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Spending review ed enti locali: cosa succederà? Video della diretta web

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Inaugurata la nuova PET

Questa mattina all’ospedale civile di Brescia è stata inaugurata la nuova PET donata dalla fondazione Berlucchi.

Molti e autorevoli gli interventi, dal Direttore Generale dell’ Azienda, alla Presidente della Commissione III Sanità regionale, ad alcune già ministro al Magnifico Rettore dell’ Università.

Peccato che nell’ entusiasmo diffuso, del resto più che giustificato vista l’importanza della donazione, nessuno, dico nessuno, si sia preoccupato di ricordare i tagli subiti dall’ ospedale stesso sulla struttura pari a quasi 60 milioni di euro. Meglio parlare della sensibilità privata che del disastro pubblico che per quanto riguarda Brescia e la Lombardia ci sta consegnando solo tagli e mortificazioni.

Ora il Governo è cambiato, speriamo anche la capacità di fare risparmi intelligenti che certo dovranno incontrare anche un governo regionale un po’ più attento e capace di rappresentere i bisogni dei lombardi. Sono convinto che su queste questioni pur mantenendo un corretto profilo istituzionale sia ora di alzare i toni e far conoscere a tutti che sotto un paludato “va tutto bene” esiste un serio problema di tenuta di un sistema sanitario di qualità e garantito a tutti.

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Ora lo scatto d’orgoglio…

Ieri si è tenuto il peggior consiglio dall’inizio delle legislatura.
Come potevamo prevedere tutta l’attenzione si è spostata sulla questione dei rapporti tra politica ed economia, per dire “affari”. Il dibattito sulla manovra economica e i suoi sviluppi per i lombardi è stato vissuto con lo stesso spirito con il quale si ascoltano i gruppi “spalla” al concerto delle star.
E ovviamente la lega ha dato il meglio di se alzando i toni attaccando la “sinistra” come covo di malaffare e corruttela, sbandierando la propria “diversità”.
Ovviamente omettendo alcune questioni che la riguardano fin dalla nascita, ricordate i famosi 200 milioni di vecchie lire? o che ne hanno caratterizzato la storia, come la vicenda della “banca del nord”.
Ma il modo è stato davvero inaccettabile, trasudante di boria e tracotanza.
Bisogna reagire a tutti i livelli.
Non possiamo continuare a pensare che il destino del nostro paese sia condizionato da una persona di una certa età che ha “bisogno” di aiuto che ogni tanto va “a trovare” un’altro vecchietto, un po’ vizioso a onor del vero.
Anche perché il risultato è sotto gli occhi di tutti. Così come non è più possibile consegnare ad un rigurgito secessionista la risposta all’ondata di antipolitica.
Dobbiamo alzare i toni, sopratutto nella denuncia e nella proposta.
Pulizia al nostro interno, basta alle logiche dei “salva-posto”, basta l’esasperazione del “chi” e non “cosa” fare, apertura verso cambiamenti veri, che dicano con chiarezza della separatezza tra responsabilità politica e mondi economici.
Possiamo trovare attenzione anche in quella parte del centro-destra e della lega che cominciano a provare un sincero disagio per quanto vedono in casa loro, ma soprattutto possiamo incontrare la fiducia di tanti cittadini che vogliono cambiamenti, veri però!

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Alcune idee e considerazioni

Domani c’è consiglio regionale.

Al 1° punto vi è il dibattito concernente la manovra finanziaria e i suoi impatti sulla realtà lombarda.

