Archivi del mese: luglio 2012

Tribunali periferici: Vigevano e Voghera non devono essere soppressi.

In difesa dei tribunali di Voghera e Vigevano sono state approvate in Consiglio regionale, due mozioni, una del Pd e una della Lega Nord. La mozione del Pd tiene conto della rilevanza di quelli che il decreto all’esame del Parlamento, definisce “tribunali periferici” e delle esigenze amministrative e produttive del territorio in questione.

I tribunali di Vigevano e Voghera, che peraltro hanno già deciso autonomamente una riorganizzazione con possibili accorpamenti con altri territori, sono considerati periferici ma costituiscono invece dei presidi strategici per la provincia di Pavia . Se dovessero essere soppressi il tribunale di Pavia registrerebbe immediatamente un sovraffollamento che lo porterebbe al collasso. Abbiamo perciò chiesto che la Giunta intervenga presso il Governo e il Ministero della giustizia portando le istanze che giungono dal nostro territorio.

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Soppressione dei Tribunali periferici: teniamo conto delle proposte dei territori e non vanifichiamo gli investimenti

Ho presentato insieme al collega Fabio Pizzul una mozione specifica riguardante il decreto legislativo che prevede la soppressione,  in  Lombardia, dei Tribunali di Vigevano e Voghera (con conseguente estensione del circondario del Tribunale di Pavia) e di Crema (il cui territorio di competenza verrebbe attribuito al circondario giudiziario di Cremona).

Vogliamo impegnare il consiglio regionale affinché manifesti al Governo nazionale e al Ministro della Giustizia l’opportunità che la nuova organizzazione dei tribunali ordinari e il riordino dei circondari giudiziari della Lombardia siano condotti con massima attenzione alle condizioni sociali, economiche e territoriali delle realtà locali coinvolte e non attraverso un semplice e inadeguato accorpamento degli attuali ambiti geografici di competenza. In particolare il riordino dei circondari giudiziari di Vigevano e Voghera tenga conto delle proposte maturate in loco dai rappresentanti istituzionali e di categoria.

I cosiddetti “tribunali periferici” della Lombardia servono territori con importante popolazione e rilevante insediamento di attività produttive ed inoltre un’amministrazione della giustizia efficiente, rapida ed accessibile è sicuramente il  requisito fondamentale  per la garanzia dei diritti dei cittadini nonché per la tutela dei legittimi interessi economici”.

Infine rimarchiamo attraverso la mozione, che verrà presentata martedì 31 luglio in Aula di Consiglio regionale, come l’adeguata distribuzione sul territorio degli uffici preposti a perseguire l’infrazione delle leggi costituisca presidio di legalità ed elemento di contrasto alle attività criminali e come diverse amministrazioni comunali del territorio abbiano già deliberato nel corso di quest’anno il proprio parere favorevole all’ampliamento del circondario di Vigevano anche agli altri comuni dell’Abbiatense e del Magentino, in considerazione dell’omogeneità sociale, economica e territoriale.

In particolare, riferendosi all’Oltrepo Pavese, la mozione indica che l’Ordine degli Avvocati di Voghera insieme a quello di Tortona ha predisposto un “Progetto di accorpamento/fusione dei Tribunali di Voghera e Tortona”, oggetto di parere favorevole deliberato dai Comuni di Voghera e Tortona, da cinquantanove Comuni dell’Oltrepo Pavese, nonché dalla Comunità Montana Oltrepo Pavese nel corso del 2011 e che un non attento riordino delle sedi di tribunale potrebbe condurre alla paradossale vanificazione degli investimenti affrontati in anni recenti per l’adeguamento e manutenzione degli immobili destinati ad ospitare gli uffici giudiziari pari a oltre  700.000 euro nel quinquennio 2002-2007 per quanto riguarda il Tribunale di Voghera, mentre la sede del Tribunale di Vigevano, di proprietà del Comune, è stata oggetto di restauro integrale negli anni ’90.

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Abbiamo una Legge regionale sull’Amianto.

E’ stata appena votata la Legge regionale sul’Amianto.

