Archivi del mese: dicembre 2011

Lavoratori sulla torre della Stazione Centrale.Pronta una mozione urgente

Dopo aver visitato la mattina di Santo Stefano i lavoratori che dal 9 dicembre sono sulla torre faro del piazzale ferroviario della Stazione Centrale di Milano oggi, insieme ai consiglieri Alloni, Tosi e Cavicchioli, ho depositato una mozione in cui chiedo con forza che Regione Lombardia si attivi per costituire un tavolo con le aziende di trasporto interessate al servizio, in grado di  individuare adeguate soluzioni a questa drammatica vicenda per il futuro dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie. La protesta scelta dai lavoratori è davvero forte e toccante, come ho potuto verificare di persona nei giorni scorsi: sono al freddo per difendere il posto di lavoro e per garantire alle proprie famiglie un futuro dignitoso, quindi è necessario intervenire tempestivamente per trovare soluzioni concrete per loro. Per questo sollecito la Giunta, dopo l’incontro del 12 dicembre che non ha prodotto risultati concreti, ad attivarsi seriamente con il Governo Nazionale e le aziende coinvolte per risolvere questa drammatica situazione e restituire dignità a queste persone.

Pubblicato in Blog Dem, Economia e lavoro | Taggato , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La Sea di Trivolzio in Regione. Verificheremo il mantenimento dei livelli occupazionali

Si è tenuto oggi un incontro tra l’Assessore Rossoni e le rappresentanze dei lavoratori della Sea di Trivolzio, azienda attiva nel mercato dei camper che rischia di chiudere a breve. E’ stato infatti da poco annunciato il trasferimento dell’attività in Toscana e questo comporterà, se non si interviene repentinamente, la perdita del lavoro per 130 lavoratori e la perdita di know how e di alte professionalità per il settore. Regione Lombardia domani ha assicurato la sua presenza al tavolo che si svolgerà presso la Prefettura di Pavia per parlare della procedura di mobilità appena intrapresa da parte della proprietà. Considero quello di oggi, da parte dell’Assessore, un primo passo che verificheremo sul campo. Apprezzo la disponibilità dei lavoratori a ridurre l’orario di lavoro, anche attraverso contratti di solidarietà, pur di continuare l’attività produttiva. Farò la mia parte perché tutte le istituzioni sostengano questo impegno a mantenere i livelli occupazionali.
Pubblicato in Blog Dem, Economia e lavoro | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Unione piccoli comuni. La Regione chiederà al Governo di rivedere le norme nazionali

 Unione piccoli comuni: grazie a noi, la Regione chiederà al Governo di rivedere le norme nazionali. Oggi in Consiglio regionale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno al collegato ordinamentale 2012 riguardante il riordino delle Comunità montane lombarde e la disciplina delle Unioni dei piccoli comuni. Il documento, presentato da me insieme al collega Alessandro Alfieri, chiede alla Giunta di farsi portavoce presso il governo nazionale per abrogare le norme , introdotta dalla manovra correttiva dello scorso agosto, che mettono a rischio l’esistenza stessa di un gran numero di Unioni dei comuni già operanti in Lombardia, 18 su 20 in provincia di Pavia. Su pressione del Pd, la Giunta regionale aveva già deciso di impugnare una parte della legge nazionale, ma solo con la modifica di alcuni parametri contenuti nel testo è possibile salvaguardare le Unioni esistenti e incentivarne la formazione di nuove. Le Unioni dei piccoli comuni rivestono un ruolo fondamentale nella gestione dei servizi poiché assicurano un uso razionale delle risorse pubbliche e consentono l’erogazione di prestazioni efficaci ai residenti. La legge nazionale non raggiunge gli obiettivi che si prefigge ovvero il risparmio di risorse e la riduzione del numero di enti. Il Pd ha il merito di aver, fin dall’inizio, messo in luce i limiti e i pericoli di questa legge che oggi, con l’approvazione all’unanimità del nostro ordine del giorno, tutte le forze politiche e la Giunta regionale riconoscono. C’è bisogno di spingere i Comuni a gestire insieme le funzioni e non di mettere in difficoltà quelle esistenti e funzionali.

