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Trasporto ferroviario, in gioco c’è la qualità del servizio

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Ecco il testo della mozione presentata oggi in Consiglio Regionale sul tema trasporto ferroviario. Io sono il primo firmatario.
In gioco c’è la qualità del servizio che ogni mattina lavoratori, studenti, cittadini quotidianamente utilizzano. Trenitalia, Regione Lombardia devono attivarsi, trovare soluzioni, migliorare il servizio, favorire un sempre maggior utilizzo del treno e un sempre minor uso dei mezzi su gomma.
Questo significa progresso; questo significa migliorare la qualità della nostra vita; questo significa rispettare i diritti dei cittadini.

IL TESTO DELLA MOZIONE

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Notav, sì Tav, perchè Tav

tavCome spesso avviene nel nostro Paese sulle scelte delicate e strategiche più che un confronto si scatena la polemica. Difficile sentire approfondimenti nel merito, facile udire, o meglio sentir gridare, facili slogan e analisi approssimate spacciate per documenti tecnici di altissimo valore.
Quando si parla di Tav, si parla di una scelta strategica europea che ha voluto segnare un cambio di rotta strategico nel modo di concepire la mobilità sul continente. Penso che l’impostazione sia corretta, come penso che se si vuole andare in controtendenza rispetto al trasporto su gomma, il tema del traffico va affrontato non per titoli, ma per scelte. Dobbiamo avere una seria alternativa al trasporto aereo, altamente inquinante: sulle tratte brevi e medie é alla rotaia che bisogna guardare. Anzi in prospettiva il pensare, in alcuni Paesi lo stanno seriamente facendo, che le merci debbano viaggiare prioritariamente se non esclusivamente  su treno diventa una scelta quasi indispensabile.
Ora tutti sappiamo cosa é successo e cosa sta capitando in Val di Susa. Si comincia  ad intravedere uno scenario complicato anche nella realizzazione del tratto che interessa la zona del Garda.
Due le riflessioni che mi sento di fare. La prima.
Trovo del tutto inaccettabile e ingiustificabile la deriva violenta e gli atti di sabotaggio messi in atto da alcuni movimenti No Tav. Si sono già spesi più di 5 milioni di € per garantire la sorveglianza sui cantieri in Piemonte, senza contare i danni subisti dalle ditte che eseguono i lavori. Uno Stato evoluto non può permettere che questo accada, soprattutto dopo aver registrato che molte volte queste proteste non sono certo sostenute dai territori e dai loro abitanti, ma guidate dai professionisti della protesta capaci di percorrere l’intero Paese alla ricerca del “caso” per creare tensioni e provocare scontri. Esistono sedi istituzionali, momenti di verifica giuridica, possibilità di esprimere civilmente la protesta, non si può in alcun modo essere benevoli verso chi sceglie l’illegalità e la violenza di qualsiasi tipo.
La seconda.
É necessario cambiare radicalmente modo di affrontare la gestione delle grandi scelte in Italia. In ogni occasione si ravvisa la difficoltà a seguire un corretto percorso istituzionale fatto di confronto vero con i territori, di coinvolgimento delle istituzioni locali, delle associazioni e dei cittadini, di democrazia partecipata insomma. Il più delle volte ci si trova di fronte a progettazioni approssimate, ad errori concettuali, a scelte da rivedere, ad impatti intollerabili, a superficialità macroscopiche. La dimostrazione è il tratto di Tav che interessa il Garda, laddove nel momento della cantierabilitá emergono lacune da colmare e soprattutto la sottostimata ricaduta dell’opera su una delle zone di maggior pregio del territorio, fra l’altro zona di produzione di vino di grande qualità.
Chiaramente è necessario intervenire, o meglio riflettere, su quanto si sta facendo come fortemente hanno richiesto i Sindaci del territorio in nome dei loro cittadini. Le argomentazioni portate sono serie, colgono aspetti critici, richiedono seri approfondimenti. A mia volta ho chiesto a Regione Lombardia di farsi carico  del tema agendo per quanto le compete. (Il testo della mozione presentata)
L’occasione deve però farci riflettere sulla necessità di costruire percorsi diversi per il futuro. Le scelte, più importanti sono più hanno bisogno della “fatica” del confronto. Non possiamo permetterci che opere potenzialmente positive si trasformino in problemi difficili e diventino motivo di tensione sociale. Così come, per rimanere sul tema rotaie, é indispensabile non solo intervenire sulla realizzazione della Alta Velocità, ma anche  prestare la necessaria e indispensabile attenzione alle linee minori. Difficile spiegare al cittadino pendolare che deve sopportare treni sporchi, caldi o freddi a seconda della stagione, mai in orario e a volte soppressi in virtù di chi viaggia sempre più veloce tra una città europea e l’altra. Le due cose devono andare di pari passo, fanno parte dello stesso obiettivo, cambiare il nostro modo di muoverci con maggior rispetto dell’ambiente e quindi di noi stessi.