Ecco il testo del mio intervento in Aula di questa mattina:

Arriviamo in Consiglio Regionale con questo PDL dopo una discussione in Commissione che considero soddisfacente; con un confronto veramente aperto e con una discussione di merito approfondita.

Abbiamo avuto audizioni, incontri, confronti con ARPA, ASL, Province, Comuni interessati.

Abbiamo discusso con il mondo associativo, con le associazioni ambientaliste, il movimento sindacale e soprattutto con i familiari delle vittime dell’amianto.

Questo insieme di incontri ci ha via via aiutato ad arricchire il PDL perché i contributi che abbiamo avuto sono stati veramente elevati.

Oggi possiamo dire, anche al di là dei contenuti della legge, che comunque consideriamo complessivamente positivi, che il tema dell’amianto è tornato al centro del dibattito istituzionale, politico e socio sanitario;

possiamo dire che oggi c’è più consapevolezza della sua estrema pericolosità;

c’è la piena convinzione che si deve fare un passo avanti, in grado di migliorare ed integrare sostanzialmente la L.R. 9 settembre 2003 n°17, come diceva il relatore che ringrazio.

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  • Viviamo in una regione dove, dall’ultimo censimento risulta che si devono smaltire circa 3 milioni di metri cubi di amianto, secondo una stima non ancora completa.
  • Viviamo in una regione dove ci sono decine e decine di siti da bonificare. Tra questi occorre segnalare la FIBRONIT di Broni in provincia di Pavia, considerato sito di interesse nazionale e priorità di carattere regionale. Un sito che con legge 179/2002 è stato riconosciuto come “sito da inserire all’interno del piano regionale di bonifica delle aree contaminate”. Un’area quella di Broni (paragonabile in tutto e per tutto alla situazione di Casale Monferrato) dove sono già stati spesi 6.000.000 di euro per la messa in sicurezza stanziati dal Ministero per l’Ambiente su un totale di 30.000.000 circa, per completare la bonifica. Una situazione dove, nelle scorse settimane si è aperto un processo a causa delle denunce dei familiari delle vittime e di molte associazioni che chiedono il risarcimento come è avvenuto a Casale con una sentenza storica che per la prima volta ha salvaguardato pienamente i diritti dei lavoratori. Anche le istituzioni (regione, provincia e comune) si sono costituite parte civile.
  • Viviamo in una regione dove i casi di mesotelioma accertati dalle ASL si aggirano sulle 3.000 unità, ma anche qui purtroppo siamo ad una valutazione sottostimata, con una situazione ancora in evoluzione, che prevede che il picco si raggiunga tra 10/15 anni.

 Per quanto riguarda i principali contenuti della legge, la valutazione è complessivamente positiva soprattutto perché essa riesce a tenere insieme tutti gli aspetti fondamentali della problematica amianto in Regione Lombardia:

1 – la grave emergenza sanitaria;

2 – l’emergenza ambientale;

3 – la necessità di procedere alle bonifiche;

4 – il completo smantellamento dell’amianto, come previsto dal PRAL;

5 – tutta la questione dello smaltimento.

 Per quanto riguarda gli aspetti sanitari, la legge contiene dei principi davvero fondamentali.

Per la prima volta si prende atto che il mesotelioma costituisce una problematica non solo sanitaria, ma anche sociale; oggi c’è maggiore consapevolezza da parte della popolazione di essere a rischio di malattia; popolazione che è indubbiamente sempre più informata anche sui disagi che pazienti e famiglie devono sopportare.

 In particolare vengono previste:

  • azioni riguardanti l’informazione, coinvolgendo le ASL ed i Medici di base;
  • la promozione di politiche di sostegno.

Vengono inoltre individuati gli ambiti dove, sul territorio regionale, il mesotelioma raggiunge i picchi di incidenza e per la prima volta i dipartimenti oncologici provinciali vengono investiti direttamente della responsabilità dei percorsi di screening e cura.

 Dal punto di vista dell’emergenza ambientale, occorre in primo luogo sottolineare la priorità delle bonifiche, a partire dalle situazioni di maggiore criticità e dalle priorità già definite; così come occorre procedere allo smantellamento dell’amianto degli edifici pubblici e privati.