Pubblicato in Blog Dem, Territorio | Taggato , , , , , | 2 commenti

Gropello e Trivolzio: due esempi dell’attuale questione sociale

Ieri sera a Gropello Cairoli sono stato invitato dal Sindaco per discutere la situazione del centro diurno integrato “La Corte”. Erano presenti diversi Sindaci, gli ospiti e le famiglie del centro che ha dovuto momentaneamente sospendere l’attività perché dopo aver ottenuto l’accreditamento regionale nello scorso mese di luglio non è ancora riuscito ad avere il contratto di servizio con il relativo budget integrativo della retta. La cooperativa che gestisce la struttura ha tenuto duro finora in attesa dei contributi che qualcuno aveva promesso. Ora la situazione è veramente pesante e senza l’impegno concreto di Regione Lombardia e dell’Asl si rischia la chiusura di un centro aperto a persone autosufficienti e non che ha già dimostrato di lavorare positivamente integrando la propria attività con tutto l’impegno sociale complessivo svolto dai Comuni, con grandi difficoltà.

Stamattina a Trivolzio il presidio dei lavoratori della Sea, una fabbrica che produce autocaravan dove 130 lavoratori rischiano il posto di lavoro, per non parlare dell’indotto che gravita attorno allo stabilimento. In questo caso ci troviamo di fronte ad una proprietà che dopo aver assunto l’impegno di investire 21milioni di euro ha deciso inopinatamente ed in modo unilaterale di trasferire la produzione negli stabilimenti di Poggibonsi e San Quintino. Ho trovato i lavoratori ed i loro rappresentanti preoccupati ma anche molto determinati a resistere con grande senso di responsabilità e con la capacità tipica di chi ama il proprio posto di lavoro di effettuare proposte responsabili che consistono nella verifica di eventuali disponibilità a trasferirsi negli altri due stabilimenti mentre per chi non ha questa possibilità un contratto di solidarietà da costruire congiuntamente nei tre punti produttivi anche con la riduzione delle ore lavorative fino al superamento della crisi. Un vero e proprio contratto di solidarietà, dunque, guardando al futuro. Due vicende che mettono in evidenza come lavoratori dipendenti e pensionati (insieme a giovani e a precari siano colpiti da questa crisi sociale) ma anche come queste persone siano lucidamente intenzionate a battersi per la ripresa dello sviluppo, della crescita del Paese e per dare le adeguate risposte sociali.

 Come Partito Democratico siamo al loro fianco, lavoreremo per determinare un’adeguata risposta politica ed istituzionale, richiamando tutti al loro ruolo.

Pubblicato in Blog Dem, Economia e lavoro | Taggato , , , , , , , | Lascia un commento

Inchiesta rifiuti. Pd: “Ascoltata la nostra richiesta”.

Lo avevamo chiesto la settimana scorsa in VI Commissione consiliare Ambiente. E siamo stati ascoltati: domani, mercoledì 14 dicembre 2011, alle 10.30, in Commissione, si terrà l’audizione con il presidente di Arpa Enzo Lucchini in merito all’indagine sui rifiuti che ha portato all’arresto del vicepresidente del Consiglio Nicoli Cristiani, ma anche del coordinatore di Arpa Giuseppe Rotondaro. Se l’arresto di Nicoli Cristiani è un fatto grave- avevo detto come capogruppo Pd in Commissione, insieme a Giuseppe Civati, Arianna Cavicchioli, Giambattista Ferrari e Angelo Costanzo- lo è altrettanto il coinvolgimento e l’arresto del coordinatore dell’agenzia regionale che effettua i controlli ambientali in Lombardia a garanzia della salute dei cittadini. A Lucchini ora il Pd chiede di spiegare quali sono oggi le garanzie che i controlli effettuati da Arpa siano al di sopra di ogni sospetto.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Blog Dem | Taggato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Positivo il confronto sulla Gestione associata dei servizi

