Archivi del mese: marzo 2012

Riforma del mercato del lavoro e Articolo 18: il Governo agisca evitando uno “strappo”con la società

 Mi auguro che il presidente Monti sulla questione dell’articolo 18 eviti di compiere quello che sarebbe il primo vero errore da quando è presidente del Consiglio. Naturalmente mi riferisco alla parte che riguarda i licenziamenti per motivi economici, che sarebbero decisi esclusivamente dal datore di lavoro. Sono profondamente convinto che si debba innovare in maniera decisa, anche rispetto al tema della concertazione, e che la concertazione stessa non debba significare per qualcuno avere diritto di veto sulle scelte che competono al Parlamento oppure addirittura la possibilità di rallentare e annacquare quelle decisioni che invece devono essere prese. Questo ragionamento però non può prescindere dal fatto che, persino aldilà del merito, l’articolo 18 si colleghi a quelle garanzie democratiche e a quei diritti sanciti dalla Costituzione Repubblicana .

Se si dovesse scegliere uno “strappo”, questo non sarebbe in realtà uno strappo contro la Cgil o contro il Sindacato, il quale peraltro ha deciso di mobilitarsi proponendo di modificare la proposta iniziale e non sarebbe neppure uno strappo contro il Pd, impegnato a sua volta, proprio in questi giorni, con grande senso di responsabilità, a correggere ciò che è necessario seguendo la strada maestra del dibattito parlamentare ben sapendo che è nostro dovere sostenere lealmente il Governo.

Lo strappo sarebbe, invece, nei confronti di una larghissima parte del Paese; di quel Paese che ha accettato di fare sacrifici duri: parlo dei pensionati, dei lavoratori dipendenti, del mondo dell’impresa.

E’ vero che nel suo complesso la proposta di  Riforma del mercato del lavoro ha al suo interno contenuti positivi.

Contiene misure importanti per ridurre la precarietà, per dare tutele ai giovani incentivando chi sceglie il lavoro a tempo indeterminato e per affrontare l’emergenza dei lavoratori anziani che oggi rischiano di essere espulsi dal processo produttivo per colpa della crisi.

Ma proprio per questi motivi occorre considerare seriamente le proposte migliorative effettuate dal Pd.

E, tornando al tema della concertazione, e al suo necessario rinnovamento, occorre avere cautela nel liquidare il tutto come se fosse legato solo ad una formula del passato.

Siamo proprio sicuri che in un momento come questo, dove esiste una forte frammentazione ed un forte egoismo individuale, sia giusto dare anche semplicemente l’impressione di voler disarticolare il tessuto sociale rischiando di spezzare reti di solidarietà, di indebolire il sindacato, il terzo settore, i corpi intermedi della società?

Oppure non conviene lavorare decisamente per ricostruire senso di responsabilità nazionale, coesione sociale attraverso nuove forme di partecipazione alle scelte?

Non conviene valorizzare pienamente come si è fatto finora?anche trasformando il Decreto Legge in Disegno di Legge, il Parlamento e le articolazioni sociali, economiche del nostro Paese creando una grande solidarietà?

Io credo che la partita dell’articolo 18 sia questa: ci sono le possibilità per riformare profondamente il mercato del lavoro e al tempo stesso salvaguardare i diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

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Legge sul trasporto pubblico locale votata all’unanimità:ora servono risorse.

Per la provincia di Pavia un passo in avanti, ma ora occorrono risorse. Ieri pomeriggio è stato approvato all’unanimità in Consiglio regionale l’articolato che disciplina il settore del trasporto pubblico in Lombardia. È un buon provvedimento che favorirà la mobilità sostenibile e promuoverà un sistema di governance su aree vaste. Questa è la prima legge di riforma del sistema del trasporto pubblico locale.

Una legge che arriva in forte ritardo rispetto alle richieste pervenute dal territorio. La responsabilità politica è da imputare esclusivamente a Formigoni che in 17 anni non ha colto la necessità di rinnovare un sistema nevralgico come quello del trasporto regionale.

Il testo approvato è il frutto di un lavoro condiviso. Rispetto alla formulazione della Giunta, sono state apportate modifiche importanti e migliorie tecniche. Sono stati accolti nostri emendamenti che correggono punti essenziali dell’articolato. Innanzitutto è stato ridotto il numero dei bacini da sette a cinque: in particolare per la provincia di Pavia si è tenuto conto della mia indicazione e della proposta avanzata dall’Assessore provinciale ai trasporti Michele Bozzano tesa a realizzare un bacino in grado di programmare e svolgere funzioni di programmazione e gestione nel pieno rispetto delle autonomie territoriali. Una rivoluzione nella gestione del trasporto pubblico che migliorerà notevolmente la programmazione su area vasta del servizio e porterà importanti benefici economici e per la mobilità.

