Archivi del mese: giugno 2011

Ecco il mio intervento in aula sulla questione Parchi

Il tema che stiamo affrontando è senza dubbio rilevante. Come Gruppo Pd, come è già stato affermato dai colleghi che mi hanno preceduto, siamo pienamente convinti che a vent’anni dall’approvazione della legge 394 e a ventisette della legge regionale 86/83  che aveva anticipato la legge nazionale, sia senza dubbio necessario compiere un nuovo passo in avanti. Per questo è indispensabile un’approfondita e partecipata riflessione sulle nuove condizioni con cui deve fare i conti la conservazione dell’ambiente e della biodiversità.

Su questa base va aperta una fase di rilancio a favore della tutela e della valorizzazione del patrimonio naturale attraverso le arre protette. Però non lo si può fare proponendo un progetto di legge regionale, come quello che viene presentato stamane in aula, che toglie potere ai comuni, limita fortemente le competenze dei parchi fino a minarne alla base l’esistenza e accentra il potere in regione.

Se la legge in discussione fosse già approvata il Parco del Ticino, che prendo ad esempio in quanto consigliere pavese, e con lui tutti i parchi lombardi, non potrebbero esercitare pienamente quella funzione di tutela ambientale che oggi svolgono malgrado i tagli dell’organico ed economici già avvenuti e previsti.

Il vero obiettivo di questa legge è la riproposizione di un ente di Governo che riaccentra poteri/decisioni in un  centralismo regionale accompagnato da una serie di norme utili a svincolare dal regime di tutela le aree del Parco mediante atti di sola competenza della Giunta regionale.

Inoltre, l’ipotesi semplificata di rimodulazione dei confini del Parco, molto preoccupante perché ridurrebbe le arre soggetta a tutela, così come previsto nella proposta di legge è non solo probabilmente fragile giuridicamente ma se attuata farebbe del consiglio regionale un momento di presa d’atto di decisioni prese altrove e porterebbe ad una deregulation preoccupante. La stessa revisione dei confini non è al momento sostenuta da alcuna compensazione, né ambientale né territoriale.

Non vi è dubbio che spesso il parco venga visto dai cittadini come un fattore di ulteriore carico burocratico, ma allora si lavori sul tema della semplificazione non si brandisca questa legittima aspettativa.

Noi vogliamo sburocratizzare ma questa non deve essere la scusa per limitare le funzioni di tutela ambientale e della biodiversità.

Cosa serve un Parco è lì da vedere, anche in questi giorni e mesi. Lo si è visto con l’importante dibattito sullo scolmatore di nord-ovest, lo si è visto per le funzioni che svolgono nell’attuazione e dei piani di gestione dei Sic e delle Zps, evitando molti di questi conflitti fra portatori di interesse e svolgendo una reale funzione di mediatore, lo si vede nell’importante capacità di riproduzione dei progetti che portano risorse, quindi soldi, competenze ed idee, sopperendo spesso e aiutando gli enti locali.

Lo si vede sui PGt, lo si vede in termini di monitoraggi indipendenti e sulla vigilanza ambientale, lo si vede nella vita quotidiana di chi ci vive.

Insomma i Parchi fanno sistema.

Non destrutturiamoli ma miglioriamoli magari aggiungendo altre tutele, a d esempio sulle acque oggi non previste. E’ incredibile che il Parco del Ticino non abbia alcune competenze sulle qualità delle acque del fiume.

Così, lavorando anche sulla fruibilità, sul turismo, sull’educazione ambientale e sulla qualità dei prodotti agricoli diverranno realmente motore di sviluppo.

Con la legge che si vuole approvare e che oggi si è portato in aula non si fa nulla di tutto ciò.

Si fa un azzardo giuridico, si sottopone probabilmente la Regione ad eventuale danno patrimoniale, non si coglie per nulla lo spirito dei vari documenti, a partire dal DSA che avete prodotto.

Soprattutto non si fa sussidarietà e federalismo.

