Archivi del mese: febbraio 2012

Popolo della Libertà assente alla discussione su amianto e discariche!

Oggi in VI Commissione nonostante i temi di grande rilievo che si dovevano discutere, il Popolo della Libertà ha brillato per la propria assenza. Infatti neppure uno dei consiglieri era presente in aula. Segno dei tempi, ulteriore dimostrazione della situazione di difficoltà nella maggioranza oppure semplicemente sottovalutazione del problema?

Sarebbe grave sia in un caso che nell’altro.

Comunque dopo l’audizione sulla revisione al Piano Cave provinciale di Cremona ho sollevato la questione della procedura di infrazione aperta dall’Unione Europea nei confronti di 14 Regioni (Lombardia compresa) per la presenza di non adeguamento delle discariche alle direttive europee che risalgono al 1999.

Subito dopo si è passati all’esame dei due Pdl: quello sanitario firmato da tutti e quello inerente, smantellamento, bonifiche e smaltimento proposto dai consiglieri del Pd.

Dopo mesi di inattività il relatore Bottari ha manifestato l’intenzione di giungere al riaccorpamento dei due Pdl accogliendo alcune proposte nostre.

Si torna dunque alla nostra impostazione iniziale che ha sempre ritenuto che la questione sanitaria, lo smantellamento e la bonifica dell’amianto e lo smaltimento in discarica fossero quattro aspetti da tenere legati e da affrontare nel loro insieme in modo organico.

Ancora elusive invece le risposte in merito alle strutture sanitarie, agli incentivi ed ai finanziamenti per le bonifiche. In particolare la Fibronit dove servono ancora 25 milioni di euro.

Sembra quasi che non si voglia prendere coscienza della vera emergenza ambientale e sanitaria costituita dall’amianto e confermata dalla storica sentenza del tribunale di Torino.

Ora l’impegno è quello di tenere audizioni con gli assessori competenti: Colozzi (Bilancio), Bresciani (Sanità), Belotti (Ambiente). Dal canto nostro presenteremo emendamenti puntuali e continueremo a porre come abbiamo fatto anche in commissione il problema dei tempi. Entro un mese la legge deve approdare al Consiglio regionale.

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Amianto in Lombardia: due progetti di legge fermi.

Lo avevo chiesto una settimana fa, dopo la storica sentenza del tribunale di Torino sul caso amianto di Casale Monferrato: in sintesi, il Consiglio regionale della Lombardia discuta subito una legge sulla gestione dell’amianto presente in regione. E per questo avevo inviato una lettera sia al presidente Boni che al presidente della VI Commissione Ambiente Frosio, entrambi leghisti. Quest’ultimo, ieri mercoledì 22 febbraio 2012, durante la seduta, ha risposto alla richiesta di trattazione dei progetti di legge sull’amianto.

 Abbiamo sollecitato l’iter sul progetto di legge sull’amianto in quanto ce n’è uno che riguarda l’aspetto sanitario che praticamente ha già concluso il suo percorso in Commissione e che quindi va chiuso e portato in Consiglio. Questo anche se vanno apportati dei miglioramenti, per quanto riguarda le strutture sanitarie (una sorta di hospice) per l’accompagnamento dei malati di mesotelioma o asbestosi e per le cure palliative. E poi manca l’aspetto dei finanziamenti. Noi del Pd porteremo in Consiglio questi emendamenti.

 Ma c’è stata una seconda richiesta da parte mia: Vorremmo cioè che si avvii l’iter per la seconda proposta di legge, presentata da noi, sullo smantellamento, la bonifica – partendo da Broni che è considerata un’urgenza a livello regionale e un sito di interesse nazionale – e lo smaltimento dell’amianto, con la programmazione dei siti.

 La risposta di Frosio è presto detta. Ci ha chiesto ancora una settimana di tempo per sottoporre la questione finanziaria all’assessore regionale al Bilancio Colozzi. Ma non è ammissibile attendere ancora, considerato quanto siamo già in ritardo, come dimostra la sentenza di Torino che assume un carattere più generale. Ora non ci sono più dubbi sul fatto che l’amianto rappresenta un grave problema sanitario e ambientale, quindi si smetta di accampare scuse sulla questione delle risorse mancanti perché di fronte a queste emergenze i soldi vanno trovati. Ci si attivi presso il Ministero dell’Ambiente e si chieda di spostare i fondi da settore a settore considerando questa una priorità. E dalla maggioranza che governa Regione Lombardia vogliamo tempi certi per la discussione di questi progetti di legge.

