Archivi categoria: Sanità e welfare

Nuova vita per il punto nascite di Vigevano e riconversione in PRESST dell’ex presidio di Broni .Quando si acolta il territorio arrivano notizie positive.

Dopo anni di impegno ,sembra finalmente risolto il problema del punto nascite di Vigevano , attrverso un accordo tra l’Ospedale civile e la clinica “Beato Matteo” che consente di mantenere il reparto all’interno della struttura pubblica con un potenziale di 900/1000 nascite all’anno. Ora, naturalmente , occorrera’ porre la massima attenzione alla salvaguardia dei livelli occupazionali , valorizzando le notevoli compenze ed eccellenze di cui e’ ricca la sanita’ vigevanese.

Parallelamente salutiamo la riconversione del presidio di Broni in PRESST(Presidio socio sanitario territoriale) ; una scelta che consentira’ di potenziare l’assistenza domiciliare, la prevenzione , la sede delle associazioni di volontariato sociale ed in particolare lo sportello per il mesotelioma.

Quando gli enti locali , le associazioni di volontariato, il personale medico ed i cittani (anche con la raccolta di migliaia di firme ) fanno rete arrivano positivi risultati.

 

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Maroni, sull’ospedale di Varzi ha le idee confuse!

Delle carenze ospedaliere dell’Oltrepo pavese e della necessita’ di potenziare, sempre nell’ottica di un efficiente razionalizzazione, alcuni presidi, ci stiamo occupando da mesi. Ora pero’,al di la’ dei proclami, il centrodestra lombardo si impegni a salvare l’ospedale di Varzi,come promesso in pompa magna, dal Presidente Maroni. Noi siamo disposti a fare la nostra parte sugli sprechi ma il problema vero e’ che per l’Ospedale di Varzi manca un progetto serio per il futuro,cosi come del resto manca un progetto organoco per la sanita’ lombarda e pavese. Mi auguro che si costituisca al piu’ presto quell’osservatorio su cui si e’ impegnata la comunita’ Montana, per fare monitoraggio,verificare le iniziative regionali in ambito sanitario e avanzare proposte concrete.

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Quale modello organizzativo per fronte alle carenze di organico al Policlinico di Pavia

Al S. Matteo e’ necessario un incremento di organico. L’assessore Mantovani dopo le dichiarazioni di Luglio deve chiarire a quale modello organizzativo si lavora per garantire questo obbiettivo .

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Garantire il personale ed i servizi sanitari alle strutture carcerarie di Pavia e Voghera.

Le strutture carcerarie di Pavia e Voghera stanno per essere ampliate.

Visto l’attuale affollamento si tratta, indubbiamente, di una buona notizia.

Rimane , pero’, la grande preoccupazione perche’ non si e’ ancora deciso il piano per aumentare l’organico e per garantire un servizio sanitario adeguato.

Il gruppo Pd ha gia’ portato il problema nell’apposita commissione speciale ed ha interessato gli assessorati competenti.

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Bloccare il caro ticket e rivedere la compartecipazione sanitaria

ticketUna mozione urgente per ripristinare la gratuità dei ticket sulle prestazioni che dal 1 giugno sono diventate a pagamento e per far sì che la Giunta vari, entro luglio, con l’assestamento di bilancio, la modalità di applicazione dei ticket sanitari. L’hanno presentata il Pd e il Patto Civico in Consiglio regionale e verrà discussa domani in Aula .
Chiediamo anche che i ticket non siano modulati sulla base del valore economico della prestazione effettuata bensì in base al reddito dei cittadini, applicando il principio della progressività. La trasformazione in attività ambulatoriale di alcune prestazioni che prima venivano effettuate gratuitamente in regime di day surgery come per esempio l’intervento di rimozione della cataratta e l’intervento del tunnel carpale, già aveva comportato per i cittadini lombardi, dal 1 gennaio 2012, il pagamento di un ticket più alto per poter effettuare quelle prestazioni; ora dal 1 giugno un ulteriore aggravio di spesa è stato aggiunto per prestazioni di tipo chirurgico che fino al 31 maggio venivano erogate in regime di gratuità.
E’ ora di cambiare registro procedendo ad un ampliamento della fascia di esenzione e all’introduzione di un regime di compartecipazione alla spesa più equo.

