Archivi del mese: aprile 2012

Lettera aperta alle Associazioni sulla questione Amianto

 Dopo un’attenta riflessione ho deciso di tornare sulla vicenda amianto per esprimere la mia opinione su una questione specifica sicuramente di rilievo. Dico francamente che dopo il contributo che anch’io ho cercato di dare in tutti questi anni ed in particolare da quando sono in Consiglio Regionale, rispetto alla vicenda processuale, dopo aver salutato positivamente il fatto che si apriva la procedura di carattere giudiziario, avevo scelto la via del silenzio rispettando pienamente il ruolo della Magistratura, nei confronti della quale ho la massima fiducia. Parto dalla convinzione che questi siano giorni importanti per Broni, colpita dal dramma dell’amianto, perché finalmente questa vicenda così dolorosa viene oggi considerata in tutta la sua gravità ed è diventata una priorità. Nelle settimane scorse, per la prima volta, ha fatto visita alla città un Ministro della nostra Repubblica e nei giorni scorsi si è aperto il processo ai responsabili della Fibronit. Siamo arrivati a questo anche perché abbiamo saputo costruire un fronte sostanzialmente unito e compatto. Le associazioni dei famigliari delle vittime dell’amianto e degli esposti amianto, le associazioni ambientaliste e le Istituzioni -Comune, Provincia e Regione- tutte concordi a richiedere due semplici questioni; giustizia per il passato con l’individuazione dei colpevoli della Fibronit e finanziamenti adeguati per la bonifica immediata e integrale dell’area inquinata e per politiche di sostegno alle famiglie degli ammalati. Se oggi abbiamo un alto livello di consapevolezza, di impegno, ed una forte sensibilità è soprattutto perché l’intera comunità e tutte le Istituzioni, inclusi gli Enti di controllo ambientali e sanitari, sono impegnate insieme ai cittadini in questa opera di ripristino della “normalità” per la città di Broni, ben consapevoli che la ferita aperta dalla Fibronit non potrà essere dimenticata. Penso di conoscere la storia della Fibronit, almeno dagli anni 70 ad oggi; il mio ricordo mi riporta a tempi in cui la fabbrica era il motore economico di Broni e gran parte della vita della città e della sua comunità ruotava attorno ad essa. Purtroppo nessuno era consapevole di quanto stava succedendo o almeno vi era una idea molto vaga della pericolosità della fabbrica; nessuno, tranne i proprietari e i responsabili della fabbrica, a mio avviso. Ecco perché, con la piena disponibilità a tenere in considerazione le ragioni di tutti, guardo con preoccupazione la scelta riportata da alcuni giornali che alcuni legali delle parti offese, sia individuali che delle Associazioni, avrebbero deciso di citare in giudizio anche le Istituzioni in qualità di responsabili delle morti dell’amianto. Anzi, mi sento di dire, valutando tutti gli aspetti della questione, che addossare anche alle Istituzioni la responsabilità delle vittime sarebbe molto probabilmente un errore. Non solo perché a mio avviso non è veritiera e non storicizza l’intera vicenda, ma anche perché oggi un simile atteggiamento rischia di rompere un fronte che invece è importante rimanga unito; a mio avviso sarebbe una ulteriore ferita per Broni vedere al processo da una parte gli avvocati degli imputati accumunati a quelli delle Istituzioni e dall’altra quelli delle vittime e delle associazioni. Ribadisco la mia piena fiducia nella Magistratura e, di conseguenza, sono certo che il processo individuerà i veri responsabili delle morti dovute all’amianto, ma anche, eventualmente, quelle persone che all’interno delle Istituzioni o degli Enti di controllo, non abbiano svolto fino in fondo il proprio compito.

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Affrontare le sfide globali…

Il Presidente del Gruppo parlamentare del Pd Dario Franceschini ha presentato alla stampa il Convegno che si apre oggi a Montecitorio con i Democratici e i Socialisti e che ha come tema “A partire dall’Europa Democratici e Socialisti possono costruire un’alternativa”.

