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Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime

Il testo del mio intervento al convegno sulla ”Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime“.

mafiaQuando con la L.R. 2/2011 Regione Lombardia, oltre che dar vita all’osservatorio sulla legalità, istituì la Giornata di Contrasto alle mafie e di ricordo delle vittime di mafia prese l’impegno ben preciso, ribadito un anno fa con l’istituzione della Commissione Speciale Antimafia, di fare del contrasto ad ogni forma di malavita organizzata, di corruzione, di penetrazione dell’attività mafiosa nel tessuto socio-economico lombardo, una precisa volontà. Volontà  che riguarda l’Istituzione in ogni sua componente dal Presidente della Giunta, che ringrazio per essere qui oggi con noi in una giornata particolarmente impegnativa, ad ogni singolo consigliere, rappresentati dalla Presidente dell’osservatorio sulla legalità e dal Presidente del Consiglio. Volontà  quanto mai importante e ancora da concretizzare, come la cronaca di queste ore tristemente ci ricorda. Quando, in modo sobrio, come deve essere, abbiamo pensato a come strutturare questa giornata si é deciso di coinvolgere tutte le realtà che vivono con diversa responsabilità questa importante battaglia.
Le Istituzioni, che molto hanno da fare per restituire alla politica la dignità che deve avere, e per dimostrare che la trasparenza e la capacità di perseguire il bene comune sono, o meglio devono tornare ad essere, le finalità che perseguono. Più che mai é dalla testimonianza di comportamenti corretti, dall’assunzione di responsabilità, dalla capacità di estromettere dal sistema ogni forma di corruzione che si deve partire, con coraggio, determinazione, salvaguardando la presunzione di innocenza, ma riaffermando la priorità della credibilità dell’istituzione quale unico modo di rinsaldare il patto fiduciario che deve caratterizzare il rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti. É necessario pensare ad una legislazione capace di rappresentare un vero contrasto normativo ad ogni forma di infiltrazione. É necessario dare concretezza ai piani anti corruzione adottati, così come agli impegni previsti dall’adesione a Servizio Pubblico come ha fatto  Regione Lombardia.
La Magistratura, ringrazio il Sostituto Procuratore Bonanno, impegnato in modo diretto ad individuare e punire tutte le tipologie di mafia. Dobbiamo più che mai garantire potenzialità di risorse umane e finanziarie per permetterLe di svolgere al meglio il delicato e fondamentale ruolo che Le é affidato.
Le forze dell’ordine, in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata,   a cui dobbiamo un particolare ringraziamento, unito alla promessa di impegno per superare le tante difficoltà e insufficienze che quotidianamente devono affrontare e cercare di superare.
I giovani, la scuola. Vero investimento per costruire una società che non solo individua e punisce la mafia, ma che la espelle dal suo corpo sociale, la rifiuta culturalmente. A voi, qui in tanti questa mattina,  dobbiamo la massima attenzione con la credibile testimonianza, con la concreta dimostrazione dell’importanza della legalità e del rispetto delle regole come  base di un felice modo di essere comunità di persone.
La cultura, ringrazio Luciano Bertoli per la disponibilità ad essere qui questa mattina. Il suo spettacolo “Ne valeva la pena” é un dialogo immaginario fra due giganti della lotta alla mafia, Falcone e Borsellino. Immaginario, ma basato su testimonianze, stralci di interventi o scritti, che rendono tutto incredibilmente realistico e lo trasmettono in modo diretto e coinvolgente come solo il teatro sa fare. Ne esce un grande insegnamento, un impegnativo monito per tutti, reso crudemente coinvolgente dalla tragica fine dei due protagonisti.
Il recupero dei beni confiscati ad un uso sociale, come esempio della riaffermazione dello Stato sulla mafia. Dobbiamo stanziare risorse adeguate perché questo avvenga, così come non dobbiamo mai dimenticare che Pio La Torre pagò con la vita l’impegno a dar vita alla Legge che permette la confisca dei beni.
Infine le vittime. Le abbiamo ricordate all’inizio con un  filmato, ringrazio i giovani studenti dell’associazione “Stampo Mafioso” . Verso queste persone dobbiamo avere una riconoscenza immensa e un sincero sentimento di necessità di adempiere ad un impegno che hanno affidato a ciascuno ci noi. Cominciando con restituire il vero  significato alla parola ricordo, che é “rimettere nel cuore”. Non il peso di una tragedia, ma la speranza dell’affermazione della giustizia per la quale si sono spesi e sacrificati. Non la memoria in un giorno quindi, ma l’impegno quotidiano di azioni sincere, corrette, trasparenti che ci vedono tutti coinvolti nel fare in modo che ogni forma di mafia, ogni forma di corruzione, ogni forma di sopruso, trovino nelle  nostra comunità un efficace rigetto e una insormontabile diga. Questo é l’unico vero credibile ricordo che oggi dobbiamo vivere, quello dell’impegno per il futuro, vissuto con la  tensione morale, con la determinazione, con il coraggio che se é di tutti impedisce che eroi, lasciati colpevolmente soli, debbano sacrificare la loro vita. Questo é l’unica sincera vicinanza che possiamo concretamente manifestare alle famiglie delle tante vittime.
Quando fu istituita questa Giornata, 19 anni fa, se non sbaglio, fu scelto, non certo a caso,  il 21 marzo. Il primo giorno di Primavera. Una primavera di speranza, di rinascita di un comune senso della giustizia quale affermazione di democrazia e libertà. Buona Primavera a tutti quindi.

