Cave: Serve una nuova Legge

 E’ iniziata oggi  in VI Commissione Ambiente, la discussione sulle nuove norme che dovranno regolare l’attività di cavazione in Regione Lombardia. In realtà, si tratta di una revisione della legge già esistenti, la 14 del 1998, che tuttavia, secondo il Gruppo regionale del Pd, va completamente riscritta e non solo ‘aggiustata’. Abbiamo ascoltato la dettagliata presentazione della proposta della Giunta da parte dell’assessore regionale all’Ambiente Colucci, ma questo è stato solo un avvio della discussione che deve portare al provvedimento definitivo. Serve, lungo tutto l’iter, un chiaro e approfondito confronto sul campo. E comunque noi siamo convinti che sia necessario un nuovo progetto di legge, non basta cioè un adeguamento della 14. Ciò perché la situazione è talmente cambiata che qui non si tratta più di limitarsi a regolare l’esistente: va tutto ripensato in una nuova chiave. Il punto di partenza è condiviso, ma per cominciare un nuovo lavoro. Entrando maggiormente nel dettaglio durante il primo incontro sul tema in Commissione, ho aggiunto qualche indicazione sul fatto che, ad esempio, se gli enti locali, nella proposta della Giunta, hanno un maggior ruolo, devono avere quindi anche maggiori strumenti. Ma ha anche precisato che la stessa commissione deve contare di più dentro l’iter decisionale, mentre ora è lasciata un po’ ai margini, come pure il Consiglio regionale. Al termine della seduta si è deciso di dilazionare i tempi per la calendarizzazione della discussione in Aula, fissata in un primo tempo a metà luglio. Data troppo ravvicinata, conferma il Pd, per poter approfondire in modo adeguato e arrivare a una sintesi delle tre proposte di legge nate dai gruppi consiliari con quella della Giunta.

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Mancato riconoscimento bonus ai titoli ‘Io Viaggio’. La Giunta non ci prenda in giro.

 

Nella delibera regionale datata 18 aprile 2012 la Giunta lombarda stabilisce che sui titoli di viaggio denominati “Io viaggio” non è riconosciuto il bonus, un indennizzo per eventuali disservizi subiti, regolarmente valido sui tradizionali abbonamenti ferroviari regionali, nonostante vi sia un ordine del giorno presentato dal PD e approvato all’unanimità dal Consiglio regionale il 27 marzo scorso, che dica esattamente il contrario. Insieme al collega Alloni ho quindi presentato un’interrogazione all’indirizzo dell’assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo per capire i motivi che hanno spinto la Giunta a “disconoscere bellamente gli impegni presi in Consiglio di comune accordo tra le varie forze politiche”.

Un mese fa abbiamo votato la Riforma del trasporto pubblico locale anche perché ci avevano approvato due ordini del giorno importanti: uno che impegna la Giunta a reperire fondi in bilancio da destinare al trasporto pubblico e l’altro, che appunto riconosce il bonus straordinario su abbonamenti particolari come ‘Io viaggio in famiglia’, ‘Treno città’ e ‘Ovunque in Lombardia’, introdotti dalla Regione a febbraio 2011.

Dopo neanche venti giorni la Regione ha evidentemente cambiato idea visto che in delibera non vi è traccia dell’ impegno assunto in Consiglio. La Regione non ci prenda in giro. Quando sfugge dal controllo dell’opposizione, o crede di farlo, sconfessa tutto il lavoro fatto insieme.Aspettiamo che l’assessore ci spieghi il motivo.

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Ho scritto ai Sindaci della Provincia di Pavia. Dobbiamo lavorare insieme sulla tematica Imu

Ho scritto questa mattina a tutti i Sindaci della Provincia di Pavia, inviando loro il testo della mozione, riguardante la questione Imu, di cui sono cofirmatario e che è stata votata ieri in Consiglio regionale pressoché all’unanimità (voto contrario solo dell’Idv). Una delle proposte contenute nella mozione presentata dal Partito Democratico è l’istituzione di un plafond per il patto di stabilità territoriale superiore a quello messo a disposizione per il 2011.

 Il documento, inoltre, chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo affinché trasformi l’IMU in un’imposta “realmente” municipale, il cui gettito resti interamente ai Comuni, anche per far fronte all’emergenza dovuta alla riduzione dei trasferimenti statali. La richiesta avanzata alla Giunta regionale è, quindi, rivolta ad un maggiore impegno, per rilanciare la sfida verso il completamento della riforma del federalismo fiscale e dell’autonomia municipale.

Cari Sindaci, quindi, mi permetto di consigliarvi l’inserimento di questa particolare tematica all’Ordine del Giorno di una seduta di Consiglio Comunale, rendendomi fin da ora disponibile ad incontrarvi e a partecipare ad eventuali iniziative pubbliche che vorrete organizzare insieme agli Enti locali preposti ad affrontare questo argomento e a tutte le forze politiche impegnate sul campo.