Attenzione dunque a votare una legge “al buio”, avversata dalle associazioni ambientaliste. La lettera della presidente onoraria del Fai, Maria Crespi, le parole preoccupate del padre della legge sui Parchi, Sen e Avv Cutrera, la stessa posizione del WWF espressa da Fulco Pratesi sono testimonianze, oltre ai rilievi espressi da Legambiente e da altri soggetti locali ed istituzionali.

QUANDO SI PARLA DI GREEN ECONOMY, DI CONSUMO DEL SUOLO, DI PIANI ENERGETICI, NON SI DETSRUTTURA L’ESISTENTE, SI CERCA DI MIGLIORARLO MAGARI OCCUPANDOSI DELLE RIDONDAZNE BUROCRATICHE E OFFRENDO MAGGIORI SERVIZI AI CITTADINI E AGLI ENTI LOCALI.

Con questo Pdl si destruttura invece un sistema e si apre una fase che non è nuova come si vuol fare intendere, ma è pericolosa, fatta di incertezze, di ricorsi giuridici e di conflittualità.

La lezione dei Referendum sulle tematiche ambientali e sul concetto di bene comune dovrebbe insegnare qualcosa, invito tutti a ragionare con attenzione a ciò che si vuol votare.

Se il tema è il governo di governance, parliamo di quello e su quello concentriamoci facendo valere le nostre opzioni.

Io penso che al centro debba rimanere una forte economia degli enti locali, che altrimenti non troverebbero alcun interesse a contribuire quota a parte, e per quanto sosteniate altrimenti, la legge così com è rischia di aprire una diga di defezioni, magari dettate dai tagli che investono costantemente tutti i comuni. La certezza giuridica non c’è.

Basta un ricorso al Tar e la frittata è fatta. Per questo credo che occorra riflettere e ancora riflettere, sapendo che la fretta, seppure dettata dal superamento dei consorzi non può essere cattiva consigliera e non debba buttare a mare un patrimonio importante e interessante che ha fatto della Regione Lombardia un esempio fino ad oggi e che dovrebbe essere un punto di orgoglio e non un “intoppo fastidioso” da derubricare frettolosamente

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La maggioranza si scioglie come neve al sole sui Parchi

Il Consiglio regionale della Lombardia vota contro il commissario regionale negli enti gestori dei parchi, grazie a un emendamento del Gruppo del Pd, e la maggioranza Lega-Pdl, la stessa che ha permesso di cassare l’ipotesi centralista di un controllore imposto dall’alto, chiede di rinviare il progetto di legge in Commissione. Un successo per il Partito democratico, ottenuto oggi, mercoledì 29 giugno 2011, in Aula, che ha a lungo battagliato, a partire proprio dalla Commissione ambiente, in favore di una legge sui parchi che sia di vera riforma, a quasi trent’anni dalla prima, e di un provvedimento sulla governance (previsto nel milleproroghe) che sia il più possibile delegato ai territori e alle loro comunità.

Un primo segnale di cedimento della maggioranza si è avuto al voto sull’emendamento sulla forma giuridica degli enti gestori dei parchi, sempre proposto dal Pd, che è stato bocciato con pochi voti di scarto.

Al secondo voto segreto la maggioranza si è sciolta come neve al sole. Ai numeri, 39 favorevoli e 35 contrari che, fatti i calcoli e considerati i 28 presenti della minoranza, significa 11 consiglieri di maggioranza non d’accordo sul fatto che il presidente convochi la comunità del parco per l’elezione dei componenti il consiglio di gestione previa acquisizione del nominativo del componente designato dalla Regione. Quello cioè che dal Pd è sempre stato definito una sorta di commissario e controllore del potere regionale.

In questo modo la stessa maggioranza ha affossato il centralismo del Governo Formigoni che, dopo la sanità, voleva allungare le mani anche sull’ambiente e sulle nostre aree protette. E infatti Pdl e Lega si sono sentiti in evidente imbarazzo, se non hanno potuto fare altro che chiedere il ritiro del progetto di legge, dopo settimane di discussione, per ripartire da capo in Commissione.

