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Da Sala un atteggiamento serio e responsabile

salaIl Sindaco di Milano Sala si auto sospende a causa di quelle che, per ora, sono voci giornalistiche che, come sempre e stranamente, anticipano l’ufficialità di alcuni atti.

Come sempre alla magistratura il compito di svolgere fino in fondo il proprio compito e con la massima autonomia. Mi permetto però di aggiungere anche con la necessaria velocità!

Infatti la vicenda è nota da tempo e riguarda un aspetto controverso, dettato da un momento del tutto particolare della vicenda di Expo. Vorrei ricordare le scadenze, i poteri straordinari conferiti all’allora amministratore, la necessità di arrivare pronti al traguardo dell’inaugurazione. Tutte emergenze che in nessun caso potevano e possano giustificare atti illeciti, ma che non possono far dimenticare scelte “abbreviate” a suo tempo da molti chieste e approvate. Penso che la decisione del Sindaco Sala sia seria e responsabile.

Inaccettabili le solite accuse, mosse magari da chi dovrebbe dedicare un po’ più di attenzione a quanto avviene in casa (dove, all’onore della cronaca, non ci sono probabili ulteriori indagini, ma arresti, quasi che come sempre per alcuni i processi si fanno in “piazza”, per altri le assoluzioni si fanno “in rete”).

E’ tempo di reagire con la necessaria forza al tentativo di destabilizzare le istituzioni, aprire la strada a irresponsabili reazionari, molte volte con un passato vergognoso e un presente altrettanto imbarazzante. Rispetto delle persone, delle regole, dei compiti di chi è chiamato ad indagare e giudicare è indispensabile, deve stare alla base dei comportamenti di tutti.

Ora il Sindaco Sala ha assunto un atteggiamento serio e responsabile. Va rispettato. Il Governo della città di Milano è pienamente garantito da una Giunta eletta e riconosciuta dai milanesi. Si faccia chiarezza, lo si faccia fino in fondo, lo si faccia nei luoghi deputati a farla e da parte di chi è chiamato a farlo. Ancora una volta: si faccia in fretta.

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Arresti in Lombardia, fatti gravi che purtroppo non ci sorprendono

Tribunale-di-MilanoCiò che è accaduto è grave e, purtroppo, non ci sorprende: gli arresti di mercoledì confermano la seria preoccupazione rispetto una presenza mafiosa ben consolidata nel territorio lombardo.

Certo, desta motivo di ulteriore riflessione rilevare che le azioni di prevenzioni ancora una volta si siano rivelate del tutto inadeguate ad evitare l’ennesima contaminazione malavitosa nella realizzazione di opere di particolare importanza e valore strategico. Sarà nostra cura, come commissione speciale antimafia, verificare che siano stati utilizzati correttamente da Fiera Milano e dalle sue controllate tutti gli strumenti a disposizione per evitare quanto è invece successo.

Ora, da un lato va espresso un forte plauso alla Magistratura e alle Forze dell’ordine, a dimostrazione di una capacità investigativa di particolare valore ed efficacia, dall’altro va sviluppata un’adeguata analisi tesa a comprendere come meglio e più si possa operare per prevenire e impedire che la mafia continui a operare e fare affari in Lombardia. Occorre sviluppare strumenti normativi adeguati, avere un’adeguata capacità di lettura del fenomeno mafioso e una concreta capacità di contrasto.

I corsi di formazione per amministratori e funzionari pubblici sono un primo serio passo, ma occorre anche sviluppare una sinergia fra tutti gli enti coinvolti per uno scambio di informazioni, buone pratiche e per sviluppare un lavoro realmente sinergico. Parlare di mafia in Lombardia non può e non deve diventare una triste constatazione, una dolorosa constatazione, ma rimanere motivo di una forte indignazione, di una durissima reazione, di una concreta azione. Non servono polemiche, servono risposte condivise per estromettere la mafia dal nostro tessuto socio-economico.

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Agricoltura vuol dire futuro non nostalgico passato

coldirettiMolte, troppe volte, si è parlato di agrcoltura come tradizione, valori del passato, ricordi di antichi usi. Oppure in chiave estremamente ecologica, confondendo l’attività agricola con interventi educativi, promozionali o turistici.
Il risultato è stato anni di disattenzione, di mancanza di scelte vere, di debolezza in Europa nella difesa di un settore strategico per il nostro Paese. Martedì vedere una marea di rappresentanti dell’agricoltura italiana all’assemblea Coldiretti, circa 30.000, cogliere nelle parole del presidente nazionale Moncalvo, nella Presidente dei Giovani, ma ancor di più nei tanti volti di tanti e tante presenti la determinazione, la consapevolezza, il serio impegno a rivendicare un ruolo strategico ed importante ha segnato l’aria di cambiamento in atto.

Cambiamento che è stato espresso a chiare lettere dal Ministro Martina e dal Presidente del Consiglio Renzi: l’agricoltura non è storia del passato, ma sempre più settore strategico per il futuro, uno dei punti forti sui quali puntare per la ripresa. Importante poi lo spazio dedicato alla lotta alla contraffazione, al caporalato alle AGROMAFIE. Giancarlo Caselli ne ha parlato con l’indiscussa competenza, così come quello dedicato al ruolo dei lavoratori immigrati, indispensabile nel settore, tema affrontato con coraggio e parole di verità e correttezza, caratteristiche che spesso mancano alla classe politica.

