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Attenzione al Gattopardo

pd-urneSi è finalmente conclusa la maratona congressuale. Domenica, con la nomina della direzione regionale, è di fatto terminato un percorso infinito di riscrittura del PD che, a onor del vero, ha incluso tappe fondamentali non previste, come il cambio di Governo.
Ora per quanto riguarda la Lombardia, che ha provveduto anche a cambiare il capogruppo in Consiglio Regionale, manca solo la designazione della Segreteria e  si può partire per un nuovo percorso. Ma diamo un’occhiata al treno e alla sua composizione. Beh un po’ di perplessità nasce. Se si avverte la necessità di un cambiamento è buona cosa proporlo con decisione, senza cadere in troppi e soliti compromessi e contraddizioni. Se guardo al quadro nazionale, continuo a pensare che il problema NON fosse Letta, si è fatto un gran ribaltone per poi leggere, senza bisogno di particolari lenti di ingrandimento, di una certa influenza di alcuni “vecchi” (al di là delle imbarazzanti telefonate di Barca). Spero e voglio pensare che durante il percorso ci si liberi di questo fardello e il giovane Governo sappia trasformare l’inesperienza, e in alcuni casi improvvisazione, in entusiasmo e fiducia, capaci di risvegliare e rimettere in moto il nostro Paese.
Così come mi auguro che a livello regionale si superi questo momento dei grandi, o piccoli, accordi, ancora più insidiosi perché negati, e si inizi a navigare in mare aperto. Di certo più che mai c’è bisogno di un lavoro collettivo, non solo perché manca un Renzi lombardo, ma  perché va recuperata la costante difficoltà ad ottenere consenso in periferia per essere credibili e vincenti in quella Lombardia “minore” che messa tutta assieme ha dimostrato di contare più di Milano. Per farlo non bastano campagne di colonizzazione, servono grandi capacità  di ascolto e di valorizzazione del consenso, dove la classe dirigente non viene scelta a tavolino dalla sublimazione della tattica, ma riconosciuta dalla base che ambisce a rappresentare. Tornare a lavorare pancia a terra dialogando con i cittadini, affrontando i problemi veri è il percorso da intraprendere. Da parte di tutti, indipendentemente dai ruoli avuti, sia attraverso il voto che la “mediazione”. Perché l’unico vero pericolo che corriamo è che si viva la vicenda del GATTOPARDO: dire di cambiare tutto per poi non cambiare nulla.

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Per chi suona la campanella

letta_renzi_campanella_01“È finita la ricreazione”! Vero, caro Presidente del Consiglio, è finita. Ma sono certo che NON ti riferivi al lavoro di chi  ti ha preceduto e che, diciamo in modo particolarmente ruvido, hai di fatto voluto sostituire. Non puoi infatti dimenticare che LETTA ha accettato un incarico non facile in una situazione drammatica, con un PD sbrindellato e umiliato dopo il tentativo di dar vita ad un Governo Bersani e un Parlamento che vergognosamente mostrava tutta  la sua inadeguatezza sull’elezione del Presidente della Repubblica. Se avesse guardato all’interesse personale avrebbe detto NO grazie. Qual era la convenienza in quel contesto a dar vita ad un Governo con un accordo, NON alleanza, con il PDL, incontrare Berlusconi, NON a casa sua, tentare di dar vita ad un Esecutivo capace di affrontare alcuni nodi spinosi, dalla riforma elettorale e istituzionale al rilancio economico? Ma chi ha il senso dello Stato sa che in alcuni casi tocca a te, solo a te, e non puoi dire di no. E così Letta ha fatto. Non è riuscito in tutto, troppe le difficoltà e forse troppo corretto lo stile stante la “qualità” dell’ambiente politico. Però…forse che la nascita del NCD è casuale o frutto del NO ad una sottesa richiesta di immunità? Forse che il “vero” ritrovato ruolo europeo, ben diverso dalla finzione di Monti, non nasce dalla riconosciuta competenza e autorevolezza del Presidente del Consiglio? Forse che il lento segnale di ripresa, guardate alcuni indici di dieci mesi fa e quelli odierni, è frutto dei borbottii di Squinzi o dell’inizio di un percorso diverso? E infine, forse che il tentativo di fare qualche riforma vera, che rappresenta un buon punto di partenza per il nuovo Governo, non è frutto del coraggio di “andar contro” a tanto conservatorismo anche di casa nostra?
Questa determinazione e serietà meritava una maggior considerazione e, per dirla chiara, di rappresentare il nostro Paese e l’intera UE nel migliore dei modi durante il semestre europeo a guida italiana. Così non è stato. E il freddo passaggio di consegne, la serietà contempla anche la sincerità, NON significa una presa di distanza. Ma appunto  ”LA RICREAZIONE È FINITA”, ma per te quale nuovo Presidente del Consiglio e per il NOSTRO PD chiamato, questa volta probabilmente davvero, all’ultima possibilità.
Non è più il tempo dei facili slogan, di efficaci proclami e di sforzi di rinnovamento. È il tempo dell’azione, in un contesto più semplice, grazie a chi ti ha preceduto, ma non facile. Possibile però. Sappi che avrai senza ipocrisia l’aiuto di tutti, almeno me lo auguro. Di certo chi ha sostenuto e apprezzato il lavoro di Letta è rimasto un po’ deluso del tuo comportamento, ma che sa che sei il NOSTRO Segretario e da oggi il NOSTRO Presidente del Consiglio. Ma che soprattutto sa che in gioco c’è il futuro dell’Italia, dei nostri concittadini, in particolare di quelli in difficoltà, e si chiede non come trarre giovamento dall’essere”renziani”, ma come aiutare il Presidente Renzi nella conquista del traguardo che ci ha indicato.