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Tavolo territoriale di confronto di Pavia-Documento strategico annuale.

Si è tenuto lunedì 27 giugno il Tavolo territoriale di confronto di Pavia-Documento strategico annuale. Ho ritenuto opportuno partecipare per evidenziare alcune priorità di intervento. Partendo dalle relazioni dei documenti che illustravano i vari settori di manovra  per Regione Lombardia e Provincia di Pavia,ho voluto porre l’attenzione su alcune problematiche che ritengo di primissimo piano.

Acqua pubblica: Innanzitutto, partendo dall’esito dei Referendum, la necessità per Regione Lombardia di adeguare la legge regionale sulla gestione dell’acqua per consentire la pubblicizzazione, così come previsto dai referendum stessi,  e costruendo le condizioni per una gestione pubblica da parte di enti locali insieme all’amministrazione provinciale.

Nucleare: Naturalmente dovendo l’Italia e di conseguenza anche Regione Lombardia avviare la fuoriuscita del nucleare, diventa ancor più necessario accelerare le procedure per l’approvazione delle linee guida per le fonti energetiche alternative in modo da consentire alle Province l’approvazione degli appositi piani energetici e della Regione di mettere in atto la programmazione complessiva.

Successivamente mi sono soffermato sui seguenti temi:

Il dissesto idrogeologico dell’Oltrepo, affrontando le emergenze e parallelamente le cause strutturali del dissesto tenendo in considerazione al contempo la condizione dei nostri corsi d’acqua.

La rimozione dell’amianto e la bonifica dell’ex Fibronit di Broni attraverso un’azione coordinata che preveda di aiutare anche economicamente i cittadini e gli enti locali, di trovare i fondi per la bonifica e di affrontare l’importante questione della salute pubblica.

Infine ho toccato altri temi di attualità: la Cre di Lomello, ribadendo il “NO” all’impianto per lo spandimento di fanghi in agricoltura; la Zps, prevedendo la valorizzazione dei territori in lomellina ed il sostegno del reddito degli agricoltori; l’aumento dei trasporti ferroviari, ponendo l’attenzione sui problemi concreti della Mortara-Vigevano-Pavia-Milano, sullo snodo vogherese e sulla linea Pavia-Codogno.

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Dalla settimana prossima nuovo Tour delle stazioni

Ricomincerò la settimana prossima il Tour delle stazioni ferroviarie: incontrerò nuovamente i pendolari e valuterò le problematiche partendo anche dal “danno e dalla beffa” degli aumenti previsti dal Governo Berlusconi e dalla Regione Lombardia. Dopo la presenza in tutte le stazioni ferroviarie nei mesi scorsi, il Pd, partendo dalle indicazioni dei pendolari, dalle situazioni concrete delle stazioni e dalle condizioni dei treni ha predisposto infatti un pacchetto di proposte da sottoporre all’attenzione della commissione preposta ed al Consiglio Regionale. Proposte che saranno illustrate con un nuovo Tour attraverso le stazioni, incontri con i pendolari e altre iniziative che saranno via via decise.

Nel 2011, infatti, i tagli previsti dalla manovra finanziaria ammontano a 100 milioni di euro per Regione Lombardia compensati da aumenti di biglietti e abbonamenti che toccheranno entro l’anno quota 25% e che pagheranno i pendolari lombardi.

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Amianto: occupiamoci della bonifica ed evitiamo le polemiche

In merito al dibattito che si è aperto a Broni sulla questione di una eventuale localizzazione di una discarica per l’amianto è bene precisare le seguenti questioni:

1)      La Lega Nord invece di aprire una polemica sul nulla farebbe meglio ad occuparsi del tema della bonifica della Fibronit e di tanti edifici pubblici e privati presenti anche in Oltrepo ed in provincia di Pavia. In particolare per quanto riguarda la Fibronit è bene ricordare che finora sono stati promessi o stanziati soldi relativi alle messe in sicurezza che è cosa ben diversa dalla bonifica. Per quanto riguarda la bonifica stessa come è noto servono 25 milioni di euro che vanno reperiti in parte dal Governo nazionale ed in parte dalla stessa Regione Lombardia che, se non vado errato, sono governati entrambi dal centrodestra e dalla Lega;

