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Ex Fibronit: Il Consiglio regionale diventa parte attiva nella bonifica

L’emergenza sanitaria e l’urgenza della bonifica all’ex Fibronit di Broni ha intrapreso un cammino diverso e più snello dentro le istituzioni. E questo per merito di una mozione che ho presentato  e che è stata votata ieri, martedì 7 maggio 2013, dopo alcune modifiche e integrazioni con altrettanti documenti presentati da altri consiglieri, in Consiglio regionale.

Avevo chiesto che Regione Lombardia fosse disponibile a intervenire con risorse finanziarie proprie per le opere di bonifica. In realtà, se non sarà un intervento diretto, il Consiglio regionale seguirà la vicenda Broni con trasparenza e puntiglio in VI Commissione Ambiente, mentre la Regione chiederà con forza allo Stato di continuare le operazioni.

 Il Consiglio ha, infatti, impegnato la Giunta ad attivarsi immediatamente presso il Presidente del Consiglio e i Ministri competenti per ottenere i finanziamenti necessari a ultimare la bonifica dell’area ex Fibronit, ma anche a coinvolgere prioritariamente, nella valutazione dei passaggi utili alla completa soluzione del problema, la VI Commissione Ambiente assieme alle realtà locali, regionali e associative, e impegnandosi a riferire sullo stato di avanzamento dell’attività entro 6 mesi dalla presente mozione.

 Non posso che essere soddisfatto della discussione perché è stato affrontato ancora una volta nel merito e correttamente il tema della bonifica. Abbiamo trovato un’intesa tra posizioni diverse, ma il nostro punto di riferimento rimangono i quattro temi ripresi nella mia mozione: l’estrema emergenza del caso Broni; il fatto che i soggetti interessati siano principalmente il Governo ma anche la Regione, oltre che gli enti locali, le associazioni ambientaliste e dei famigliari delle vittime; la verifica molto trasparente in Commissione e in Consiglio regionale; su queste basi saremo particolarmente attivi.

Oggi il Consiglio e i suoi membri si sono dati uno strumento per mettere insieme le istituzioni che devono lavorare per la bonifica.

 

 

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Presentata la Mozione per eccelerare l’iter della bonifica di ex Fibronit

E’ stata presentata la mozione per accelerare l’iter di bonfica dell’ex Fibronit. Intanto prosegue sul territorio pavese la nostra campagna di sensibilizzazione e di raccolta firme.

MOZIONE

 Il Consiglio Regionale

 AVENDO PIENA CONSAPEVOLEZZA:

  • della drammatica emergenza sanitaria in Broni, con un continuo aumento delle morti per malattie asbesto correlate, dovuta alla presenza della exFibronit, azienda di produzione di manufatti in cemento-amianto, operante fino al 1993;
  • delle difficoltà, in particolare di origine finanziaria, ad ultimare la bonifica del Sito di Interesse Nazionale dell’area exFibronit; difficoltà finanziarie e lungaggini che  possono anche rendere inefficaci le attuali misure realizzate di messa in sicurezza del sito se a queste non seguono immediate operazioni di bonifica integrale del sito con l’asportazione totale dell’amianto presente nell’area.

 VISTE

  • La lettera, a firma del Sindaco, dei Gruppi Consiliari e dalle Forze Politiche di Broni e dalle Associazioni Ambientaliste inviata in data 25 marzo 2013 al Presidente della Regione, On Maroni, all’Assessora Regionale all’Ambiente e per conoscenza ai capigruppo regionali e a tutti i consiglieri regionali della Provincia di Pavia, con cui si chiede a Regione Lombardia di farsi carico di finanziare direttamente o quanto meno di anticipare gli interventi di bonifica del SIN di Broni;
  • L’Interrogazione parlamentare a risposta scritta 4/00239 del 16 aprile 2013, con cui si chiedono adeguate risorse finanziarie che consentano di ultimare la bonifica del sito di interesse nazionale exFibronit insistente a Broni;
  • Le firme dei cittadini alla Petizione Popolare che chiede alle Istituzioni di finanziare al più presto le opere di bonifica dell’area exFibronit

 IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE A:

 attivarsi immediatamente presso il Presidente del Consiglio e i Ministri competenti per ottenere i finanziamenti necessari ad ultimare la bonifica dell’area exFibronit;

 rendersi disponibile, con risorse finanziarie proprie, ad anticipare gli interventi necessari al fine di dare continuità alle operazioni di bonifica, scongiurando anche il rischio di rendere non più efficaci le operazioni di messa in sicurezza, attualmente in atto e già realizzate.

