Archivi del mese: ottobre 2012

Sulla Legge di Stabilità…

In questi giorni va in discussione la Legge di stabilità proposta dal Governo Monti. La nostra realtà, la disponibilità dimostrata in ogni momento nei confronti di un Governo costituito per l’emergenza come abbiamo sempre affermato non ci può e non ci deve indurre ad accettare senza discutere anche le proposte che non consideriamo adeguate, eque ed in grado di favorire veramente la crescita. Ecco perché ci stiamo battendo a livello parlamentare per cambiare quella Legge di stabilità proposta dal Ministro Fornero e fare in modo che risponda maggiormente alle esigenze di un vero rilancio della crescita del Paese. Sul tema dei lavoratori rimasti senza reddito (cosiddetti esodati), in relazione a coloro che hanno sottoscritto accordi territoriali di mobilità e che proseguono volontariamente i versamento dei contributi, ai lavoratori licenziati individualmente (dalle ferrovie alla scuola), pur cambiando il metodo di calcolo, deve essere riconosciuto pienamente ciò che è loro dovuto. Il nostro obiettivo non è certamente quello di smontare la Riforma delle pensioni, ma è invece quello di correggere gli errori in essa contenuti dando soluzioni a problemi che stanno già creando forti difficoltà e tensioni sociali. Pur mantenendo l’impianto complessivo, la Riforma delle pensioni ed il rinnovamento delle politiche attive del lavoro devono favorire una nuova solidarietà, un nuovo patto fra e generazioni che consenta maggiore flessibilità per chi deve uscire dal mondo del lavoro ma soprattutto per chi deve accedervi passando gradualmente a forme di lavoro a tempo indeterminato superando non solo la precarietà ma anche forme non condivise di flessibilità.

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La Legislatura è finita, dopo il Consiglio regionale di oggi anche Formigoni e il Pdl ne prendono atto.

 Il Pd è pronto ad assumersi le proprie responsabilità di Governo.

La nostra iniziativa e la disponibilità a presentare le dimissioni ha accelerato la crisi del centrodestra. Anche Formigoni ha dovuto prenderne atto. Rivendichiamo con forza i meriti del Pd e delle opposizioni che sicuramente hanno riaperto le condizioni per tornare al voto il prima possibile. Il successo sarà nostro, non certo del Carroccio e del Pdl, che anche in queste ore non è chiaro su ciò che vogliono fare. Siamo noi che abbiamo lavorato bene, denunciando puntualmente tutte le questioni che si aprivano, dalle firme false in poi. Siamo noi che siamo sempre stati presenti sui problemi. Siamo noi che abbiamo operato al meglio in una situazione complicata e difficile. Ora c’è un impegno formale a modificare la Legge elettorale in pochissimo tempo. La commissione preposta è già convocata per domani ed il Consiglio che la discuterà è già convocato per il 25 ottobre. Non ci sono più alibi per nessuno. Entro quella data si può fare una buona Legge e successivamente il Consiglio può essere sciolto. I tempi per la convocazione degli elettori oscillano tra i 45 ed i 90 giorni. Il Prefetto al quale compete la convocazione delle elezioni sicuramente saprà tenere conto della volontà dei cittadini e dell’intera società lombarda di andare alle urne il prima possibile. Certamente potranno esserci altri colpi di coda o tentativi dilatori ma la pressione dell’opinione pubblica e la determinazione del Pd e delle opposizioni sicuramente non permetteranno a Lega e Pdl di rinviare ulteriormente questa scadenza democratica per i loro giochi di potere, per scaricare le loro responsabilità o magari per giochi politici romani. Ricordiamo tutti che anche in caso di mancato accordo, il Consiglio deve essere sciolto. Lo possono determinare 41 dimissioni di consiglieri oppure le dimissioni di Formigoni che a questo punto non può più nascondersi e sottrarsi alle sue responsabilità. E ora il Pd è pronto a restituire ai territori questo grande lavoro come proposta di governo, anche attraverso il movimento civico che vogliamo costruire in ogni provincia. Siamo pronti, cioè, ad assumerci le nostre responsabilità di governo, partendo dalle primarie e dai confronti aperti sul campo.

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Siamo pronti a mandare a casa Formigoni e a governare la Lombardia

Siamo pronti alle dimissioni. E se la Lega si aggiunge, vorrà dire che il Pd lombardo ha ottenuto il successo sperato: mandare a casa Formigoni.

 E’ appena terminata la conferenza stampa nella quale, oggi pomeriggio, il Gruppo regionale del Partito democratico ha mostrato il foglio con le firme dei 27 consiglieri (Pd, Idv, Sel, Gruppo Misto). Un invito chiaro alla Lega Nord ad aggiungere le 20 firme che il Carroccio ha dichiarato di aver già posto su un’analoga lettera di dimissioni.

In questo modo, raggiunto il numero dei 41 dimissionari, possiamo far cadere il Consiglio regionale, di conseguenza la Giunta Formigoni e tornare a elezioni quanto prima. Ma è importante  che tutte le firme necessarie siano presentate contestualmente. Altrimenti non si ottiene l’effetto sperato. Cioè  se ci dimettessimo solo noi 27, semplicemente subentrerebbero i primi dei non eletti e Formigoni e la Lega potrebbe continuare a portare avanti il loro teatrino.

Un atto di coraggio della Lega è, dunque, quello che serve.

Ma il successo sarà nostro, non certo del Carroccio, che anche in queste ore non è chiaro su ciò che vuole fare. Siamo noi che abbiamo lavorato bene, denunciando puntualmente tutte le questioni che si aprivano, dalle firme false in poi. Siamo noi che siamo sempre stati presenti sui problemi. Siamo noi che abbiamo operato al meglio in una situazione complicata e difficile.

