Archivi del mese: febbraio 2011

Treni:Se si guardasse alla qualità le tariffe dovrebbero diminuire, non aumentare

La pessima performance dei treni a dicembre è oggi certificata dai dati pubblicati sul sito della Regione: ben 25 linee su 31 sono state sotto i livelli di servizio dichiarati accettabili, e dunque la maggioranza degli abbonati lombardi avrà diritto al bonus. Tra le poche linee che si sono salvate dalla bocciatura c’è la Tortona Voghera Pavia Milano, ma non le altre sette linee che interessano la provincia di Pavia.

Il dato lombardo, complessivamente preso, è il peggiore da tre anni a questa parte: nel dicembre 2009 le linee critiche erano undici e nello stesso mese del 2008 quindici (dati relativi alle 29 linee Trenitalia, escluse Le Nord).

Ecco le linee incriminate, che hanno indice di affidabilità superiore a 5,10 (funziona al contrario, più alto è il valore meno affidabile è la linea):

ALESSANDRIA – MORTARA – NOVARA – LUINO 23,11

PAVIA – CODOGNO 7,75

VERCELLI – MORTARA – PAVIA 7,22

ALESSANDRIA – PAVIA 7,11

MILANO – MORTARA – ALESSANDRIA 6,14

VOGHERA – BRONI – PIACENZA 5,96

MILANO – PAVIA – STRADELLA 5,18

Le altre linee lombarde “bocciate”:

NOVARA – MILANO PASSANTE – TREVIGLIO 5,60

MILANO – DOMODOSSOLA 7,78

MILANO – GALLARATE – VARESE 9,37

MILANO – GALLARATE – LUINO 6,46

MILANO – SEREGNO – CHIASSO 7,26

MILANO – LECCO – SONDRIO – TIRANO 6,28

COLICO – CHIAVENNA 8,93

COMO – MOLTENO – LECCO 7,02

LECCO – BERGAMO – BRESCIA 7,82

MILANO – CARNATE – BERGAMO 6,87

CREMONA – TREVIGLIO 6,84

MILANO – TREVIGLIO – BRESCIA – VERONA 6,21

BRESCIA – PARMA 6,23

BRESCIA – CREMONA 5,45

MILANO – CODOGNO – CREMONA – MANTOVA 5,41

MILANO – CODOGNO – PIACENZA 5,24

MILANO – ASSO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

MILANO – SEVESO – MARIANO 4,20 (valore di riferimento 4,00)

Ora che i dati sono ufficiali non possiamo non rilevare che contrastano fortemente con l’aumento delle tariffe del 12% appena scattato, a cui si aggiungerà il successivo aumento di maggio, che alla fine dovrebbe portare a un +25% per colmare i mancati trasferimenti del Governo. L’assessore regionale Raffaele Cattaneo ha assicurato che gli aumenti di maggio saranno applicati solo se ci sarà un miglioramento del servizio, ma se queste sono le premesse forse dovremmo attenderci una riduzione.

Il PD ha anche verificato una’evidente mancanza del sistema di bigliettazione via internet, e cioè che non riconosce il bonus, lo sconto del 20%, a quei pendolari che, essendo su linee dichiarate critiche dalla Regione, ne hanno diritto.È un controsenso. Nei primi giorni del mese le biglietterie sono intasate da pendolari che in realtà potrebbero benissimo fare l’abbonamento su internet, perché non hanno bisogno di ricevere le informazioni che normalmente la biglietteria fornisce. Invece, questo sistema disincentiva l’acquisto via internet, negando il rimborso a chi ne ha diritto. Abbiamo depositato un’interrogazione in Regione per sollecitare questa minima e necessaria innovazione.

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Ecco il vero volto del federalismo lombardo.Conferenza stampa con Enrico Letta

 

Cosa significa nei fatti il Federalismo che viene praticato nella nostra Regione? Solo aumenti delle tariffe, diminuzione dei trasferimenti ai Comuni e centralismo delle decisioni. A di là delle parole è importante guardare ai dati perché sono le cifre che parlano più dei sorrisi elargiti dal Presidente Formigoni e dalla sua Giunta. Sono emblematici a questo riguardo le decisioni prese in questi ultimi mesi da Regione Lombardia in merito a Politiche sociali, trasporti , ambiente e reti.