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Broni, ex Fibronit: Comune e Ambientalisti scrivono a Roberto Maroni

Mi ha fatto molto piacere riscontrare un clima di unità tra l’Amministrazione Comunale e le Forze Politiche e le Associazioni Ambientaliste che operano a Broni, un elemento che ritengo fondamentale per affrontare la questione della bonifica  della ex Fibronit che necessita di interventi immediati, continuativi e soprattutto condivisi.  Già da ora assicuro il mio impegno, così come ho fatto in questi anni, a sostenere le Vostre richieste che ritengo percorribili specie nella richiesta a Regione Lombardia di farsi carico di finanziare direttamente o quanto meno di anticipare gli interventi necessari per ultimare la bonifica dell’area. 

Ho anche esaminato il Progetto Esecutivo – Programma CCM 2012 “Modello operativo per la presa in carico globale del paziente affetto da mesotelioma” che indica come Ente responsabile dell’esecuzione l’ASL di Alessandria ma che  vede coinvolte le Regioni Piemonte e Lombardia per affrontare la situazione sanitaria di Casale Monferrato e di Broni; sono sempre stato convinto che Bonifica immediata dell’area Fibronit e Politiche di sostegno ai malati asbesto correlati e alle loro famiglie fossero gli impegni prioritari per uscire dall’emergenza e mi sembra che questo progetto vada nella direzione giusta.  

Riconfermo ancora la mia disponibilità, Vi chiedo di tenermi costantemente informato sugli sviluppi dell’intera vicenda e se lo ritenete utile, Vi assicuro già da ora la mia presenza all’incontro Istituzionale da Voi richiesto a Regione Lombardia

 

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Approvati i POA di AO Pavia e Policlinico San Matteo durante la campagna elettorale.

Il 30/01/2013 e il 13/02/2013, nel bel mezzo della Campagna Elettorale e mentre i candidati del Centro Destra promettevano ai cittadini della provincia di Pavia una organizzazione Sanitaria in discontinuità con il passato, coerente con le esigenze territoriali e che garantisse un ruolo e la sopravvivenza dei piccoli ospedali, la giunta Regionale, ormai di fatto decaduta, approvava i Piani di organizzazione Aziendali di AO e Policlinico, così come presentati dai Direttori Generali delle Aziende il 15/11/2012.

E’ stato dato un avvallo politico a documenti tecnici che non dialogano in modo sinergico per la costituzione di una rete, ma, in molti casi, si limitano a dei tagli di strutture. Valgano come esempi il taglio definitivo dell’ortopedia dell’Ospedale di Varzi, senza riconversione delle risorse per altre prestazioni presso quell’ospedale; la mancata istituzione della Stroke Unit di I livello a Voghera.  Neppure, poi, è citata la problematica delle patologie asbesto correlate.

Questa è la dimostrazione di come il Centro Destra abbia gestito e, con tutta probabilità, abbia intenzione di gestire la Sanità in regione Lombardia. Anziché ad una sinergia tra strutture pubbliche e private accreditate si punta alla concorrenzialità. Non c’è un vero ruolo per gli Ospedali pubblici; in questo modo è difficile prevedere una sostenibilità economica stabile nel tempo, soprattutto per i piccoli Ospedali della nostra provincia.

In consiglio Regionale chiederemo che i Piani di organizzazione aziendali vengano rivisti e ripensati, così come continuerà la nostra battaglia contro il precariato e a favore della stabilizzazione degli operatori sanitari; continueremo a chiedere che ai malati di mesotelioma possa essere offerta la possibilità di cura anche nella nostra provincia.

 

 

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Sanità: la Giunta transitoria si fermi di fronte ai tagli dei servizi

“Fermate le macchine”. E’ l’appello del Pd di fronte al furore legislativo della Giunta transitoria che conta, entro dicembre, di riorganizzare la rete ospedaliera lombarda. La Giunta transitoria non può prendere decisioni tese a modificare l’offerta sociosanitaria e ridurre la qualità dei servizi perché queste non sono prerogative che spettino a una Giunta transitoria. Chiedo a Formigoni e all’assessore Melazzini di essere più cauti. A seguito della presentazione di dimissioni da parte della maggioranza dei consiglieri regionali e in attesa di un nuovo governo regionale, gli atti della Giunta devono infatti essere caratterizzati dall’unica esigenza di assicurare continuità della vita dell’ente. Tutte le altre categorie di atti amministrativi che non siano riconducibili all’ordinaria amministrazione e siano pertanto rinviabili ad altro momento, come stabiliscono le norme vigenti, sono dunque da ritenersi precluse. Qui si sta facendo passare per provvedimenti urgenti dei provvedimenti tesi piuttosto a ridisegnare la rete dei servizi, un tema che dovrebbe essere affrontato con un dibattito adeguato nelle sedi legislative competenti. La Giunta dovrebbe usare cautela e fermare l’approvazione dei Piani di Organizzazione Aziendali che già prevedono ricadute sia sul piano occupazionale che sulla qualità dei servizi ai pazienti come denunciato da operatori ed enti locali.