 

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Marina Bernini e’ il primo Sindaco donna di Bastida P.

Marina e’ il primo Sindaco donna di Bastida P. E’anche la prima volta che i cittadini di questo Comune eleggono un Sindaco con un preciso orientamento politico e che non ha mai nascosto la sua appartenenza al PD. Un Sindaco profondamente legato al suo paese, aperto ai problemi di tutti in grado di promuovere il cambiamento.

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Sanità pavese, le criticità dell’ospedale di Stradella e non solo…

Ho appena presentato un’interrogazione sulla situazione delle strutture sanitarie in Provincia di Pavia dopo che ho appreso dai giornali, dagli operatori dell’ospedale di Stradella e dagli amministratori della zona che si stava decidendo di chiudere il reparto di ostetricia e ginecologia del presidio ospedaliero in questione per tutto il mese di agosto e contemporaneamente della decisione di un primario e di alcuni medici di chiedere il trasferimento per indirizzarsi verso strutture private. E’ del tutto evidente che la vicenda di questo ospedale, costruito pochi anni fa con un investimento di 35 milioni di euro si collega con quanto sta succedendo alla Fondazione Maugeri, al titolare della Dec, impresa costruttrice della Dea presso gli IRCCS Fondazione Policlinico San Matteo che hanno particolarmente colpito la pubblica opinione della Provincia di Pavia, alimentando incertezza per il mantenimento di un’offerta sanitaria di alto livello. A fronte di questi fatti ben sapendo che anche l’azienda ospedaliera della Provincia di Pavia presenta notevoli criticità, in particolar modo per quanto riguarda il presidio dell’Oltrepo pavese, ho chiesto all’assessore di chiarire una serie di aspetti che riguardano la costruzione del nuovo ospedale di Stradella, dove non è stata prevista una Terapia Intensiva post operatoria così come ho chiesto di chiarire se e come procede il programma di edilizia sanitaria per quanto riguarda gli ospedali di Voghera e Varzi. In particolare chiedo di sapere: 1) quando si prevede di portare in approvazione il Piano Salute (contenente le linee guida per la realizzazione dei nuovi piani di organizzazione aziendali) 2) quanti sono i contratti a tempo determinato per comparto e dirigenza in scadenza nel corrente anno presso il Policlinico San Matteo di Pavia e l’AO di Pavia 3) se si prevede di trovare risorse per i rinnovi contrattuali o l’approvazione di un piano di assunzioni straordinario che ne permetta la stabilizzazione, alfine di mantenere almeno un organico strettamente necessario per il mantenimento dei servizi fondamentali. Va da sé che la revoca preannunciata dalla dirigenza relativa alla chiusura di agosto è un fatto che considero positivo ma non sufficiente se non si affrontano i problemi di fondo che da anni affliggono tutte le strutture sanitarie della Provincia di Pavia.

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Lettera aperta alle Associazioni sulla questione Amianto