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Direzione nazionale PD: “…e tutto ad un tratto il coro!”

Enrico_Letta“…e tutto ad un tratto il coro!” gridava ad un certo punto il grande Carlo Dapporto in una nota pubblicità degli anni…. Beh lasciamo perdere. Temo sia quanto è avvenuto ieri quando la Direzione Nazionale del PD ha di fatto sfiduciato il Governo Letta.
E il coro, composto dai vari Massimo, Dario, Walter, Giuseppe, Piero, Gianni (suvvia, i cognomi metteteli voi tanto li conoscete) ha cantato “….uno di noi, uno di noi, Matteo sei uno di noi!”. Infatti al di là delle possibili considerazioni sulla coerenza,  il grande pericolo che Renzi, e con lui il PD, corre é di essere percepito come uno dei tanti, proclami, promesse e poi alla prima occasione
Non so se la Direzione Nazionale di nominati – rigorosamente e “coerentemente” in Assemblea si è votato una lista bloccata – e i gruppi parlamentari – che hanno dimostrato un vero attaccamento…al Paese? no, alla possibilità di rimanersene a Roma fino al 2018  - hanno bene interpretato il voto delle primarie per l’elezione del Segretario. Di certo NON il mio che era volto a costruire un Partito realmente nuovo,  determinato a sostenere il Governo Letta nel percorso di riforme, capace di mettere in campo una proposta vincente alle elezioni, guidata da un Renzi LEGITTIMATO dal voto popolare, non da una anomala crisi extraparlamentare.
Ma forse sono io ad aver  capito male. Si sa, il toscano è una lingua “da interpretare”. Non mi iscrivo alla lista di quelli che “conviene adeguarsi”,  non ho seggi da difendere, ho un ruolo istituzionale, svolto e legittimato più che altro dal territorio, messo a dura prova più dalla dirigenza romana che dalla rabbia e dal disagio dei cittadini.
Mi sento perciò libero di dire che il cinismo con il quale è stato trattato LETTA sia una brutta pagina per il PD. Soprattutto se usato sia da chi deve ancora dimostrare cosa vale, sia da chi nel giro di pochi giorni è passato all’interno del partito dalla minoranza alla maggioranza, mantenendo del resto viva una “certa” tradizione.
Sia chiaro però che con un po’ di disillusione in più, é oramai a livello polare, sarò comunque come  sempre in trincea a difendere un’idea di società solidale che spero  tanto sia ancora un riferimento per il mio partito.
Un’ultima riflessione. Grazie ad Enrico Letta. Ha retto il Governo in un momento non difficile, ma difficilissimo. Ha ridato una vera dignità internazionale all’Italia. Ha dato esempio di sobrietà e serietà, nonché di normalità nel ricoprire le più alte cariche pubbliche. Lo ha fatto con una maggioranza di “emergenza” e con un PD non certo graniticamente solidale. La politica italiana di questi anni, è vero, è troppo paludosa per cogliere queste potenzialità. Preferisce i proclami e gli effetti speciali.
Speriamo bene. Buon lavoro Renzi, auguri Italia.