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Saranno questi i treni che presenteremo ai visitatori di Expo?

treno_girelliÈ da un po’ che non parliamo di treni. Perché è tutto a posto? Hanno iniziato ad arrivare in orario? Sono caldi, puliti, garantiscono un servizio ottimo ed efficiente? No, niente di tutto questo.
Forse ci si è un po’ stancati di dirlo. Ma non è il caso. Non pensino quelli di RFI che non ci siamo accorti che non sono i ritardi di 10/15 minuti ad essere scomparsi, ma semplicemente il loro “annuncio”. Così come non pensino TreNord e l’assessore regionale che non ci siamo accorti che a fronte dei disservizi, che continuano, la risposta è stata…il prolungamento del contratto!
Intanto Expo 2015 si avvicina. Sarà una vetrina per l’Italia. Tutti ci auguriamo che i 20 milioni di visitatori attesi possano conoscere ed incontrare le tante bellezze del nostro territorio. Non vorrei che approfondissero troppo i paesaggi visibili dai treni fermi (!) sulla tratta Milano-Venezia, non sempre sono un granché. Allora vogliamo cominciare a cambiare rotta, o meglio binario? Magari cominciando dalla pulizia dei treni. Ecco la foto di quello “preso” oggi. In ritardo c’è anche una bella “lavata”. Probabilmente per quanto riguarda il settore lo sporco sotto il tappeto non ci stava più.
Nel 2015 la Lombardia, l’Italia devono dimostrare al mondo il meglio della loro efficienza, per poi garantirla ai tanti utenti che ogni mattino vogliono poter andare al lavoro, a scuola o anche a visitare una delle nostre belle città, utilizzando un servizio adeguato.

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Un’idea diversa di trasporto, a partire dai treni Milano-Venezia

treviglioE in un treno affollato si arriva a Treviglio per “comunicare” lo stato dei trasporti nella nostra regione. Sporcizia, posti “in piedi”, ritardi, soppressioni, alternative costose, o inesistenti, preannunciate soppressioni. Questo è lo stato dell’arte, questa é la condizione che tanti pendolari, studenti e lavoratori, ogni giorno deve affrontare. La locomotiva d’Italia, come veniamo spesso chiamati, in tema trasporti è più che mai “a vapore”!
Noi vogliamo qualcosa di diverso. Vogliamo concepire il trasporto, la mobilità di merci e persone in modo alternativo all’attuale. Il treno deve rappresentare il nostro futuro modo di spostarci.
Nel concreto chiediamo che si lavori in modo omogeneo tra Lombardia e Veneto per sviluppare il trasporto su rotaia. Si pensi a collegamenti costanti tra Venezia e Milano in favore di studenti, lavoratori, turisti. Va fatto in modo sistemico guardando ad altri Paesi europei molto più avanzati di noi nel settore. Con mente aperta, innovativa, con persone capaci di programmare e gestire.
Nel 2015 ospiteremo a Milano Expo: un servizio di qualità nel trasporto ferroviario a servizio dei possibili 20 milioni di visitatori sarebbe un ottimo biglietto da visita. Riproporre la fotografia attuale sarebbe un’imperdonabile brutta figura!