 Dopo un’attenta riflessione ho deciso di tornare sulla vicenda amianto per esprimere la mia opinione su una questione specifica sicuramente di rilievo. Dico francamente che dopo il contributo che anch’io ho cercato di dare in tutti questi anni ed in particolare da quando sono in Consiglio Regionale, rispetto alla vicenda processuale, dopo aver salutato positivamente il fatto che si apriva la procedura di carattere giudiziario, avevo scelto la via del silenzio rispettando pienamente il ruolo della Magistratura, nei confronti della quale ho la massima fiducia. Parto dalla convinzione che questi siano giorni importanti per Broni, colpita dal dramma dell’amianto, perché finalmente questa vicenda così dolorosa viene oggi considerata in tutta la sua gravità ed è diventata una priorità. Nelle settimane scorse, per la prima volta, ha fatto visita alla città un Ministro della nostra Repubblica e nei giorni scorsi si è aperto il processo ai responsabili della Fibronit. Siamo arrivati a questo anche perché abbiamo saputo costruire un fronte sostanzialmente unito e compatto. Le associazioni dei famigliari delle vittime dell’amianto e degli esposti amianto, le associazioni ambientaliste e le Istituzioni -Comune, Provincia e Regione- tutte concordi a richiedere due semplici questioni; giustizia per il passato con l’individuazione dei colpevoli della Fibronit e finanziamenti adeguati per la bonifica immediata e integrale dell’area inquinata e per politiche di sostegno alle famiglie degli ammalati. Se oggi abbiamo un alto livello di consapevolezza, di impegno, ed una forte sensibilità è soprattutto perché l’intera comunità e tutte le Istituzioni, inclusi gli Enti di controllo ambientali e sanitari, sono impegnate insieme ai cittadini in questa opera di ripristino della “normalità” per la città di Broni, ben consapevoli che la ferita aperta dalla Fibronit non potrà essere dimenticata. Penso di conoscere la storia della Fibronit, almeno dagli anni 70 ad oggi; il mio ricordo mi riporta a tempi in cui la fabbrica era il motore economico di Broni e gran parte della vita della città e della sua comunità ruotava attorno ad essa. Purtroppo nessuno era consapevole di quanto stava succedendo o almeno vi era una idea molto vaga della pericolosità della fabbrica; nessuno, tranne i proprietari e i responsabili della fabbrica, a mio avviso. Ecco perché, con la piena disponibilità a tenere in considerazione le ragioni di tutti, guardo con preoccupazione la scelta riportata da alcuni giornali che alcuni legali delle parti offese, sia individuali che delle Associazioni, avrebbero deciso di citare in giudizio anche le Istituzioni in qualità di responsabili delle morti dell’amianto. Anzi, mi sento di dire, valutando tutti gli aspetti della questione, che addossare anche alle Istituzioni la responsabilità delle vittime sarebbe molto probabilmente un errore. Non solo perché a mio avviso non è veritiera e non storicizza l’intera vicenda, ma anche perché oggi un simile atteggiamento rischia di rompere un fronte che invece è importante rimanga unito; a mio avviso sarebbe una ulteriore ferita per Broni vedere al processo da una parte gli avvocati degli imputati accumunati a quelli delle Istituzioni e dall’altra quelli delle vittime e delle associazioni. Ribadisco la mia piena fiducia nella Magistratura e, di conseguenza, sono certo che il processo individuerà i veri responsabili delle morti dovute all’amianto, ma anche, eventualmente, quelle persone che all’interno delle Istituzioni o degli Enti di controllo, non abbiano svolto fino in fondo il proprio compito.

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Affrontare le sfide globali…

Il Presidente del Gruppo parlamentare del Pd Dario Franceschini ha presentato alla stampa il Convegno che si apre oggi a Montecitorio con i Democratici e i Socialisti e che ha come tema “A partire dall’Europa Democratici e Socialisti possono costruire un’alternativa”.

Si tratta di un confronto molto importante che mira alla costruzione di una casa comune dei progressisti a livello internazionale per dare risposte alle grandi sfide del mondo contemporaneo: sfide globali che richiedono risposte adeguate. Dalle politiche migratorie, all’ambiente, alla finanza, alla lotta al terrorismo serve infatti una visione sovranazionale. Quella visione che le destre non hanno saputo dare, chiudendosi entro gli angusti confini dello Stato-Nazione e non affrontando nella loro complessità le grandi trasformazioni che sono intervenute in modo imponente.

Occorre tenere insieme forze progressiste di Paesi cruciali per una governance mondiale  che coinvolga realtà come l’Europa, gli Stati Uniti, il Brasile, il Giappone, l’India. Naturalmente all’interno di questo “luogo” , oltre ai dirigenti dei partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti, ci saranno anche forze in via di formazione e rappresentanti che pur essendo saldamente collocate nel campo progressista non hanno una tradizione socialista: pensiamo ad esempio ai democratici americani, a quelli giapponese, al Pt brasiliano, al DpJ giapponese, alla Lega nazionale per la democrazia del Myanmar, alle forze protagoniste delle primavere arabe.

Questa è la risposta più efficace ai temi che abbiamo aperto  e che hanno portato alla nascita del Pd, ad un primo positivo sviluppo con la nascita dell’Europarlamento, del Gruppo dell’Alleanza progressista di socialisti e democratici che fin dall’inizio avevamo l’obiettivo di allargare ad altre determinanti forze che operano a livello mondiale.

 Una casa comune molto aperta, dunque, in grado di cambiare la prospettiva dell’umanità.

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Ho incontrato i lavoratori della Maugeri.Ora l’assessore venga ad ascoltarli in Commissione.

L’Assessore alla Sanità venga in Commissione per audire i lavoratori della Maugeri.

Lo scandalo giudiziario non deve mettere in pericolo eccellenza e continuità delle prestazioni e della ricerca né i livelli occupazionali.

Ho incontrato oggi i lavoratori e i delegati sindacali della Fondazione Maugeri per fare il punto, insieme ai consiglieri della Commissione Sanità e del territorio, sulla situazione nella quale si trovano le decine di persone che da anni erogano prestazioni e si occupano della ricerca all’interno della struttura privata convenzionata oggi al centro della nuova bufera giudiziaria che ha investito la sanità lombarda.