Positivo incontro a Cava Manara, dove si è svolta l’Assemblea Pubblica sulla Gestione Associata dei servizi per i piccoli Comuni alla presenza di numerosi sindaci, amministratori e militanti dei circoli del territorio provinciale. Un momento importante di dibattito e di confronto a cui sicuramente ne seguiranno altri, certamente legato a fatti specifico: l’art.16 della manovra di agosto; l’iniziativa del gruppo regionale Pd e dello stesso consiglio regionale. Ma soprattutto legato al nostro impegno, più in generale, per il rilancio del ruolo dei Comuni e delle autonomie locali sulla base di una nostra precisa impostazione  che vuole uno stato non centralista ma democratico e federalista dove Governo, Consiglio regionale, Province, Comuni, ognuno in base alle proprie competenze, rappresentano una ricchezza effettiva del nostro ordinamento istituzionale. Accanto a questo si è discusso della Gestione associata dei servizi e della nostra volontà di accettare pienamente la sfida, di andare ancora avanti rispetto a quanto di importante si è comunque già costruito anche in Provincia di Pavia. Gestione associata di servizi sociali, culturali, ambientali, di attività di vigilanza ma anche di servizi demografici come ragioneria, stato civile, uffici tecnici, oltre che un impegno nuovo per la riforma della pubblica amministrazione e sui temi dello sviluppo economico e sociale. Gli strumenti già esistenti sono costituiti da distretti rurali come quello di Giussago- Certosa, distretti del commercio, Comunità montana e Gal, gli stessi Piani di zona per l’integrazione dei servizi sociosanitari ed appunto le oltre 20 Unioni già costituite e le numerose convenzioni già stipulate  per la gestione integrata di una serie di servizi. Esiste inoltre una maturazione e sensibilità nuova nella volontà di lavorare insieme anche aldilà della Gestione associata. Una situazione già interessante, dunque, che ha posto le basi per processi aggregativi veramente importanti. Di fronte a tutto ciò la domanda che ci siamo posti è la seguente: Cosa c’entra tutto questo con l’art.16 del decreto 138 poi convertito in legge?  Cosa c’entra tutto questo con l’abolizione dei comuni inferiori ai 1000 abitanti come si poteva fare in un primo momento  o con l’abolizione delle giunte di quei Comuni? Cosa c’entra tutto questo con la decisione del Governo precedente di “imporre Unioni di Comuni con termini che abbiano come minimo una dimensione demografica di 5000 abitanti e inferiori ai 1000 e di 10.000 abitanti se superiori ai 1000? In questo modo si otterrebbe solo la disaggregazione di Unioni già esistenti e funzionanti, aumentando peraltro i costi.  Ma ancora cosa c’entra tutto questo con la volontà di estendere il Patto di stabilità anche ai Comuni inferiori ai 5000 abitanti quando ormai è chiaro che proprio il Patto di stabilità è una delle ragioni del blocco dell’edilizia  e di altre attività con ripercussioni pesanti sull’economia locale. In una Regione con 1544 Comuni e in una provincia di 190 comuni questa legge sarebbe veramente inapplicabile.  Come si può pensare che per realizzare la gestione associata dei servizi i debbano abrogare o superare 18 unioni che hanno già trasferito servizi, personale e stanno dando risultati estremamente positivi? Da qui la nostra immediata mobilitazione per ricondurre tutta la materia compresa quella delle province all’interno di una ragionamento complessivo più organico, varando finalmente la riforma del codice delle autonomie. Rispetto all’articolo 16 abbiamo lavorato presentando immediatamente una mozione affinché  Regione Lombardia svolgesse fino in fondo il proprio ruolo. Grazie a questo impegno probabilmente i arriverà prima di natale con un Collegato alla Finanziaria  ad approvare una serie di misure che abbassino da 10.000 a 5.000 il tetto demografico per le Unioni dei Comuni superiori ai 1000 abitanti, da 5000 a 3000 le Unioni per i Comuni inferiori ai 1000 abitanti compresi nei territori delle Comunità Montane, una dimensione pari al quadruplo del Comune più piccolo in tutte le altre zone ( ad esempio, se il Comune più piccolo è di 500 abitanti, il limite massimo sarà di 2000 abitanti). Inoltre sono previste delle deroghe motivate per quei Comuni che non avranno le condizioni prima descritte.  A ciò occorre aggiungere che anche sulla base della nostra iniziativa la Regione ha fatto ricorso al consiglio di stato contro l’articolo 16 per conflitto di competenze, quindi  l’obiettivo fondamentale rimane quello di arrivare all’abrogazione di questo articolo per dare le adeguate garanzie che non vengano sciolte le Unioni esistenti. Parallelamente si è costituita un tavolo nazionale tra i rappresentanti del Governo, delle regioni, delle autonomie locali con l’Anci per rivedere tutta la materia. In questa fase si può dire questo: si intravvede una prima soluzione relativa  alle dimensioni ed alla gradualità nell’applicazione del provvedimento; rimangono aperti alcuni nodi che devono ancora essere sciolti. Da questo punto di vista è bene ricordare che il termine del 31.12 in ogni caso è un termine ordinatorio ma non perentorio, di conseguenza si può ragionare in termini di assoluta gradualità. E’ evidente che noi continueremo a lavorare per l’approvazione di uno strumento normativo collegato alla Finanziaria regionale, per l’abrogazione dell’articolo 16 della legge nazionale e più in generale ad una nuova legge che promuova una modifica organica alle leggi esistenti sui piccoli Comuni  e sulle loro forme associative.

