Decreto sviluppo in controtendenza e green-economy sbiadita

Gli interventi del decreto sviluppo di Regione Lombardia nel settore dell’ambiente vanno contro quanto fatto finora e non pongono soluzioni ai problemi rimasti in sospeso. Ne siamo convinti noi consiglieri regionali del Pd che facciamo parte della VI Commissione Ambiente e che ieri abbiamo analizzato i passaggi che riguardano queste tematiche dentro il progetto di legge 146 “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”. La convinzione del Gruppo del Pd nasce anche dalla serie di qualificate audizioni (Arpa, Anci, Upl, Enel, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Terna, Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Greenpeace, per citare alcuni), tenutesi ieri in mattinata, che non hanno fatto che confermare i dubbi dei consiglieri.

Innanzitutto si torna indietro rispetto a quanto detto e fatto finora: invece della decantata sussidiarietà, si torna a un’impostazione centralista, rispetto agli enti locali, delle scelte in materia ambientale. Poi, su alcuni argomenti, vedi il trattamento dei fanghi, mancano ancora le linee guida e non vengono previste nemmeno dentro questo progetto di legge. Non si parla assolutamente di interventi per prevenire il dissesto idrogeologico. Viene confermato che con la legislazione vigente si penalizzano le colture e le attività produttive. Per non parlare della green economy che secondo il decreto sviluppo sarà di un verde davvero molto sbiadito.

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