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Cassa integrazione per i lavoratori della Sea di Trivolzio: il nostro impegno continua.

La vicenda della Sea si è dunque conclusa con la chiusura della fabbrica di Trivolzio e con i lavoratori collocati in cassa integrazione . In questi giorni ho percepito tutto il loro sgomento. Alcuni non hanno esitato a parlare di sconfitta. Ciò è sicuramente vero. Quando chiude una fabbrica  indubbiamente si registra una sconfitta per tutto il territorio. Prima di tutto chi perde il posto di lavoro insieme alle proprie famiglie, in secondo luogo istituzioni, sindacati, forze politiche. Questa ulteriore situazione di crisi mi arreca un profondo dispiacere anche perché ho vissuto con questi lavoratori questa vicenda e ho proprio capito che loro erano disponibili a sacrifici, a riduzioni economiche pur di salvaguardare il loro posto di lavoro. Un grande attaccamento allo stabilimento che invece non ha dimostrato la proprietà dell’azienda che si è dimostrata sorda ed insensibile nei confronti di ogni proposta ragionevole che è stata effettuata. Certamente adesso non ci rassegniamo. Ho ben presente che la crisi della Sea  è figlia di una situazione più generale molto grave che può essere affrontata solo con un cambio di passo sul piano economico, sociale, del Paese con una politica nazionale che punti decisamente alla crescita e con una netta e radicale inversione di tendenza da parte del Governo di Regione Lombardia. Sono, inoltre, perfettamente consapevole del fatto che c’è ancora molto da fare per trovare una nuova collocazione per questi lavoratori. Pertanto l’impegno non è finito. Un impegno che devono assumersi pienamente tutti.

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Treni, l’assessore Cattaneo dice no al bonus straordinario. E’ un errore.

Stamattina in Commissione territorio, indetta in via straordinaria in Consiglio regionale, l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo doveva riferire in merito ad un’interrogazione, presentata dal PD, sui pesanti disagi al servizio ferroviario regionale registrati nelle ultime settimane. Ma per motivazioni formali si è rischiato di discutere su interrogazioni presentate nel luglio scorso posticipando, a data da destinarsi, quella relativa all’emergenza treni. Dopo la fortissima insistenza da parte del Partito democratico e il buon senso del presidente di Commissione, si è proceduto alla discussione del testo del PD. L’assessore Cattaneo ha precisato che non verrà concesso alcun bonus straordinario ai pendolari lombardi in quanto i dati relativi la gestione del servizio ferroviario regionale nel complesso dimostrano un miglioramento di servizio rispetto al 2010. In quanto firmatario dell’interrogazione, sono intervenuto sulla questione. Avevamo chiesto alla Regione di garantire ai pendolari un bonus straordinario per il mese di Marzo senza aspettare la pubblicazione degli indici di affidabilità. Ci sembrava una risposta dignitosa e corretta alle tante criticità emerse sulle linee che attraversano la provincia di Pavia in queste settimane. Il quadro da lui delineato, invece, descrive una realtà parallela lontana anni luce dalla quotidianità che il pendolare affronta ogni mattina. Se si prendono in considerazione i dati nella loro totalità, senza fare distinzione tra le singole tratte, in media il servizio potrà risultare sufficiente. Ma invito l’assessore a sciorinare i dati presentati oggi ai pendolari delle tratte del quadrante sud della Lombardia: si renderebbe conto che l’efficienza lombarda non corre lungo quella direzione. La nostra insistenza nel discutere oggi del servizio ferroviario non è dovuta ad esigenze di visibilità, come afferma l’assessore, ma perché volevamo che venissero date risposte concrete e puntali ai pendolari. Risposte arrivate ma parziali e totalmente insufficienti. Ho fatto inoltre richiesta formale di essere informato delle riunioni e dei tavoli relativi al trasporto ferroviario del quadrante Sud Lombardia. Non vorremmo continuare ad essere informati solo per mezzo stampa.

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Dopo la sentenza di Torino sull’amianto nessuno può più scherzare.

Una sentenza storica quella del Tribunale di Torino sulla vicenda amianto. Una condanna a 16 anni dei vertici Eternit, ritenuti responsabili della morte di operai e cittadini e di aver proseguito l’attività dopo che l’amianto era stato considerato un pericolo mortale per tutte le persone che ne erano a contatto. Una sentenza che, se ce ne fosse bisogno, ha sancito anche da questo punto di vista che l’amianto è una vera emergenza, che i siti da bonificare vanno davvero considerati con la massima serietà e come priorità sanitarie e ambientali e che nessuno può più nascondersi dietro la questione che mancherebbero i soldi. Mi riferisco principalmente alle istituzioni pubbliche: le Regioni ed il Governo nazionale.