Al riguardo, si dà facoltà ai comuni di stipulare convenzioni con le imprese di ritiro e smaltimento dei rifiuti, per piccoli quantitativi.

Molto interessante è la possibilità che la legge offre, anche con incentivi, di sostituire l’amianto con il fotovoltaico e quindi di incentivare un percorso legato all’energia da fonti rinnovabili.

Trovo inoltre rilevante anche le forme di incentivo previste nella recente legge sulla casa per quanto riguarda gli edifici da ristrutturare che contengono amianto ad esempio nei sottotetti.

Inoltre deve proseguire, attraverso la collaborazione dei comuni e delle province con le ASL, il censimento dell’amianto presente sul territorio.

Altro importante aspetto riguarda lo smaltimento; la legge indica l’opportunità di arrivare a linee guida per lo smaltimento; contemporaneamente proseguire un lavoro di condivisione con i territori per siti di smaltimento, piccole discariche o impianti innovativi, che puntino all’autosufficienza regionale e provinciale, da realizzare con la massima condivisione con le istituzioni, il mondo associativo e soprattutto con i cittadini.

 All’interno di questo ragionamento considero rilevante il rapporto con gli enti pubblici ed in particolare con le aziende pubbliche di servizi.

Naturalmente, oltre alle coperture finanziarie già previste, ma insufficienti,  occorre impegnarsi a definire uno specifico programma finanziario, al fine di garantire ulteriori risorse come previsto dall’O.d.G. presentato.

 Concludo dicendo che insieme alla valutazione positiva data all’inizio del mio intervento, ho la piena consapevolezza del lavoro che ci attende, per dare piena attuazione alla legge stessa e perché sia a livello regionale che nazionale si reperiscano i necessari finanziamenti.

 

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Welfare: centralizzazione della Regione e aggravio sui più deboli

E’ stato presentato il patto per il welfare lombardo che parte da uno scenario complessivo completamente mutato e legato all’invecchiamento della popolazione e, sostanzialmente, al mutamento della composizione sociale che ha determinato una riduzione delle risorse economiche, quindi si impone una revisione urgente che adegui il welfare alla necessità di dare risposta ai vecchi bisogni ma anche di tenere conto dei nuovi bisogni e delle nuove esigenze.

 Quindi al fianco dei consueti concetti come la centralità della famiglia ci sono rilevanti novità e particolarmente il passaggio dell’offerta alla domanda e cioè l’estensione della dote voucher con il graduale superamento dell’accreditamento e la ricerca di nuove forme di finanziamento e quindi anche di una maggiore compartecipazione degli utenti.

 Se il sistema può andare bene per servizi leggeri a livello territoriale non va invece bene per servizi nelle strutture e proprio per questi motivi siamo fortemente critici, perché da questo modo di intendere la politica del welfare si evince una  minor valorizzazione degli enti locali.

Se prima erano i piani di zona che se ne occupavamo, ora c’è una centralizzazione nelle mani della Regione ed un maggior aggravio verso gli utenti più deboli.

Quindi, i voucher devono essere coperti finanziariamente e possono riguardare servizi territoriali, ma di certo non sono adeguati per tutti quei servizi interni  alle strutture.

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Raccogliamo le firme contro la chiusura del Tribunale di Vigevano

Ho partecipato all’assemblea degli avvocati dell’ordine del Tribunale di Vigevano e, oltre a preparare una mozione per salvare il Tribunale anche eventualmente attraverso l’accorpamento con alcuni Comuni del magentino, voglio esprimere pieno apprezzamento per l’iniziativa avviata dal quotidiano locale di raccolta delle firme perché naturalmente il problema del Tribunale è una questione che non deve riguardare solo gli avvocati ma rappresenta invece un tema di fondamentale importanza per tutto il territorio.   

Innanzitutto apprezzo il lavoro degli avvocati che si sono aperti al territorio, inoltre la soppressione del Tribunale di Vigevano e di quello di Voghera indebolirebbe i servizi sul territorio e potrebbe portare a diseducare i cittadini nei confronti della giustizia.

