Archivi del mese: luglio 2011

Godiasco, il Consiglio regionale approva il referendum per il cambio di nome in Godiasco Salice Terme

Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato questa mattina il via libera al referendum consultivo per i cittadini di Godiasco, che saranno chiamati ad esprimersi sul cambio del nome del comune di Godiasco in Godiasco Salice Terme. Il PD ha votato convintamente a favore del via libera al referendum, del cui provvedimento sono stato relatore in aula, per cambiare il nome da Godiasco a Godiasco Salice Terme. È chiaro a tutti che Salice Terme, che è frazione di Godiasco, pur avendo oggi più abitanti del capoluogo, ha subito un forte sviluppo turistico e termale, al punto da essere il più importante centro della provincia di Pavia, dotato di importanti strutture sportive e per il tempo libero. Se questa scelta sarà confermata dal referendum  anche il capoluogo Godiasco ne sarà favorito e potrà valorizzare la sua peculiarità dovuta alla sua storia e alla collocazione strategica lungo la “via del sale” che collegava Liguria e Lombardia. Pertanto l’insieme del territorio comunale ne potrà trarre beneficio, come è avvenuto a suo tempo per il paese di Darfo, nel bresciano, rinominato in Darfo Boario Terme.

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Questione Parchi:Ho scritto una lettera ai Sindaci

 Egregio Sindaco del  Comune di :

Bereguardo, Borgo San Siro, Carbonara al Ticino, Cassolnovo, Gambolò, Garlasco, Gropello Cairoli, Linarolo, Mezzanino, Pavia, San Martino Siccomario, Torre d’Isola, Travacò Siccomario, valle Salimbene, Vigevano, Villanova d’Ardenghi, Zerbolò

Al Presidente della Provincia di Pavia

Alla Presidente del  Parco del Ticino

 Egregi Sindaci

                               Oggi in Consiglio Regionale si dovrebbe discutere una nuova legge sui Parchi e le Aree Protette;  non concordo con questa legge presentata dalla maggioranza e assieme a tutti i consiglieri di opposizione cercherò di modificare e correggere questo testo in Aula  che ritengo pericoloso perché limita pesantemente il  ruolo dei Comuni nella gestione dei Parchi, impone di accettare deroghe per opere infrastrutturali definite dalla Regione oltre che dallo Stato e concede di rivedere i confini  dei Parchi permettendo nuovo consumo di suolo e nuove urbanizzazioni mettendo in discussione in modo irreversibile le potenzialità di un territorio ricco di bellezze naturali, culturali, di prodotti tipici su cui basare uno sviluppo della nostra Provincia sostenibile.

Non sono però insensibile alla richiesta che da più parti e dagli stessi Enti Gestori dei Parchi viene sollevata per una semplificazione burocratica  di procedure che creano appesantimento, aggravio di costi e allungamento dei tempi autorizzativi e  che in ultima analisi gravano sui cittadini che vivono nei Parchi. 

Per questo ho presentato un Ordine del Giorno che spero venga accettato e  che richiede un impegno della Regione e dei Ministeri competenti per urgentemente definire l’accordo previsto dalla normativa vigente che permette di definire le aree nei Parchi escluse dall’acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica, una autorizzazione da tutti ritenuta in gran parte inadeguata ed inutile se applicata in modo indiscriminato su tutto il territorio del Parco.

Cordialità

Giuseppe Villani

Consigliere Regionale del Partito Democratico

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Frane e calamità, la Regione coprirà i costi per gli interventi dei comuni sotto i mille abitanti

Copertura totale da parte della Regione Lombardia per gli interventi di “somma urgenza” per i Comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti (ma con attenzione a quelli sotto i 2.000) e ammettere al finanziamento regionale anche gli interventi effettuati in “urgenza”. È quanto prevede l’ordine del giorno all’assestamento di bilancio regionale 2011 presentato dal PD – con me come primo firmatario, controfirmato anche da alcuni consiglieri leghisti e da Vittorio Pesato del PDL – approvato ieri in Aula durante la discussione generale. Avevo incluso i comuni con meno di 5.000 abitanti, ma l’assessore ha chiesto di limitare la platea delle amministrazioni, modifica accettata dall’esponente democratico per permetterne l’approvazione. Ora l’assestamento al bilancio contiene un invito alla Giunta a ripristinare la copertura totale degli interventi urgenti in caso di calamità per i piccoli comuni, modificando così la delibera regionale del dicembre scorso che poneva un tetto di 75.000 euro agli interventi finanziabili dalla Regione e introduceva il meccanismo della compartecipazione: 80% da parte della Regione e 20% da parte del Comune interessato. Inoltre, la delibera subordinava l’intervento regionale all’approvazione da parte dei comuni di un apposito piano regionale. Limiti troppo stretti, secondo il PD, che si sono scontrati con le prime due vere emergenze: quella dell’Oltrepo, colpito dal 30 maggio al 10 giugno scorso da eccezionali eventi atmosferici e dai conseguenti dissesti idrogeologici, e dalla frana che ha colpito il centro di Brienno, in territorio comasco, il 7 luglio. Per l’Oltrepo è indubbiamente un risultato importante anche se nelle nostre intenzioni la Regione avrebbe potuto fare di più arrivando a coprire le spese anche per i comuni fino a 5.000 abitanti che, al pari dei comuni più piccoli, si trovano in condizioni di estrema difficoltà a coprire i costi di interventi necessari a ripristinare la sicurezza e l’agibilità dei propri centri abitati e delle attività produttive. Ora attendiamo che la Regione dia corso all’impegno che il Consiglio regionale ha assunto all’unanimità. Avevamo chiesto a più riprese la modifica di quella delibera ma solo i casi concreti hanno permesso un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche.