 

 

 

 

 

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Sabato a Recoaro…

Sabato a Recoaro abbiamo discusso seriamente di amianto, senza toni propagandistici, ma mettendo in evidenza il cammino fatto, le difficoltà reali e la previsione di quanta strada ci sia ancora da fare. Sono stati toccati gli aspetti sanitari e ambientali relativi alla bonifica, trovando una condivisione larga sul fatto che occorre affrontare tutto con una visione organica e complessiva. Ormai c’è piena consapevolezza di come il tema amianto non debba essere utilizzato per strumentalizzazioni di parte o per divisioni precostituite. E’ bene che le istituzioni (Parlamento, Regione, Provincia e Comuni), con i cittadini, con le associazioni e con i comitati lavorino insieme. Così come è bene che i rappresentanti regionali e nazionali del territorio facciano altrettanto, ricercando sempre la massima condivisione. Solo in questo modo sarà possibile affrontare concretamente la questione dei finanziamenti necessari per concludere la bonifica della Fibronit, per sostenere chi vuole e deve togliere l’amianto e per dotare le strutture sanitarie di attrezzature adeguate. Naturalmente ognuno parte da un proprio punto di vista, da una propria visione del problema, ma il confronto e la discussione devono servire proprio per costruire una sintesi tra tutte le posizioni e per arrivare ad un impegno concreto. Un altro tema è quello dell’informazione costante: da questo punto di vista proporrò a Regione Lombardia di convocare la Conferenza delle Asl e dopo la Conferenza nazionale di Venezia di indire la Conferenza regionale dell’amianto, chiedendo a Formigoni il rinnovo del Pral. Colgo l’occasione per ringraziare di nuovo tutti i partecipanti al Convegno ed in modo particolare i cittadini e le associazioni per i loro preziosi interventi e suggerimenti.

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Lettera aperta alle Associazioni sulla questione Amianto

