Archivi categoria: Economia e lavoro

FINANZA LOCALE Gli enti locali potranno tornare ad investire

Buone notizie dalla legge di stabilita’: gli enti locali potranno tornare ad investire . Per loro vengono rivisti i meccanismi del vincolo dei bilanci. D’ora in poi dovranno rispettare non piu’ il troppo penalizzante patto di stabilita’ bensi quello del pareggio di bilancio . Questo permettera’una minore rigidita’ sui bilanci e quindi la possibilita’di compiere investimenti.

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Maugeri sospenda i tagli agli stipendi dei lavoratori!!

La Maugeri ha dunque deciso di sospendere tutti  i contratti in atto a partire dal 1′Ottobre 2014 e di passare da rapporti di tipo pubblico a contratti privati.In questo modo sarebbero i lavoratori(solo loro) a pagare le passivita’ del bilancio 2013.

Si tratta di una proposta veramente irrecivibile da parte di una fondazione che a fronte  di una perdita di 1,4 milioni per l’anno 2013 stipula ancora 20 milioni annui di  consulenze esterne. perche’ non si risparmia in quel settore? Inoltre questi tagli vengono decisi in assenza di progetti futuri di Maugeri e di un piano industriale. Va da se’ che il provvedimento di revoca del contratto deve essere ritirato e che occorre istituire un tavolo di lavoro che salvaguardi gli Sipendi , gli utenti ed i cittadini.

 

 

 

 

 

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Sulla questione Merck, la responsabilità deve essere anche sociale

Mentre la Regione ha chiesto il tavolo istituzionale sulla crisi dello stabilimento Merck Italia a Pavia, che si terrà il prossimo 19 giugno a Roma, vorrei che l’asse del ragionamento si spostasse anche sul tema delle responsabilità imprenditoriali. E’ vero che esiste una responsabilità politica e delle istituzioni molto forte, ma c’è anche una responsabilità del mondo economico e imprenditoriale che è di carattere sociale. Non si può abbandonare uno stabilimento senza porsi il problema delle ricadute drammatiche che una decisione come questa può riversare sul territorio e sulla società locale.

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Sulla Legge di Stabilità…

In questi giorni va in discussione la Legge di stabilità proposta dal Governo Monti. La nostra realtà, la disponibilità dimostrata in ogni momento nei confronti di un Governo costituito per l’emergenza come abbiamo sempre affermato non ci può e non ci deve indurre ad accettare senza discutere anche le proposte che non consideriamo adeguate, eque ed in grado di favorire veramente la crescita. Ecco perché ci stiamo battendo a livello parlamentare per cambiare quella Legge di stabilità proposta dal Ministro Fornero e fare in modo che risponda maggiormente alle esigenze di un vero rilancio della crescita del Paese. Sul tema dei lavoratori rimasti senza reddito (cosiddetti esodati), in relazione a coloro che hanno sottoscritto accordi territoriali di mobilità e che proseguono volontariamente i versamento dei contributi, ai lavoratori licenziati individualmente (dalle ferrovie alla scuola), pur cambiando il metodo di calcolo, deve essere riconosciuto pienamente ciò che è loro dovuto. Il nostro obiettivo non è certamente quello di smontare la Riforma delle pensioni, ma è invece quello di correggere gli errori in essa contenuti dando soluzioni a problemi che stanno già creando forti difficoltà e tensioni sociali. Pur mantenendo l’impianto complessivo, la Riforma delle pensioni ed il rinnovamento delle politiche attive del lavoro devono favorire una nuova solidarietà, un nuovo patto fra e generazioni che consenta maggiore flessibilità per chi deve uscire dal mondo del lavoro ma soprattutto per chi deve accedervi passando gradualmente a forme di lavoro a tempo indeterminato superando non solo la precarietà ma anche forme non condivise di flessibilità.

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Abbiamo una Legge regionale sull’Amianto.

E’ stata appena votata la Legge regionale sul’Amianto.

Ecco il testo del mio intervento in Aula di questa mattina:

Arriviamo in Consiglio Regionale con questo PDL dopo una discussione in Commissione che considero soddisfacente; con un confronto veramente aperto e con una discussione di merito approfondita.

Abbiamo avuto audizioni, incontri, confronti con ARPA, ASL, Province, Comuni interessati.

Abbiamo discusso con il mondo associativo, con le associazioni ambientaliste, il movimento sindacale e soprattutto con i familiari delle vittime dell’amianto.