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Cambiamento

pd_bandiereE allora?
Sondaggi alla mano, ahimè piuttosto uniformi, se si votasse oggi, applicando la legge elettorale in discussione, il centrodestra vincerebbe. Certo, è un’ipotesi che prefigura una ricostruzione di una coalizione che vede assieme FI, NCD, Fratelli d’Italia e Casini (chissà come deciderà di chiamarsi). Processo che però è velocemente in atto. Bisogna prendere atto che l’elezione di Renzi alla segreteria del PD non é sufficiente a risolvere la difficoltà del centrosinistra a conquistare in modo forte la guida del Paese. L’indubbia crescita del consenso, inferiore rispetto a quanto ci si augurava, difficilmente in queste condizioni basterà per arrivare alla fatidica soglia del premio di maggioranza o alla conquista del turno di ballottaggio.
Allora bisogna mettere in atto, senza ansia perché ci sono tempi e potenzialità per farlo, delle contromisure adeguate.
Comincerei con il messaggio che ha accompagnato l’elezione di Renzi: CAMBIAMENTO. Deve essere mantenuto e rafforzato. Troppe volte viene sacrificato in nome di vecchi riti e di soliti compromessi. Non basta dare un messaggio nazionale se poi sui territori si inseguono altre logiche. Persino imbarazzante rilevare come una classe politica senza consenso “galleggi” in questo modo e cerchi di perpetuarsi. Il problema è che poi ne risente la credibilità della proposta! La stessa vicenda Cuperlo era facilmente prevedibile ed evitabile. Quando mai il leader di un’area può rappresentare un ruolo di garanzia come quella del Presidente del Partito?
Lo stesso iter della proposta di riforma della legge elettorale rischia di essere un appesantimento per il PD. L’aver rinunciato alle preferenze, ma soprattutto aver dato l’impressione di aver assecondato FI, non è stata una scelta particolarmente lungimirante.
Allora va cambiato anche il rapporto con il Governo. Se infatti bisogna chiedere con forza di evitare decreti pasticciati e poi difficilmente difendibili, è altrettanto utile valorizzare quanto di positivo viene fatto. In condizioni difficilissime, ma viene fatto. Ci piaccia o no i cittadini vedono questo esecutivo come espressione del PD, teniamone conto evitando di lasciare il presidente Letta, in alcune occasioni, solo.
Allora dobbiamo riprendere con forza il tema delle alleanze. Sembra quasi che per noi non esista. Invece esiste eccome. Dove governiamo, lo facciamo in coalizione. Alle prossime amministrative è in coalizione che ci presenteremo. Senza alleanze come pensiomo di raggiungere l’ipotetico 37%? Vogliamo riaprire un momento di confronto nel merito e sui problemi, teso a costruire coalizioni vere? Rivendicando il ruolo che ci compete, che non é l’esasperazione di una “magnifica solitudine minoritaria”.
Allora vanno superate tante resistenze interne e tante incoerenze. Va testimoniata la volontà di cambiamento dove tutti gli esponenti del PD si chiedono cosa possono fare per aiutare il Segretario Nazionale, non come possano trarne vantaggio proclamandone l’appoggio.
Allora si tratta di metterci al lavoro, con determinazione perché l’illusione di aver già risolto il problema è già svanita…