 Dopo un’attenta riflessione ho deciso di tornare sulla vicenda amianto per esprimere la mia opinione su una questione specifica sicuramente di rilievo. Dico francamente che dopo il contributo che anch’io ho cercato di dare in tutti questi anni ed in particolare da quando sono in Consiglio Regionale, rispetto alla vicenda processuale, dopo aver salutato positivamente il fatto che si apriva la procedura di carattere giudiziario, avevo scelto la via del silenzio rispettando pienamente il ruolo della Magistratura, nei confronti della quale ho la massima fiducia. Parto dalla convinzione che questi siano giorni importanti per Broni, colpita dal dramma dell’amianto, perché finalmente questa vicenda così dolorosa viene oggi considerata in tutta la sua gravità ed è diventata una priorità. Nelle settimane scorse, per la prima volta, ha fatto visita alla città un Ministro della nostra Repubblica e nei giorni scorsi si è aperto il processo ai responsabili della Fibronit. Siamo arrivati a questo anche perché abbiamo saputo costruire un fronte sostanzialmente unito e compatto. Le associazioni dei famigliari delle vittime dell’amianto e degli esposti amianto, le associazioni ambientaliste e le Istituzioni -Comune, Provincia e Regione- tutte concordi a richiedere due semplici questioni; giustizia per il passato con l’individuazione dei colpevoli della Fibronit e finanziamenti adeguati per la bonifica immediata e integrale dell’area inquinata e per politiche di sostegno alle famiglie degli ammalati. Se oggi abbiamo un alto livello di consapevolezza, di impegno, ed una forte sensibilità è soprattutto perché l’intera comunità e tutte le Istituzioni, inclusi gli Enti di controllo ambientali e sanitari, sono impegnate insieme ai cittadini in questa opera di ripristino della “normalità” per la città di Broni, ben consapevoli che la ferita aperta dalla Fibronit non potrà essere dimenticata. Penso di conoscere la storia della Fibronit, almeno dagli anni 70 ad oggi; il mio ricordo mi riporta a tempi in cui la fabbrica era il motore economico di Broni e gran parte della vita della città e della sua comunità ruotava attorno ad essa. Purtroppo nessuno era consapevole di quanto stava succedendo o almeno vi era una idea molto vaga della pericolosità della fabbrica; nessuno, tranne i proprietari e i responsabili della fabbrica, a mio avviso. Ecco perché, con la piena disponibilità a tenere in considerazione le ragioni di tutti, guardo con preoccupazione la scelta riportata da alcuni giornali che alcuni legali delle parti offese, sia individuali che delle Associazioni, avrebbero deciso di citare in giudizio anche le Istituzioni in qualità di responsabili delle morti dell’amianto. Anzi, mi sento di dire, valutando tutti gli aspetti della questione, che addossare anche alle Istituzioni la responsabilità delle vittime sarebbe molto probabilmente un errore. Non solo perché a mio avviso non è veritiera e non storicizza l’intera vicenda, ma anche perché oggi un simile atteggiamento rischia di rompere un fronte che invece è importante rimanga unito; a mio avviso sarebbe una ulteriore ferita per Broni vedere al processo da una parte gli avvocati degli imputati accumunati a quelli delle Istituzioni e dall’altra quelli delle vittime e delle associazioni. Ribadisco la mia piena fiducia nella Magistratura e, di conseguenza, sono certo che il processo individuerà i veri responsabili delle morti dovute all’amianto, ma anche, eventualmente, quelle persone che all’interno delle Istituzioni o degli Enti di controllo, non abbiano svolto fino in fondo il proprio compito.

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Dopo la sentenza di Torino sull’amianto nessuno può più scherzare.

Una sentenza storica quella del Tribunale di Torino sulla vicenda amianto. Una condanna a 16 anni dei vertici Eternit, ritenuti responsabili della morte di operai e cittadini e di aver proseguito l’attività dopo che l’amianto era stato considerato un pericolo mortale per tutte le persone che ne erano a contatto. Una sentenza che, se ce ne fosse bisogno, ha sancito anche da questo punto di vista che l’amianto è una vera emergenza, che i siti da bonificare vanno davvero considerati con la massima serietà e come priorità sanitarie e ambientali e che nessuno può più nascondersi dietro la questione che mancherebbero i soldi. Mi riferisco principalmente alle istituzioni pubbliche: le Regioni ed il Governo nazionale.

Se un Tribunale è arrivato ad anni di distanza, dopo 30 anni per l’esattezza, ad una sentenza così importante ed al tempo stesso così chiara, è del tutto evidente che su questo tema nessuno può più scherzare e che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.  E’ una sentenza giusta, dunque, importante, ma che porta tanta tristezza, basti pensare al lungo elenco delle vittime che verranno risarcite fatto dal  Giudice mentre leggeva la sentenza.

Tre ore di lettura di un elenco che riguarda persone in carne ed ossa: i lavoratori delle fabbriche che producevano cemento-amianto, i famigliari e le persone vicine a questi lavoratori, i cittadini che entravano in contatto con loro dal punto di vista ambientale.

 Nell’Italia moderna, mentre da qualche parte si nega ancora l’esistenza di lavori usuranti e pericolosi, mentre è ancora presente la contraddizione tra l’esigenza di crescere e quella di avere uno sviluppo che sia sostenibile, emerge anche grazie a questa sentenza l’altra faccia del lavoro e dei mestieri che tante persone accettano e svolgono perché non hanno alternative per sé e per le loro famiglie.