Come ho detto ai rappresentanti dei lavoratori mi impegnerò a far sì che la questione che vede oggi la Maugeri al centro dell’ennesimo terremoto giudiziario non generi alcun problema di continuità nell’eccellenza delle prestazioni né nella ricerca, il cui livello di qualità non è mai stato messo in dubbio e soprattutto non metta in discussione i livelli occupazionali, il pagamento delle retribuzioni e i contratti a tempo determinato.

Per questo abbiamo chiesto, con le altre opposizioni, all’Assessore alla Sanità di venire al più presto in Aula per poter incontrare, all’interno di un’audizione, i delegati dei lavoratori.

 

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Maugeri: emerge grave aggressione al patrimonio sanitario lombardo.

Dalle inchieste della magistratura sembra emergere una vera e propria aggressione al patrimonio sanitario lombardo.Da una parte l’eccellenza rappresentata dalla Maugeri grazie al qualificato lavoro di medici e operatori, dall’altra una gestione superficiale che ha reso la sanita, regionale ad bessere tra le piu’ costose grazie all’introduzione di Ticket, super Ticket e addizionali molto elevate. In questo quadro la Regione sborsa ogni anno oltre 200 milioni di Euro come rimborso per le prestazioni sanitarie ed oltre 30 milioni per la ricerca.Tutto questo mentre Formigoni dichiara di non saperne nulla. Ma i controlli non competono a lui ed alla sua Giunta?

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Se Formigoni ha il coraggio, stacchi la spina!

“Il Pd e il Governo del Paese, il Pd e la Regione Lombardia, il Pd e il nostro territorio” è il titolo del dibattito pubblico che si svolgerà questa sera a Carbonara. Altra bella iniziativa per chiedere le dimissioni di Formigoni, le elezioni subito e per costruire la Lombardia del futuro. E’ del tutto evidente, infatti, come già affermato, che non basta chiedere e magari ottenere che il centro destra che attualmente governa la Regione Lombardia vada a casa. Tutto questo naturalmente è fondamentale per fare pulizia ma soprattutto per ridare credibilità, autorevolezza e stabilità al Governo regionale.

E’chiaro che mentre ci si impegna veramente per la realizzazione di questo obiettivo, nel contempo si deve lavorare per una reale alternativa programmatica.

Abbiamo veramente bisogno di contenuti, profondamente innovativi, soprattutto per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo, puntando sulla green economy, sulla difesa dell’ambiente, sulla difesa del suolo, sulla valorizzazione paesaggistica e territoriale di ogni parte della nostra Regione.

Di una sanità che funzioni meglio, che privilegi il settore pubblico, con nomine e incarichi che valorizzino merito, competenze, conoscenza dei territori. 

Di uno sviluppo dei trasporti pubblici su ferro e su gomma che metta mano complessivamente al sistema viabilistico e di mobilità, tenendo conto anche delle reti, che non vengono considerate principali, ma che servono migliaia e migliaia di utenti, lavoratori e studenti in particolare.

La Lombardia, insieme allo sviluppo industriale della piccola-media impresa e dell’artigianato, è una Regione a forte vocazione agricola. Da questo punto di vista in tutti i territori si devono sostenere distretti rurali e distretti agro-alimentari, coniugando innovazione, sviluppo del’agricoltura, ambiente e turismo. Partendo da queste linee programmatiche e da una nuova progettualità possono nascere le nuove alleanze sociali e politiche della Lombardia del futuro.

Il Pd intende essere sempre di più “il motore”per la realizzazione di questi obiettivi. Ecco perché la nostra richiesta di cambiamento non presenta davvero subordinate di sorta.

Qui da noi non ci saranno governi tecnici, presidenti del consiglio di garanzia o altre invenzioni. Per noi l’unica strada percorribile è quella di ridare la parola ai cittadini. Il centro destra è chiaramente nell’angolo, per uscirne deve avere la capacità di ripartire prendendo atto della reale situazione che stiamo vivendo.

A Formigoni e al Pdl lanciamo questa sfida: per il governo della Regione  e per la credibilità delle istituzioni.

Alla Lega diciamo questo: oltre alle doverose dimissioni di Renzo Bossi dal consiglio regionale, esiste anche la questione Boni, che un passo indietro effettivo da presidente del consiglio non l’ha ancora fatto.

 Ma la sfida va rivolta anche a Roberto Maroni: non bastano improbabili manifestazioni di orgoglio padano e goliardiche dimostrazioni “scopa-alla-mano” evocando la pulizia all’interno del movimento. Dimostri di saper rinnovare davvero mettendo mano alle vicende dei leghisti che non hanno ancora lasciato il loro posto nelle istituzioni. Ma soprattutto, se proprio si vuole usare la scopa, la sia usi per spazzare via un Governo profondamente deficitario come quello di Roberto Formigoni.

Se davvero Formigoni ha coraggio, stacchi la spina.

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