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Il Vangelo secondo…Maroni

maroni“Il Vangelo secondo…Maroni”. Potremmo intitolarlo così il lavoro del Presidente della Regione dopo che, a seguito dell’approvazione (a maggioranza) di una mozione sulla sburocratizzazione nel settore delle produzioni di armi, Maroni ha detto che per Lui le mozioni consiliari sono vincolanti, “…come il Vangelo…”, per l’appunto.
Penso anch’io che DOVREBBE essere così. Se non altro perché in Consiglio siedono gli eletti provenienti da tutto il territorio con il preciso compito di controllo ed indirizzo verso la Giunta.
Dovrebbe perché di fatto NON è così ……
Vorrei infatti ricordare che dall’insediamento dell’attuale Legislatura sono state approvate, più o meno all’unanimità, 95 mozioni (NOVANTACINQUE), alcune di particolare interesse. Situazioni ambientali, crisi aziendali, treni soppressi, violenza sulle donne, infrastrutture strategiche, servizi e prestazioni sanitarie, burocrazia, solo per citare alcuni dei temi toccati più importanti . Orbene cosa è successo dal passaggio in aula in poi? Siamo in attesa di saperlo. A parte la trasformazione dell’impegno, come chiesto alla Giunta in semplice invito, di rimandi non se ne abbiamo avuti…
Ecco che allora il Vangelo secondo Maroni rischia a tutti gli effetti di essere iscritto fra i Vangeli apocrifi, certo interessante, capace di sollecitare attenzione e curiosità, ma di fatto NON riconosciuto e in pratica senza effetto.
Ma allora, per usare un detto popolare, perché non continuare a “…scherzare con i fanti, ma lasciare in pace i Santi…”? E cioè perchè senza considerarle Vangelo non si  comincia semplicemente a tener conto delle mozioni approvate agendo di conseguenza, evitando di considerarle una specie di sfogatoio per i singoli Consiglieri, ma una seria richiesta di azione? In una lettura del ruolo Istituzionale del Presidente di Regione Lombardia NON di Governatore assoluto di un territorio, ma di propositore e sintesi di richieste sentite dai cittadini e presentate dai loro rappresentanti.