Mi augurano emergano forti due aspetti:

  1. Alla faccia del “federalismo” ci troviamo di fronte ad un rinnovato ed esasperato “centralismo” dove si tagliano i trasferimenti a regioni e comuni “limitando” i sacrifici del livello centrale.       Lega se ci sei batti un colpo!
  2. Sanità e sociale unitamente ai trasporti sono e saranno i settori più colpiti dalla manovra. Settori che hanno iniziato e dovrebbero caratterizzare una forte responsabilità regionale. Di fatto rischiando di snaturare la natura legislativa del nostro ente riducendolo ad una mansione “amministrativa”.
  3. Noi, PD, chiediamo che sanità, sociale, trasporti e innovazione siano settori che non possono essere messi in discussione. Altri campi di azione, se pur importanti, possono subire tagli. Ne va della tenuta sociale del nostro territorio, ne va della modernizzazione di alcuni settori strategici, ne va della funzione di traino innovativa che la Lombardia ha da sempre rappresentato per il nostro paese.
  4. Come abbiamo difeso la sopravvivenza dei piccoli comuni, dobbiamo investire nel “mettere insieme” gli enti locali e lavorare per la crescita di un modello di federalismo solidale che è il nostro riferimento.

Qualche provocazione e qualche idea forte da contrapporre a Formigoni, alla lega, ad una maggioranza che ha retto regione Lombardia in questi anni, che ha dimostrato di arrabattarsi quando le cose vanno, ma non hanno alcuna capacità di fronte alle difficoltà, specie se straordinariamente serie come quelle che stiamo vivendo.

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A fianco dei comuni…

Lunedì 29 ore 11.00 manifestazione ANCI “contro” la manovra finanziaria.

Grande la partecipazione di Sindaci e amministratori locali per difendere i loro comuni dalla cancellazione e dall’ulteriore impoverimento.

Grande l’ipocrisia di chi come Podestà e Formigoni non solo cercano di guidare “l’opposizione” al governo ma addirittura, udite udite, se la pigliano contro la casta, la legge elettorale e altro.

Grande la “preoccupazione” per il vertice che oggi si terrà ad Arcore (si, quell’amena villa dove…) fra Berlusconi e Bossi (2 noti uomini di stato particolarmente illuminati, o fulminati?) dal quale dovrebbero uscire soluzioni per ogni problema.

Ha ragione il Presidente Napolitano a richiamare tutti a concorrere ad uscire da questo momento difficilissimo, ma questo non deve far venir meno la necessità di liberarci di chi in questi anni ha dimostrato l’assoluta incapacità di governo, anche di chi sta improvvisando in improbabili “rigenerazioni”.

Come PD dobbiamo essere chiari.

Per noi i comuni sono il motore del paese. Anche se piccoli rappresentano un’identità da tutelare. Investire su una rete di servizi associati, cosa del resto in atto, non significa azzerare storie, culture, valori.

Per noi è sempre indispensabile smantellare un’impalcatura istituzionale se fatta di privilegi e “controllo” di ogni attività.

Formigoni eviti di darci lezioni, semplicemente si renda conto che più di ogni altri rappresenta la casta da smantellare, rappresenta il problema non la soluzione!

Infine il PD deve anche, di fronte alle difficoltà di questi giorni, rispondere con dignità fermezza e assunzione di responsabilità! Così sarà credibile e potrà rappresentare una credibile alternativa.

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Tagli: no a quelli al sociale

Centinaia di disabili hanno riempito ieri Piazza Duca d’Aosta davanti alla stazione di Milano per chiedere di non vedere cancellati i loro diritti a causa dei tagli sul sociale avviati dall’ultima Finanziaria.

Il presidio così come l’incontro che è seguito in Commissione Sanità hanno avuto il merito di mettere all’ordine del giorno il tema, con particolare riferimento al Fondo per la non autosufficienza azzerato dal Governo a partire dal 2012.

Come Commissione dobbiamo farci carico della questione affinché il Governo torni indietro sulle scelte appena fatte che si tradurranno altrimenti in immediate ricadute negative sui servizi e quindi sui diritti delle persone.

Formigoni faccia per primo seguire alle sue parole di oggi in piazza dei fatti concreti, a partire dalla Conferenza Stato Regioni. Poi la Regione intervenga sulle variazioni di bilancio trovando i soldi che mancano e definendo la ripartizione del Fondo Sociale Regionale”.

Mi piacerebbe poi che la Regione trovasse il modo di finanziare il Fondo Regionale per la non Autosufficienza, la cui istituzione si è rivelata per ora soltanto una scatola vuota. Per questo abbiamo  appena depositato un progetto di legge che chiede proprio l’implementazione e la disciplina del fondo.

