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Broni, ex Fibronit: Comune e Ambientalisti scrivono a Roberto Maroni

Mi ha fatto molto piacere riscontrare un clima di unità tra l’Amministrazione Comunale e le Forze Politiche e le Associazioni Ambientaliste che operano a Broni, un elemento che ritengo fondamentale per affrontare la questione della bonifica  della ex Fibronit che necessita di interventi immediati, continuativi e soprattutto condivisi.  Già da ora assicuro il mio impegno, così come ho fatto in questi anni, a sostenere le Vostre richieste che ritengo percorribili specie nella richiesta a Regione Lombardia di farsi carico di finanziare direttamente o quanto meno di anticipare gli interventi necessari per ultimare la bonifica dell’area. 

Ho anche esaminato il Progetto Esecutivo – Programma CCM 2012 “Modello operativo per la presa in carico globale del paziente affetto da mesotelioma” che indica come Ente responsabile dell’esecuzione l’ASL di Alessandria ma che  vede coinvolte le Regioni Piemonte e Lombardia per affrontare la situazione sanitaria di Casale Monferrato e di Broni; sono sempre stato convinto che Bonifica immediata dell’area Fibronit e Politiche di sostegno ai malati asbesto correlati e alle loro famiglie fossero gli impegni prioritari per uscire dall’emergenza e mi sembra che questo progetto vada nella direzione giusta.  

Riconfermo ancora la mia disponibilità, Vi chiedo di tenermi costantemente informato sugli sviluppi dell’intera vicenda e se lo ritenete utile, Vi assicuro già da ora la mia presenza all’incontro Istituzionale da Voi richiesto a Regione Lombardia

 

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Sull’ambiente il piatto piange e Formigoni si limita agli annunci

Sull’ambiente il piatto di Regione Lombardia piange. Nonostante i proclami del presidente Formigoni che non trovano riscontro nelle finanze del suo governo. Oggi in commissione Ambiente come Gruppo abbiamo bocciato il Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2011 e l’Assestamento al bilancio 2012 e pluriennale 2012-2014, preannunciando battaglia in Consiglio regionale a suon di emendamenti.

Tutto ci parla di uno scarso impegno di Regione Lombardia su ambiente, green economy e Protezione civile. Al di là delle cifre (ma c’è persino un’ulteriore riduzione di 68mila euro in nome della spending rewiew), sulla partita dell’ambiente non ci siamo proprio: tant’è che Pdl e Lega non sono neanche riusciti a far fronte alle emergenze in Oltrepò pavese o nel comasco, visto che non ci sono i soldi per rimborsare i danni delle alluvioni dell’anno scorso.

 E ciononostante,  Formigoni partecipa alla conferenza internazionale sulle biomasse e annuncia 900 milioni di euro per un nuovo piano triennale per la qualità dell’aria che dovrebbe muovere investimenti e indotto per un totale di 2 miliardi e 200 milioni di euro. Peccato che di quei soldi non ci sia traccia né nel bilancio 2013, né in quello 2014 e tanto meno in eventuali delibere. Rimaniamo in attesa di sapere dove le ha viste quelle risorse.

 Il Pd, insomma, è stanco della politica degli annunci che va di pari passo con sempre maggiori tagli.  E il bello è che persino il presidente di Commissione Ambiente, il leghista Frosio, mi ha dato pienamente ragione, ribattendomi che sì, quello di Formigoni era solo un annuncio. Ma non è così che si amministra: i progetti e i programmi vanno discussi dentro l’istituzione, non lanciati casualmente nell’aere.

 

 

 

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Decreto sviluppo in controtendenza e green-economy sbiadita

Gli interventi del decreto sviluppo di Regione Lombardia nel settore dell’ambiente vanno contro quanto fatto finora e non pongono soluzioni ai problemi rimasti in sospeso. Ne siamo convinti noi consiglieri regionali del Pd che facciamo parte della VI Commissione Ambiente e che ieri abbiamo analizzato i passaggi che riguardano queste tematiche dentro il progetto di legge 146 “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”. La convinzione del Gruppo del Pd nasce anche dalla serie di qualificate audizioni (Arpa, Anci, Upl, Enel, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Terna, Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Greenpeace, per citare alcuni), tenutesi ieri in mattinata, che non hanno fatto che confermare i dubbi dei consiglieri.

