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Lettera aperta alle Associazioni sulla questione Amianto

 Dopo un’attenta riflessione ho deciso di tornare sulla vicenda amianto per esprimere la mia opinione su una questione specifica sicuramente di rilievo. Dico francamente che dopo il contributo che anch’io ho cercato di dare in tutti questi anni ed in particolare da quando sono in Consiglio Regionale, rispetto alla vicenda processuale, dopo aver salutato positivamente il fatto che si apriva la procedura di carattere giudiziario, avevo scelto la via del silenzio rispettando pienamente il ruolo della Magistratura, nei confronti della quale ho la massima fiducia. Parto dalla convinzione che questi siano giorni importanti per Broni, colpita dal dramma dell’amianto, perché finalmente questa vicenda così dolorosa viene oggi considerata in tutta la sua gravità ed è diventata una priorità. Nelle settimane scorse, per la prima volta, ha fatto visita alla città un Ministro della nostra Repubblica e nei giorni scorsi si è aperto il processo ai responsabili della Fibronit. Siamo arrivati a questo anche perché abbiamo saputo costruire un fronte sostanzialmente unito e compatto. Le associazioni dei famigliari delle vittime dell’amianto e degli esposti amianto, le associazioni ambientaliste e le Istituzioni -Comune, Provincia e Regione- tutte concordi a richiedere due semplici questioni; giustizia per il passato con l’individuazione dei colpevoli della Fibronit e finanziamenti adeguati per la bonifica immediata e integrale dell’area inquinata e per politiche di sostegno alle famiglie degli ammalati. Se oggi abbiamo un alto livello di consapevolezza, di impegno, ed una forte sensibilità è soprattutto perché l’intera comunità e tutte le Istituzioni, inclusi gli Enti di controllo ambientali e sanitari, sono impegnate insieme ai cittadini in questa opera di ripristino della “normalità” per la città di Broni, ben consapevoli che la ferita aperta dalla Fibronit non potrà essere dimenticata. Penso di conoscere la storia della Fibronit, almeno dagli anni 70 ad oggi; il mio ricordo mi riporta a tempi in cui la fabbrica era il motore economico di Broni e gran parte della vita della città e della sua comunità ruotava attorno ad essa. Purtroppo nessuno era consapevole di quanto stava succedendo o almeno vi era una idea molto vaga della pericolosità della fabbrica; nessuno, tranne i proprietari e i responsabili della fabbrica, a mio avviso. Ecco perché, con la piena disponibilità a tenere in considerazione le ragioni di tutti, guardo con preoccupazione la scelta riportata da alcuni giornali che alcuni legali delle parti offese, sia individuali che delle Associazioni, avrebbero deciso di citare in giudizio anche le Istituzioni in qualità di responsabili delle morti dell’amianto. Anzi, mi sento di dire, valutando tutti gli aspetti della questione, che addossare anche alle Istituzioni la responsabilità delle vittime sarebbe molto probabilmente un errore. Non solo perché a mio avviso non è veritiera e non storicizza l’intera vicenda, ma anche perché oggi un simile atteggiamento rischia di rompere un fronte che invece è importante rimanga unito; a mio avviso sarebbe una ulteriore ferita per Broni vedere al processo da una parte gli avvocati degli imputati accumunati a quelli delle Istituzioni e dall’altra quelli delle vittime e delle associazioni. Ribadisco la mia piena fiducia nella Magistratura e, di conseguenza, sono certo che il processo individuerà i veri responsabili delle morti dovute all’amianto, ma anche, eventualmente, quelle persone che all’interno delle Istituzioni o degli Enti di controllo, non abbiano svolto fino in fondo il proprio compito.

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Popolo della Libertà assente alla discussione su amianto e discariche!

Oggi in VI Commissione nonostante i temi di grande rilievo che si dovevano discutere, il Popolo della Libertà ha brillato per la propria assenza. Infatti neppure uno dei consiglieri era presente in aula. Segno dei tempi, ulteriore dimostrazione della situazione di difficoltà nella maggioranza oppure semplicemente sottovalutazione del problema?

Sarebbe grave sia in un caso che nell’altro.

Comunque dopo l’audizione sulla revisione al Piano Cave provinciale di Cremona ho sollevato la questione della procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti di 14 Regioni (Lombardia compresa) per la presenza di non adeguamento delle discariche alle direttive europee che risalgono al 1999.

Subito dopo si è passati all’esame dei due Pdl: quello sanitario firmato da tutti e quello inerente, smantellamento, bonifiche e smaltimento proposto dai consiglieri del Pd.

Dopo mesi di inattività il relatore Bottari ha manifestato l’intenzione di giungere al riaccorpamento dei due Pdl accogliendo alcune proposte nostre.

Si torna dunque alla nostra impostazione iniziale che ha sempre ritenuto che la questione sanitaria, lo smantellamento e la bonifica dell’amianto e lo smaltimento in discarica fossero quattro aspetti da tenere legati e da affrontare nel loro insieme in modo organico.

Ancora elusive invece le risposte in merito alle strutture sanitarie, agli incentivi ed ai finanziamenti per le bonifiche. In particolare la Fibronit dove servono ancora 25 milioni di euro.

Sembra quasi che non si voglia prendere coscienza della vera emergenza ambientale e sanitaria costituita dall’amianto e confermata dalla storica sentenza del tribunale di Torino.