D’altro canto il tribunale di Pavia non riuscirebbe a sobbarcarsi tutta la mole di lavoro proveniente da un territorio così vasto. Anche il risparmio sarebbe di modestissima entità e non commisurato al danno che ne deriverebbe dalla cancellazione di un servizio che riguarda tante categorie e tanti singoli cittadini, soprattutto in una zona che presenta diverse criticità.

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Tutti contrari alla discarica di Ferrera. Chiudere presto la pratica, la Lomellina ha già dato.

Si è tenuta oggi, mercoledì 11 luglio 2012, in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, l’audizione sulla realizzazione di una discarica di cemento/amianto a Ferrera Erbognone. Erano presenti l’assessore all’Ambiente della Provincia di Pavia e i sindaci dei Comuni di Ferrera Erbognone, Sannazzaro De’ Burgondi, Scaldasole, Mezzana Bigli, Galliavola e Gambolò. Anche in Commissione è proseguito il dibattito che si sta tenendo sul territorio e nell’ambito del quale il Partito democratico e io in prima persona abbiamo da sempre espresso la nostra contrarietà E con noi sono d’accordo i Comuni dell’ambito e i Comitati di cittadini. In proposito, durante l’audizione ho ringraziato gli amministratori locali per aver lavorato su valutazioni di merito e tecniche e non aver preso posizioni ideologiche e aprioristiche. Tutti contrari, insomma, alla discarica di cemento amianto e per motivi ben precisi: Si andrebbe a scavare in una risaia e in un pioppeto e si distruggerebbe una zona di verde che era stata ottenuta come compensazione ambientale per la realizzazione della raffineria di Sannazzaro. Ormai questa discarica corrisponde solo alla volontà di un privato, avendo perso sostanzialmente il supporto del pubblico. Più in generale, proposte di questo tipo non aiutano una soluzione corretta ed equilibrata per lo smaltimento dell’amianto in provincia di Pavia, tant’è che si sta lavorando per calibrarlo rispetto all’autosufficienza provinciale. Riteniamo che, dopo aver annunciato il no a Gambolò, anche questa pratica debba essere chiusa al più presto perché la Lomellina ha già dato.

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Ecco il testo del Progetto di Legge sull’amianto.

REGIONE LOMBARDIA IX LEGISLATURA

CONSIGLIO REGIONALE ATTI 1979 VI COMMISSIONE CONSILIARE “AMBIENTE E PROTEZIONE CIVILE”

PROGETTO DI LEGGE “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 9 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto)”

Approvato nella seduta del 3 luglio 2012

A seguito dell’esame abbinato dei progetti di legge: PDL N. 0056 “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 9 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto)” d’iniziativa dei Consiglieri Villani, Pesato, Ciocca, Bossetti, Bottari

PDL N. 0155 “Modifiche alla legge regionale 29 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamentodell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto) e attuazione del PRAL” d’iniziativa dei Consiglieri Villani, Cavicchioli, Civati, Costanzo, Ferrari

Relatore: Consigliere Bottari

Trasmesso alle Commissioni consiliari il: 27 ottobre 2012

Il provvedimento si compone di n. 9 pagine, n. 8 articoli  

 Articolo 1 (Modifiche all’articolo 1 della l.r. 17/2003) 1. La lettera c) del comma 2 dell’articolo 1 è così sostituita: c) la promozione di iniziative di educazione e informazione finalizzate a ridurre la presenza dell’amianto, anche attraverso il coinvolgimento delle Aziende sanitarie locali (ASL) e dei medici di medicina generale;

2. Dopo la lettera c) del comma 2 dell’articolo 1 sono aggiunte le seguenti: c bis) la promozione di politiche di sostegno per l’assistenza dei soggetti ex-esposti all’amianto, colpiti da malattie asbesto correlate; c ter) la conoscenza epidemiologica e prevenzionale nella popolazione e la sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti a fibre d’amianto; c quater) la formazione e l’aggiornamento degli operatori delle ASL, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia (ARPA) e delle imprese che si occupano di attività di bonifica e smaltimento dell’amianto; c quinquies) la promozione di finanziamenti agevolati per la bonifica di edifici con presenza di manufatti contenenti amianto.