Si tratta di un confronto molto importante che mira alla costruzione di una casa comune dei progressisti a livello internazionale per dare risposte alle grandi sfide del mondo contemporaneo: sfide globali che richiedono risposte adeguate. Dalle politiche migratorie, all’ambiente, alla finanza, alla lotta al terrorismo serve infatti una visione sovranazionale. Quella visione che le destre non hanno saputo dare, chiudendosi entro gli angusti confini dello Stato-Nazione e non affrontando nella loro complessità le grandi trasformazioni che sono intervenute in modo imponente.

Occorre tenere insieme forze progressiste di Paesi cruciali per una governance mondiale  che coinvolga realtà come l’Europa, gli Stati Uniti, il Brasile, il Giappone, l’India. Naturalmente all’interno di questo “luogo” , oltre ai dirigenti dei partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti, ci saranno anche forze in via di formazione e rappresentanti che pur essendo saldamente collocate nel campo progressista non hanno una tradizione socialista: pensiamo ad esempio ai democratici americani, a quelli giapponese, al Pt brasiliano, al DpJ giapponese, alla Lega nazionale per la democrazia del Myanmar, alle forze protagoniste delle primavere arabe.

Questa è la risposta più efficace ai temi che abbiamo aperto  e che hanno portato alla nascita del Pd, ad un primo positivo sviluppo con la nascita dell’Europarlamento, del Gruppo dell’Alleanza progressista di socialisti e democratici che fin dall’inizio avevamo l’obiettivo di allargare ad altre determinanti forze che operano a livello mondiale.

 Una casa comune molto aperta, dunque, in grado di cambiare la prospettiva dell’umanità.

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Ho incontrato i lavoratori della Maugeri.Ora l’assessore venga ad ascoltarli in Commissione.

L’Assessore alla Sanità venga in Commissione per audire i lavoratori della Maugeri.

Lo scandalo giudiziario non deve mettere in pericolo eccellenza e continuità delle prestazioni e della ricerca né i livelli occupazionali.

Ho incontrato oggi i lavoratori e i delegati sindacali della Fondazione Maugeri per fare il punto, insieme ai consiglieri della Commissione Sanità e del territorio, sulla situazione nella quale si trovano le decine di persone che da anni erogano prestazioni e si occupano della ricerca all’interno della struttura privata convenzionata oggi al centro della nuova bufera giudiziaria che ha investito la sanità lombarda.

Come ho detto ai rappresentanti dei lavoratori mi impegnerò a far sì che la questione che vede oggi la Maugeri al centro dell’ennesimo terremoto giudiziario non generi alcun problema di continuità nell’eccellenza delle prestazioni né nella ricerca, il cui livello di qualità non è mai stato messo in dubbio e soprattutto non metta in discussione i livelli occupazionali, il pagamento delle retribuzioni e i contratti a tempo determinato.

Per questo abbiamo chiesto, con le altre opposizioni, all’Assessore alla Sanità di venire al più presto in Aula per poter incontrare, all’interno di un’audizione, i delegati dei lavoratori.

 

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Maugeri: emerge grave aggressione al patrimonio sanitario lombardo.

Dalle inchieste della magistratura sembra emergere una vera e propria aggressione al patrimonio sanitario lombardo.Da una parte l’eccellenza rappresentata dalla Maugeri grazie al qualificato lavoro di medici e operatori, dall’altra una gestione superficiale che ha reso la sanita, regionale ad bessere tra le piu’ costose grazie all’introduzione di Ticket, super Ticket e addizionali molto elevate. In questo quadro la Regione sborsa ogni anno oltre 200 milioni di Euro come rimborso per le prestazioni sanitarie ed oltre 30 milioni per la ricerca.Tutto questo mentre Formigoni dichiara di non saperne nulla. Ma i controlli non competono a lui ed alla sua Giunta?

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Se Formigoni ha il coraggio, stacchi la spina!

“Il Pd e il Governo del Paese, il Pd e la Regione Lombardia, il Pd e il nostro territorio” è il titolo del dibattito pubblico che si svolgerà questa sera a Carbonara. Altra bella iniziativa per chiedere le dimissioni di Formigoni, le elezioni subito e per costruire la Lombardia del futuro. E’ del tutto evidente, infatti, come già affermato, che non basta chiedere e magari ottenere che il centro destra che attualmente governa la Regione Lombardia vada a casa. Tutto questo naturalmente è fondamentale per fare pulizia ma soprattutto per ridare credibilità, autorevolezza e stabilità al Governo regionale.