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Treni Milano-Venezia: abbiamo scritto al ministro dei Trasporti

trenoInsieme ai colleghi del Pd Jacopo Scandella (in Regione) e Matteo Mauri (in Parlamento) abbiamo scritto al ministro dei Trasporto Lupi. Chiediamo che venga convocato un tavolo per discutere e migliorare il coordinamento del sistema ferroviario interregionale del Nord Italia. Con la lettera si formalizza quanto annunciato martedì dopo aver appreso, a mezzo stampa, l’esito negativo della riunione tecnica convocata a Verona tra le delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia per trovare una soluzione alla decisione unilaterale del presidente Zaia di sopprimere 8 treni interregionali che collegano Milano a Venezia dal prossimo 15 dicembre.

Gent.  Ministro delle Infrastutture e dei Trasporti On. Maurizio Lupi

A distanza di venti giorni dalla precedente missiva,  Le sottoponiamo nuovamente  la questione dei treni di collegamento tra Venezia e Milano, alla luce degli ultimi sviluppi.
Come certamente già saprà stiamo parlando della linea ferroviaria Milano-Verona-Venezia che è tra le più frequentate dell’intero territorio nazionale, con una media di 36.000 viaggiatori al giorno. 24 corse al giorno sono svolte da Trenord sulla linea Milano-Verona e pagate dalla Lombardia. Ulteriori 8 corse sono svolte da Trenitalia sulla linea Milano-Verona-Venezia e pagate dal Veneto. Questa situazione deriva da Accordi di programma del 2000 tra Stato e Regioni, tuttora vigenti. Da dicembre 2013, Regione Veneto intende unilateralmente sopprimere la tratta Milano – Verona delle proprie 8 corse mantenendo con orari leggermente diversi la tratta Verona – Venezia. Ricordiamo che queste 4 coppie di treni rappresentano gli unici collegamenti, non commerciali, che percorrono l’intera tratta con risparmi economici sul prezzo del biglietto, rispetto ai costosi Freccia Bianca, che vanno dal 50% al 70% a secondo del percorso.
Lunedì scorso a Verona è stata convocata una riunione tecnica alla presenza delle delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia, che pare non aver sortito gli effetti sperati. Le posizioni fra le parti sono ancora distanti, Regione Veneto sembra non voler recedere dalla decisione unilaterale della soppressione dei convogli in oggetto. Le proposte fatte dai tecnici di Regione Lombardia, che tendono a mantenere il servizio e ad integrarlo ulteriormente nell’ottica della spesso dichiarata ma mai attuata razionalizzazione del trasporto ferro sulla linea Milano – Venezia, sembrano ricevere solo dinieghi dalla controparte veneta. Regione Lombardia, per ritorsione,  minaccia di far fermare le proprie 24 corse a Desenzano del Garda (confine amministrativo della Regione). Il tutto si sta giocando nella visione di una ridefinizione interna alle singole regioni degli orari, quando invece stiamo parlando della direttrice che per importanza è la seconda dell’intero territorio nazionale.
A tutto ciò si ha notizia inoltre che, analogamente a queste quattro coppie di treni, sono a rischio altri convolgi di tipo interregionale con collegamento festivo e più precisamente che percorrono la linea Lecco – Bergamo – Brescia – Verona – Venezia che, specialmente nella stagione estiva, hanno importanza rilevante soprattutto dal punto di vista turistico.
A questo punto, trattandosi dell’ultimo caso di una serie che riguarda i rapporti fra le varie Regione del Nord Italia, riteniamo non più rinviabile chiedere al Governo di intervenire e di indire un apposito tavolo, in cui il suo Ministero svolga un ruolo attivo e fondamentale nella ricerca di una soluzione che vada al di là dei semplici steccati amministrativi ma che veda la ricerca di una risposta meno locale e più di sistema. Un tavolo che veda coinvolte tutte le componenti (oltre al Ministero, le Regioni del Nord d’Italia, Trenitalia e Trenord) onde evitare il solito sistema di esprimersi in maniera diversa a seconda dell’interlocutore.
Le ragioni di questo contenzioso sono difficilmente comprensibili agli occhi dei cittadini utenti; i tecnici parlano di miglior cadenzamento dell’orario, ma con uno sguardo tutto locale, la parte politica sottolinea la carenza di risorse economiche. Davanti a questa situazione riteniamo che il Ministero debba fare la sua parte sia per quanto riguarda le soluzioni tecniche che quelle di bilancio.
Il tavolo dovrebbe diventare il luogo dove trovare una soluzione alla mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti, non solo per quanto riguarda questa tratta ma anche per tutte le criticità che si evidenziano laddove il trasporto su ferro conosce interconnessioni fra Regioni diverse. Le sfide che hanno di fronte queste regioni, EXPO 2015 in testa, richiedono di lavorare in maniera coordinata e programmata andando oltre i campanilismi e le divisioni politiche.
Infine, come immaginerà, la questione evidenziata è di grande attualità tra i pendolari e gli utenti del servizio ferroviario in Regione Lombardia; grande attenzione è infatti dedicata dai media locali, anche per questa ragione siamo certi che il Governo metterà in campo tutte le azioni al fine di individuare una soluzione adeguata che salvaguardi i collegamenti esistenti.