Tra i temi seguiti da vicino e con attenzione dal Pd che ci tengo a ricordare c’è la sanità sulla quale siamo sempre stati puntuali, in particolare per quanto riguarda le questioni legate ai ticket; l’ambiente, con la grossa partita delle bonifiche che abbiamo condotto praticamente in prima fila; il trasporto pubblico locale con le nostre campagne di informazione svolte direttamente tra la gente e i pendolari; i momenti di ascolto con il giro delle province.

E ora il Pd è pronto a restituire ai territori questo grande lavoro come proposta di governo, anche attraverso il movimento civico che vogliamo costruire in ogni provincia.

 Siamo pronti, cioè, ad assumerci le nostre responsabilità di governo, partendo dalle primarie e dai confronti aperti sul campo.

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Sabato a Recoaro…

Sabato a Recoaro abbiamo discusso seriamente di amianto, senza toni propagandistici, ma mettendo in evidenza il cammino fatto, le difficoltà reali e la previsione di quanta strada ci sia ancora da fare. Sono stati toccati gli aspetti sanitari e ambientali relativi alla bonifica, trovando una condivisione larga sul fatto che occorre affrontare tutto con una visione organica e complessiva. Ormai c’è piena consapevolezza di come il tema amianto non debba essere utilizzato per strumentalizzazioni di parte o per divisioni precostituite. E’ bene che le istituzioni (Parlamento, Regione, Provincia e Comuni), con i cittadini, con le associazioni e con i comitati lavorino insieme. Così come è bene che i rappresentanti regionali e nazionali del territorio facciano altrettanto, ricercando sempre la massima condivisione. Solo in questo modo sarà possibile affrontare concretamente la questione dei finanziamenti necessari per concludere la bonifica della Fibronit, per sostenere chi vuole e deve togliere l’amianto e per dotare le strutture sanitarie di attrezzature adeguate. Naturalmente ognuno parte da un proprio punto di vista, da una propria visione del problema, ma il confronto e la discussione devono servire proprio per costruire una sintesi tra tutte le posizioni e per arrivare ad un impegno concreto. Un altro tema è quello dell’informazione costante: da questo punto di vista proporrò a Regione Lombardia di convocare la Conferenza delle Asl e dopo la Conferenza nazionale di Venezia di indire la Conferenza regionale dell’amianto, chiedendo a Formigoni il rinnovo del Pral. Colgo l’occasione per ringraziare di nuovo tutti i partecipanti al Convegno ed in modo particolare i cittadini e le associazioni per i loro preziosi interventi e suggerimenti.

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Trenitalia mantenga il servizio di trasporto di InterCity sulla Ventimiglia-Milano

Nell’ambito del tavolo convocato recentemente dal Ministro Barca, in merito allo stato di attuazione del Contratto di Servizio 2009-2014 con Trenitalia, è stata ipotizzata la riduzione del Servizio InterCity sulla tratta Ventimiglia – Milano in favore del ripristino di altri servizi. Se questo provvedimento diventasse effettivo verrebbero penalizzati pesantemente tutti i pendolari lombardi che quotidianamente si recano da Milano a Genova e coloro che vivono nei centri intermedi medio piccoli come Pavia. A questo proposito ho presentato un ordine del giorno.

Se dovessero essere cancellati i treni intercity della linea Ventimiglia – Milano si arrecherebbe un serio danno a tutti i pendolari lombardi e liguri. Il Consiglio regionale della Liguria ha già approvato all’unanimità un ordine del giorno il 18 settembre scorso per sollecitare il governo a rivedere il contratto di servizio con Trenitalia e a salvaguardare questo collegamento.

Al momento in Regione Lombardia il tema non è stato ancora affrontato proprio per questo con l’ordine del giorno  in linea con quanto fatto già dai colleghi liguri, chiediamo alla Regione di intervenire nei confronti del Governo nazionale affinché riconosca l’importanza strategica per la Lombardia dell’attuale servizio di trasporto di Intercity e che quindi non metta in atto nessuna manovra di riduzione del servizio erogato.

 

 

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La Giunta immetta nuovi treni sulla Milano-Pavia-Piacenza

 I treni che viaggiano lungo la direttrice che collega Milano Greco Pirelli a Piacenza, passando per i comuni pavesi di Pavia, Stradella e Broni, versano in condizioni critiche dovute alla pessima qualità del materiale rotabile, al malfunzionamento della rete, ai guasti ai passaggi a livello e al numero insufficiente di carrozze rispetto all’utenza e quindi quotidianamente sovraffollate. Condividendo le preoccupazioni dei pendolari e fatta sua la loro nota inviata a Trenord, farò un’ interrogazione all’indirizzo dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo per conoscere quali strumenti la Regione intenda mettere in campo per risolvere i costanti problemi che affliggono la linea.

Il sovraffollamento delle carrozze è una criticità che segna principalmente i treni della linea Stradella – Milano Greco delle ore 16.46 e Stradella – Milano Rogoredo delle 17.05.

E’ un problema che i pendolari hanno più volte segnalato a chi di dovere ma che fino ad oggi non ha portato ad alcun risultato.

Per questo chiederò all’assessore Cattaneo di venire in Commissione Mobilità per riferire in che modo la Regione intenda intervenire per garantire tempestivamente il ripristino della composizione dei treni, adeguata all’utenza specialmente nelle ore di punta. Ci interessa capire soprattutto quando verranno messi in circolo i nuovi treni e su quali direttrici.

Mi auguro vista l’urgenza, che le linee del quadrante Sud Lombardia non vengano snobbate ancora una volta come è troppo spesso accaduto.

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