Questo insieme di incontri ci ha via via aiutato ad arricchire il PDL perché i contributi che abbiamo avuto sono stati veramente elevati.

Oggi possiamo dire, anche al di là dei contenuti della legge, che comunque consideriamo complessivamente positivi, che il tema dell’amianto è tornato al centro del dibattito istituzionale, politico e socio sanitario;

possiamo dire che oggi c’è più consapevolezza della sua estrema pericolosità;

c’è la piena convinzione che si deve fare un passo avanti, in grado di migliorare ed integrare sostanzialmente la L.R. 9 settembre 2003 n°17, come diceva il relatore che ringrazio.

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  • Viviamo in una regione dove, dall’ultimo censimento risulta che si devono smaltire circa 3 milioni di metri cubi di amianto, secondo una stima non ancora completa.
  • Viviamo in una regione dove ci sono decine e decine di siti da bonificare. Tra questi occorre segnalare la FIBRONIT di Broni in provincia di Pavia, considerato sito di interesse nazionale e priorità di carattere regionale. Un sito che con legge 179/2002 è stato riconosciuto come “sito da inserire all’interno del piano regionale di bonifica delle aree contaminate”. Un’area quella di Broni (paragonabile in tutto e per tutto alla situazione di Casale Monferrato) dove sono già stati spesi 6.000.000 di euro per la messa in sicurezza stanziati dal Ministero per l’Ambiente su un totale di 30.000.000 circa, per completare la bonifica. Una situazione dove, nelle scorse settimane si è aperto un processo a causa delle denunce dei familiari delle vittime e di molte associazioni che chiedono il risarcimento come è avvenuto a Casale con una sentenza storica che per la prima volta ha salvaguardato pienamente i diritti dei lavoratori. Anche le istituzioni (regione, provincia e comune) si sono costituite parte civile.
  • Viviamo in una regione dove i casi di mesotelioma accertati dalle ASL si aggirano sulle 3.000 unità, ma anche qui purtroppo siamo ad una valutazione sottostimata, con una situazione ancora in evoluzione, che prevede che il picco si raggiunga tra 10/15 anni.

 Per quanto riguarda i principali contenuti della legge, la valutazione è complessivamente positiva soprattutto perché essa riesce a tenere insieme tutti gli aspetti fondamentali della problematica amianto in Regione Lombardia:

1 – la grave emergenza sanitaria;

2 – l’emergenza ambientale;

3 – la necessità di procedere alle bonifiche;

4 – il completo smantellamento dell’amianto, come previsto dal PRAL;

5 – tutta la questione dello smaltimento.

 Per quanto riguarda gli aspetti sanitari, la legge contiene dei principi davvero fondamentali.

Per la prima volta si prende atto che il mesotelioma costituisce una problematica non solo sanitaria, ma anche sociale; oggi c’è maggiore consapevolezza da parte della popolazione di essere a rischio di malattia; popolazione che è indubbiamente sempre più informata anche sui disagi che pazienti e famiglie devono sopportare.

 In particolare vengono previste:

  • azioni riguardanti l’informazione, coinvolgendo le ASL ed i Medici di base;
  • la promozione di politiche di sostegno.

Vengono inoltre individuati gli ambiti dove, sul territorio regionale, il mesotelioma raggiunge i picchi di incidenza e per la prima volta i dipartimenti oncologici provinciali vengono investiti direttamente della responsabilità dei percorsi di screening e cura.

 Dal punto di vista dell’emergenza ambientale, occorre in primo luogo sottolineare la priorità delle bonifiche, a partire dalle situazioni di maggiore criticità e dalle priorità già definite; così come occorre procedere allo smantellamento dell’amianto degli edifici pubblici e privati.

Al riguardo, si dà facoltà ai comuni di stipulare convenzioni con le imprese di ritiro e smaltimento dei rifiuti, per piccoli quantitativi.

Molto interessante è la possibilità che la legge offre, anche con incentivi, di sostituire l’amianto con il fotovoltaico e quindi di incentivare un percorso legato all’energia da fonti rinnovabili.

Trovo inoltre rilevante anche le forme di incentivo previste nella recente legge sulla casa per quanto riguarda gli edifici da ristrutturare che contengono amianto ad esempio nei sottotetti.

Inoltre deve proseguire, attraverso la collaborazione dei comuni e delle province con le ASL, il censimento dell’amianto presente sul territorio.

