Archivi del mese: gennaio 2012

No all’abolizione delle province; si al riordino istituzionale

Aprire un confronto tra Governo ed enti locali per ridefinire l’assetto istituzionale del Paese . Ritengo,infatti, che invece di proporre il superamento delle province si dovrebbe accelerare l’approvazione del codice delle autonomie relativamente alla funzione del Parlamento, delle Regioni, delle Province e dei Comuni pensando ad un riassetto fatto con equilibrio ed intelligenza.

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SHOA E MEMORIA

Il 27 Gennaio,nell’anniversario dell’apertura dei cancelli Auschiwitz da parte dell’armata rossa celebriamo il giorno della memoria. Una data che viene ricordata contemporaneamente in molti Paesi europei e che e’ diventata molto sentita dalle popolazioni e dalle istituzioni. L’imperativo è conoscere quel che è stato, perchè non dobbiamo permettere che accada di nuovo.

Personalmente ho scelto,tra le tante iniziative,di partecipare a due momenti che ritengo particolarmente significativi organizzate grazie al fondamentale impegno ed all’entusiasmo dei giovani.

Alle ore 11 saro’ al mio Paese : Pinarolo po all’evento creato dall’amministrazione comunale insieme all’ANPI ed alla scuola primaria incentrato sui lavori dei ragazzi e sull’impegno dei Docenti . Alle 21 saro’ in Universita’ con i giovani e giovanissimi di tante associazioni studentesche fortemente impegnate per la difesa dei diritti di tutti che ricorderanno la shoa  con poesie, musica, canti.

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Treni notturni: approvata la mozione per i lavoratori licenziati.

Oggi in consiglio regionale e’ stata approvata all’unanimita’ una mozione che sottilinea l’esigenza di ricondirre il prima possibile questa vertenza ad una soluzione che salvaguardi i lavoratori licenziati sia il servizio notturno ferroviario. Non basta garantire i 180 lavoratori lombardi: questo e’ solo il primo passo ; occorre che Regione lombardia si impegni per un tavolo nazionale che tenga conto di tutti i lavoratori licenziati ed anche del ripristino di un servizio fondmentale per il collegamento tra il nord ed il sud del Paese.

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Liberalizzazione orari commerciali: bisogna garantire la sopravvivenza dei negozi e migliorare le condizioni nei grandi centri.

 Il gruppo PD in Consiglio Regionale sta seguendo con grande attenzione e preoccupazione la vicenda legata alla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali contenuta nell’articolo 31 della legge “salva Italia” 201/2011. In particolare il PD ha chiesto all’Assessore regionale al Commercio di convocare urgentemente un tavolo con la presenza di tutte le componenti interessate – Comuni, Associazioni commercianti, Associazioni Utenti e Consumatori – per avviare un confronto costruttivo con il Governo al fine di scongiurare la morte di centinaia di esercizi di vicinato in Lombardia. È mia intenzione porre all’attenzione della Regione il radicale cambiamento di scenario che la legge prefigura nel mondo del commercio. Al di là dei dubbi applicativi della norma, vi è la necessità da un lato di difendere gli esercizi di vicinato, soprattutto in una provincia come quella di Pavia che annovera 180 Comuni anche di piccole e piccolissime dimensioni, preziosi punti di riferimento per le comunità e per il territorio; dall’altro occorre tutelare le attività commerciali presenti nei mercati, che ormai sono profondamente connaturati con le tradizioni e la storia della nostra Provincia. Non dimentichiamoci inoltre continua Villani che l’allungamento a dismisura degli orari degli esercizi commerciali aggraverebbero le condizioni di lavoro degli addetti della grande distribuzione che hanno contratti che attualmente non prevedono aperture in tutte le festività, anche domenicali, e orari di lavoro no stop sulle 24 ore. La Regione Lombardia deve compiere tutti gli atti per rivendicare le proprie competenze in ambito di commercio e perseguire, insieme ai Comuni, l’obiettivo di cercare soluzioni con la massima condivisione possibile di tutti gli attori interessati.