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Ci attende un autunno impegnativo. Affrontiamoli con determinazione, entusiasmo e voglia di fare

gruppoAutunno impegnativo quello che ci attende! Lavoro, casa, legge urbanistica, riforma sanitaria, nuovo modello di welfare, treni soppressi, ludopatie, riforma del commercio, lotta alle mafie, riassetto istituzionale, aiuti alla piccola e media impresa, Expo 2015, risorse finanziarie …..e potremmo continuare.
Ci sono richiesti un grande impegno, uno sforzo di “pensiero“, una capacità di coinvolgimento non indifferenti, probabilmente con sempre maggiore capacità di innovazione e apertura.
Ci è sembrato bello riprendere l’attività con un momento di condivisione in una realtà sociale che ben richiama i temi sopracitati, ma che soprattutto ci ricorda che ogni decisione, ogni proposta, ogni legge che andremo ad esaminare, proporre ed approvare deve avere dentro di sé si i principi di efficienza, efficacia ed economicità, ma soprattutto deve essere caratterizzata da un grande principio di SOLIDARIETÀ! Da questo periodo di crisi socioeconomica, nonché politico-istituzionale, possiamo, dobbiamo, uscirne con un modo di stare insieme più corretto, più equo, più attento a chi per una ragione o per l’altra rischia di rimanere indietro.
Al lavoro dunque, con determinazione, entusiasmo, voglia di fare e grande spirito di autentica amicizia!

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Per sapere di più cosa succede in Regione e non solo

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Alla guida della commissione antimafia

Ringrazio i colleghi che in modo unanime mi hanno eletto presidente della Commissione speciale Antimafia. Prendere coscienza del problema, mettere in atto tutte le possibili azioni di contrasto e “far” crescere una spontanea e diffusa cultura antimafia è il compito che ci aspetta!

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Liberiamo “l’altra faccia della Lombardia”, quella migliore. Insieme

È la stagione dei sondaggi! Quasi quotidianamente ci raccontano chi è in vantaggio. Ora Maroni, ora Ambrosoli. Dipende dalla notizia del giorno. Berlusconi toglie l’IMU, Maroni promette di mantenere il 75% delle tasse in Lombardia? Ecco che il centro destra va in vantaggio! Vengono candidati Cosentino, cosa poi non avvenuta,  Scilipoti, cosa poi avvenuta? Ecco che si torna alla pari, anzi il centro sinistra si porta leggermente avanti. Penso sia tempo di rompere questo schema e soprattutto riportare la giusta attenzione anche sulla vicenda regionale che rischia di essere fortemente oscurata da quella nazionale.
In sanità, welfare, ambiente, trasporti, istruzione, solo per fare gli esempi più evidenti, il ruolo della regione è pari se non superiore a quello del governo. L’impatto di questi settori sulla vita di famiglie e persone è decisamente importante. Richiamiamo l’attenzione su questo, facciamo riflettere su cosa è avvenuto con Pdl e Lega Nord: anni tra scandali, corruzione, infiltrazioni malavitose. Rilanciamo la proposta del centro sinistra. A cominciare da una candidatura come quella di Umberto Ambrosoli, nata non da un ricatto politico come quella di Maroni, ma da primarie aperte che hanno consegnato ad un’espressione civica il massimo della responsabilità.
Parliamo delle nostre proposte in tema di lavoro, scuola, giovani, famiglia, invecchiamento attivo, sanità, welfare, territorio, ambiente. Contrapponiamo idee valide e realizzabili ai falsi slogan, come il famoso 75%. Rivendichiamo con forza  parole come ONESTÀ, TRASPARENZA, INNOVAZIONE, MERITO, SOLIDARIETÀ accompagnate dalle proposte chiare e concrete del nostro programma che sono  tutt’altro che timide. Si pensi ad esempio alla proposta di riunire sanità e welfare in un unico assessorato o alla  creazione di uno strumento finanziario “lombardo” per aiutare l’impresa.
Ma soprattutto movimentiamo tutta la potenzialità del centro sinistra in una campagna elettorale che non deve farci dimenticare nulla: utilizziamo tutti gli strumenti per comunicare con i cittadini, intercettare il loro sconforto,  la loro distanza. Interessarli e poi convincerli a  sceglierci. Attraverso i mezzi di comunicazione,  i mezzi  informatici, il porta a porta (quello vero, non quello televisivo!), dobbiamo cercare il contatto diretto con le lombarde e i lombardi, per dire loro che conosciamo quello che pensano e quello che sperano e che è di loro, dei loro problemi, delle loro speranze che vogliamo occuparci. E vogliamo farlo insieme a loro. Va  liberata “l’altra faccia della Lombardia”, quella migliore, quella che in questi anni è stata colpevolmente mortificata.