Politiche Sociali-

Vogliamo mettere a confronto i dati degli ultimi 4 anni? Avremo uno spaccato della diminuzione delle risorse destinate alle Politiche sociali e ai trasferimenti dello Stato. Ad esempio il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) è passato per la Lombardia dai 108 milioni del 2008 ai 53,6 milioni del 2011. Una diminuzione del 50%. Su questi fondi la Regione tiene una quota tendenzialmente sempre più alta: siamo già arrivati al 18%. Per la parte riguardante il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza la diminuzione per il 2011 è a dire il vero ridotta di solo il 4,3%,  ma già il prossimo anno non rimarrà nulla del Fondo istituito e finanziato dal Governo Prodi per quanto riguarda il finanziamento dello Stato. E sì che tutte le Regioni si erano dimostrate pronte a sostenerlo. Riassumendo, complessivamente le risorse per le politiche sociali sono passate da 224 milioni del 2009 (anno di massimo impegno finanziario) ai 187 del 2011 (-16,5%).

In questo scenario, è solo grazie all’impegno del PD in Consiglio regionale se si va consolidando una via federalista. E’ solo grazie alle proposte del PD che cerca di inserire nel bilancio regionale 2011 azioni a tutela delle fragilità sociali. Concretamente il Consiglio Regionale impegna la Giunta nella sperimentazione di un nuovo modello organizzativo di integrazione tra il sanitario e il sociale e nell’adozione di un piano operativo regionale contro le forme di povertà sia assoluta che relativa. Proposte, queste, che cercano di rispondere alla forte crescita delle nuove forme di povertà dovute alla perdita di casa, di posto di lavoro o a smembramento dei nuclei famigliari. Le statistiche parlano di 350 mila persone in Lombardia in fortissimo disagio economico. Le iniziative del Terzo settore e degli enti locali che possono garantire i bisogni alimentari e il ricovero notturno vanno inoltre sostenuti in maniera concreta.

Tariffe dei Trasporti-

Qui sono due i dati reali: gli aumenti tariffari e  la qualità del servizio che non migliora, anzi. Dal primo febbraio gli utenti del trasporto regionale pagano il 12, 9% in più, visto che oltre al 10% di cui si parla, scatta anche l’aumento Istat relativo al 2010. Dal primo maggio ci sarà poi un ulteriore aumento sempre del 10%, quindi la somma degli aumenti sarà all’incirca del 25% annuo.

Non solo, da quest’anno non sarà più possibile detrarre le spese  di trasporto dalla dichiarazione dei redditi, grazie alla Manovra finanziaria.

L’abbonamento integrativo “Ioviaggio”, che permette di utilizzare ogni mezzo del trasporto regionale, non è certo una novità come è stata descritta, ma un semplice restyling, più caro di prima, della Carta regionale dei trasporti (CRT).

La CRT costava 250 euro per tre mesi e ora, dopo aver cambiato nome, costerà 99 euro mensili (85 per una fase promozionale), con un aggravio di 16 euro al mese.

Quanto alla qualità, gli ultimi mesi sono stati veramente pesanti, i ritardi su alcune linee sono fuori da ogni logica di servizio, i treni sono spessissimo freddi e con carrozze chiuse per mancanza di personale.

Ambiente-

Nel Bilancio previsionale 2011 la situazione è penalizzata fortemente rispetto agli anni precedenti sul versante della programmazione integrata e alla valorizzazione dei rifiuti, sul lato delle risorse destinate al miglioramento della qualità ambientale e per quanto riguarda la Protezione Civile. Sulla Programmazione integrata le risorse autonome di Regione Lombardia sono il 12% in meno rispetto al 2010 e sulle spese in conto capitale siamo ad oltre il 68% in meno.

Sulla tutela e valorizzazione del Territorio in spesa corrente il salto dal 2010 en il 2011 è da 790 mila euro a zero e quello tra l’assestato 2010 pari a 12 milioni di euro e il previsionale 2011 (di 3 milioni di euro) è ridotto del 25% della spesa.

