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Sanità: il diritto del cittadino al primo posto

La sanità, un diritto del cittadino, sancito dal l’art. 32 della nostra Costituzione, deve rappresentare uno dei più grandi impegni per le istituzioni e la politica. Ha bisogno di conoscenza, di approfondimento, di competenza nell’essere normata.
L’esatto opposto di quanto la Giunta e la Maggioranza in Regione Lombardia ha finora fatto vedere nella stesura della riforma in atto. Un vero mercato, un tira e molla tra forze politiche, l’assoluta ignoranza nel merito, il trionfo delle sciocchezze,  é quanto hanno saputo mostrarci.

Da qui un’opposizione forte, dura, senza sconti. Un’unica possibilità vera di dialogo: rimettere il diritto del cittadino al primo posto, parlare di merito e competenza, abbandonare un uso partitico della gestione sanitaria. Nessuno pensi di tenerci buoni con l’accoglimento di qualche emendamento o  qualche concessione di facciata. Più che mai è nel merito, nell’idea di sanità, di diritti dei cittadini, di ruolo e metodi della politica che vogliamo marcare la differenza, caratterizzare il centrosinistra, PD e Gruppo Ambrosoli, in Regione Lombardia.

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Sanità: pretendiamo trasparenza e certezza di finanziamenti

Sanità: dobbiamo pretendere trasparenza e certezza di finanziamenti.  Basta con la discrezionalità! Vi segnalo gli articoli di oggi della stampa di Brescia

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Sanità vogliamo una riforma per i cittadini, non per i partiti!

sanitàDi sanità molto si è parlato, molto si parla e molto si parlerà. E’ un servizio/diritto fondamentale, coinvolge prima o poi ogni famiglia, ogni persona, impegna risorse ingenti, consegna potenzialità sempre più grandi.
In Lombardia è necessario metterci mano. NON come sta facendo la maggioranza che prima  nomina una commissione di saggi, poi il Presidente di Commissione presenta una sua “personale” proposta, poi lo fanno alcuni consiglieri in ordine sparso, l’assessore ne prende in gran parte le distanze, così come il Presidente del Consiglio e, sia pur in forma sfumata, il Presidente della Giunta. Basta! È ora di riportare il confronto nei luoghi deputati a farlo (commissione e consiglio regionale e consiglio) uscendo dagli scantinati e dai solai dei partiti o delle correnti dei partiti. È evidente che quella in atto è una lotta per accaparrarsi il controllo di un settore strategico come la sanità, più che la volontà di riformare un sevizio nell’interesse dei cittadini.

A mio parere due sono le necessità preliminari:
- chiarire gli scandali avvenuti, evidenziandone le responsabilità e rimuovendone le origini. Che fine farà la Legge “Daccò”? Come recupereremo le risorse indebitamente erogate? Che criteri intendiamo adottare per indicare i nuovi manager? Che regole  di trasparenza vogliamo introdurre? Come vogliamo regolamentare in modo corretto il rapporto pubblico-privato?
- Partire  da un’analisi dei bisogni sociosanitari di una Lombardia che nel corso di questi anni è profondamente cambiata, per età e composizione della popolazione, per patologie, per mutamento socioeconomico.

Così come fondamentale è fissare alcuni principi:
- È ora di parlare di benessere, più che di pura sanità. Accanto alla “cura” bisogna infatti puntare sulla prevenzione, da sempre non sufficientemente sviluppata in Lombardia, non solo in senso classico di screening, ma anche come educazione a stili di vita corretti.
- Bisogna riscoprire la medicina di territorio da affiancare a quella ospedaliera. Implica rivedere il ruolo delle ASL, riscoprirne la vocazione di erogatrici di servizi più che di controllori della burocrazia, ripuntare sui distretti, investire sui medici di “famiglia”.
- Riorganizzare la rete ospedaliera è necessario, ma va fatto rispettando i territori e i cittadini, anche quelli delle “periferie”. Questo rende indispensabile il coinvolgimento degli Enti Locali nella programmazione e nella scelta delle priorità.
- Dobbiamo guardare in modo diverso alla netta separazione tra sanità e sociosanitario, divisione molte volte incomprensibile e fonte di confusione e dispersione di risorse.
Il PD ha espresso una proposta chiara al riguardo che voglio  riassumere in un messaggio di sintesi: si pensi alla riforma sanitaria nell’interesse delle persone, non delle ambizioni dei parti e dei loro esponenti.