Pubblicato in Blog Dem, Territorio | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Acceleriamo le Linee Guida sui fanghi in agricoltura

Un’interrogazione per accelerare la predisposizione delle Linee Guida per un corretto uso dei fanghi in agricoltura coinvolgendo le Province, le Associazioni degli agricoltori, le Associazioni Ambientaliste e le stesse Aziende che trattano e producono fanghi per l’uso in agricoltura. Mi sono così rivolto alla Giunta e agli  assessori competenti, al fine di redigere Linee di Indirizzo allo scopo di garantire: buone pratiche agricole per le fasi di spandimento nei terreni che evitino miasmi, disagi ed inquinamenti olfattivi; un potenziamento dei controlli con maggiori risorse finanziarie destinate agli Enti di controllo (sia per mezzi che personale) al fine di escludere ogni potenziale inquinamento diffuso garantendo la qualità dei fanghi, la qualità dei terreni e l’equilibrata quantità di fanghi da spandere per superficie. In Provincia di Pavia e in altre province lombarde si sono verificati  nel corso di quest’anno  gravi situazioni di inquinamento olfattivo (miasmi) dovuti agli spandimenti di fanghi in terreni agricoli. I fanghi, se non correttamente usati e controllati, possono creare infatti gravi problemi di inquinamento olfattivo ed essere potenzialmente elemento di inquinamento diffuso (potenziale accumulo di inquinanti indesiderati nel terreno. L’interrogazione intende rendere presente invece come i fanghi, composti sostanzialmente da: vegetali prodotti specificatamente allo scopo (es: trinciati di mais o tricale), scarto delle produzioni agro-alimentari, deiezioni animali dopo la loro alimentazione (reflui zootecnici), frazione umida dei rifiuti urbani raccolta separatamente, fanghi da depurazione dei reflui provenienti da fognature civili, possono in realtà avere caratteristiche positive sia come elementi nutritivi per i raccolti sia per la fertilità dei terreni solo se trattati e utilizzati in agricoltura con grandi precauzioni e con pratiche rigorosamente controllate.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Blog Dem | Taggato , , , , | Lascia un commento