Ora l’impegno è quello di tenere audizioni con gli assessori competenti: Colozzi (Bilancio), Bresciani (Sanità), Belotti (Ambiente). Dal canto nostro presenteremo emendamenti puntuali e continueremo a porre come abbiamo fatto anche in commissione il problema dei tempi. Entro un mese la legge deve approdare al Consiglio regionale.

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Amianto in Lombardia: due progetti di legge fermi.

Lo avevo chiesto una settimana fa, dopo la storica sentenza del tribunale di Torino sul caso amianto di Casale Monferrato: in sintesi, il Consiglio regionale della Lombardia discuta subito una legge sulla gestione dell’amianto presente in regione. E per questo avevo inviato una lettera sia al presidente Boni che al presidente della VI Commissione Ambiente Frosio, entrambi leghisti. Quest’ultimo, ieri mercoledì 22 febbraio 2012, durante la seduta, ha risposto alla richiesta di trattazione dei progetti di legge sull’amianto.

 Abbiamo sollecitato l’iter sul progetto di legge sull’amianto in quanto ce n’è uno che riguarda l’aspetto sanitario che praticamente ha già concluso il suo percorso in Commissione e che quindi va chiuso e portato in Consiglio. Questo anche se vanno apportati dei miglioramenti, per quanto riguarda le strutture sanitarie (una sorta di hospice) per l’accompagnamento dei malati di mesotelioma o asbestosi e per le cure palliative. E poi manca l’aspetto dei finanziamenti. Noi del Pd porteremo in Consiglio questi emendamenti.

 Ma c’è stata una seconda richiesta da parte mia: Vorremmo cioè che si avvii l’iter per la seconda proposta di legge, presentata da noi, sullo smantellamento, la bonifica – partendo da Broni che è considerata un’urgenza a livello regionale e un sito di interesse nazionale – e lo smaltimento dell’amianto, con la programmazione dei siti.

 La risposta di Frosio è presto detta. Ci ha chiesto ancora una settimana di tempo per sottoporre la questione finanziaria all’assessore regionale al Bilancio Colozzi. Ma non è ammissibile attendere ancora, considerato quanto siamo già in ritardo, come dimostra la sentenza di Torino che assume un carattere più generale. Ora non ci sono più dubbi sul fatto che l’amianto rappresenta un grave problema sanitario e ambientale, quindi si smetta di accampare scuse sulla questione delle risorse mancanti perché di fronte a queste emergenze i soldi vanno trovati. Ci si attivi presso il Ministero dell’Ambiente e si chieda di spostare i fondi da settore a settore considerando questa una priorità. E dalla maggioranza che governa Regione Lombardia vogliamo tempi certi per la discussione di questi progetti di legge.

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Amianto: occupiamoci della bonifica ed evitiamo le polemiche

In merito al dibattito che si è aperto a Broni sulla questione di una eventuale localizzazione di una discarica per l’amianto è bene precisare le seguenti questioni:

1)      La Lega Nord invece di aprire una polemica sul nulla farebbe meglio ad occuparsi del tema della bonifica della Fibronit e di tanti edifici pubblici e privati presenti anche in Oltrepo ed in provincia di Pavia. In particolare per quanto riguarda la Fibronit è bene ricordare che finora sono stati promessi o stanziati soldi relativi alle messe in sicurezza che è cosa ben diversa dalla bonifica. Per quanto riguarda la bonifica stessa come è noto servono 25 milioni di euro che vanno reperiti in parte dal Governo nazionale ed in parte dalla stessa Regione Lombardia che, se non vado errato, sono governati entrambi dal centrodestra e dalla Lega;

2)      Per quanto riguarda il discorso discariche ed i siti per lo stoccaggio è appena il caso di ricordare che esiste una indicazione di piano provinciale che prevede in modo vago l’individuazione di un sito per il territorio della provincia di Pavia che non indica assolutamente il comune di Broni o la zona limitrofa;

3)       Va da sé che è assolutamente fuorviante intraprendere ora iniziative contro discariche inesistenti. La città di Broni e la zona dell’Oltrepo fortemente colpite dal problema dell’amianto non hanno bisogno di polemiche strumentali effettuate esclusivamente allo scopo di una bassa politica con l’obiettivo di rifarsi un’immagine e costruire un’improbabile rivincita dopo la sonora sconfitta elettorale. Noi come sempre siamo dalla parte dei cittadini colpiti da questo dramma e dalla parte di tutta la popolazione che aspira ad una definitiva soluzione del problema.

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Legge sull’amianto : il caso Fibronit è priorità

Il progetto di legge riguardante le norme per il risanamento ambientale, in particolare la bonifica dell’Ex Fibronit di Broni, in provincia di Pavia, è stato oggetto di discussone della Commissione Ambiente e protezione civile riunitasi mercoledì 9 febbraio.

Piena soddisfazione per l’avvio dell’iter legislativo: il primo, importante, tassello nella questione dello smaltimento e della conseguente bonifica dell’ex Fibronit. Serve, inoltre, ad affrontare in modo serio gli aspetti sanitari che affliggono da troppo tempo la provincia di Pavia.

Visti i recenti risvolti della vicenda vale a dire, un processo penale intentato dai familiari delle vittime dell’amianto, si è chiesto espressamente di avviare un percorso di discussione ampio ed aperto ai contributi di tutti gli enti coinvolti: Provincia, comuni interessati, Arpa, Asl e anche associazioni ambientaliste. In particolare il Progetto di legge mira ad aumentare la sensibilità democratica circa lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, soprattutto dopo che il risultato del recente censimento, effettuato dall’amministrazione provinciale, ha palesato attenzione anche da parte della cittadinanza.

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