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Sanità: un diritto da garantire a tutti, con trasparenza, efficenza, efficacia

221556_bambino_ospedale_1Sulla sanità molto si è dibattuto nella passata consigliatura regionale. Se non si fosse abbattuto lo tsunami “ndrangheta” sarebbe stato questo (con l’aiuto di cave e discariche) a far traballare il totem Formigoni. San Raffaele, Santa Rita, Maugeri, “legge Daccò”, e molto altro, gli argomenti oggetto di indagini, di avvisi, di garanzia, di arresti, di processi e condanne. Il tutto in un contesto di un servizio che per onestà intellettuale va definito di qualità rispetto alla professionalità degli operatori, all’adeguatezza di gran parte delle strutture, in generale alla percezione che si ha della sanità lombarda. Ma questo non può in alcun modo giustificare quanto avvenuto, anzi a maggior ragione bisogna riflettere sul futuro. Già il futuro. Molto si sente parlare di riforma. Lo fa il Presidente Maroni, il Vicepresidente, nonché Assessore, Mantovani, il Presidente di Commissione, qualche solerte Commissario. È stata persino istituita una apposita commissione di esperti. Di fatto escono indiscrezioni varie, a volte contraddittorie fra di loro.
Ora credo sia tempo di ricondurre il confronto in un corretto percorso istituzionale.
Esiste un Consiglio Regionale, democraticamente eletto, che si è dotato di una Commissione dove tutti i Partiti sono rappresentati, è li che si deve aprire un percorso condiviso.
Esiste la necessità di confrontarsi con i territori. Razionalizzazioni, riconversioni, ricollocazioni di servizi, non sono decisioni da prendere al di fuori del contesto sul quale incidono. Confrontarsi è faticoso, ma si chiama “politica”!
Esiste l’esigenza di conoscere le idee e le proposte della Giunta. Ridurre il numero delle ASL, delle AO? Chiudere alcuni presidi ospedalieri? Riprendere l’idea del country hospital? Cosa significa nel concreto? Affrontare l’emergenza riabilitazione e lungodegenza che scelte e tempi prevede?
Esiste, fatto di per sé fondamentale, la necessità di aprire un serio confronto sulla sanità del futuro, in Lombardia.

Per noi significa garantirne l’accesso a tutti abbattendo i ticket per i redditi più bassi, razionalizzando i servizi, ma senza creare territori e cittadini di serie B, pensare sempre più alla prevenzione come priorità e sostituire l’idea di salute con quella di benessere, tornare ad una presenza sui territori, riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato.
Per farlo bisogna riscrivere i termini della spesa, rivedere la ripartizione tra sanità e sociale, abbattere i tanti, troppi sprechi che hanno caratterizzato e rischiano di condizionare tutt’ora la sanità lombarda.
Su tutto bisogna reintrodurre un principio di trasparenza, nelle scelte, nella gestione, nell’esercizio quotidiano del servizio. Trasparenza, la cui mancanza ha stigmatizzato negativamente gli ultimi anni di Regione Lombardia.

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PD e sanità: le nostre proposte nella lettera di Bersani agli operatori

Sanità in molti ne parlano, più per slogan che per competenza. Per noi il riferimento è l’art. 32 della Costituzione, poi si discute di costi e di razionalizzazioni!