E’chiaro che mentre ci si impegna veramente per la realizzazione di questo obiettivo, nel contempo si deve lavorare per una reale alternativa programmatica.

Abbiamo veramente bisogno di contenuti, profondamente innovativi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo, puntando sulla green economy, sulla difesa dell’ambiente, sulla difesa del suolo, sulla valorizzazione paesaggistica e territoriale di ogni parte della nostra Regione.

Di una sanità che funzioni meglio, che privilegi il settore pubblico, con nomine e incarichi che valorizzino merito, competenze, conoscenza dei territori. 

Di uno sviluppo dei trasporti pubblici su ferro e su gomma che metta mano complessivamente al sistema viabilistico e di mobilità, tenendo conto anche delle reti, che non vengono considerate principali, ma che servono migliaia e migliaia di utenti, lavoratori e studenti in particolare.

La Lombardia, insieme allo sviluppo industriale della piccola-media impresa e dell’artigianato, è una Regione a forte vocazione agricola. Da questo punto di vista in tutti i territori si devono sostenere distretti rurali e distretti agro-alimentari, coniugando innovazione, sviluppo del’agricoltura, ambiente e turismo. Partendo da queste linee programmatiche e da una nuova progettualità possono nascere le nuove alleanze sociali e politiche della Lombardia del futuro.

Il Pd intende essere sempre di più “il motore”per la realizzazione di questi obiettivi. Ecco perché la nostra richiesta di cambiamento non presenta davvero subordinate di sorta.

Qui da noi non ci saranno governi tecnici, presidenti del consiglio di garanzia o altre invenzioni. Per noi l’unica strada percorribile è quella di ridare la parola ai cittadini. Il centro destra è chiaramente nell’angolo, per uscirne deve avere la capacità di ripartire prendendo atto della reale situazione che stiamo vivendo.

A Formigoni e al Pdl lanciamo questa sfida: per il governo della Regione  e per la credibilità delle istituzioni.

Alla Lega diciamo questo: oltre alle doverose dimissioni di Renzo Bossi dal consiglio regionale, esiste anche la questione Boni, che un passo indietro effettivo da presidente del consiglio non l’ha ancora fatto.

 Ma la sfida va rivolta anche a Roberto Maroni: non bastano improbabili manifestazioni di orgoglio padano e goliardiche dimostrazioni “scopa-alla-mano” evocando la pulizia all’interno del movimento. Dimostri di saper rinnovare davvero mettendo mano alle vicende dei leghisti che non hanno ancora lasciato il loro posto nelle istituzioni. Ma soprattutto, se proprio si vuole usare la scopa, la sia usi per spazzare via un Governo profondamente deficitario come quello di Roberto Formigoni.

Se davvero Formigoni ha coraggio, stacchi la spina.

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Dopo 42 anni dire la verita’ su piazza Fontana.

E’ passata una vita dal 12 Dicembre 1969 , siamo ancora qui a chiedere verita’ e giustizia per i morti,per i mfamigliari delle vittimemm, per le comunita’ offese dalla violenza, per dare dignita’ alla democrazia italiana.Martedi prossimo la corte d’ assise di Brescia entra in camera di consiglio per giudicare i fascisti incriminati per la strage di piazza della loggia. Speriamo che sia la volta buona che chi Sa’ parli e dica finalmente la verita’. Proviamo a ricercare finalmente la verita’, come deve avvenire in ogni Paese civile.

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L’impegno del Ministro di fronte ai bronesi

Proficua giornata di impegno ieri a Broni, dove il ministro Renato Balduzzi ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni e le associazioni per discutere e trovare insieme una soluzione all’emergenza amianto presente all’interno dell’ex Fibronit ed in generale alla questione sanitaria. E’ finalmente emerso un impegno concreto per affrontare tutte le questioni: dalla sanità pubblica, all’emergenza ambientale, allo smaltimento dell’amianto presente nel sito. In sostanza il Ministro si e’ impegnato a garantire i necessari finanziamenti soprattutto per la bonifica. Ora si dovranno accelerare i tempi anche in Regione arrivando rapidamente all’approvazione della legge.

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