2)      Per quanto riguarda il discorso discariche ed i siti per lo stoccaggio è appena il caso di ricordare che esiste una indicazione di piano provinciale che prevede in modo vago l’individuazione di un sito per il territorio della provincia di Pavia che non indica assolutamente il comune di Broni o la zona limitrofa;

3)       Va da sé che è assolutamente fuorviante intraprendere ora iniziative contro discariche inesistenti. La città di Broni e la zona dell’Oltrepo fortemente colpite dal problema dell’amianto non hanno bisogno di polemiche strumentali effettuate esclusivamente allo scopo di una bassa politica con l’obiettivo di rifarsi un’immagine e costruire un’improbabile rivincita dopo la sonora sconfitta elettorale. Noi come sempre siamo dalla parte dei cittadini colpiti da questo dramma e dalla parte di tutta la popolazione che aspira ad una definitiva soluzione del problema.

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A Pavia una coalizione con le carte in regola per fare bene

Ho assistito ieri pomeriggio alla prima seduta del consiglio provinciale di Pavia. Daniele Bosone, neoeletto Presidente, ha illustrato le linee programmatiche di mandato, dimostrando che questa coalizione ha tutte le carte in regola per effettuare un rilancio concreto della nostra provincia. Particolarmente approfonditi sono stati i temi riguardanti il lavoro, lo sviluppo territoriale e le questioni ambientale e sociale.

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Metteremo in campo tutte le azioni possibili contro l’impianto di Lomello

Oggi  in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale, si è tornati a parlare del discusso insediamento a Lomello, in provincia di Pavia, dell’ impianto trattamento fanghi della società Cre. L’assessore regionale all’Ambiente, Daniele Belotti, rispondendo a una interpellanza depositata ad aprile, si è dimostrato “fumoso e non ha rassicurato i cittadini e gli enti locali interessati, che hanno espressamente manifestato sin dall’inizio la loro contrarietà all’impianto”. L’assessore smentisce, di fatto, se stesso. Dice che Regione Lombardia ha emesso ben 81 prescrizioni sull’impianto dimostrando in questo modo di nutrire forti preoccupazioni sull’insediamento della Cre a Lomello. Questo vuol dire che quella del territorio non è una posizione ideologica, ma è una rigorosa e motivata contrarietà alla struttura localizzata nel cuore della Lomellina. Inoltre, non condivido la critica mossa dall’assessore secondo cui la documentazione presentata dagli enti sarebbe scarsamente motivata sul lato tecnico. Ritengo che i comuni abbiano fatto pienamente la loro parte fornendo adeguate motivazioni tecniche per salvaguardare un comune come quello di Lomello e le zone limitrofe, caratterizzati da un’agricoltura di pregio e purtroppo già martoriati da impianti di vario genere. Forti della posizione unanime assunta dai 28 comuni e dalle associazioni di categoria interessate, proseguiremo nel nostro impegno mettendo in campo tutte le azioni possibili. Saremo sempre a fianco degli enti locali, delle associazioni ambientaliste e della cittadinanza che dal principio hanno combattuto affinché sia rispettato il loro territorio per raggiungere un unico obiettivo: fermare l’insediamento dell’impianto”. Una vicenda, quella di Lomello, che non è destinata a sfumare e che mostra altri elementi di criticità. Villani ha chiesto, infatti, chiarimenti riguardo alla sentenza del Tar che prevede l’annullamento del termine di attività di spandimento fanghi nel 2013, come previsto da una legge regionale del 2009. L’assessore regionale ha preannunciato che il Pirellone non ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. L’assessore si è limitato a preannunciare la volontà di convocare nei prossimi giorni un tavolo di confronto tra i rappresentanti dei gestori dei depuratori, delle società di trattamento fanghi, degli agricoltori e dei tre assessorati coinvolti, Territorio, Ambiente e Agricoltura, per discutere sullo spandimento fanghi in agricoltura. Anche su questa partita occorrerà una estrema attenzione e, come sempre, valuteremo passo per passo gli esiti degli incontri.