 

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Policlinico e Maugeri:Garantire il diritto alla salute e i posti di lavoro.

La Regione approvi prima possibile i piani di assunzione degli ospedali, altrimenti al San Matteo sarà il caos. 

Ho presentato un’ interrogazione all’assessore regionale Luciano Bresciani, chiedendo conto degli atti della Giunta regionale che stanno mettendo a rischio numerosi posti di lavoro di medici, infermieri, operatori socio sanitari e impiegati dell’area amministrativa, e con essi la piena funzionalità di queste due strutture.

Senza l’approvazione da parte della Regione in tempi brevi dei piani di assunzione per il 2012 molti contratti a termine non potranno essere rinnovati. Al Policlinico sono almeno settanta operatori, alcuni di questi impiegati da più di dieci anni, che hanno contratti che scadono nelle prossime settimane e che non potranno essere riassunti. A rimetterci sarà inevitabilmente il servizio ai pazienti. Non è del resto accettabile che gli ospedali ricorrano all’esternalizzazione dei servizi, anche dei medici, come pare stia avvenendo al Policlinico. Anche su questo punto vogliamo che l’assessore ci risponda.

Ma non c’è solo il Policlinico, anche la situazione della Maugeri. Con una delibera del 6 agosto la Giunta regionale ha compiuto tagli significativi al comparto della sanità privata, correndo ai ripari dopo le inchieste che hanno messo sotto accusa i rapporti tra la Regione e alcune strutture private accreditate, tra cui appunto la Maugeri.

Questo polo sociosanitario attraversa una fase difficile, ma occorre che la riduzione dei trasferimenti non sia a danno dei contratti degli operatori, esattamente come sta avvenendo al Policlinico. Siamo in particolare preoccupati per le possibili ripercussioni sulla continuità dei servizi fondamentali in strutture importanti come il nosocomio riabilitativo di Montescano. La Regione garantisca il diritto alla salute e i posti di lavoro.

 

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Abbiamo una Legge regionale sull’Amianto.

E’ stata appena votata la Legge regionale sul’Amianto.

Ecco il testo del mio intervento in Aula di questa mattina:

Arriviamo in Consiglio Regionale con questo PDL dopo una discussione in Commissione che considero soddisfacente; con un confronto veramente aperto e con una discussione di merito approfondita.

Abbiamo avuto audizioni, incontri, confronti con ARPA, ASL, Province, Comuni interessati.

Abbiamo discusso con il mondo associativo, con le associazioni ambientaliste, il movimento sindacale e soprattutto con i familiari delle vittime dell’amianto.

Questo insieme di incontri ci ha via via aiutato ad arricchire il PDL perché i contributi che abbiamo avuto sono stati veramente elevati.

Oggi possiamo dire, anche al di là dei contenuti della legge, che comunque consideriamo complessivamente positivi, che il tema dell’amianto è tornato al centro del dibattito istituzionale, politico e socio sanitario;

possiamo dire che oggi c’è più consapevolezza della sua estrema pericolosità;

c’è la piena convinzione che si deve fare un passo avanti, in grado di migliorare ed integrare sostanzialmente la L.R. 9 settembre 2003 n°17, come diceva il relatore che ringrazio.

