Nell’allevamento ‘Green Hill 2001′ di Montichiari sono rinchiusi in piccole gabbie più di 2500 cani di razza beagle destinati ai dolorosi esperimenti della vivisezione. L’allevamento è autorizzato dal Comune di Montichiari (che è titolare delle autorizzazioni) sulla base della normativa nazionale sulla vivisezione del 1992, che prevede gli allevamenti ma non le regole sulla loro costituzione (dimensioni, tipologia delle gabbie, diritti degli animali, …). Regione Lombardia ha da qualche anno una sua legge che regola con precisione gli allevamenti di cani, ponendo il limite massimo a 200 capi e prevedendo tra le altre cose il diritto alla passeggiata quotidiana.
Io sono contrario all’allevamento di cani destinati a soffrire per esperimenti spesso inutili e che per la maggior parte riguardano il lancio di nuovi prodotti cosmetici. Vorrei che Regione Lombardia si comportasse come l’Emilia Romagna che con un modesto stanziamento di risorse è riuscita a far chiudere l’allevamento ‘Morini’ di S. Polo d’Enza (RE).
Con questa interrogazione, scritta con il collega Girelli e firmata da tutti i consiglieri del PD, vogliamo sapere almeno perchè la Regione continui a perdere tempo sulla vicenda e non faccia applicare la sua stessa normativa, nonostante l’esplicito invito del Sottosegretario Martini a procedere in tal senso.



Già: vogliamo sapere PERCHE’ quei cani vengono lasciati lì, in capannoni senza né luce né aria naturali di cui almeno uno sotterraneo (non è maltrattamento questo?). PERCHE’ non si rispetta il numero massimo di animali, previsto dalla legge regionale. PERCHE’ la regione non applica le sue stesse leggi.
http://www.luigiboschi.it/?q=node/39851
Operazione affondare Istifid
Un nuovo passaggio nella campagna contro i finanziatori di Green Hill
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(anarchaos.org) Scavando dietro alla società fiduciaria Istifid si scoprono interessanti legami. Chi prende le decisioni dentro Istifid e potrebbe slegarsi dalla tortura dei cani di Green Hill ha legami importanti e siede spesso nei consigli di amministrazione di altre aziende.
Se vogliamo veramente creare problemi a queste persone dobbiamo estendere le nostre proteste anche nei confronti di altri aspetti della loro vita professionale, per far capire che il destino di questi cani e la loro sofferenza possono portare pessima immagine a tutte le aziende in cui siedono e comandano. Per chi lucra sulla pelle degli animali non ci sono luoghi né uffici in cui nascondersi, saremo pronti a smascherarne i loschi affari ovunque.
In particolare abbiamo scoperto l’unione stretta tra Istifid e 4 aziende che vorremo rendere obiettivi principali di questa nuova parte della campagna: Banco di Desio e della Brianza, Finanziaria Canova, Credito Valtellinese e Cassa Lombarda.
Di molte altre segnaliamo i contatti e pensiamo comunque debbano sapere cosa nascondono le persone di Istifid, ma su queste concentreremo maggior parte delle attenzioni e chiediamo di attivarsi principalmente.
I PESSIMI QUATTRO:
*Banco di Desio e della Brianza:
possiede il 28,34% delle azioni di Istifid e il suo vice-presidente è Stefano Lado, che siede anche nel consiglio di amministrazione della stessa Istifid. Lado è anche presidente delle sezioni lussemburghesi, venete e laziali della banca, nonché presidente di Chiara Assicurazioni, divisione dello stesso Banco di Desio.
Non è un caso che gli uffici di Istifid a Desio siano allo stesso indirizzo della banca.
*Credito Valtellinese:
Possiede il 26,21% delle azioni di Istifid Spa: Il suo vice-presidente è Alberto Giussani, che siede nel consiglio di amministrazione di Istifid. Tra i consiglieri di Credito Artigiano, una divisione di Credito Valtellinese, c’è anche Diego Muffatti, anche lui tra i direttori di Istifid.
*Cassa Lombarda:
Possiede il 12,63% di Istifid Spa. Nel suo consiglio di amministrazione siede Andrea Jesi Ferrari, parte del consiglio di Istifid stessa.
*Finanziaria Canova:
Questa finanziaria ha tra i suoi due partners principali proprio Istifid, con la quale da anni ha un legame stretto, avendo posseduto anche una quota di maggioranza dell’azienda stessa in passato. Dentro il consiglio di amministrazione di questa finanziaria siedono Dario Segre, proprietario del 19,52% di Istifid, Sergio Meacci,
vice-presidente di Istifid, Albert Giussani, consigliere di Istifid.