Altro importante aspetto riguarda lo smaltimento; la legge indica l’opportunità di arrivare a linee guida per lo smaltimento; contemporaneamente proseguire un lavoro di condivisione con i territori per siti di smaltimento, piccole discariche o impianti innovativi, che puntino all’autosufficienza regionale e provinciale, da realizzare con la massima condivisione con le istituzioni, il mondo associativo e soprattutto con i cittadini.

 All’interno di questo ragionamento considero rilevante il rapporto con gli enti pubblici ed in particolare con le aziende pubbliche di servizi.

Naturalmente, oltre alle coperture finanziarie già previste, ma insufficienti,  occorre impegnarsi a definire uno specifico programma finanziario, al fine di garantire ulteriori risorse come previsto dall’O.d.G. presentato.

 Concludo dicendo che insieme alla valutazione positiva data all’inizio del mio intervento, ho la piena consapevolezza del lavoro che ci attende, per dare piena attuazione alla legge stessa e perché sia a livello regionale che nazionale si reperiscano i necessari finanziamenti.

 

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Si toglie la vita operaio della Brasilia da 10 mesi senza stipendio

Aveva 31 anni Paolo Vecchia l’operaio della Brasilia che si e’ tolto la vita perche’ e’ rimasto senza lavoro ed era senza stipendio da 10 mesi. Un gesto estremo che non giustifica il dramma che stava vivendo insieme agli 180 lavoratori della fabbrica di Retorbido che ad un certo punto ha chiuso i battenti senza dare le reali motivazioni. Una tragedia, pero,’ che deve essere analizzata per quello che rappresenta nella sua globalità.

 Paolo voleva lavorare come tutti gli altri operai che ho incontrato parecchie volte in questo periodo.Voleva un po’ di speranza, qualche anticipo sugli arretrati, un pò di serenità per il futuro;la stessa aspettativa di tutti gli altri: padri di famiglia, persone che vivevano di quello stipendio, gente per bene che considera il lavoro essenziale.

 Quel lavoro sempre piu’ in bilico, incerto anche nella nostra zona colpita da una forte recessione. Abbiamo assistito con impotenza alla totale assenza della proprieta’, delle Banche e delle istituzioni che nulla hanno potuto di fronte al dramma di questa azienda.

In questo momento sono davvero molto triste, assolutamente  vicino alla famiglia di Paolo, a tutti i lavoratori. Pero’ sono consapevole che proprio per questo non bisogna mollare, andare avanti, per cambiare le cose stando dalla parte dei piu’ deboli.

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L’impegno del Ministro di fronte ai bronesi

Proficua giornata di impegno ieri a Broni, dove il ministro Renato Balduzzi ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni e le associazioni per discutere e trovare insieme una soluzione all’emergenza amianto presente all’interno dell’ex Fibronit ed in generale alla questione sanitaria. E’ finalmente emerso un impegno concreto per affrontare tutte le questioni: dalla sanità pubblica, all’emergenza ambientale, allo smaltimento dell’amianto presente nel sito. In sostanza il Ministro si e’ impegnato a garantire i necessari finanziamenti soprattutto per la bonifica. Ora si dovranno accelerare i tempi anche in Regione arrivando rapidamente all’approvazione della legge.

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Riforma del mercato del lavoro e Articolo 18: il Governo agisca evitando uno “strappo”con la società

 Mi auguro che il presidente Monti sulla questione dell’articolo 18 eviti di compiere quello che sarebbe il primo vero errore da quando è presidente del Consiglio. Naturalmente mi riferisco alla parte che riguarda i licenziamenti per motivi economici, che sarebbero decisi esclusivamente dal datore di lavoro. Sono profondamente convinto che si debba innovare in maniera decisa, anche rispetto al tema della concertazione, e che la concertazione stessa non debba significare per qualcuno avere diritto di veto sulle scelte che competono al Parlamento oppure addirittura la possibilità di rallentare e annacquare quelle decisioni che invece devono essere prese. Questo ragionamento però non può prescindere dal fatto che, persino aldilà del merito, l’articolo 18 si colleghi a quelle garanzie democratiche e a quei diritti sanciti dalla Costituzione Repubblicana .