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Quorum raggiunto e superato

E’ ormai ufficiale come il quorum referendario sia già stato raggiunto ed abbondantemente superato. Una grande forma di democrazia e partecipazione dei cittadini italiani, oltre che la dimostrazione che i titoli dei questiti, sia per una giustizia equa, sia per l’acqua pubblica, sia per il no al nucleare, siamo stati recepiti in funzione di un Paese nuovo e del futuro che gli italiani voglino costruire. .

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In visita al carcere di Pavia “Torre del Gallo”, tra sovraffollamento e carenze strutturali.

506 detenuti, 70 in più rispetto all’ultima visita fatta alcuni mesi fa. Un record in negativo perché quel carcere in particolare non aveva mai superato i 500 ospiti. Parallelamente il personale è inferiore almeno del 50% rispetto agli standard previsti. In sostanza nonostante la grande professionalità ed il notevole impegno dei dipendenti che mi sento di ringraziare per l’impegno, la condizione di “Torre del Gallo”, a Pavia, non si discosta dagli standard della situazione carceraria nazionale. Emerge in tutta la sua evidenza l’esigenza di un grande piano di sviluppo dell’edilizia carceraria per non avere più celle predisposte per una persona con all’interno 3 detenuti, per avere spazi adeguati per persone civili che devono scontare una pena ma hanno il diritto di essere considerati come tutti gli esseri umani. Inoltre si deve mettere mano al sistema sociosanitario che evidentemente soffre anch’ esso di carenze strutturali complessive. Ci riferiamo in particolare prevalentemente all’aspetto psicologico che riveste un’importanza decisiva. Oltre che dalla nostra volontà di essere presenti e di monitorare costantemente la condizione carceraria, la visita di oggi prendeva avvio anche da alcune segnalazioni relative a proteste dei detenuti legate alla condizione complessiva e da specifici aspetti sanitari. Questioni, queste, che non hanno trovato smentita dall’incontro che abbiamo avuto con la direzione del carcere. Rispetto a questa situazione difficile, il nostro impegno per collegare il carcere alla società ed alle istituzioni proseguirà, così come proseguiremo nell’obiettivo di rendere più umane le condizioni dei detenuti. Da questo punto di vista terremo fede al nostro impegno di proporre un garante a livello istituzionale che svolta anche la funzione di coordinamento tra le varie istituzioni, le associazioni di volontariato e la stessa direzione del carcere.

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Subito lo stato di calamità per l’Oltrepo.Presentato un Ordine del giorno

La Regione chieda immediatamente lo stato di calamità naturale per l’Oltrepo pavese, duramente colpito dal violento nubifragio di domenica scorsa, 5 giugno. Ho depositato in queste ore un ordine del giorno che sarà discusso nella prima seduta utile del Consiglio regionale.

Le valli Versiggia, Versa e Scuropasso e in particolare Montecalvo Versiggia e Santa Maria della Versa hanno subito un colpo durissimo. Una persona ha perso la vita e molti viticoltori hanno perso irrimediabilmente il raccolto di quest’anno e compromesso le annate prossime. Occorre agire subito, dichiarando lo stato di calamità per i comuni interessati e cominciando subito la triste conta dei danni. Di concerto con la Provincia e la Comunità montana occorre anche sviluppare un quadro di azioni sull’assetto idrogeologico, sull’alveo dei fiumi e sulle infrastrutture, su ponti e strade.Servono azioni straordinarie, mirate alla ricostruzione dell’assetto viabilistico dell’Oltrepo e al sostegno alle imprese, utilizzando anche misure di indirizzo previste nel Piano di Sviluppo Rurale 2007 – 2013.

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