Confidando in un Suo autorevole e pronto intervento di fronte a questa nostra sollecitazione, la salutiamo con cordialità.

Milano, 26 settembre 2013

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Treni Venezia-Milano: la mia lettera a Zaia e Maroni

milano_veneziaMi rifiuto di pensare che le due regioni economicamente più importanti d’Italia fermino il loro ragionamento sul trasporto su rotaia l’una a Peschiera del Garda, di competenza lombarda, e l’altra a Verona. Con determinazione chiedo al presidente Zaia di ripensare la decisione, aprire una confronto serio con il nostro presidente Maroni e trovare una soluzione tesa non solo a mantenere i treni interregionali di collegamento tra Venezia e Milano, ma sviluppare con sempre maggiore determinazione un sistema  di trasporto integrato che attraversi il nord  Italia offrendo un servizio adeguato e all’altezza dei miglior standard europei

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Milano, 2 settembre 2013

Gentile Presidente Regione Lombardia Roberto Maroni
Gentile Presidente Regione Veneto Luca Zaia
e.p.c  Ministro alle Infrastutture On. Maurizio Lupi

É nota la notizia degli ultimi mesi della volontà della regione Veneto di sopprimere alcuni treni interregionali di collegamento tra Venezia e Milano, in particolare 4 coppie di treni che rappresentano gli unici collegamenti, non commerciali, che percorrono l’intera tratta con risparmi economici sul prezzo del biglietto che vanno dal 50% al 70% a secondo del percorso. Decisione che sembra motivata dal fatto che la rimodulazione del servizio ferroviario interno regionale Veneto non preveda più treni di collegamento con altre regioni. Forte è stata la reazione dei pendolari dei territori, sia lombardi che veneti, che in caso di sospensione si troverebbero ad affrontare un ulteriore disagio nell’utilizzare il treno quale mezzo di trasporto per recarsi al lavoro o frequentare l’università, molte e variegate sono le sedi universitarie interessate (Milano, Brescia, Verona, Padova, Venezia) che accolgono studenti in stretta relazione fra di loro e che molte volte si troverebbe in una seria difficoltà nell’affrontare gli onerosi esborsi previsti dai collegamenti garantiti dai Freccia Bianca. Le alternative possibili, oltre che a non essere affidabili, per rispetto degli orari, inadeguate, per qualità del servizio, sono del tutto insufficienti a garantire un servizio efficiente e in grado di rispondere alla domanda delle/i cittadine/i utenti. Va inoltre considerata la potenziale utenza rappresentata dal turismo che tenuto conto delle città e località, Desenzano, Peschiera del Garda, attraversate può davvero essere interessante, ma che necessitano di un progetto, di un’idea, di un’offerta, di adeguati investimenti in particolare pensando all’opportunità di Expo 2015.