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Insieme per una nuova Lombardia

Mi candido con il Partito Democratico a sostegno di Ambrosoli Presidente. Lavorerò per un partito unito, innovativo, pronto alle sfide del futuro e capace di costruire una Lombardia diversa, più onesta, più solidale, più inclusiva, insomma una Lombardia più BELLA!

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Il lavoro in Regione in questi anni. Un contributo alla nuova Lombardia da costruire INSIEME

Fare un bilancio di una legislatura finita a metà per chi é stato all’opposizione potrebbe sembrare fin troppo facile. Il lavoro del nostro gruppo, puntuale nel merito dei vari problemi, è stato notevole sia nell’evidenziare le cose che non hanno funzionato che nel denunciare le evidenti distorsioni delle regole. Ma di certo la spallata definitiva a Formigoni e alla sua giunta è stata data dalla autorità inquirente. Questo non deve far venir meno la giusta importanza del lavoro del PD.

Allego una breve relazione della mia attività in Consiglio e nelle Commissioni di cui facevo parte, compreso la rendicontazione del costo delle iniziative promosse in questi anni. È un dovere di comunicazione e di trasparenza nei confronti del mio partito e dei cittadini.

Il lavoro in Consiglio regionale 

 

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Non facciamo l’errore di sentirci già vincitori. Al lavoro!

La campagna elettorale  sembra oramai definirsi nella composizione delle offerte politiche in campo. Da un lato un ritrovato accordo Lega-PDL (attenti leghisti, c’e anche tal Miccichè con il suo Grande Sud!) sancito dalla solita cena ad Arcore. Unica variante Maroni al posto di Bossi. Sul tavolo la Lombardia. Mollare la gestione di un territorio così importante e di risorse così ingenti non è davvero facile da accettare: ancora una volta si usa il tema della fiscalità (il 75% delle tasse al nord!) con grande demagogia e spregiudicatezza. Indefinito, in caso di vittoria, il Presidente del Consiglio. Davvero incredibile il “rimandare” il tema a dopo il voto, così come tutto il resto del programma.
In mezzo la proposta di Monti e il suo tentativo di mettere insieme  una proposta “moderata”, “centrista”, “cattolica” e vedete voi quali aggettivi aggiungere. Idea legittima, non propriamente corretta dal punto  di vista del metodo: quando si riceve un incarico tecnico si dovrebbe evitare di trasformarlo in un ruolo politico, che mette assieme evidenti contraddizioni e alcuni mal di pancia, sia da destra che da sinistra. Il tutto attorno ad un’agenda con qualche inesattezza e gravi alcune, ma soprattutto con una “rubrica” non certo entusiasmante.
Al lato opposto il centro sinistra, con il Pd chiamato a svolgere un ruolo delicato e determinante per un buon esito elettorale, sia In Lombardia che nel Paese. È evidente una difficoltà, non tanto di sconfiggere il centro destra (spero  proprio che questa volta ci pensino gli italiani) quanto di trattenere un certo voto riformista in fuga verso Monti. Una certa approssimazione nel mettere a punto le primarie, vissute a volte più come una conta interna che come una reale apertura  a nuove proposte, e soprattutto nel redigere l’elenco dei “nominati” rischia infatti di dare un’idea di Partito e di coalizione un po’ sbilanciata, non sufficientemente autorevole per garantire il governo di Regione e di Stato.
Bisogna recuperare e in fretta. In tema  di diritti civili, di difesa delle fasce deboli, di garanzia di pari opportunità, non ci possono essere che indicazioni decise, ma vanno accompagnate da scelte riformiste vere in tema di economia, lavoro, energia, ambiente, territorio. Parole forti su giovani, famiglia, nuove povertà, welfare e sanità, devono diventare terreno di confronto con i nostri competitori. In Lombardia il rivendicare un’idea di autonomia solidale deve essere il progetto da contrapporre ad un Maroni e ad una Lega che hanno già dato prova di manifesta incapacità.
Occupiamoci con serietà di questo e  soprattutto non facciamo l’errore di sentirci già vincitori. Il percorso è tutt’altro che in discesa: è e rimane in salita, non impossibile, ma impegnativo. Va affrontato con gambe e testa all’altezza. Ambrosoli in Lombardia e Bersani in Italia sono capitani di qualità, spetta a tutti noi essere i validi e indispensabili gregari per la vittoria!