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Una politica che sappia assumersi le proprie responsabilità

parlamentoMa va! La Consulta ha dichiarato la legge elettorale in vigore, il “porcellum” anticostituzionale! Premio di maggioranza e impossibilità per l’elettore di indicare con precisione chi vuole eleggere i principali motivi della pronuncia. Chi se lo sarebbe aspettato? TUTTI!  E allora perchè non si è intervenuti prima? Perchè in Parlamento non c’è una maggioranza capace di affrontare il tema e persino nei singoli partiti, o movimenti, vi sono più scuole di pensiero.
Ora però o si legifera o si torna alla prima repubblica con una legge elettorale di fatto proporzionale con preferenza. Bella sfida per il Parlamento e per il Governo che di fronte ad un eventuale (che eufemismo) impasse delle camere, si troverebbe costretto a prendere un’iniziativa se non altro di ritorno al “mattarellum”. Certo pensare che per ben 3 volte si é votato con una legge anticostituzionale fa riflettere sullo stato della nostra democrazia e non perché  ”…il Parlamento è decaduto ….” come qualche cialtrone stamani ha scritto dimenticando che la Legge l’ha voluta il suo editore, ma perché NESSUNO ha finora affrontato con seria determinazione il tema.
Il PD ora non può fare da spettatore. Scollinato l’appuntamento di domenica 8 è necessario mettere a punto una proposta che mi auguro possa essere approvata già in questa legislatura, cosa che mi auguro avvenga, ma che in alternativa deve diventare parte integrante del nostro programma. Elezione con reale possibilità di scelta da parte dei cittadini, trasformazione del Senato in camera delle regioni quale assemblea di secondo livello, abolizione dei tanti (troppi) privilegi ancora in essere per i parlamentari, possono essere a mio giudizio una base di partenza sulla quale riflettere. Assieme ad un riassetto istituzionale dove i “livelli” vanno razionalizzati e soprattutto le competenze devono essere ben attribuite e non sovrapposte. Ma per favore facciamo un confronto chiaro e comprensibile evitando di dare spazio ai tanti costituzionalisti improvvisati che in queste occasioni diventano più numerosi degli aspiranti allenatori della  nazionale di calcio.
Abbiamo, o meglio avremo, un nuovo Segretario, abbiamo il Presidente del Consiglio? Ebbene spetta a loro avanzare prima al PD e poi al Paese una proposta. Torniamo ad una politica che faccia politica e che sappia assumersi  le proprie responsabilità!

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Cambia la maggioranza, opportunità anche per il PD

parlamentoCambia la natura del Governo e della Maggioranza. Ci sarà un passaggio parlamentare a suggellare il passaggio di FI all’opposizione, la rottura definitiva del PDL, ma soprattutto il varo di una diversa coalizione che, pur rimanendo provvisoria, appare decisamente  più snella e in grado di fare quello che finora i Brunetta, i Romani, insomma FI, avrebbe  impedito. Ben venga questo momento a suggellare un cambio che deve riguardare non solo il centrodestra, ma anche e SOPRATTUTTO  il PD e il Centrosinistra. FI ha già iniziato una campagna elettorale lunga ed insidiosa. Berlusconi quanto è inadeguato come uomo di Governo (non dimentichiamo le SUE enormi responsabilità rispetto la situazione socioeconomica che stiamo vivendo) tanto è formidabile in campagna elettorale. Demagogia, disinformazione, mobilitazione della stampa  e tv di famiglia, demonizzazione del centro sinistra e del nuovo centro destra quali partiti delle tasse,  l’Europa e l’euro che ci mettono in ginocchio: gli argomenti che verranno usati in abbondanza.
La risposta deve essere FERMISSIMA. Sia da parte del Governo, sia da parte del PD. LETTA deve dare una forte accelerazione nel campo delle riforme: cambio della legge elettorale, effettivo taglio dei costi della politica e snellimento istituzionale NON possono più essere rimandate. Così come deve varare riforme in campo economico e fiscale effettive, basta con le finzioni su IMU e IVA, ci vogliono misure  vere  e concrete. Di mio oserei qualcosa anche sul conflitto d’interessi che in ogni passaggio politico delicato mostra tutta la sua gravità in termini di trasparenza e correttezza di informazione.  RENZI, più che mai mi auguro diventi Segretario, dovrà supportare il Presidente del Consiglio nel cambio di marcia e dovrà saper dare una forte impronta del PD a questo cambiamento. Dovrà soprattutto ricordare, non contro, ma con Letta, ad Alfano che anche noi possiamo  dire basta se vi sarà l’ennesimo tentativo del nuovo centrodestra di intestarsi tutti i meriti e scaricare tutti i problemi.
Importante è non sottovalutare FI e il centrodestra. Lo abbiamo già fatto con Monti, e ne abbiamo patito le conseguenze.

