigoni.

Stiamo assistendo alla crisi di un sistema di potere, di un metodo di Governo, di una modalita’ di concepire il rapporto con le istituzioni.

Di fronte a tutto questo la strada maestra e’ quella di accelerare la riforma della legge elettorale con l’abolizione del listino bloccato, con l’approvazione del limite di mandato che non deve superare le due legislature. Ed una volta approvata la legge va da sé che si debba tornare rapidamente al voto. Solo gli elettori possono restituire infatti quei valori di credibilita’, legittimazione ed autorevolezza ad un istituzione ormai incapace di affrontare i temi importanti del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della  questione sociale che sono fortemente presenti sul territorio regionale.

Solo gli elettori possono determinare il profondo rinnovamento di una classe dirigente ormai al capolinea. Solo il voto dei cittadini può rilanciare la politica regionale che deve garantire trasparenza, efficacia ed elevati valori etici e morali.

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Territorio già stressato. Urgente fermare il progetto di Ferrera

La notizia dell’esistenza di un progetto per una discarica controllata per rifiuti contenenti amianto in Comune di Ferrera Erbognone mi ha spinto a presentare un’interrogazione al presidente Formigoni e agli assessori competenti per avere notizie più approfondite sulla questione.

Nell’interrogazione ricordo che la Società Acta srl ha presentato il progetto che prevede operazioni di scavo per l’approntamento della discarica su un’area complessiva di circa 101.017 metri quadri, in una zona già interessata dalla presenza di diverse attività tra cui la più grande raffineria d’Europa.

 E nonostante la consapevolezza che la questione dello smaltimento dell’amianto nei manufatti è una emergenza prioritaria e l’obiettivo previsto dalla normativa regionale sia stato disatteso, sottopongo delle richieste di chiarimenti alla Giunta lombarda su diverse questioni.

 Soprattutto, chiedo se non ci sia una urgente volontà di non autorizzare la discarica, visto che la localizzazione della stessa riguarda una delle zone – non solo della Provincia di Pavia ma dell’intera Regione Lombardia – ‘più stressata’ dal punto di vista ambientale, per la presenza di diverse attività impattanti, tra cui la Raffineria di Sannazzaro de Burgondi. Inoltre, il progetto di discarica non interessa una cava esaurita, ma riguarda un terreno vergine che per attivare la discarica dovrebbe essere escavato con ulteriore e ingiustificato consumo di suolo. Altra questione, il progetto di discarica presenta pesanti criticità dal punto di vista idrogeologico e per la viabilità.  Per questo voglio sapere se presidente e assessori non ritengano urgente che la Regione avvii con la Provincia di Pavia un’azione di programmazione e pianificazione tesa a individuare, con un censimento puntuale, le quantità di amianto presenti in Provincia di Pavia, a realizzare la bonifica della ex Fibronit di Broni, che rappresenta un’emergenza sanitaria drammatica, e a individuare le aree del territorio provinciale idonee a ospitare una discarica per rifiuti contenenti cemento amianto, al fine di individuare la localizzazione ambientalmente più sostenibile per lo smaltimento dell’amianto del bacino provinciale.

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