C’è un disimpegno sulle rinnovabili e sul processo di accompagnamento regionale in questa direzione e si riscontra un abbattimento delle risorse per le spese in conto capitale per programmi regionali e piani d’azione per la qualità dell’aria: 8 milioni di preventivato nel 2010; 32 milioni di assestato sempre in quest’anno e zero euro per le prossime 3 annualità!

Il settore della Protezione Civile ha visto diminuire sensibilmente le risorse di prevenzione sia per quanto riguarda i percorsi di crescita del personale (in buona parte della Protezione Civile e del volontariato) sia per quanto riguarda l’operatività in settori fondamentali di presidio del territorio come il settore forestale e degli incendi. Un dato che, se assommato all’abbattimento quasi totale delle risorse dedicate alle calamità naturali, non mette certo al sicuro Regione Lombardia dagli esiti degli eventi atmosferici in un territorio fortemente antropizzato come quello lombardo. 

Riduzione del peso dei Comuni -

A parole Lega e PDL sono federalisti, ma nei fatti Regione Lombardia non perde un’occasione per estendere la sua influenza e per aumentare il suo peso nelle decisioni territoriali. E’ stato così per la cosiddetta Legge sull’acqua, occasione in cui la Regione ha deciso di votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d’Europa; che costringe le ATO a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale. Ed è il caso oggi con la proposta di legge sulle aree protette (i Parchi) che è in discussione. Una legge che anche in questo caso condiziona la formula statuaria dei soggetti gestori e prevede il passaggio dalla forma consortile a quella di Ente con una quota rilevante di presenza dell’Ente Regione, la quale si riserva di diritto di nomina di un rappresentate indipendente da qualsiasi validazione dell’assemblea dei sindaci. Un quadro davvero sconfortante per chi si veste da paladino delle autonomie locali.

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Viticoltura:Maggiore sostegno al reddito ma serve più innovazione

Voto favorevole del Partito democratico al progetto di legge sul controllo del potenziale viticolo, appena passato al vaglio del Consiglio regionale. Il nostro voto favorevole è dettato dal fatto che abbiamo ritenuto opportuno che si discutesse in Consiglio regionale di un settore così importante per Regione Lombardia e in particolare per Pavia e il pavese, dove buona parte del reddito complessivo è prodotto dall’agricoltura e dal settore vitivinicolo. C’era bisogno di una proposta tesa al conseguimento degli equilibri di mercato e quindi al sostegno al reddito degli agricoltori, soprattutto per chi dovesse decidere di provvedere al reimpianto dei vigneti.  Non abbiamo mancato di sottolineare i limiti della legge che per il momento si collega al testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale. Ma il mondo della viticoltura, soprattutto quello pavese, non può essere considerato semplicemente come parte di una legge che tratta altre questioni. Serve un testo specifico e indipendente. In ogni caso questo obiettivo è sicuramente possibile, magari come sviluppo di questo stesso testo, considerando il fatto che la legge dura tre anni e che le misure in essa contenute (il reimpianto, appunto) saranno applicate solo con il consenso di territori, consorzi, case vinicole e, a Pavia, un grande ruolo dovranno averlo le cantine sociali. In definitiva, una nuova legge, più complessiva, dovrebbe infatti occuparsi del collegamento tra viticoltura e altri settori e degli investimenti in innovazione anche per quel che riguarda la commercializzazione (banda larga, e-commerce, ecc.).

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Prevenzione: Lombardia bocciata su diversi fronti

Serve più medicina territoriale e più partecipazione dei medici di base per assicurare prevenzione all’utenza lombarda. Nella regione dell’eccellenza ospedaliera si fa troppa poca prevenzione. Lo dimostrano le statistiche e lo conferma il confronto con le altre regioni italiane. Se le Asl sono diventate degli enti amministrativi e hanno perso il contatto con il territorio, questo contatto deve essere ristabilito da una rete che comprenda i medici di medicina generale che devono fare da anello di congiunzione tra il paziente e i protocolli di prevenzione, i pediatri di libera scelta e gli ospedalieri.

Le adesioni agli screening e alle vaccinazioni sono in generale molto al di sotto delle performance delle altre regioni italiane. Infatti il Piano di Prevenzione 2010-2012 sottace il fatto che non è sufficiente raggiungere un’alta percentuale di pazienti tramite lettera per favorire un’alta adesione agli screening ma, come per altro nelle regioni più virtuose, occorre sviluppare un’informazione più capillare e strategie di sensibilizzazione importanti per evitare poi un improprio ricorso alle strutture ospedaliere e alle prestazioni a pagamento.