Se si dovesse scegliere uno “strappo”, questo non sarebbe in realtà uno strappo contro la Cgil o contro il Sindacato, il quale peraltro ha deciso di mobilitarsi proponendo di modificare la proposta iniziale e non sarebbe neppure uno strappo contro il Pd, impegnato a sua volta, proprio in questi giorni, con grande senso di responsabilità, a correggere ciò che è necessario seguendo la strada maestra del dibattito parlamentare ben sapendo che è nostro dovere sostenere lealmente il Governo.

Lo strappo sarebbe, invece, nei confronti di una larghissima parte del Paese; di quel Paese che ha accettato di fare sacrifici duri: parlo dei pensionati, dei lavoratori dipendenti, del mondo dell’impresa.

E’ vero che nel suo complesso la proposta di  Riforma del mercato del lavoro ha al suo interno contenuti positivi.

Contiene misure importanti per ridurre la precarietà, per dare tutele ai giovani incentivando chi sceglie il lavoro a tempo indeterminato e per affrontare l’emergenza dei lavoratori anziani che oggi rischiano di essere espulsi dal processo produttivo per colpa della crisi.

Ma proprio per questi motivi occorre considerare seriamente le proposte migliorative effettuate dal Pd.

E, tornando al tema della concertazione, e al suo necessario rinnovamento, occorre avere cautela nel liquidare il tutto come se fosse legato solo ad una formula del passato.

Siamo proprio sicuri che in un momento come questo, dove esiste una forte frammentazione ed un forte egoismo individuale, sia giusto dare anche semplicemente l’impressione di voler disarticolare il tessuto sociale rischiando di spezzare reti di solidarietà, di indebolire il sindacato, il terzo settore, i corpi intermedi della società?

Oppure non conviene lavorare decisamente per ricostruire senso di responsabilità nazionale, coesione sociale attraverso nuove forme di partecipazione alle scelte?

Non conviene valorizzare pienamente come si è fatto finora?anche trasformando il Decreto Legge in Disegno di Legge, il Parlamento e le articolazioni sociali, economiche del nostro Paese creando una grande solidarietà?

Io credo che la partita dell’articolo 18 sia questa: ci sono le possibilità per riformare profondamente il mercato del lavoro e al tempo stesso salvaguardare i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

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Enoturismo come opportunita’ di sviluppo

Ieri a Rovescala si è tenuto un importante convegno sull’enoturismo. Una leva importante per lo sviluppo dell’ oltrepo Pavese. Si e’ ragionato di come valorizzare la cultura del vino collegando la produzione viticola alla bellezza dei territori collinari per promuovere una nuova forma di turismo. Turismo, agricoltura, commercializzazione dei nostri prodotti. Molte le proposte in campo e forte impegno dei nostri enti locali, del consorzio vini DOC, del Gal, dell’Amministrazione Provinciale e, sopprattutto,di Regione Lombardia.

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Cassa integrazione per i lavoratori della Sea di Trivolzio: il nostro impegno continua.

La vicenda della Sea si è dunque conclusa con la chiusura della fabbrica di Trivolzio e con i lavoratori collocati in cassa integrazione . In questi giorni ho percepito tutto il loro sgomento. Alcuni non hanno esitato a parlare di sconfitta. Ciò è sicuramente vero. Quando chiude una fabbrica  indubbiamente si registra una sconfitta per tutto il territorio. Prima di tutto chi perde il posto di lavoro insieme alle proprie famiglie, in secondo luogo istituzioni, sindacati, forze politiche. Questa ulteriore situazione di crisi mi arreca un profondo dispiacere anche perché ho vissuto con questi lavoratori questa vicenda e ho proprio capito che loro erano disponibili a sacrifici, a riduzioni economiche pur di salvaguardare il loro posto di lavoro. Un grande attaccamento allo stabilimento che invece non ha dimostrato la proprietà dell’azienda che si è dimostrata sorda ed insensibile nei confronti di ogni proposta ragionevole che è stata effettuata. Certamente adesso non ci rassegniamo. Ho ben presente che la crisi della Sea  è figlia di una situazione più generale molto grave che può essere affrontata solo con un cambio di passo sul piano economico, sociale, del Paese con una politica nazionale che punti decisamente alla crescita e con una netta e radicale inversione di tendenza da parte del Governo di Regione Lombardia. Sono, inoltre, perfettamente consapevole del fatto che c’è ancora molto da fare per trovare una nuova collocazione per questi lavoratori. Pertanto l’impegno non è finito. Un impegno che devono assumersi pienamente tutti.

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