Proprio mentre si aprono in varie sedi una serie riflessioni rispetto la necessità di promuovere sempre più un diverso modo di concepire la mobilità, non più su “gomma”, ma su “ferro”, si rischia di assumere decisioni politiche di segno diametralmente opposto.
E questo nel nordest molte volte citato quale esempio di capacità di innovazione per l’Italia intera, nordest fra l’altro impegnato in un confronto istituzionale, non é questa ovviamente la sede di confronto, teso ad aggregare realtà territoriali e socioeconomiche molto simili e omogenee.
Mi rifiuto di pensare che le due regioni economicamente più importanti d’Italia fermino il loro ragionamento sul trasporto su rotaia l’una a Peschiera del Garda, di competenza lombarda, e l’altra a Verona. Con determinazione chiedo al Presidente Zaia di ripensare la decisione, aprire una confronto serio con il nostro Presidente Maroni e trovare una soluzione tesa non solo a mantenere i collegamenti in oggetto, ma sviluppare con sempre maggiore determinazione un sistema di trasporto integrato che attraversi il nord Italia offrendo un servizio adeguato e all’altezza dei migliori standard europei. Sono consapevole delle non indifferenti possibili difficoltà di natura economica. Anche in questo caso però invito ad una valutazione di più lungo respiro dove non ci si limita agli effetti di “oggi”, ma che instauri un sistema virtuoso con positive ricadute in tutti i sensi, anche economici, “domani”. La risposta non può a mio parere essere ” …Mancano cinque milioni di euro non si può fare altrimenti. Non ci saranno meno treni, si dovrà solo scendere da un treno ed aspettarne un altro, perchè il cadenzamento fra regioni non riusciamo a farlo…”. Davvero Veneto e Lombardia insieme non riescono a reperire queste risorse e scaricano su tante/i cittadine/i un disservizio cosi pesante? Diventa altresì importante che anche il Governo nazionale, in questo senso ho ritenuto di inviare la nota anche al Ministro Lupi, senta sua questa esigenza e agisca in modo puntuale e importante a sostegno di scelte indispensabili per lo sviluppo del Paese.
Ridisegnare il nostro modello socioeconomico, renderlo nuovamente pienamente competitivo rispetto ad uno standard di concorrenza sempre più alto, esige scelte coraggiose e lungimiranti che a volte possono trovare un intelligente inizio anche mantenendo dei semplici collegamenti ferroviari tra Venezia e Milano.
Ringrazio per l’attenzione che vorrete dedicare alla mia sollecitazione garantendo l’assoluta attenzione e contributo alle soluzioni che riterrete proporre.
Gian Antonio Girelli

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La macroregione è ferma in stazione