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Farmaci generici:finalmente le riduzioni?

Dalla metà di aprile come conseguenza della Finanziaria di Tremonti i cittadini si trovano a dover pagare ancora di più per i farmaci generici anche se acquistati con la ricetta. Infatti l’Agenzia italiana per il Farmaco ha abbassato i rimborsi per i farmaci equivalenti così da far risparmiare il sistema complessivo 600 milioni di euro l’anno e a questo provvedimento non sono seguite immediatamente le previste riduzioni di prezzo da parte delle industrie farmaceutiche e a pagarne le spese sono stati, come sempre, gli utenti. Da domani, l’Aifa fa sapere che al fine di eliminare i “brevi disagi” causati ai cittadini, la maggior parte delle case farmaceutiche allineerà il prezzo di riferimento facendo cessare ogni difficoltà. E senza bisogno di alcun intervento da parte pubblica.

In Lombardia l’assessore Colozzi si era limitato a dare la colpa a una legge scritta male (del Governo di cui è rappresentante sul territorio), senza peraltro proporre soluzioni sulla scorta dell’esempio di regioni virtuose come la Toscana che hanno scelto di compensare immediatamente con risorse proprie la differenza.

Mi aspetto ora che i disagi cessino effettivamente come annunciato da Aifa.

Come gruppo vigileremo a partire dai prossimi giorni affinché l’allineamento sia concreto da parte delle case farmaceutiche. Resta il fatto che la direttiva di Aifa ha un valore discrezionale e che il Governo deve colmare questo vuoto normativo a tutela degli utenti, soprattutto i malati cronici che in questi giorni, pur in presenza di esenzioni totali, si sono trovati a dover pagare costi aggiuntivi.

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Apa: servono nuove forme di finanziamento

Si sta muovendo su tutti i fronti il Gruppo regionale del Partito democratico per cercare di affrontare i rischi cui vanno incontro le Associazioni provinciali allevatori, dopo che la Finanziaria 2010 e il decreto mille proroghe hanno azzerato i trasferimenti dovuti per legge che in precedenza servivano a finanziare il Sistema allevatori, in particolare le attività di miglioramento genetico affidate appunto alle varie associazioni provinciali. Le risorse che servono a Regione Lombardia sono 15,5 milioni di euro.

Un question time in Consiglio regionale, il voto favorevole a una mozione, l’audizione con le stesse associazioni in VIII Commissione Agricoltura.

Ci siamo interessati da subito al caso e in tutte le sedi abbiamo ribadito il valore e l’importanza di queste strutture. E’ fondamentale cominciare a lavorare fin da subito per recuperare le risorse perché si mettono a rischio oltre ai posti di lavoro, che in Lombardia sono circa 500 con l’indotto, l’intero sistema di esercizio delle funzioni relative al controllo funzionale del bestiame, con ripercussioni sull’intero sistema degli allevamenti e delle produzioni lattiero-casearie di cui la nostra regione è leader italiano.

E’ giusto, dunque, impostare, una soluzione di prospettiva, attivando, ad esempio, assieme al Ministero dell’Agricoltura, una iniziativa che ricerchi una soluzione di più lungo periodo e che ragioni in particolare sulla rivisitazione del Programma annuale di controllo e vada alla ricerca di nuove forme di finanziamento. Il tutto finalizzato al mantenimento dei livelli di qualità dei servizi offerti dalle Apa e di quelli occupazionali, appunto. Il settore degli allevatori deve essere tutelato e non può pagare sulla propria pelle le conseguenze dei tagli della Finanziaria Bossi-Tremonti-Berlusconi.