Ne è un esempio il 55% di adesioni allo screening del carcinoma mammario a fronte di un target individuato e raggiunto del 93% delle donne (in Veneto la percentuale sale al 66,4%).

A Pavia su questo esame, in particolare, la situazione appare ancora più critica dato che percentuale degli screening si abbassa addirittura al 33,6%.

Non va molto meglio il dato di adesione allo screening del carcinoma rettale uguale al 38,6% in Lombardia (a Pavia il 48%), a fronte di una percentuale veneta del 62,2%.

A fronte di questi dati il Piano però non si pone l’obiettivo dell’incremento delle adesioni, ma si limita a considerare un obiettivo di miglioramento, il mantenimento delle percentuali attualmente attestate.

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Legge sull’amianto : il caso Fibronit è priorità

Il progetto di legge riguardante le norme per il risanamento ambientale, in particolare la bonifica dell’Ex Fibronit di Broni, in provincia di Pavia, è stato oggetto di discussone della Commissione Ambiente e protezione civile riunitasi mercoledì 9 febbraio.

Piena soddisfazione per l’avvio dell’iter legislativo: il primo, importante, tassello nella questione dello smaltimento e della conseguente bonifica dell’ex Fibronit. Serve, inoltre, ad affrontare in modo serio gli aspetti sanitari che affliggono da troppo tempo la provincia di Pavia.

Visti i recenti risvolti della vicenda vale a dire, un processo penale intentato dai familiari delle vittime dell’amianto, si è chiesto espressamente di avviare un percorso di discussione ampio ed aperto ai contributi di tutti gli enti coinvolti: Provincia, comuni interessati, Arpa, Asl e anche associazioni ambientaliste. In particolare il Progetto di legge mira ad aumentare la sensibilità democratica circa lo smaltimento dei materiali contenenti amianto, soprattutto dopo che il risultato del recente censimento, effettuato dall’amministrazione provinciale, ha palesato attenzione anche da parte della cittadinanza.

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Approvazione bipartisan della legge regionale per l’educazione alla legalità

Nata in modo bipartisan e in modo bipartisan approvata, la legge regionale sull’educazione alla legalità licenziata oggi in Consiglio regionale della Lombardia.

Approvata una legge che è frutto del lavoro comune di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Un segnale importante: quello che sul tema della legalità il Consiglio non guarda alle differenze, ma dà seguito a ciò che si è impegnato a fare con l’ordine del giorno approvato nella seduta straordinaria del Consiglio regionale. Questa legge si salda anche con l’impegno forte e costante portato avanti anche nella  provincia di Pavia, dopo la vicenda che ha colpito pesantemente l’ASL, il comune di Borgarello e “sfiorato” altre istituzioni”.

Con questa legge il Consiglio regionale prende atto che il pericolo di infiltrazione nella società lombarda è concreto e manifesto. Dobbiamo intervenire seminando nella società lombarda anticorpi culturali che impediscano alle organizzazioni criminali di attecchire e con questo provvedimento facciamo un investimento sul terreno dell’educazione alla legalità, coinvolgendo le scuole e valorizzando i mondi e le associazioni impegnati quotidianamente in questo campo.

Due i passaggi di questa legge che si devono all’accoglimento di emendamenti del PD: troviamo nel testo l’introduzione della giornata contro la criminalità organizzata e in ricordo delle vittime delle mafie in una data, il 21 marzo. Il primo giorno di primavera, che significa speranza di un futuro migliore. La seconda introduzione è l’osservatorio, che sarà aperto ad altri soggetti esterni all’istituzione e che avrà il compito di valutare l’efficacia di questa legge, servendo anche a monitorare la situazione e a orientare gli interventi della giunta.

Oggi si è  compiuto un primo passo importante. Ma non basta, si dev andare avanti approvando anche le leggi a garanzia della trasparenza degli appalti e a contrasto del lavoro nero, contro il fenomeno dell’usura e in aiuto a alle vittime delle mafie.

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