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Parchi: approvata la legge, migliorata grazie al PD

E’ stata approvata oggi, giovedì 28 luglio 2011, in Consiglio regionale (44 sì, 5 no, 20 astenuti), la legge sulla governance dei parchi lombardi, con l’astensione del Gruppo del Partito democratico. Una scelta di voto, lungamente ponderata.

Ci siamo trovati a discutere della materia parchi in seguito alla decisione del Governo nazionale, attraverso il decreto Milleproroghe, di modificare la governance degli enti gestori, motivandola con un risparmio di costi. Noi non abbiamo condiviso l’intervento del governo che ha costretto a questa operazione. In più, la Giunta regionale ha cercato di inserire articoli aggiuntivi che tendevano a regolamentare altri aspetti della vita dei parchi.

Ma la legge votata oggi è profondamente diversa rispetto alla proposta iniziale della Giunta e i miglioramenti sono stati possibili solo grazie al ritorno della stessa in commissione dopo l’approvazione in aula, tre settimane fa, di un emendamento del Pd che cancellava la nomina obbligatoria di un rappresentante della Giunta nel consiglio di gestione di ciascun parco.

Nella discussione di oggi il Pd è riuscito a ottenere l’eliminazione della possibilità di cambiare i confini dei parchi e di concedere con più facilità deroghe per la costruzione di opere di pubblica utilità. In Aula si è anche ottenuto che il rappresentante della Regione, nominato nei consigli di gestione, sia scelto obbligatoriamente tra rappresentanti del territorio del parco.

Di particolare rilievo anche l’approvazione di due ordini del giorno proposti dal Pd che impegnano la Giunta a istituire due nuovi parchi, quello regionale del Basso Lambro e quello Interregionale del Po, e a mantenere invariate nei prossimi anni le risorse finanziarie a sostegno dei bilanci dei parchi regionali.

Oltre a questi risultati, determinante, nella scelta del Pd di astenersi, è stata anche l’approvazione di una risoluzione che impegna la Giunta regionale a presentare entro sei mesi una proposta di legge di riordino complessivo della legge sui parchi che è datata 1983 e ha subito ben 15 modifiche nel corso degli anni.

Nei lavori della commissioni e soprattutto del consiglio si è riusciti a intervenire su aspetti fondamentali. La legge ne è uscita, dunque, modificata in senso positivo grazie a un prezioso lavoro dei gruppi di minoranza e alla capacità di ascolto dell’assessore. L’approvazione della legge, anche grazie all’astensione del Pd, permette inoltre di evitare il commissariamento dei parchi dopo l’entrata in vigore di quanto disposto dal Milleproroghe evitando di far precipitare i parchi stessi in una situazione di incertezza.

Concludono i due consiglieri: “Ci auguriamo ora, dopo la disponibilità dimostrata dal Pd, che la maggioranza mantenga l’impegno, di arrivare a una ridefinizione e a una rilettura completa della realtà dei parchi lombardi entro i prossimi sei mesi per dare a questi enti, che rivestono tanta importanza per la Lombardia, ulteriori garanzie e impulso per il futuro”.

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la Regione vuole mettere i Parchi sotto controllo

I parchi regionali rischiano di finire sotto lo stretto controllo della giunta regionale. Questo sarebbe  l’effetto della finanziaria che, secondo l’interpretazione dell’assessorato regionale ai Parchi della regione Lombardia, porterebbe a breve alla cancellazione dei parchi come enti consortili tra comuni per trasformarli in enti di diretta emanazione della Regione, quindi sotto il suo stretto controllo gestionale.

Una soluzione da noi avversata: chiediamo infatti alla Regione di prendere impegni stringenti in merito, ma rimaniamo ancora in attesa di risposte e di risultati.

La Regione avrebbe in tasca un parere legale, che prevede espressamente la decadenza degli enti consortili, parere che viene però contestato dai Parchi stessi, anche perché in Emilia Romagna, unica altra regione in cui i parchi sono gestiti da consorzi di comuni, l’orientamento è per il mantenimento.

I parchi lombardi rappresentano il 30% del territorio regionale e rappresentano un modello che ha fatto storia a livello nazionale, anticipando le ragioni federaliste emerse anni dopo e traducendo in concreto il principio di sussidiarietà. Ricondurli allo stretto controllo della Regione, in un’ottica di un obsoleto neocentralismo regionale, non porta a migliorarne la gestione che, anzi, sarebbe sottratta al controllo dei comuni.

La battaglia su questo tema si è svolta anche martedì scorso, 28 ottobre, in Consiglio regionale, dove il PD ha presentato un ordine del giorno al piano regionale di sviluppo, approvato con alcune modifiche sostanziali.

Non abbiamo ottenuto l’impegno al mantenimento della forma consortile e quindi, su questo punto, la nostra battaglia continuerà nelle prossime settimane, anche quando affronteremo la legge regionale di riordino dei parchi.

Abbiamo ottenuto invece un riconoscimento del ruolo dei comuni nella governance e la garanzia del mantenimento dell’attuale entità delle superfici dei parchi, due principi che entrano perciò a far parte del Piano regionale di sviluppo vigente.

La partita si gioca ora: noi faremo di tutto perché non venga riproposta e quindi approvata un’altra legge ‘ammazzaparchi’( come quella che due anni fa si è riusciti a scongiurare con una forte battaglia in Consiglio e fuori)  e con la decisiva alleanza dei parchi e dei comuni interessati.

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