3. Dopo il comma 2 dell’articolo 1 è aggiunto il seguente: 2 bis) La Regione favorisce la rimozione dell’amianto e la sostituzione di manufatti contenenti amianto con materiali e sistemi ecologici. In particolare promuove, in collaborazione con le province, la sostituzione delle coperture in eternit o contenenti amianto con coperture dotate di pannelli solari fotovoltaici.  

Articolo 2 (Integrazioni alla l.r. 17/2003 in materia di politiche di sostegno) 1. Dopo l’articolo 1 è inserito il seguente: Articolo 1 bis (Politiche di sostegno)

1. La Regione promuove politiche di sostegno per l’assistenza dei soggetti ex esposti, colpiti da malattie asbesto correlate.

2. E’ istituito un fondo per le politiche di sostegno per l’assistenza dei soggetti ex esposti, colpiti da malattie asbesto correlate.

3. La Regione attua il programma di sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti attraverso le Unità operative ospedaliere di medicina del lavoro (UOOML) o il dipartimento oncologico provinciale competente, in una sede adeguata e prossima alle aree di cui al comma 5. 4. Per accedere alla sorveglianza sanitaria di cui al comma 3, il soggetto ex esposto si rivolge alla ASL di appartenenza oppure esprime, nella richiesta di riconoscimento di benefici previdenziali o assicurativi presentata all’INAIL, il consenso per la segnalazione all’ASL del proprio nominativo.

5. La Giunta regionale individua le aree di criticità nelle quali è accertata una incidenza di mortalità per malattie asbesto correlate, utilizzando il registro regionale dei mesoteliomi sugli effetti neoplastici causati dall’esposizione all’amianto.  

Articolo 3 (Modifiche all’articolo 2 della l.r. 17/2003) 1. Dopo il comma 4 dell’articolo 2 è inserito il seguente: 4 bis) I comuni, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente per le imprese che si occupano di smaltimento e rimozione dell’amianto, possono stipulare convenzioni con le imprese di ritiro e smaltimento dei rifiuti al fine della raccolta in sicurezza di piccoli quantitativi di rifiuti contenenti amianto.  

 Articolo 4 (Modifiche all’articolo 4 della l.r. 17/2003) 1. Il numero 1) della lettera a) del comma 1 dell’articolo 4 è così sostituito: 1) censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei mezzi di trasporto con presenza di amianto o di materiali contenenti amianto, effettuato dall’ASL in collaborazione con le province e i comuni. L’aggiornamento delle stime dei quantitativi di amianto presente sul territorio regionale avviene con cadenza annuale; 2. Dopo il numero 2) della lettera f) del comma 1 dell’articolo 4 è aggiunto il seguente: 2 bis) individuazione delle linee guida per la localizzazione di siti idonei per lo smaltimento dell’amianto; 3. Dopo la lettera h) del comma 1 dell’articolo 4 è aggiunta la seguente: h bis) promozione, in collaborazione con le province, di iniziative finalizzate alla innovazione tecnologica per lo smaltimento dell’amianto.  

Articolo 5 (Integrazioni alla l.r. 17/2003 in materia di sanzioni e controlli) 1. Dopo l’articolo 8 è inserito il seguente: Articolo 8 bis (Sanzioni e controlli) 1. La mancata comunicazione di cui all’articolo 6, comma 1, comporta, a carico dei soggetti proprietari pubblici e privati inadempienti, l’applicazione di una sanzione amministrativa da 100,00 euro a 1.500,00 euro.

2. La Giunta regionale, con apposita deliberazione, detta criteri per l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 1, sulla base dei quantitativi presenti e della loro pericolosità, tenuto conto anche dello stato di conservazione del materiale.