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CASO PONZONI. NUOVA LEGGE ELETTORALE E SUBITO AL VOTO.

L’arresto di Massimo Ponzoni, ex assessore regionale ed ora consigliere segretario dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, che va ad aggiungersi ad altre pesanti vicende giudiziarie che hanno colpito Regione Lombardia in quest’ultimo periodo non può che evidenziare la lungimiranza del Pd, che insieme a Sel ed Italia Dei Valori sin dall’inizio dell’indagine aveva chiesto le dimissioni di Ponzoni dalla carica di vicepresidente del Consiglio. Ora però le dimissioni non bastano piu’!

Ora e’ tutto il centro destra ad avere un serio e grave problema di credibilita’. Si tratta ormai di una situazione gravissima che sta investendo Pdl, Lega e lo stesso Presidente Formigoni.

Stiamo assistendo alla crisi di un sistema di potere, di un metodo di Governo, di una modalita’ di concepire il rapporto con le istituzioni.

Di fronte a tutto questo la strada maestra e’ quella di accelerare la riforma della legge elettorale con l’abolizione del listino bloccato, con l’approvazione del limite di mandato che non deve superare le due legislature. Ed una volta approvata la legge va da sé che si debba tornare rapidamente al voto. Solo gli elettori possono restituire infatti quei valori di credibilita’, legittimazione ed autorevolezza ad un istituzione ormai incapace di affrontare i temi importanti del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della  questione sociale che sono fortemente presenti sul territorio regionale.

Solo gli elettori possono determinare il profondo rinnovamento di una classe dirigente ormai al capolinea. Solo il voto dei cittadini può rilanciare la politica regionale che deve garantire trasparenza, efficacia ed elevati valori etici e morali.

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Occorre trovare una soluzione per i lavoratori dei treni notturni.

Al binario 21 della stazione centrale di Milano dal 9 Dicembre 2011 alcuni lavoratori manifestano contro gli 800 licenziamenti avvenuti a seguito della decisione di trenitalia di sopprimere i treni notturni che collegano il nord con il sud del Paese. Al riguardo si rende indispensabile dare corso ai primi impegni assunti dalla Regione con misure efficaci per risolvere un problema che aggrava le condizioni di tante famiglie e dell’economia lombarda e nazionale.

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In attesa della Consulta: Dobbiamo procedere speditamente alla riforma della legge elettorale.