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Con Letta e Renzi lungo la strada del futuro

letta_girelliSi è chiusa la prima  parte dei congressi provinciali del PD. Non mi dilungo nel commentare i risultati. Mi limito a ripetere quanto detto “prima”, ribadendo che è stato un errore non aver aperto la consultazione a simpatizzanti e sostenitori, ma averla ridotta ad una “conta interna”, a volta più “spintanea” che spontanea.
Ora si apre di fatto il mese di confronto che ci porterà all’ 8 dicembre, data nella quale con primarie “aperte” eleggeremo il Segretario nazionale del PD. Non ho dubbi, da sostenitore di Enrico Letta da sempre, voterò e sosterrò Matteo Renzi. Lo farò dopo aver appoggiato, sia pur con qualche tiepidezza a suo tempo non nascosta, Bersani. Lo farò perchè ritengo che proprio quanto avvenuto dopo le  ultime primarie nazionali ci dimostra la necessità di una cesura verso un gruppo dirigente monolitico, verso un modo di concepire la politica superato e ormai completamente incomprensibile per i cittadini. Lo farò perché sono più che convinto che è dalla convergenza tra l’autorevolezza e competenza di Letta e l’energia e capacità di coinvolgimento di Renzi che può nascere la proposta capace, finalmente!, di permettere al centrosinistra di governare con autonomia.
Certo non è una  strada in discesa quella che abbiamo davanti, bisogna fare i conti con nuovi e vecchi vizi, ma è un’opportunità che NON possiamo mancare. Fondamentale è che il Governo possa attuare con decisione alcune azione tese al rilancio economico, ma anche e soprattutto che il PD, eletto il suo segretario, cominci a lavorare ad una  squadra realmente capace oltre che nuova. Riforma elettorale e della giustizia (i tempi di quella civile sono davvero inaccettabili) sono importanti, ma non certo sufficienti a “innovare” il Paese che ha si bisogno di interventi di forte “manutenzione” istituzionale, ma anche di spinte a modificare gran parte delle sue organizzazioni, non solo pubbliche. Renzi, per poterlo fare, dovrà aggiungere all’entusiasmo la capacità, alla comunicazione “che arriva” i contenuti “che cambiano”, agli amici della prima ora, che in politica non sempre sono i più sinceri, i sostenitori e i collaboratori che gli servono per mettere in campo una squadra di qualità. L’ 8 dicembre sarà un giorno importante. Rispetto le altre proposte in campo, ma più che mai penso che l’unica vera opportunità di ricominciare a dialogare con i cittadini sia rappresentato da Renzi.

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Ora le carte sono scoperte

governo_letta_quirinaleOra le carte sono scoperte. L’unica vera richiesta che Silvio Berlusconi e i “suoi” ponevano per sostenere il Governo, ora è evidente, era il suo “salvataggio”, badate  bene NON politico, ma giudiziario, perché di questo si tratta. Chiunque  parli di IMU, di IVA non merita nemmeno risposta perché è ora di smettere di rapportarsi con la falsità, l’imbroglio, la demagogia. Letta va ringraziato per lo sforzo fatto, per lo stile dimostrato, per aver mostrato al mondo che in Italia esistono  politici seri e dignitosi, non solo  inaffidabili imbonitori. Mi auguro che i cittadini e la “politica” lo ricordino.
Ora si tratta di verificare cosa si può fare. Mi auguro, per l’immediato,  si riesca a trovare una proposta capace di affrontare le due criticità che abbiamo davanti:
- non vanificare gli sforzi fatti nel tentativo di ripresa economica
- affrontare il tema della riforma elettorale.
Poi, alla luce della situazione, penso non vi sia alternativa al voto anticipato. Voto che ci deve trovare pronti. Con persone riconosciute autorevoli dai cittadini, non da loro stesse o dalle segreterie dei partiti, con programmi che sappiano essere chiari e nuovi. Abbiamo sia le une che gli altri, basta con coraggio e convinzione metterle in gioco. Senza deleghe in bianco, ma con un mandato fiduciario vero, basato su serietà e “condivisione”. Su questo si tratta di verificare nel PD chi veramente lo ritiene  un progetto politico innovativo e chi invece lo considera un comodo autobus, nella coalizione chi sinceramente è disposto a cambiare un Paese sempre più in difficoltà nel liberarsi da tante, troppe, insopportabili cattive abitudini, e chi invece preferisce continuare a gestire comode, per loro, rendite di posizione.