 Un’altra novità riguarda la decisione di trasformare le stazioni ferroviarie in punti di snodo per la mobilità sostenibile: si favorirà così lo scambio ferro-gomma creando le condizioni per una intermodalità diffusa

Esprimo particolare soddisfazione per l’accoglimento di specifici emendamenti a favore del coinvolgimento degli utenti in prima persona. Nella definizione dei contratti di servizio infatti dovranno essere coinvolte per la prima volta in forma obbligatoria le associazioni dei consumatori e i comitati dei pendolari. La legge da sola non è sufficiente a risolvere le problematiche legate ai disservizi.

Per questo ho presentato un ordine del giorno, votato in Consiglio all’unanimità, che chiede alla Giunta di reperire maggiori risorse da destinare al trasporto pubblico locale.

Sarà ora importante un lavoro comune tra Regione, Provincia e associazioni dei pendolari per una puntuale applicazione della legge.

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Pavia-Codogno:la Regione investa sulla linea!

In Commissione Territorio del Consiglio regionale si è tornati a parlare della linea Pavia – Codogno: una tratta che tocca dodici stazioni e due province, Pavia e Lodi, totalmente inadeguata rispetto al traffico di pendolari, monobinario e ancora non elettrificata. Una delegazione di sindaci del quadrante Sud Lombardia, auditi su richiesta in Commissione, ha evidenziato tutte le criticità sollevate dai lavoratori e dagli studenti che quotidianamente lamentano carrozze fatiscenti, continui e pesanti ritardi delle corse e il numero insufficiente di vagoni.  Per la provincia di Pavia erano presenti i sindaci dei comuni di Belgioioso, Corteolona, S. Cristina e Bissone, Miradolo Terme e Chignolo Po: la preoccupazione espressa è la scarsa attenzione in merito ai disagi da tempo segnalati e la richiesta di un attento monitoraggio della linea da parte della Regione.

La Pavia – Codogno è una risorsa non valorizzata. L’assessore Cattaneo in occasione dell’inaugurazione della linea suburbana S13 si era impegnato a intervenire attraverso specifici investimenti conscio delle pesanti criticità dovute all’arretratezza della linea monobinario e ancora non elettrizzata. Ma ad oggi le aspettative sono state disattese. Il territorio chiede ancora una volta alla Regione di dare una risposta concreta alle tante promesse profuse in questi anni migliorando gli standard di servizio e rispondendo in maniera efficace alla domanda territoriale.

Ho chiesto inoltre di mettere in pratica una richiesta politica formalizzata dal Pd l’anno scorso con una mozione votata all’unanimità in Consiglio regionale. Con il documento si chiedeva alla Regione di indire un bando specifico mirato alla riqualificazione delle piccole stazioni ferroviarie con un eventuale contributo di soggetti privati interessati a riqualificare gli spazi di proprietà di RFI. A quell’impegno votato all’unanimità in Consiglio la Regione ha dato risposta parziale emanando il bando come richiesto dal PD ma senza mettere a disposizione nemmeno un euro.

I sindaci durante l’audizione hanno richiamato più volte l’attenzione sul problema dei ritardi, registrati sulla linea soprattutto nella fascia oraria di punta del mattino, che costringe gli studenti a presentare continue giustificazioni scuola. Su questa questione avevo presentato mesi fa un’interpellanza ad hoc con la quale chiedevo di rimodulare la tabella oraria dei treni della tratta Pavia – Codogno tenendo in considerazione gli orari scolastici. Ma anziché ritardare di circa dieci minuti la corsa delle 13,42 o a provvedere con un bus sostitutivo in concerto con gli orari scolastici, Trenord ha anticipato di qualche minuto la corsa peggiorando considerevolmente la situazione.

Ho riproposto la richiesta, fatta formalmente attraverso un’interrogazione a risposta scritta all’assessore Cattaneo, di riunire un Tavolo di quadrante per affrontare nella puntualità il problema che riunisca tutti i portatori di interesse e che coinvolga oltre ai comuni interessati anche la Regione, Trenord e i comitati dei pendolari. In questo modo si potrebbe risolvere una questione che ricade esclusivamente sul tema organizzativo degli orari e dei flussi di traffico prima della definizione dell’orario estivo.