I dati

In Lombardia sono presenti 9 associazioni: Bergamo, Brescia, Como-Lecco, Cremona, Mantova, Milano-Lodi-Monza, Pavia, Sondrio e Varese, oltre all’associazione regionale, l’Aral. Le Apa rivolgono la loro attività ad allevamenti di varie specie e razze con diverso indirizzo produttivo. Le attività principali riguardano la selezione genetica degli animali (controlli funzionali e libri genealogici) che interessa circa 4500 allevamenti, la consulenza tecnica del Sata (Servizio assistenza tecnica allevatori), utilizzata da circa 4300 allevamenti (circa 3800sono iscritti all’uno e all’altro servizio), il servizio Anagrafe zootecnica per bovini, suini, ovicaprini ed equidi (quasi l’80% delle registrazioni in anagrafe è effettuata dalle Apa), il servizio di registrazione dei Cif (Certificato intervento fecondativo) che effettua più del 90% delle registrazioni e altro ancora.

Le Apa della Lombardia controllano 540.000 vacche, circa il 40% del lavoro nazionale di selezione sui bovini da latte, assorbendo però solo il 25% del totale di finanziamenti per le Apa italiane. Le 4192 aziende seguite producono l’83% del latte lombardo. Il laboratorio Aral riceve circa 20.000 campioni al giorno.

I dipendenti sono circa 500 più i collaboratori. L’Apa Milano-Lodi-Monza conta 60 dipendenti che controllano circa 94.000 vacche.

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Fondo sociale: chiediamo l’immediato ripristino

Impossibile per i comuni affrontare il dimezzamento anche delle risorse del Fondo sociale regionale. Eppure nel bilancio di previsione 2011 di Regione Lombardia al capitolo relativo al “Fondo Sociale Regionale” sono  previsti solo 40.000.000 euro a fronte dei 85.900.000 dell’anno scorso. Queste specifiche risorse destinate ai minori, ai disabili, agli anziani e all’integrazione lavorativa sono finalizzate al sostegno alle Unità d’offerta oltre che a contribuire alla riduzione delle rette a carico degli utenti.

A fronte della riduzione generale dei trasferimenti destinati al sociale – 68 milioni di euro in meno di cui 46 milioni tagliati da Regione Lombardia e 22 milioni dallo Stato – aumentano le competenze degli Enti Locali e, soprattutto, aumentano i bisogni dei cittadini e delle famiglie rese sempre più fragili dalla crisi economica e dal progressivo invecchiamento della popolazione. La preoccupazione è dunque generalizzata tra gli amministratori locali, il terzo settore e gli utenti, che questi tagli li vivranno sulla loro pelle.  Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio.

Noi riteniamo che Regione Lombardia, recuperando risorse da altri capitoli di spesa, debba ripristinare il fondo dimostrando che le politiche sociali sono una vera priorità.

Per questo oggi in Aula abbiamo chiesto all’Assessore, con un’interrogazione a risposta immediata, come si intende garantire la continuità degli interventi sociali oggi attivi sul territorio dato che le uniche possibilità per i comuni restano o quella di tagliare alcuni servizi o di caricarli sull’utenza.

L’Assessore quindi vada incontro alla richiesta dei comuni lombardi e si impegni a dare loro al più presto delle risposte concrete.

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tagli al fondo sociale regionale

Il Pirellone non ha ancora erogato le risorse del Fondo Sociale Regionale 2011 ai comuni della provincia di Brescia. Generalmente queste importantissime risorse venivano trasferite in concomitanza con i contributi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze ma quest’anno, purtroppo,  così non è ancora accaduto e l’allarme cresce. Non è ancora dato sapere se e come verranno garantite queste risorse essenziali per la gestione dei servizi sociali operati per lo più dalle realtà del Terzo Settore.

Gli amministratori locali e le associazioni del settore sono giustamente molto preoccupati. A oggi il bilancio regionale prevede un taglio che porterebbe a Brescia dai 10 milioni dell’anno scorso ai 4,7 milioni di euro di quest’anno e alla Valcamonica (che ha un’Asl indipendente) da 1 milione di euro a 475 mila euro che sarebbero serviti a  garantire la tenuta dei servizi sul territorio.

Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio delle risorse.

La Regione ha il dovere di rispondere rapidamente a questo tema rifinanziando il Fondo Sociale regionale almeno a livello di quello dell’anno scorso, cioè 85 milioni di euro per tutta la regione e perciò presenteremo in merito una mozione all’Assessorato alla Famiglia.

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