Questa sentenza, dopo quella della Tyssen, mette anche in evidenza che proprio grazie all’impegno di questi lavoratori e della grande crescita della coscienza civile, la giustizia italiana comincia a dare concreti segnali a favore della difesa dei diritti.

Sentenze che finalmente non guardano in faccia nessuno, ma che dimostrano con grande imparzialità che esiste anche giuridicamente la volontà di tutelare le parti più deboli.

Nel suo complesso la sentenza sulla Eternit, così come quella sulla Tyssen, mette in evidenza un Paese che cresce e che vuole risolvere i suoi problemi sanitari e ambientali.

Un Paese dove si può vivere appunto senza attività produttive profondamente nocive; un Paese che non vuole la distruzione del territorio e che aspira ad avere aria e acqua pulita, gestita in modo pubblico; un Paese che non vuole il nucleare e mette la Persona al centro dello sviluppo possibile.

 Questo il contesto generale e queste le nostre tre proposte, avanzate in Regione Lombardia:

1)      Approvazione rapida della Legge sull’amianto, conclusione della bonifica della Fibronit di Broni, rimozione dell’amianto entro il 2016 come previsto dalla legge del 2002; 

2)      Strutture sanitarie adeguate  per la prevenzione, per la cura e per l’accompagnamento delle persone colpite;

3)      Smaltimento dell’amianto secondo il criterio dell’autosufficienza con tutte le certificate garanzie per i territori con soluzioni larghissimamente condivise con le popolazioni, i Comuni e le istituzioni del territorio.

Già nei prossimi giorni solleciterò insieme ad altri colleghi il percorso del Consiglio Regionale  per la definizione delle fonti di finanziamento di Regione e Ministero dell’Ambiente, che dovranno essere individuate davvero in pochissimo tempo.  

 

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Il centrodestra dimostra la sua inadeguatezza a dare risposte concrete

Il giornale locale di oggi e non solo tornano sulla questione dei disservizi in cui incappano quotidianamente ed in modo sempre più rilevante i pendolari della nostra Regione. Mentre l’assessore regionale Cattaneo si è ormai affidato alla politica dell’immagine e degli annunci propagandistici parlando di improbabili grandi opere, partecipando ad inaugurazioni come ad esempio quella della bike sharing che si terrà domani alla stazione di Pavia, si dimostra tutta l’inadeguatezza e l’assoluta mancanza di risposte concrete a studenti, pendolari, cittadini ed utenti. Dopo gli aumenti del 23% si è passati al taglio di alcune corse come la Pavia-Codogno, l’Alessandria-Mortara-Milano ed ora corre rischi anche la Piacenza-Stradella-Pavia-Milano. Si tenga conto che tutto ciò avviene sulla base dell’ultima manovra e non contempla ancora gli ulteriori tagli applicati tra maggio ed agosto, che naturalmente non sono ancora stati recepiti dal bilancio di Regione Lombardia. Adesso si capisce perchè gli esponenti del centrodestra non hanno neppure ritenuto di prendere in considerazione gli inviti e la vera e propria sfida che il Pd ha rivolto loro per partecipare insieme a confronti pubblici all’interno delle stazioni ferroviarie. Certamente noi non ci fermeremo, la nostra mobilitazione proseguirà a partire dall’iniziativa del 24 ottobre a Broni, dall’incontro di Garlasco del 28 ottobre e dall’analogo evento in preparazione nella zona del basso pavese sulla base di una mobilitazione già in atto da parte delle amministrazioni, dei pendolari e dei nostri circoli.

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Territorio già stressato. Urgente fermare il progetto di Ferrera

La notizia dell’esistenza di un progetto per una discarica controllata per rifiuti contenenti amianto in Comune di Ferrera Erbognone mi ha spinto a presentare un’interrogazione al presidente Formigoni e agli assessori competenti per avere notizie più approfondite sulla questione.

Nell’interrogazione ricordo che la Società Acta srl ha presentato il progetto che prevede operazioni di scavo per l’approntamento della discarica su un’area complessiva di circa 101.017 metri quadri, in una zona già interessata dalla presenza di diverse attività tra cui la più grande raffineria d’Europa.

