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Dalla parte della Costituzione per la difesa della scuola pubblica

Sabato prossimo sarò in piazza a manifestare per la difesa dei principi di uguaglianza, dignità politica e sociale sanciti dalla Costituzione e per la difesa della scuola pubblica.

Ho deciso di aderire all’appello “MOBILITIAMOCI PER RIDARE DIGNITA’ ALL’ITALIA” considerando questa adesione lo sviluppo logico di tutta l’iniziativa portata avanti in questi mesi: dalla raccolta delle firme contro Berlusconi alla grande mobilitazione delle donne del 13 febbraio e dell’8 marzo.

Di fronte alla volontà di Berlusconi di mantenere il suo potere in ogni caso, incurante del grande movimento che gli chiede di andarsene il Segretario nazionale del PD, Pier Luigi Bersani ha affermato che noi resisteremo un minuto di più. Un minuto di più per ottenere le sue dimissioni e per aprire una fase nuova per l’Italia. Per rimettere in cammino il nostro Paese, rilanciando le politiche del lavoro, la questione ambientale, della solidarietà e della sicurezza. Un minuto di più per rilanciare quei grandi valori etici e morali fondamentali per garantire un futuro al nostro Paese, in particolare ai giovani.

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Solidarietà agli studenti del Liceo Foscolo di Pavia

La travagliata vicenda dell’occupazione del liceo Foscolo in occasione delle attività di protesta contro il ddl Gelmini lascia sbigottiti e incerduli noi giovani democratici pavesi.Il triste epilogo della consegna degli avvisi di garanzia a 34 ragazzi del liceo è sintomo del fatto che si è persa un’altra occasione per dimostrare la maturità e la credibilità della nostra società.E’ mai possibile che in un paese democratico e all’avanguardia come il nostro,un gruppo di ragazzi minorenni,non politicizzati e indipenenti,debbano essere denunciati e quindi esposti ad un processo penale a causa della loro genuina e apprezzabile volontà di ribellarsi e manifestare contro un provvedimento che mette seriamente a repentaglio il loro futuro?Il ddl Gelmini è stato oggetto di critiche,proteste e mobilitazioni in tutta Italia e da tutti gli ordini coinvolti,dagli studenti fino ai professori.Denunciare i ragazzi che hanno avuto il coraggio di protestare,di reagire e di non conformarsi a decisioni lesive del loro futuro è un errore pesante,e rappresenta inoltre un segnale chiaro dell’illogicità che ha permeato l’intera vicenda.Forse dovremmo essere capaci di ascoltare i ragazzi che protestano,di non reprimere lo loro iniziative e di condividere con loro le scelte che li riguardano.Usare nei loro confronti il pugno di ferro non avrebbe di certo effetti educativi,ma anzi comporterebbe un’ulteriore sconfitta per una classe dirigente che pretende di risolvere i problemi con la forza,senza tendere la mano ai ragazzi che rappresentano il nostro futuro.Pertanto ci sentiamo in dovere di esprimere ad essi tutta la nostra solidarietà auspicando una risoluzione pacifica e positiva della vicenda,non solo nei suoi risvolti giuridici ma anche sul piano delle relazioni sociali.
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“Sto dalla parte di chi vuole investire seriamente sulla ricerca”

 “La mozione del consigliere Vittorio Pesato (Pdl) è fuori tempo massimo e fatta sostanzialmente nella sede sbagliata. Esisteva una sede propria per sostenere una politica seria a favore dell’Università e della ricerca per sostenere e regolarizzare la situazione dei molti precari e per valorizzare la scuola pubblica pur senza contrastare ideologicamente il ruolo della scuola privata. Bastava che Pesato capisse e sostenesse come ha fatto il Pd sia a livello nazionale che regionale che anche locale una linea radicalmente alternativa alla proposta  alla “riforma” proposta dal Ministro Gelmini che è stata contrastata dagli studenti, dagli insegnanti e dai docenti, dal personale della scuola in genere e dai genitori. Sto dalla parte di chi vuole investire seriamente  per la ricerca, di chi vuole evitare la fuga dei cervelli e dei talenti all’estero, lasciando il nostro Paese per mancanza di  prospettive. Inoltre occorrerebbe sottolineare i pesanti colpi alla scuola pubblica primaria  e secondaria che sono stati effettuati con le finanziarie e con le varie manovre del Governo. Mi riferisco all’effettiva riduzione degli orari e degli spazi per le lezioni e soprattutto alla riduzione drastica di tutte quelle attività integrative pre-scuola, post-scuola  che con molti salti mortali i Comuni sostengono e che ora si vedono fortemente penalizzati dai tagli che sono stati effettuati anche in questi settori. Orami le famiglie, gli studenti, gli insegnati stanno pagando pesantemente una politica per la scuola e l’istruzione che più che rispondere a criteri di merito risponde alla volontà vessatoria del ministro Tremonti che con la sua politica di tagli sta drasticamente riducendo tutti i servizi essenziali”.

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