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Ticket: con la rimodulazione i cittadini pagano ancora di più

Scelta sbagliata, per i cittadini è una soluzione ancora più gravosa del ticket da 10 euro. Saranno pochissime le prestazioni su cui non si applicherà la maggiorazione e invece il conto sarà ben più salato, di 66 euro, per più di un terzo delle 2017 prestazioni incluse nel tariffario regionale, e tra queste ve ne sono di ordinarie, come ad esempio l’ecografia all’addome. Dopo l’annuncio da parte del governatore Formigoni e dell’assessore alla sanità Bresciani non solo di non voler disapplicare il ticket, come l’opposizione ha oggi chiesto con voce unanime, ma di rimodularlo tra zero e trenta euro in ragione del costo di esami e visite a cui si applica,  voglio ribadire come la Regione abbia fatto la scelta di far ricadere sui cittadini una manovra che serve per fare cassa: una soluzione che ci vede fermamente contrari. Più giusto ed equo sarebbe recuperare risorse dalle inefficienze riscontrate nella gestione della carta dei servizi e del call center sanitario che sta per essere duplicato.Quanto alla polemica con il governo Prodi, che Formigoni ha oggi indicato come responsabile dell’introduzione del ticket di dieci euro nella finanziaria per il 2007 (rimase in vigore fino a maggio e poi furono trovate nel bilancio nazionale le risorse per revocarlo) ricordo che allora la compartecipazione fu introdotta per recuperare risorse per finanziare fondi strutturali di sostegno alla famiglia, quali quello nazionale per le politiche sociali e quello per la non autosufficienza, mentre oggi il ticket serve unicamente per coprire i buchi fatti da questo governo.
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Da 5 mesi i piccoli Comuni non ricevono soldi dal Governo

Leggendo i giornali questa mattina si ha una ulteriore dimostrazione della grave situazione della finanza pubblica. La Provincia di Pavia e i Comuni con patto di stabilità sono in forte difficoltà a pagare aziende e fornitori. In alcuni Comuni addirittura c’è il rischio di tagli al personale dovuti alla forte riduzione dei trasferimenti statali. Per quanto riguarda i piccoli Comuni c’è una profondissima sofferenza in quanto oltre ai tagli si stanno adottando pesantissimi ritardi nei trasferimenti. La rata di febbraio è stata solo parzialmente traferita, la rata di giugno non è ancora stata versata. Di conseguenza i Comuni inferiori ai 5000 abitanti da 5 mesi non ricevono i soldi dovuti dal Governo. Tutto ciò crea una situazione molto pesante che mette in forte discussione i servizi, le normali attività ed anche le uscite fisse. Mi aspetto una forte iniziativa da parte dell’Anci, dell’Upi e dell’insieme degli enti locali per smuovere questa situazione così come vedo il forte impegno che stanno mettendo in campo i nostri parlamentari.

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Dibattito su Enti locali e sviluppo territoriale dell’Alto Pavese

 I profondi cambiamenti che sono intervenuti in questi territori che rappresentano un importante snodo nel collegamento tra Pavia e Milano insieme ai pesanti tagli che Governo e  Regione hanno messo in atto nei confronti della attività sociali, culturali e ambientali dei Comuni impongono una svolta nell’attività amministrativa. La programmazione di un territorio deve partire da coloro che sono più vicini alle esigenze dei cittadini e quindi  dai Comuni. I nostri enti locali devono programmare insieme ed insieme gestire le risorse anche pensando ad unificare alcuni servizi ed anche gli stessi uffici comunali. Prendendo come base un territorio di 20.000 abitanti si può pensare ad una riqualificazione e ad una razionalizzazione di servizi anagrafi, dell’utilizzo del personale e della ragioneria così come si può pensare ad accorpare uffici tecnici ed attività di vigilanza. Ma soprattutto il salto di qualità indispensabile sta nella capacità di integrare le politiche sociali ed i servizi.  

