Cassa integrazione per i lavoratori della Sea di Trivolzio: il nostro impegno continua.

La vicenda della Sea si è dunque conclusa con la chiusura della fabbrica di Trivolzio e con i lavoratori collocati in cassa integrazione . In questi giorni ho percepito tutto il loro sgomento. Alcuni non hanno esitato a parlare di sconfitta. Ciò è sicuramente vero. Quando chiude una fabbrica  indubbiamente si registra una sconfitta per tutto il territorio. Prima di tutto chi perde il posto di lavoro insieme alle proprie famiglie, in secondo luogo istituzioni, sindacati, forze politiche. Questa ulteriore situazione di crisi mi arreca un profondo dispiacere anche perché ho vissuto con questi lavoratori questa vicenda e ho proprio capito che loro erano disponibili a sacrifici, a riduzioni economiche pur di salvaguardare il loro posto di lavoro. Un grande attaccamento allo stabilimento che invece non ha dimostrato la proprietà dell’azienda che si è dimostrata sorda ed insensibile nei confronti di ogni proposta ragionevole che è stata effettuata. Certamente adesso non ci rassegniamo. Ho ben presente che la crisi della Sea  è figlia di una situazione più generale molto grave che può essere affrontata solo con un cambio di passo sul piano economico, sociale, del Paese con una politica nazionale che punti decisamente alla crescita e con una netta e radicale inversione di tendenza da parte del Governo di Regione Lombardia. Sono, inoltre, perfettamente consapevole del fatto che c’è ancora molto da fare per trovare una nuova collocazione per questi lavoratori. Pertanto l’impegno non è finito. Un impegno che devono assumersi pienamente tutti.

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