Se un Tribunale è arrivato ad anni di distanza, dopo 30 anni per l’esattezza, ad una sentenza così importante ed al tempo stesso così chiara, è del tutto evidente che su questo tema nessuno può più scherzare e che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.  E’ una sentenza giusta, dunque, importante, ma che porta tanta tristezza, basti pensare al lungo elenco delle vittime che verranno risarcite fatto dal  Giudice mentre leggeva la sentenza.

Tre ore di lettura di un elenco che riguarda persone in carne ed ossa: i lavoratori delle fabbriche che producevano cemento-amianto, i famigliari e le persone vicine a questi lavoratori, i cittadini che entravano in contatto con loro dal punto di vista ambientale.

 Nell’Italia moderna, mentre da qualche parte si nega ancora l’esistenza di lavori usuranti e pericolosi, mentre è ancora presente la contraddizione tra l’esigenza di crescere e quella di avere uno sviluppo che sia sostenibile, emerge anche grazie a questa sentenza l’altra faccia del lavoro e dei mestieri che tante persone accettano e svolgono perché non hanno alternative per sé e per le loro famiglie.

Questa sentenza, dopo quella della Tyssen, mette anche in evidenza che proprio grazie all’impegno di questi lavoratori e della grande crescita della coscienza civile, la giustizia italiana comincia a dare concreti segnali a favore della difesa dei diritti.

Sentenze che finalmente non guardano in faccia nessuno, ma che dimostrano con grande imparzialità che esiste anche giuridicamente la volontà di tutelare le parti più deboli.

Nel suo complesso la sentenza sulla Eternit, così come quella sulla Tyssen, mette in evidenza un Paese che cresce e che vuole risolvere i suoi problemi sanitari e ambientali.

Un Paese dove si può vivere appunto senza attività produttive profondamente nocive; un Paese che non vuole la distruzione del territorio e che aspira ad avere aria e acqua pulita, gestita in modo pubblico; un Paese che non vuole il nucleare e mette la Persona al centro dello sviluppo possibile.

 Questo il contesto generale e queste le nostre tre proposte, avanzate in Regione Lombardia:

1)      Approvazione rapida della Legge sull’amianto, conclusione della bonifica della Fibronit di Broni, rimozione dell’amianto entro il 2016 come previsto dalla legge del 2002; 

2)      Strutture sanitarie adeguate  per la prevenzione, per la cura e per l’accompagnamento delle persone colpite;

3)      Smaltimento dell’amianto secondo il criterio dell’autosufficienza con tutte le certificate garanzie per i territori con soluzioni larghissimamente condivise con le popolazioni, i Comuni e le istituzioni del territorio.

Già nei prossimi giorni solleciterò insieme ad altri colleghi il percorso del Consiglio Regionale  per la definizione delle fonti di finanziamento di Regione e Ministero dell’Ambiente, che dovranno essere individuate davvero in pochissimo tempo.  

 

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Venerdì commissione straordinaria sulle inefficienze ferroviarie.I pendolari partecipino all’incontro!

Venerdì mattina, alle ore 11.00, è convocata in via straordinaria la Commissione Territorio e Mobilità in Consiglio regionale per l’audizione dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo chiamato a rispondere alla mia interrogazione in merito alle inefficienze del servizio ferroviario regionale aggravate dalla straordinaria ondata di maltempo che ha interessato la Lombardia. Vista la gravità della problematica e l’esigenza di un confronto diretto con le istituzioni ci auguriamo che la seduta di Commissione venga aperta anche al comitato dei pendolari, i diretti interessati della discutibile gestione del servizio ferroviario. Sarebbe un’ ottima occasione per l’assessore di dare tutte le spiegazioni necessarie che la situazione richiede e discutere sui provvedimenti che la Regione intende mettere in campo, per noi di avere quel confronto che avevamo chiesto già mesi fa ma che c’è stato negato, alla luce anche del tavolo tecnico che si terrà domani a Palazzo Lombardia tra assessorato e pendolari da cui siamo stati lasciati fuori. Spero che venerdì l’assessore accolga positivamente la nostra richiesta di bonus straordinario, valido per il mese di marzo, inserita nel testo dell’interrogazione. L’audizione offre una buona occasione per discutere assieme sul da farsi. Sarebbe un peccato sprecarla.