Innanzitutto si torna indietro rispetto a quanto detto e fatto finora: invece della decantata sussidiarietà, si torna a un’impostazione centralista, rispetto agli enti locali, delle scelte in materia ambientale. Poi, su alcuni argomenti, vedi il trattamento dei fanghi, mancano ancora le linee guida e non vengono previste nemmeno dentro questo progetto di legge. Non si parla assolutamente di interventi per prevenire il dissesto idrogeologico. Viene confermato che con la legislazione vigente si penalizzano le colture e le attività produttive. Per non parlare della green economy che secondo il decreto sviluppo sarà di un verde davvero molto sbiadito.

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A Pavia una coalizione con le carte in regola per fare bene

Ho assistito ieri pomeriggio alla prima seduta del consiglio provinciale di Pavia. Daniele Bosone, neoeletto Presidente, ha illustrato le linee programmatiche di mandato, dimostrando che questa coalizione ha tutte le carte in regola per effettuare un rilancio concreto della nostra provincia. Particolarmente approfonditi sono stati i temi riguardanti il lavoro, lo sviluppo territoriale e le questioni ambientale e sociale.

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Ecco il vero volto del federalismo lombardo.Conferenza stampa con Enrico Letta

 

Cosa significa nei fatti il Federalismo che viene praticato nella nostra Regione? Solo aumenti delle tariffe, diminuzione dei trasferimenti ai Comuni e centralismo delle decisioni. A di là delle parole è importante guardare ai dati perché sono le cifre che parlano più dei sorrisi elargiti dal Presidente Formigoni e dalla sua Giunta. Sono emblematici a questo riguardo le decisioni prese in questi ultimi mesi da Regione Lombardia in merito a Politiche sociali, trasporti , ambiente e reti.

Politiche Sociali-

Vogliamo mettere a confronto i dati degli ultimi 4 anni? Avremo uno spaccato della diminuzione delle risorse destinate alle Politiche sociali e ai trasferimenti dello Stato. Ad esempio il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) è passato per la Lombardia dai 108 milioni del 2008 ai 53,6 milioni del 2011. Una diminuzione del 50%. Su questi fondi la Regione tiene una quota tendenzialmente sempre più alta: siamo già arrivati al 18%. Per la parte riguardante il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza la diminuzione per il 2011 è a dire il vero ridotta di solo il 4,3%,  ma già il prossimo anno non rimarrà nulla del Fondo istituito e finanziato dal Governo Prodi per quanto riguarda il finanziamento dello Stato. E sì che tutte le Regioni si erano dimostrate pronte a sostenerlo. Riassumendo, complessivamente le risorse per le politiche sociali sono passate da 224 milioni del 2009 (anno di massimo impegno finanziario) ai 187 del 2011 (-16,5%).

In questo scenario, è solo grazie all’impegno del PD in Consiglio regionale se si va consolidando una via federalista. E’ solo grazie alle proposte del PD che cerca di inserire nel bilancio regionale 2011 azioni a tutela delle fragilità sociali. Concretamente il Consiglio Regionale impegna la Giunta nella sperimentazione di un nuovo modello organizzativo di integrazione tra il sanitario e il sociale e nell’adozione di un piano operativo regionale contro le forme di povertà sia assoluta che relativa. Proposte, queste, che cercano di rispondere alla forte crescita delle nuove forme di povertà dovute alla perdita di casa, di posto di lavoro o a smembramento dei nuclei famigliari. Le statistiche parlano di 350 mila persone in Lombardia in fortissimo disagio economico. Le iniziative del Terzo settore e degli enti locali che possono garantire i bisogni alimentari e il ricovero notturno vanno inoltre sostenuti in maniera concreta.