3. Il comune, verificata attraverso la ASL competente la presenza di amianto non censito, ingiunge al proprietario di provvedere alla stima dello stato di conservazione dell’amianto o del materiale contenente amianto secondo un apposito protocollo della direzione regionale competente. Il proprietario, entro 30 giorni dalla notifica dell’ingiunzione, trasmette la stima dello stato di conservazione al comune e all’ASL competente per territorio. In caso di inadempimento, l’ASL competente provvede ad effettuare la stima, rivalendosi sul proprietario per le spese sostenute.  

 Articolo 6 (Modifiche all’articolo 9 della l.r. 17/2003) 1. Dopo il comma 2 dell’articolo 9 sono aggiunti i seguenti: 2bis) All’introito delle somme provenienti alla Regione dalle sanzioni previste all’articolo 8bis della l.r. 17/2003, si provvede con l’UPB 3.4.10 “Introiti diversi”, iscritta allo stato di previsione delle entrate del bilancio per l’esercizio finanziario 2012 e successivi. 2ter) Alle spese per le azioni informative di cui all’articolo 8, comma 3, della l.r. 17/2003, si provvede con le risorse derivanti dall’applicazione del comma 2 bis. 2quater)

Per le spese di cui all’articolo 2, comma 5, lettera a), della l.r. 17/2003 è autorizzata per l’anno 2012 la spesa di euro 1 milione. 2quinquies) Agli oneri di cui al comma 2 quater, si provvede mediante riduzione di competenza e di cassa dell’UPB 4.2.3.211 “Fondo per altre spese di investimento” dello stato di previsione delle spese del bilancio per l’esercizio finanziario 2012 e successivi. 2sexies)

Agli stati di previsione delle spese del bilancio per l’esercizio finanziario 2012 e pluriennale 2012-2014, la dotazione finanziaria di competenza e di cassa dell’ UPB 2.1.3.393 “Realizzazione di nuovi alloggi e riqualificazione del patrimonio esistente” è incrementata di euro 1 milione.  

 Articolo 7 (Norma transitoria) 1. L’articolo 8 bis, comma 1, della l.r. 17/2003 si applica decorsi centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

 2. La Giunta regionale adotta la deliberazione di cui all’articolo 8 bis, comma 2, della l.r. 17/2003 entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

  Articolo 8 (Entrata in vigore) 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

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La Commissione VI Ambiente e Protezione Civile ha approvato all’unanimità il Progetto di legge Amianto

Alla fine dopo mesi e mesi di discussione la Commissione Ambiente e Protezione Civile ha votato all’unanimità il Progetto di Legge Amianto. Si tratta di un Progetto di Legge che inizialmente mi ha visto come primo firmatario insieme a consiglieri pavesi e non di altri schieramenti. Finalmente il Consiglio regionale si occuperà di questa emergenza sanitaria e ambientale che indubbiamente rappresenta forse il principale problema per la nostra Regione e per i suoi territori. L’impostazione è indubbiamente buona perché come avevamo proposto dall’inizio si tengono insieme tutti gli aspetti (sanitario, ambientale, bonifica e smaltimento). Questo può essere di aiuto sicuramente per la situazione di Broni e per gli altri siti da bonificare, e più in generale per lo smantellamento dell’amianto così come previsto dal Pral. Molto positivo che sia stato accolto il nostro emendamento per l’individuazione delle aree di criticità con gli adeguati interventi. Questo vale soprattutto per l’aspetto sanitario, per il quale ci si è impegnati a rendere ancora più esplicita e chiara la formulazione finale in Consiglio regionale.  Sappiamo bene che l’approvazione di una Legge che peraltro non ha ancora concluso il suo iter, di per sé non rappresenta la soluzione dei problemi, ma abbiamo anche ben presente che in assenza di uno strumento legislativo tutta la situazione sarebbe stata più complicata.    

Dopo la venuta del Ministro Balduzzi a Broni e quando sarà approvata definitivamente la Legge sicuramente saremo in un’altra fase più avanzata per la soluzione di questo problema. Va da sé che ora l’impegno si concentra tutto sui finanziamenti necessari per concludere la bonifica, per gli incentivi legati allo smantellamento ed anche sullo smaltimento rispetto al quale si deve procedere con il coinvolgimento ed il consenso delle associazioni ambientaliste, delle popolazioni e degli Enti Locali.

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