In questi giorni la Consulta deve esprimersi in merito all’ammissibilità della richiesta di referendum per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale. La decisione finale per quanto appaia ancora molto incerta, sembra propendere per la non ammissibilità. Da questo punto di vista occorre però tenere conto del fatto che molte volte le decisioni della Consulta ribaltano le previsioni con modalità anche imprevedibili. In ogni caso nessuno potrà cancellare l’oltre milione di cittadini che in poche settimane hanno firmato per il referendum e nessuno può pensare di non tenere conto della profonda richiesta agli elettori di modificare una legge elettorale tanto negativa come quella in vigore denominata Porcellum da alcuni degli stessi proponenti. La modifica del sistema politico istituzionale, la profonda riforma dei partiti e delle istituzioni è un preciso dovere: abbiamo bisogno di una democrazia che sia capace di assicurare partecipazione, trasparenza, efficacia dell’azione di Governo. Proprio partendo da questa profonda convinzione il Pd non ha certamente atteso la decisione della Consulta per aprire un’ampia discussione con tutte le forze parlamentari e presentando una proposta di legge che è già depositata in Parlamento. Del resto, come Pd, abbiamo sempre considerato il referendum uno strumento necessario per sollecitare il Parlamento ad affrontare finalmente il tema della Riforma della legge elettorale. Abbiamo avuto la piena consapevolezza anche nel momento in cui davamo il nostro decisivo contributo alla raccolta delle firme, che poi in ogni caso si sarebbe dovuto procedere ad una legge. Non solo per evitare il Referendum ma soprattutto per non limitarsi al pure e semplice ritorno alla legge precedente (denominata Mattarellum) di gran lunga migliore di quella in vigore però anch’essa lacunosa da diversi punti di vista. I punti fondamentali della nostra proposta di legge riguardano l’introduzione di un mix di maggioritario (di gran lunga prevalente) e di proporzionale per garantire la rappresentatività delle forze minori che superino il 5% a livello circoscrizionale. In secondo luogo occorre mettere finalmente mano alla differenziazione della Camera con un ruolo legislativo e del Senato con un ruolo di indirizzo e di controllo ma soprattutto rappresentativo delle Regioni e delle autonomie locali. In questo modo anche da questo punto di vista tenendo conto che viviamo in un sistema non bipartitico che deve diventare sempre di più bipolare, dobbiamo caratterizzare il Pd come una nuova forza riformista e progressista che pone le sue priorità nella costruzione della democrazia sovranazionale, europea. La nostra funzione in Italia è quella di ricostruire e rappresentare interessi e ruolo del nostro Paese nel quadro dell’Europa Unita. Una scelta di grande respiro che tiene conto delle grandi trasformazioni ulteriori che stanno intervenendo ad esempio nel Mediterraneo. Una nuova legge elettorale, dunque, profondamente collegata con l’Italia e con l’Europa di oggi, che viene proposta, discussa e ci auguriamo rapidamente approvata dopo un confronto ampio che tiene conto delle posizioni di tutti senza pasticci e fughe in avanti. Una nuova legge elettorale in grado di riavvicinare gli eletti agli elettori e di garantire governabilità e stabilità politica.

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“Buon Anno” con un aumento dei ticket da Regione Lombardia.

I cittadini lombardi hanno iniziato il 2012 con un ulteriore aumento dei ticket sui farmaci. Regione Lombardia ed in modo particolare il Presidente della Giunta, Formigoni, continuano a “sbandierare” i conti in ordine  che sarebbero stati in grado di presentare anche quest’anno. Omettono però di dire che questo risultato è sostenuto dal cospicuo contributo dei cittadini: attraverso i tickets sui farmaci (da 2 a 4 euro per ricetta), i tickets su visite ed esami (in Lombardia fino a 66 euro per preiscrizione), l’addizionale regionale Irpef che la Regione applica dal 2003. Solo in Lombardia, tra le 7 regioni con i conti in ordine cioè non obbligate dal governo ad onerosi piani di rientro dal deficit accumulato, tutte le voci della compartecipazione gravano anche sui redditi minori e sulle categorie meno protette.  In Lombardia i redditi sotto i 36mila euro sono chiamati a contribuire di più che nelle altre 6 regioni a statuto ordinario con i conti in ordine (Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Veneto e Basilicata) e più che nelle Regioni a statuto speciale anch’esse con i conti in ordine. Le entrate da tickets farmaceutici cono in crescita costante;  per il 2011, la Regione incasserà 235milioni di euro, 36 milioni in più rispetto al 2010, 92milioni in  più rispetto al 2007. Senza contare che la Regione Lombardia è l’unica ad aver rimodulato il ticket per il valore della prestazione e che quindi visite specialistiche e di controllo, elettrocardiogramma dinamico (Holter), la mammografia bilaterale costano di più che in Emilia Romagna ed in Veneto, per citare solo due casi. Il Pd ha contrastato in tutte le sedi (commissioni, consiglio) queste scelte e da subito avvierà una mobilitazione per contrastare una politica che colpisce le fasce più deboli della popolazione, perlopiù in precarie condizioni di salute. In Provincia di Pavia questa mobilitazione si articolerà con incontri con associazioni, con presenze sui mercati, davanti alle Asl e agli ospedali per dare l’adeguata informazione e per costruire un’adeguata mobilitazione in grado di modificare le scelte negative del centrodestra.

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