Tariffe dei Trasporti-

Qui sono due i dati reali: gli aumenti tariffari e  la qualità del servizio che non migliora, anzi. Dal primo febbraio gli utenti del trasporto regionale pagano il 12, 9% in più, visto che oltre al 10% di cui si parla, scatta anche l’aumento Istat relativo al 2010. Dal primo maggio ci sarà poi un ulteriore aumento sempre del 10%, quindi la somma degli aumenti sarà all’incirca del 25% annuo.

Non solo, da quest’anno non sarà più possibile detrarre le spese  di trasporto dalla dichiarazione dei redditi, grazie alla Manovra finanziaria.

L’abbonamento integrativo “Ioviaggio”, che permette di utilizzare ogni mezzo del trasporto regionale, non è certo una novità come è stata descritta, ma un semplice restyling, più caro di prima, della Carta regionale dei trasporti (CRT).

La CRT costava 250 euro per tre mesi e ora, dopo aver cambiato nome, costerà 99 euro mensili (85 per una fase promozionale), con un aggravio di 16 euro al mese.

Quanto alla qualità, gli ultimi mesi sono stati veramente pesanti, i ritardi su alcune linee sono fuori da ogni logica di servizio, i treni sono spessissimo freddi e con carrozze chiuse per mancanza di personale.

Ambiente-

Nel Bilancio previsionale 2011 la situazione è penalizzata fortemente rispetto agli anni precedenti sul versante della programmazione integrata e alla valorizzazione dei rifiuti, sul lato delle risorse destinate al miglioramento della qualità ambientale e per quanto riguarda la Protezione Civile. Sulla Programmazione integrata le risorse autonome di Regione Lombardia sono il 12% in meno rispetto al 2010 e sulle spese in conto capitale siamo ad oltre il 68% in meno.

Sulla tutela e valorizzazione del Territorio in spesa corrente il salto dal 2010 en il 2011 è da 790 mila euro a zero e quello tra l’assestato 2010 pari a 12 milioni di euro e il previsionale 2011 (di 3 milioni di euro) è ridotto del 25% della spesa.

C’è un disimpegno sulle rinnovabili e sul processo di accompagnamento regionale in questa direzione e si riscontra un abbattimento delle risorse per le spese in conto capitale per programmi regionali e piani d’azione per la qualità dell’aria: 8 milioni di preventivato nel 2010; 32 milioni di assestato sempre in quest’anno e zero euro per le prossime 3 annualità!

Il settore della Protezione Civile ha visto diminuire sensibilmente le risorse di prevenzione sia per quanto riguarda i percorsi di crescita del personale (in buona parte della Protezione Civile e del volontariato) sia per quanto riguarda l’operatività in settori fondamentali di presidio del territorio come il settore forestale e degli incendi. Un dato che, se assommato all’abbattimento quasi totale delle risorse dedicate alle calamità naturali, non mette certo al sicuro Regione Lombardia dagli esiti degli eventi atmosferici in un territorio fortemente antropizzato come quello lombardo. 

Riduzione del peso dei Comuni -

A parole Lega e PDL sono federalisti, ma nei fatti Regione Lombardia non perde un’occasione per estendere la sua influenza e per aumentare il suo peso nelle decisioni territoriali. E’ stato così per la cosiddetta Legge sull’acqua, occasione in cui la Regione ha deciso di votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d’Europa; che costringe le ATO a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale. Ed è il caso oggi con la proposta di legge sulle aree protette (i Parchi) che è in discussione. Una legge che anche in questo caso condiziona la formula statuaria dei soggetti gestori e prevede il passaggio dalla forma consortile a quella di Ente con una quota rilevante di presenza dell’Ente Regione, la quale si riserva di diritto di nomina di un rappresentate indipendente da qualsiasi validazione dell’assemblea dei sindaci. Un quadro davvero sconfortante per chi si veste da paladino delle autonomie locali.

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