Non è più pensabile occuparsi di economia, di ambiente, di scuola, di servizi alla persona avendo come punto di riferimento solo la dimensione comunale. Da qui l’idea che io apprezzo molto di costituire il comprensorio neorurale della Provincia di Pavia. Da qui la richiesta di un sempre maggiore intervento di programmazione e coordinamento da parte dell’amministrazione provinciale e della stessa Regione Lombardia.

In questi Comuni negli ultimi anni si è sviluppata o è iniziata una crescita dell’edilizia residenziale; una crescita che, soprattutto a Giussago, ma anche a Borgarello e adesso a Certosa gli amministratori hanno cercato di portare avanti in modo equilibrato, accompagnandola allo sviluppo dei servizi. Ora l’espansione residenziale sta rallentando e bisogna pensare ad una nuova fase he si basi fondamentalmente su UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO RURALE: ammodernamento dell’agricoltura, trasformazione delle cascine in posti di accoglienza anche di carattere turistico (magari pensando all’Expo), una visione di agricoltura che può diventare realtà tangibile con la trasformazione dell’ambiente agricolo anche come fornitore di servizi. La sfida che passa attraverso un nuovo comprensorio agroalimentare è quella di trasformare il territorio agricolo in vero e proprio modello per lo sviluppo. Modello che può produrre parchi commerciali rurali e che può collegarsi ad un nuovo ambiente agricolo, alla ricerca di nuovi servizi tecnologici, dalle fibre ottiche ad internet veloce. Anche le infrastrutture, la viabilità e la mobilità in generale devono collegarsi a questo tipo di programmazione. Da questo punto di vista c’è sempre meno spazio per enormi logistiche che non si collegano  alla vocazione naturale di questi territori e men che meno a mega insediamenti come il centro commerciale di Borgarello, nei confronti del quale ribadisco tutta la nostra contrarietà.     

Alla fine, una considerazione: incontri di questo tipo, magari ancor più mirati ad approfondire singoli temi e singole questioni sono molto utili e mi auguro possano svilupparsi anche come momenti di approfondimento e di utile supporto ai nostri amministratori e alla stessa attività dei nostri circoli. Naturalmente ritengo essenziale  che si consolidi una rete tra amministrazioni locali, forze economiche e territoriali, associazioni ambientaliste, in grado di fare sinergia e di sollecitare l’impegno di tutti.

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Parchi: retromarcia della maggioranza. Si approva il commissario e si espropriano i Comuni

Per la seconda volta voto contrario del Gruppo consiliare del Pd oggi, mercoledì 13 luglio 2011, durante una Commissione Agricoltura fiume, sul progetto di legge sui parchi lombardi, tornato indietro dal Consiglio regionale, dopo che 11 consiglieri di maggioranza avevano votato a favore dell’emendamento della minoranza contro la figura di una sorta di “commissario” di nomina regionale all’interno degli enti gestori.

Ed è da qui che volevano ripartire i rappresentanti dell’opposizione, richiamando alla loro prima scelta quei consiglieri di Lega e Pdl che in Aula si erano schierati più verso la posizione di Pd, Idv, Udc, Sel e Pensionati che a favore della Giunta Formigoni.

Ma l’invito non è servito e, a pochi giorni dal primo voto, le forze di maggioranza si sono ricompattate, bocciando quasi tutti gli emendamenti presentati da Pd e Udc, tranne qualche timida apertura, come l’astensione (che per la maggioranza significa la volontà di approfondimento) su temi come la partecipazione delle associazioni territoriali alla comunità del parco, o l’emendamento che riguarda le figure dei guardiaparco.

Invece, sui temi cruciali della forma giuridica, del commissario regionale, delle modifiche dei confini e della possibilità di deroghe per nuove strade e autostrade, non solo non c’è stato alcun passo avanti, ma addirittura è stato respinto l’emendamento sul “componente designato dalla Regione” che in Consiglio era stato approvato.

A nulla è valso l’invito del Pd, rivolto in particolare ai colleghi della Lega durante la seduta. Gli abbiamo fatto presente che in Consiglio era stato chiaro l’atteggiamento di alcuni consiglieri di maggioranza che decantano tanto il federalismo e il municipalismo opponendolo al centralismo ministeriale del territorio. E la carta della coerenza politica è tremendamente importante. Ma oggi è stato chiaro anche che, volendo ripartire dall’inizio nella trattazione del testo, le forze politiche di maggioranza si erano già messe d’accordo.