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“Investire su Letta e Renzi con un grande PD unito”

La mia intervista di oggi sul Corriere della Sera – Brescia: “Investire su Letta e Renzi con un grande PD unito“.

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La moda di screditare esponenti PD su Facebook e Twitter. A che scopo?

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo VecchioE’ di moda in questi giorni, in particolare sui  sui social  network, screditare alcuni esponenti del PD. In particolare Letta e Renzi. Si va dal banale “basta con i democristiani” (per favore un po’ di attenzione almeno per l’anagrafe!), alle accuse più pesanti di lobby familiare o economica e di manifesta incapacità a rappresentare il centrosinistra, perché palesemente “quasi” di centro destra. Ovviamente a cascata questo avviene anche ai livelli territoriali dove si cerca di screditare un certa classe dirigente.
Ora, l’ho detto più volte, è vero che siamo impegnati in un Governo anomalo, che mette a dura prova la nostra pazienza e che abbiamo dei compagni di viaggio che provocano non pochi imbarazzi, ma è altrettanto vero che altro NON si poteva fare, e chi rispettabilmente non è d’accordo per favore avanzi una proposta alternativa, senza attingere dal libro dei sogni si intende. Piuttosto mi interessa il cambio di stile, il nuovo modo di rapportarsi con l’Europa, il coraggio di alcune scelte: il Ministro Kyenge non l’ha indicata Vendola,  il diverso stile di comunicare e altro ancora che Enrico Letta ha introdotto. Così come non può sfuggire l’indubbia capacità  del Sindaco di Firenze di intercettare l’attenzione e la speranza di cambiamento di tante /i cittadine/i.
Sono convinto che per una certa parte di “classe dirigente” del centro sinistra proprio questo fa paura, IL CAMBIAMENTO. Ecco allora che ci si inventa pseudo nuovi leader, il più delle volte rigorosamente allevati all’ombra “del partito” e si rispolverano modelli di innovazione piuttosto vecchiotti. Con in sottofondo tutta una serie di eroi che si sono “fatti da parte” (paura della mancanza del consenso?), ma che in realtà provano a tirare i fili, cercando in modo grottesco di mantenere il controllo.
Questa è la scommessa. Più che mai c’è bisogno che si saldi un’area che abbia realmente la voglia di innovare e che a mio giudizio è rappresentata da Renzi e Letta. Non facciano l’errore di essere strumentalmente messi l’uno in alternativa all’altro o di esasperare le legittime aspirazioni personali. C’è tanto da fare, in Italia e in Europa, c’è spazio  per le capacità di entrambi. Facciano squadra, senza chiudersi, ma aprendosi a quanti condividono questo percorso. Certo esiste il pericolo di essere percepiti come deboli nei confronti di un’area “più” a sinistra. Ci si può  ovviare con la capacità di affrontare con decisione il tema delle riforme sociali, il principio di solidarietà è il collante per il centrosinistra, dei diritti civili, della lotta ai privilegi. Esiste però, e finalmente, la possibilità di risolvere il “problema” del nord che che continua a vederci  incapaci di abbattere burocrazia e vecchie consuetudini, di dare risposta ad un tessuto economico particolarmente complesso e per questo ci punisce elettoralmente.  Un PD nuovo disegnato per autorevolezze riconosciute dal basso, dove gli accordi si fanno con i cittadini, dove non esiste la politica per professione, ma la politica fatta con professionalità. Questo è il percorso che spero si possa delineare nel PD, questo è quello che mi auguro.

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