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Disastro treni.Chiediamo bonus straordinario da subito

A nome di tutti i pendolari pavesi chiediamo all’assessore Cattaneo di venire in Commissione territorio a riferire in merito ai pesanti disagi che gli utenti delle linee Pavia – Codogno, Milano – Pavia e Alessandria – Mortara hanno dovuto subire in questi giorni. Questa è la richiesta che rivolgiamo all’assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo destinatario di  un’interrogazione che verrà depositata oggi in Regione.  Da dieci giorni l’Italia è interessata da un’ondata di maltempo eccezionale da tempo annunciata ma questo non può giustificare l’assoluta inadeguatezza del servizio ferroviario lombardo, già solitamente al di sotto degli standard, ma messo KO dal maltempo. Nel documento punto il dito contro Trenord rea di essersi attivata in netto ritardo, solo il 6 febbraio,  per far fronte alla gelata distribuendo liquido antighiaccio sui treni regionali. Ma ormai un terzo delle soppressioni si era già verificato. Anche in altre regioni si sono registrati importanti disagi alla circolazione ferroviaria però sono stati riconosciuti gli errori di gestione, ad esempio in Piemonte è stato annunciato un mese di abbonamento gratuito per ricompensare i pendolari. E qui in Lombardia? Cosa si è deciso durante il vertice convocato il 6 febbraio tra Trenord, i gestori della rete (RFI e Ferrovie Nord) Protezione Civile e Regione? Proprio su questi quesiti viene interrogato Cattaneo. Innanzitutto vorremo avere un quadro generale delle soppressioni e dei ritardi registrati su tutte le linee lombarde nei mesi di gennaio e febbraio e conoscere il reale stato del materiale rotabile dopo la forte nevicata della scorsa settimana. Ma soprattutto quello che sta più a cuore ai pendolari: vogliamo conoscere i provvedimenti che Trenord intende mettere in campo per ridurre al minimo i disagi e andare incontro agli utenti ad esempio garantendo a tutti i pendolari lombardi l’abbonamento gratuito per il mese di marzo o in subordine riconoscere agli stessi un bonus straordinario. Sarebbe una risposta concreta ai disagi patiti in questi giorni.

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Fonti rinnovabili.Presto approvate le linee guida, ma in forte ritardo e senza indicare le aree non idonee.

 

 La Giunta regionale lombarda sta per deliberare le Linee Guida sui procedimenti autorizzativi degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma con un forte ritardo e senza prevedere quali saranno le aree non idonee alla loro localizzazione. Oggi, martedì 7 febbraio 2012, ho chiesto lumi su questo problema all’assessore regionale all’Ambiente, attraverso un’interrogazione a risposta immediata.

 Nella question time si rilevava che nei territori della Lombardia la mancanza di Linee Guida che pongano regole di programmazione e di pianificazione, sta creando grandi problemi di carattere ambientale per il proliferare disordinato di un gran numero di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Inoltre, ricordavo che l’8 novembre, con un emendamento al documento strategico annuale, il Consiglio ha deliberato l’impegno a redigere Linee Guida entro il mese di gennaio 2012 e, con successivo atto, alla individuazione di aree non idonee per la localizzazione di questi impianti.

Mi sono fatto portavoce della grande preoccupazione espressa anche dalle Province lombarde: quella di  Pavia, ad esempio, con delibera di consiglio, ha richiesto alla Regione l’individuazione delle aree non idonee a ospitare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. E su questo Regione Lombardia è una delle poche importanti che non ha adempiuto alle normative vigenti e non ha deliberato al riguardo.

 All’assessore Raimondi chiedevo, quindi, quali sono i motivi e le ragioni che non hanno permesso, entro i termini indicati dal Consiglio regionale, di emanare le Linee guida e il successivo documento con l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione, lasciando le Province e i territori della Lombardia in una gravissima difficoltà ambientale. 

E sulla risposta ricevuta (la presentazione della Linee Guida sui procedimenti autorizzativi degli impianti alla prossima Giunta utile) posso commentare rimarcando i ritardi che ci sono stati. In attesa dei conseguenti atti annunciati dall’assessore, mi considero parzialmente soddisfatto in quanto nulla si dice riguardo il successivo atto richiesto dal Consiglio regionale al momento dell’approvazione del documento strategico annuale riferito alla individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti.

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