E’ stato, poi, riconfermato, il voto contrario della precedente commissione, perché di fatto gli elementi di sostanza su cui si poteva lavorare sono rimasti inalterati, ma anche perché con questo progetto di legge la Regione espropria i Comuni della gestione dei parchi di cui sono sempre stati vivi e attivi protagonisti.

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Tour delle stazioni: volantinaggio alla stazione di Voghera

Questa mattina insieme al Circolo del PD di Voghera ho iniziato il volantinaggio davanti alla stazione per  illustrare ai pendolari le ragioni della nostra contrarietà all’aumento delle tariffe e le nostre proposte per cambiare radicalmente le pessime condizioni dei trasporti su rotaia, che quasi quotidianamente colpiscono i pendolari.

L’insoddisfazione per come vanno le cose è risultata subito evidente: questi aumenti si aggiungono ad altri non meno significativi che colpiscono le famiglie con tariffe più onerose soprattutto relativamente ai servizi.

Preoccupazione anche per le condizioni concrete dei viaggiatori che devono subire ritardi, condizioni igieniche non adeguate, mancato funzionamento dell’aria condizionata o del riscaldamento (a seconda della stagioni),degrado delle stazioni e altro.

L’Assessore regionale Cattaneo usa dire che in altri paesi europei come Germania e Inghilterra, le tariffe sono anche più alte che da noi, dimenticando che anche nella progredita Lombardia il servizio è inadeguato e che gli stipendi in Italia sono ben più bassi di quelli dei paesi citati.

Inoltre non si capisce come mai la giunta di centrodestra – pdl lega – abbia chiuso la strada all’inserimento dei privati, che potrebbero offrire un’opportunità in più.

I pendolari lo capiscono bene. La responsabilità di questa situazione ricade tutta sulla manovra finanziaria del centrodestra a livello nazionale e sul governo regionale, che non ha saputo opporsi e cercare altre strade.

Il gruppo consigliare del PD si impegnerà a fondo per cambiare la situazione in consiglio regionale, ricercando convergenze con le forze politiche, con i pendolari e con gli enti locali.

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Alluvione in Oltrepo’ Pavese

E’ stata approvata all’unanimità in Consiglio regionale la mozione sul nubifragio abbattutosi domenica 5 maggio 2011 sull’Oltrepo Pavese presentata dal Gruppo regionale del Pd,  di cui io sono stato primo firmatario.

Nel documento si impegnava la Giunta “a dichiarare lo stato di calamità naturale per i Comuni interessati dall’evento e indirizzare le strutture territoriali regionali e quelle di controllo e presidio territoriale a valutare il danno a esso correlato; a sviluppare al più presto le azioni utili a rimuovere le cause strutturali che possono concorrere al ripetersi di eventi similari soprattutto sul versante dell’assetto idrogeologico dei terreni e delle infrastrutture presenti, con particolare riguardo agli alvei dei fiumi, al reticolo spondale, alla conformità strutturale dei ponti e della viabilità collinare e montana delle zone interessate; a predisporre una verifica degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria in concerto con gli enti territoriali interessati (Provincia, Comunità montana, Comuni e associazioni imprenditoriali); a costituire un tavolo di confronto con gli stessi enti territoriali per affrontare le ripercussioni economiche e sociali di questo evento per individuare, all’interno del Piano di sviluppo rurale 2007-2013 o in altre misure di indirizzo, le azioni straordinarie di intervento mirate alla ricostruzione dell’assetto viabilistico dell’Oltrepo Pavese e al sostegno al reddito delle imprese colpite”.

 Si è quindi ottenuto  quello che “le comunità e gli enti locali si aspettavano: il riconoscimento dello stato di calamità, gli interventi per l’emergenza e la decisione di affrontare le cause strutturali del dissesto, promuovendo nel contempo un nuovo sviluppo”.

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Significativa presenza dei giovani alla Festa di Landriano

Ottima serata conclusiva della Festa democratica di Landriano, che è durata dieci giorni e che ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini. La cosa che mi ha favorevolmente impressionato è il grande entusiasmo per il vento nuovo che soffia nel nostro Paese come nella nostra Regione e nella nostra Provincia dopo l’affermazione di Pisapia come sindaco di Milano e di Bosone alla guida dell’amministrazione provinciale di Pavia.

Un altro dato molto interessante è l’intreccio dei momenti di svago, di divertimento e di ottima cucina con l’iniziativa politica portata avanti con spirito di apertura che ha visto anche un incontro con le forze imprenditoriali del Comune, le quali hanno dimostrato interesse e volontà di dare un contributo al processo di cambiamento che si è avviato. Molto presenti i valori dell’Unità d’Italia e del suo 150esimo anniversario e della nostra Costituzione.

Un altro dato di considerevole rilievo è stata la presenza costante di tanti giovani sia nei lavori di allestimento e gestione della festa, sia partecipando numerosissimi alle iniziative.

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