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Pdl e Lega disertano la Commissione Ambiente ed il gruppo di lavoro sull’amianto!

Il mancato svolgimento della commissione Ambiente, causato da Pdl e Lega che stamattina hanno disertato i lavori, ha anche determinato il conseguente annullamento della riunione del gruppo di lavoro sull’amianto, impedendo così la discussione della proposta di legge di cui sono primo firmatario e gli importanti emendamenti presentati dal gruppo del Pd relativi alla questione sanitaria,gli incentivi per  togliere l’amianto dall’ambiente sostituendolo con il fotovoltaico sulle bonifiche (prima fra tutte la ex Fibronit di Broni), lo smaltimento e la parte finanziaria per reperire i necessari finanziamenti.

Si tratta di un fatto grave che penalizza ancora una vota chi si impegna per dare una soluzione all’emergenza sanitaria e ambientale costituita dalla presenza dell’amianto.  La disertazione di Pdl e Lega è grave e dimostra una totale mancanza di responsabilità.

Tutti si erano impegnati a portare la legge in consiglio regionale entro il mese di aprile. Ora invece i tempi rischiano di allungarsi pericolosamente.

Così non si può più andare avanti.

Certamente non mancherà il nostro impegno a tutti i livelli ma è evidente che ormai la strada maestra è ridare la parola agli elettori per ridare alla Lombardia una governo efficiente, legittimato ed in grado di dare le adeguate risposte ai cittadini.

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Decreto sviluppo in controtendenza e green-economy sbiadita

Gli interventi del decreto sviluppo di Regione Lombardia nel settore dell’ambiente vanno contro quanto fatto finora e non pongono soluzioni ai problemi rimasti in sospeso. Ne siamo convinti noi consiglieri regionali del Pd che facciamo parte della VI Commissione Ambiente e che ieri abbiamo analizzato i passaggi che riguardano queste tematiche dentro il progetto di legge 146 “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”. La convinzione del Gruppo del Pd nasce anche dalla serie di qualificate audizioni (Arpa, Anci, Upl, Enel, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Terna, Legambiente, Wwf, Italia Nostra e Greenpeace, per citare alcuni), tenutesi ieri in mattinata, che non hanno fatto che confermare i dubbi dei consiglieri.

Innanzitutto si torna indietro rispetto a quanto detto e fatto finora: invece della decantata sussidiarietà, si torna a un’impostazione centralista, rispetto agli enti locali, delle scelte in materia ambientale. Poi, su alcuni argomenti, vedi il trattamento dei fanghi, mancano ancora le linee guida e non vengono previste nemmeno dentro questo progetto di legge. Non si parla assolutamente di interventi per prevenire il dissesto idrogeologico. Viene confermato che con la legislazione vigente si penalizzano le colture e le attività produttive. Per non parlare della green economy che secondo il decreto sviluppo sarà di un verde davvero molto sbiadito.

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Enoturismo come opportunita’ di sviluppo

Ieri a Rovescala si è tenuto un importante convegno sull’enoturismo. Una leva importante per lo sviluppo dell’ oltrepo Pavese. Si e’ ragionato di come valorizzare la cultura del vino collegando la produzione viticola alla bellezza dei territori collinari per promuovere una nuova forma di turismo. Turismo, agricoltura, commercializzazione dei nostri prodotti. Molte le proposte in campo e forte impegno dei nostri enti locali, del consorzio vini DOC, del Gal, dell’Amministrazione Provinciale e, sopprattutto,di Regione Lombardia.

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Ferrandelli vince le primarie di Palermo.

Ferrandelli vince le primarie di Palermo. Naturalmente da oggi è il candidato di tutto il centrosinistra con l’obiettivo di rinnovare Palermo e la Sicilia. Certo non si può fare a meno di notare che anche stavolta (naturalmente Palermo non è paragonabile con Genova o Milano) il Pd si è diviso appoggiando tre candidati diversi. Forse stavolta anche di più che in altre occasioni, anche sulla base di diverse linee politiche. Evidentemente tutto ciò ci deve portare ad una riflessione profonda sullo strumento delle Primarie. Uno strumento che a mio avviso mantiene tutta la sua validità, ma che deve essere rivisitato introducendo anche una seria regolamentazione. Ma soprattutto occorre che si capisca bene che sulle Primarie non si possono scaricare i problemi politici che invece sono di competenza degli organismi dirigenti. E’ inutile scaricare responsabilità sul segretario o sui gruppi dirigenti nazionali, se non quelli di avviare concretamente questa riflessione per giungere quanto prima alle opportune ed inevitabili scelte di merito.

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