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  • Viviamo in una regione dove, dall’ultimo censimento risulta che si devono smaltire circa 3 milioni di metri cubi di amianto, secondo una stima non ancora completa.
  • Viviamo in una regione dove ci sono decine e decine di siti da bonificare. Tra questi occorre segnalare la FIBRONIT di Broni in provincia di Pavia, considerato sito di interesse nazionale e priorità di carattere regionale. Un sito che con legge 179/2002 è stato riconosciuto come “sito da inserire all’interno del piano regionale di bonifica delle aree contaminate”. Un’area quella di Broni (paragonabile in tutto e per tutto alla situazione di Casale Monferrato) dove sono già stati spesi 6.000.000 di euro per la messa in sicurezza stanziati dal Ministero per l’Ambiente su un totale di 30.000.000 circa, per completare la bonifica. Una situazione dove, nelle scorse settimane si è aperto un processo a causa delle denunce dei familiari delle vittime e di molte associazioni che chiedono il risarcimento come è avvenuto a Casale con una sentenza storica che per la prima volta ha salvaguardato pienamente i diritti dei lavoratori. Anche le istituzioni (regione, provincia e comune) si sono costituite parte civile.
  • Viviamo in una regione dove i casi di mesotelioma accertati dalle ASL si aggirano sulle 3.000 unità, ma anche qui purtroppo siamo ad una valutazione sottostimata, con una situazione ancora in evoluzione, che prevede che il picco si raggiunga tra 10/15 anni.

 Per quanto riguarda i principali contenuti della legge, la valutazione è complessivamente positiva soprattutto perché essa riesce a tenere insieme tutti gli aspetti fondamentali della problematica amianto in Regione Lombardia:

1 – la grave emergenza sanitaria;

2 – l’emergenza ambientale;

3 – la necessità di procedere alle bonifiche;

4 – il completo smantellamento dell’amianto, come previsto dal PRAL;

5 – tutta la questione dello smaltimento.

 Per quanto riguarda gli aspetti sanitari, la legge contiene dei principi davvero fondamentali.

Per la prima volta si prende atto che il mesotelioma costituisce una problematica non solo sanitaria, ma anche sociale; oggi c’è maggiore consapevolezza da parte della popolazione di essere a rischio di malattia; popolazione che è indubbiamente sempre più informata anche sui disagi che pazienti e famiglie devono sopportare.

 In particolare vengono previste:

  • azioni riguardanti l’informazione, coinvolgendo le ASL ed i Medici di base;
  • la promozione di politiche di sostegno.

Vengono inoltre individuati gli ambiti dove, sul territorio regionale, il mesotelioma raggiunge i picchi di incidenza e per la prima volta i dipartimenti oncologici provinciali vengono investiti direttamente della responsabilità dei percorsi di screening e cura.

 Dal punto di vista dell’emergenza ambientale, occorre in primo luogo sottolineare la priorità delle bonifiche, a partire dalle situazioni di maggiore criticità e dalle priorità già definite; così come occorre procedere allo smantellamento dell’amianto degli edifici pubblici e privati.

Al riguardo, si dà facoltà ai comuni di stipulare convenzioni con le imprese di ritiro e smaltimento dei rifiuti, per piccoli quantitativi.

Molto interessante è la possibilità che la legge offre, anche con incentivi, di sostituire l’amianto con il fotovoltaico e quindi di incentivare un percorso legato all’energia da fonti rinnovabili.

Trovo inoltre rilevante anche le forme di incentivo previste nella recente legge sulla casa per quanto riguarda gli edifici da ristrutturare che contengono amianto ad esempio nei sottotetti.

Inoltre deve proseguire, attraverso la collaborazione dei comuni e delle province con le ASL, il censimento dell’amianto presente sul territorio.

Altro importante aspetto riguarda lo smaltimento; la legge indica l’opportunità di arrivare a linee guida per lo smaltimento; contemporaneamente proseguire un lavoro di condivisione con i territori per siti di smaltimento, piccole discariche o impianti innovativi, che puntino all’autosufficienza regionale e provinciale, da realizzare con la massima condivisione con le istituzioni, il mondo associativo e soprattutto con i cittadini.

 All’interno di questo ragionamento considero rilevante il rapporto con gli enti pubblici ed in particolare con le aziende pubbliche di servizi.

Naturalmente, oltre alle coperture finanziarie già previste, ma insufficienti,  occorre impegnarsi a definire uno specifico programma finanziario, al fine di garantire ulteriori risorse come previsto dall’O.d.G. presentato.

 Concludo dicendo che insieme alla valutazione positiva data all’inizio del mio intervento, ho la piena consapevolezza del lavoro che ci attende, per dare piena attuazione alla legge stessa e perché sia a livello regionale che nazionale si reperiscano i necessari finanziamenti.

 

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