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Ai cittadini la possibilità di scegliere se mandare a casa chi ha imbarazzato Regione Lombardia

Proprio non riesce Roberto Formigoni a rendersi conto che la parola “fine” è quanto mai prossima per lui. La dimostrazione l’abbiamo avuta ieri alla presentazione della sua nuova Giunta: “a tempo, ma altamente qualificata” l’ha definita lui.
Non ha resistito alla consueta enfasi
cercando di nascondere alcune palesi evidenze.
Alla Sanità si è chiamato una persona rispettabile e generosa, ma direttamente partecipe alla gestione del comparto degli ultimi anni. Alla Famiglia la candidata sindaco sconfitta a Rho e quindi “forte” della recente bocciatura elettorale. Qualche professore poi si trova sempre. Così come un generale usato quale sigillo di legalità. Infine qualche ex “salvato”. Fra tutti il vicepresidente leghista, messo li a controllare – ci hanno spiegato Salvini e Maroni – a quanto pare se stesso e tutto quello che fino ad ora NON ha saputo vedere.
Fossi negli altri assessori chiederei al presidente qual’è stato il criterio della selezione. Gli assessori “trombati” sono incapaci, sono “a rischio”, sono meno bravi dei tre confermati? Intanto il presidente Formigoni via twitter ci dice di divertirsi a vedere lo sconcerto dell’opposizione di fronte alla sua capacità di reazione. Mentre il vicepresidente Gibelli dichiara che la scelta della Lega serve a tenere i comunisti lontani dal potere.
Vanno avvisati di due cose. All’opposizione vi sono forze politiche che compongono il centro sinistra. Qualcosa di più, e io dico di meglio, delle vecchie categorie della politica. In piazza ci sono persone talmente esasperate che fra un po’ i nostri due eroi non potranno più scendere dai loro grattacieli e  uscire per strada senza essere pacificamente presi a male parole.
L’unico cambiamento necessario è mandare subito a casa chi ha permesso a corruzione, malaffare e persino alla malavita organizzata di prendere piede in Regione Lombardia. Venerdì (si era detto giovedì, ma figurati se Formigoni riesce a mantenere una promessa) si cercherà di cambiare la legge elettorale. Siamo disponibili a farlo, ma non a coprire un tentativo, l’ennesimo, di rimandare  la caduta. Magari dopo l’approvazione di un bilancio e dopo aver elargito, come abitudine, i soliti finanziamenti a pioggia che, si sa, in campagna elettorale possono sempre essere utili!
Quindi al voto il più presto possibile: gennaio? Il Pd e il centro sinistra stanno lavorando al loro progetto e a candidate/i. Ai cittadini la possibilità di scegliere se mandare a casa un compagine che ha scritto un’imbarazzante pagina della Regione Lombardia e scegliere con forza un nuovo corso per il nostro territorio e i nostri cittadini.

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