milano_veneziaIl taglio dei treni sulla tratta Venezia-Milano, particolarmente strategici per i pendolari “lombardi”, mi fa sorgere un dubbio: come si pensa di organizzare il trasporto nella macroregione di Maroni, se si comincia con una vera e propria secessione del Veneto di Zaia?
Evidentemente il problema non è solo il 75% di risorse o lo sganciarsi da Roma, ma sviluppare idee e progetti per un territorio complesso e fortemente in crisi come il nord del Paese. A cominciare dai settori territorialmente strategici quali le infrastrutture e i trasporti. Parlare di sistema aeroportuale significa mettere ordine nella pletora di aeroporti da Torino a Venezia, così come investire sulla “rotaia” significa anche mettere a punto un sistema efficiente a servizio dei pendolari. Ma si potrebbe parlare di energia, di aiuti alle imprese, di reti culturali, di difesa del suolo, di modelli di welfare e molto altro ancora.
Ecco che allora se rimane il “tema del nord” quale nodo irrisolto della politica italiana, la crisi della Lega dimostra la sua incapacità a dare un’adeguata risposta. E’ solo con una idea “alta” che si può affrontare la questione, partendo da una prospettiva di macro regione europea delle aree montane e pedemontane, dove non si parte da una richiesta di separatezza, ma dalla volontà di dare risposte omogenee ad aree omogenee. Dove si vuole tornare ad essere esempio di efficienza e di sviluppo a servizio dell’Italia e dell’Europa. La vicenda dei treni è la dimostrazione della debolezza di una prospettiva, è l’opportunità per noi di dare corpo ad una riposta concreta capace di essere compresa e condivisa dalle/i cittadine/i del nord che finalmente potranno guardare con sincero interesse al centrosinistra e al PD!

ECCO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE CHE ABBIAMO PRESENTATO

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Treni, confermati gli aumenti delle tariffe. Da Brescia a Milano si rischia un aumento di 400 euro l’anno

Nell’audizione di Giovedì in commissione trasporti del Consiglio regionale l’amministratore delegato di TLN (Trenitalia Le Nord) Giuseppe Biesuz ha confermato l’ipotesi dell’aumento delle tariffe, non inferiore al 20.C’è la conferma di un aumento delle tariffe senza alcun incremento del servizio e della sua qualità. Nel concreto, un pendolare della linea Brescia – Milano si vedrà aumentato l’abbonamento mensile, nella migliore delle ipotesi di circa 140 euro annuali e nella caso peggiore di oltre 315 euro. Se, inoltre, dovrà far fronte anche ad un abbonamento integrato (tipo Trenomilano) questo aumento potrebbe arrivare fino a 400 euro all’anno. Una vera e propria stangata. Non si può condividere l’impostazione della Regione anche in ragione dei dati di TLN. “Oggi i lombardi pagano con biglietti e abbonamenti quasi il 40% dei ricavi della società ferroviaria – spiegano – come Dueutsch Bahn in Germania (39%) e poco meno di SNCF in Francia (44%) ma con qualità del servizio decisamente inferiore. Con gli aumenti delle tariffe TLN supererebbe in percentuale le omologhe francese e tedesca, che però contano su contributi pubblici decisamente superiori. I tagli del governo saranno compensati dagli aumenti dei biglietti ma non ci saranno risorse in più per gli investimenti, per le manutenzioni e per la pulizia e, anzi, a fronte di un servizio già scadente ci sarà anche un taglio delle corse. Biesuz ha anche confermato l’intenzione a procedere alla vera e propria fusione dei due rami d’azienda per dare vita all’unico vettore regionale che avrà treni propri. Ma l’ad ha anche ammesso il ritardo nella consegna dei nuovi treni che in media è di tre anni. Gli ultimi nove dei 78 acquistati non arriveranno come concordato a dicembre a causa del fallimento della società Firema che, in associazione d’impresa con Ansaldo Breda e Keller aveva ricevuto la commessa.

Qui sotto trovate alcuni esempi per la tratta Milano-Brescia:

Abbonamento regionale Mensile Brescia-Milano (solo treno)  Costo Mensile Costo annuale Incremento
Tariffa odierna € 76,00 € 912,00  
Ipotesi aumento 15% € 87,40 € 1.048,80

€ 136,80

Ipostesi aumento 35% € 102,60 € 1.231,20

€ 319,20

       
       
Abbonamento mensile Treno Milano (treno+mezzi milanesi) € 94,00 € 1.128,00  
Ipotesi aumento 15% € 108,10 € 1.297,20

€ 169,20

Ipostesi aumento 35% € 126,90 € 1.522,80

€ 394,80

       
* Chi usufruisce dei Treni Eurostar deve aggiungere altri 300€ annui    
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