Lettera di Bersani agli operatori della sanita

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Cura e ricerca: il mio intervento su cittadini, sanità e regioni

Per troppi anni, nella sanità lombarda, è mancata una vera programmazione. Alcune strutture private hanno realizzato  sinergie fra loro,  mentre il rapporto fra e con le strutture pubbliche è rimasto troppo frammentario. Ora la necessità è prima di tutto quella di valorizzare le strutture pubbliche.
L’obiettivo è quello di creare un sistema di ricerca e cura  innovativo in grado di competere anche in Europa. Ad essere valorizzato deve essere il ruolo della ricerca, che nel comparto sanitario in Italia da le maggiori performance, non dimenticandosi degli interventi di umanizzazione della cura.

Qui il mio intervento al convegno “Quando la cura incontra la ricerca” che come Gruppo PD Lombardia abbiamo organizzato a Milano insieme al Forum Salute e Welfare

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Sanità: l’importanza del servizio pubblico e dei territori

Credo sia inopportuno l’approccio che caratterizza la politica sia nazionale che regionale riguardo la sanità. Vengono lanciati messaggi di tagli  indiscriminati, di razionalizzazione dei presidi ospedalieri, di individuazione di sprechi, per poi, il più delle volte, smentire il giorno dopo. Non ultima ce ne ha dato prova la vicenda della spendig review sul tema dei piccoli ospedali. Sono convinto che bisogna rompere questo schema e dire, rispetto alla realtà lombarda, qualche parola forte.
La sanità deve trovare nel pubblico una prima ed eccellente risposta. Nessuno vuole togliere al privato il proprio ruolo, ma va distinto il privato no profit da quello profit e va interrotto il continuo spostamento di risorse dal pubblico al privato.
Bisogna perseguire concretamente l’opera  di riportare la sanità sui territori. L’accentramento di attenzione e risorse sugli ospedali ha di fatto impoverito la rete diffusa dei servizi, con rimandi negativi in tema di prevenzione e di facilità di accesso ai servizi per i cittadini geograficamente “periferici”.
La razionalizzazione della rete dei piccoli presidi ospedalieri va immaginata in una logica di garanzia di realtà “salva vita” diffuse e di riconversione a posti letto di riabilitazione a lunga degenza, che mostrano una palese e conosciuta insufficienza. Razionalizzazione che non può non riguardare alcune storture quali le 21 cardiochirurgie presenti in Lombardia, 11 private, più dell’intera Francia.
È ora di far rientrare la partita socio-sanitaria nell’ambito dell’assessorato alla Sanità. Vi sarebbe un risparmio gestionale e si interromperebbe il progressivo slittamento di competenze sanitarie nel sociale con messa a carico dei costi a cittadini e enti locali.  Temi come la famiglia, l’immigrazione trovino posto in un settore, e in un assessorato, che guardi allo sviluppo e alla crescita uscendo da un’idea di “problema” sociale.
Come reperire le risorse?  Evitando i vari casi dal Santa Rita alla Maugeri, passando per il San Raffaele, tanto per cominciare. Ma poi applicando un vero e proprio controllo su accreditamenti, adeguatezza delle prestazioni, gestione degli appalti che troppo spesso mostrano palesi scorrettezze e sprechi.
Va inoltre contrastata l’idea che i soldi spesi in sanità siano “costi”. In realtà ê un investimento, che si concretizza  in posti di lavoro, in produzione di altissima tecnologia e in ricerca avanzata. Va maturata un’ idea di sanità legata al concetto di “benessere”, laddove la prevenzione e l’educazione ad un corretto stile di vita sono oltre che una crescita della qualità della vita, un futuro risparmio economico.
Un’idea futura di Lombardia ci deve vedere non solo attenti a stigmatizzare questa o quella carenza, questo o quello spreco di chi ora governa, ma altresì capaci di un radicale cambio culturale,  laddove l’assoluta “eccellenza” dell’offerta sanitaria si mette al servizio delle persone, non le persone al servizio delle eccellenze come in questi anni nella nostra regione troppe volte avvenuto.

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Diretta web: situazione politica e legge di contrasto alla violenza sulle donne. IL VIDEO

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