 E nonostante la consapevolezza che la questione dello smaltimento dell’amianto nei manufatti è una emergenza prioritaria e l’obiettivo previsto dalla normativa regionale sia stato disatteso, sottopongo delle richieste di chiarimenti alla Giunta lombarda su diverse questioni.

 Soprattutto, chiedo se non ci sia una urgente volontà di non autorizzare la discarica, visto che la localizzazione della stessa riguarda una delle zone – non solo della Provincia di Pavia ma dell’intera Regione Lombardia – ‘più stressata’ dal punto di vista ambientale, per la presenza di diverse attività impattanti, tra cui la Raffineria di Sannazzaro de Burgondi. Inoltre, il progetto di discarica non interessa una cava esaurita, ma riguarda un terreno vergine che per attivare la discarica dovrebbe essere escavato con ulteriore e ingiustificato consumo di suolo. Altra questione, il progetto di discarica presenta pesanti criticità dal punto di vista idrogeologico e per la viabilità.  Per questo voglio sapere se presidente e assessori non ritengano urgente che la Regione avvii con la Provincia di Pavia un’azione di programmazione e pianificazione tesa a individuare, con un censimento puntuale, le quantità di amianto presenti in Provincia di Pavia, a realizzare la bonifica della ex Fibronit di Broni, che rappresenta un’emergenza sanitaria drammatica, e a individuare le aree del territorio provinciale idonee a ospitare una discarica per rifiuti contenenti cemento amianto, al fine di individuare la localizzazione ambientalmente più sostenibile per lo smaltimento dell’amianto del bacino provinciale.

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Anche grazie alla presa di posizione del Pd, riparte la Commissione Ambiente

Stamattina, dopo un lungo periodo di inattività puntualmente denunciato dal Pd, sono finalmente ripresi i lavori della Commissione VI Ambiente e Protezione civile, ripartendo da proposte delle opposizioni ed in particolare del gruppo del Partito Democratico. In primo luogo il progetto di legge 0083 relativo alle nuove norme per la coltivazione di sostanze minerali di cave, teso alla salvaguardia del territorio, ad una più puntuale programmazione, ad una valorizzazione degli enti locali e delle province. Anche l’Idv ed il centrodestra successivamente hanno presentato i loro Odg . Ci confronteremo, ma soprattutto abbiamo proposto di avviare una serie di audizioni con forze economiche, sociali ed istituzionali, inoltre abbiamo proposto di fare presto per portare in aula il provvedimento entro un mese e discuterlo entro l’anno. All’Odg anche il regolamento regionale di attuazione  della Legge 2 febbraio 2010 in merito alle norme in materia di valutazione di impianto ambientale (Via). Anche da questo punto di vista ci siamo già attivati per aprire un confronto con tecnici ed amministratori, predisporre un nostro pacchetto di proposte entro mercoledì prossimo, per fare in modo che la Via diventi, oltre che obbligatoria rispetto a progetti di grande impatto anche un atto preliminare a qualunque tipo di approvazione. Inoltre ho fatto presente informalmente tutte le criticità presenti per quanto riguarda la discarica di amianto di Ferrera Erbognone ed ho preannunciato che  presenterò in tempo reale una interpellanza  perché anche la commissione valuti tutti gli aspetti di una discarica che ricadrebbe su un territorio fragile, già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale, con la presenza della raffineria di Sannazzaro e considerando la forte contrarietà già espressa da migliaia di cittadini attraverso una petizione popolare e dagli stessi abitanti di Ferrera che erano stati consultati attraverso un’assemblea popolare. Inoltre ho sollecitato la immediata convocazione del gruppo di lavoro sulla nuova legge per la bonifica, per affrontare seriamente i problemi legati alla salute dei cittadini e per lo smaltimento dell’amianto, considerando in modo prioritario la situazione dell’ex Fibronit. Agli impegni devono seguire i fatti, ciascuno deve fare la sua parte per trovare i necessari finanziamenti.

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