Tracciabilità , prodotti di qualità, difesa della produzione italiana, mercati internazionali, prezzo del latte, benessere non solo animale, ma anche e soprattutto di chi opera in agricoltura i temi chiave su cui lavorare, costruire in agricoltura una vera prospettiva di futuro, dove economia, ambiente, cultura, valori si saldano e diventano parte integrante del tessuto sociale della nostra meravigliosa Italia. Meravigliosa, non dimentichiamolo, come meravigliosi sono le tante e i tanti che martedì erano in Expo all’assemblea o, molti, ma molti di più, che erano nelle loro aziende, nelle loro campagne, nei loro allevamenti a lavorare si per la loro impresa, ma anche per contribuire a risollevare il nostro Paese e tracciarne la strada del futuro.

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‘Ndrangheta minaccia concreta e continua alla nostra società

expoGli ultimi sviluppi dell’inchiesta della Procura di Milano testimoniano una volta di più quanto la ‘ndrangheta sia diffusa e radicata nel tessuto lombardo. La sua presenza è una minaccia concreta e continua alla nostra società, alle sue istituzioni e alla nostra economia, tanto più forte per la presenza di cantieri di opere pubbliche rilevanti connesse ad Expo 2015. La commissione regionale antimafia, che ho l’onore di presiedere, ha a più riprese individuato campi d’azione per la politica e per l’amministrazione, ma la sfida è altissima e non si può mai abbassare la guardia, tanto meno ora, nella fase più calda della realizzazione di Expo. Preoccupa, a questo proposito, il possesso della certificazione antimafia da parte di un’azienda risultata di proprietà della famiglia Galati, e ancor più preoccupano le intimidazioni ai danni della direttrice del carcere di Monza, Maria Pitaniello, come all’agente di polizia locale autore di una segnalazione rilevante per le indagini. A loro va la nostra solidarietà e riconoscenza.
Vogliamo ascoltare nuovamente in commissione il commissario Expo Giuseppe Sala, per fare nuovamente il punto sui controlli e sulle garanzie di legalità nei cantieri.

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La Commissione Regionale Antimafia non può avere un ruolo di sola rappresentanza

lombardia_pirelloneLa cronaca giudiziaria di questi giorni getta un’ulteriore ombra su Expo, sulla trasparenza nella gestione delle opere, ma ancor di più sulla correttezza dell’intera operazione. Non si può negare che quella che doveva essere l’occasione di rilancio di un sistema Paese, in particolare per una regione come la Lombardia, la cui credibilità era già stata  messa a dura prova, rischia di diventare il simbolo dell’incapacità e della vergogna.
Accanto ad Expo si aggiungono ulteriori inchieste inquietanti  in Sanità e nelle gestioni di altre grandi opere. NON PUÒ  essere così. Milioni di italiane e italiani, di lombarde e lombardi PER BENE non possono essere confusi con politicanti e “tecnici” corrotti. Una realtà socio economica come quella della nostra Regione che é cresciuta e sviluppata sulla cultura del lavoro non può essere percepita come luogo di corruzione e malaffare.
A questo punto diventa necessario porre il tema del ruolo della Commissione Speciale Antimafia di Regione Lombardia. Non può, o perlomeno io NON sono disponibile a tollerare, diventare il luogo dei buoni propositi, delle analisi superficiali, delle visite pastorali e della sola, importante, ma non sufficiente, promozione della cultura della legalità. Non posso non denunciare il grande imbarazzo e il profondo sdegno nel constatare che alcune delle figure che che ci hanno dato ampie rassicurazioni in audizione sono poi state arrestate perché fortemente indiziate. Ritengo quanto mai necessario consegnare alla Commissione un vero ruolo di garanzia per il Consiglio e per i cittadini. Ecco perché chiedo innanzi tutto che il Presidente Maroni venga a relazionare su quanto avvenuto e su quanto intende fare per il futuro, così  come per concordare che modalità di controllo intende concordare  con la nostra Commissione.
Va altresì instaurato un serio collegamento con la Commissione Antimafia Nazionale che, sia pur con le dovute distinzione di ruoli e competenze, deve rappresentare un esempio di collaborazione istituzionale. A tal proposito diventa a mio giudizio fondamentale che ruolo e competenze delle Commissioni Regionali siano simili in tutta Italia per rafforzarne l’autorevolezza e l’efficacia del lavoro svolto. Sia chiara se non vi é un cambio di marcia, se non si registra il dovuto rispetto, diventa del tutto INUTILE avere una Commissione Regionale Antimafia, o perlomeno NON vi è la mia disponibilità a parcheggiarne la funzione in un ruolo di pura rappresentanza.

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Lombardia Infrastrutture, di crepa in crepa ……

ramazzaÉ evidente che la ramazza del Presidente Maroni NON ha funzionato un granché. Le ondate di indagini che hanno caratterizzato la coda dell’epoca formigoniana, e che di fatto ne hanno determinato la fine, stanno sempre di più diventando una costante anche del nuovo corso. Certo, diversi sono i contesti, ma non la sostanza: il fatto che nell’attività, piuttosto intensa, della Regione Lombardia, troppo spesso emergono irregolarità, gestioni opache, episodi di corruzione che provocano l’intervento delle autorità giudiziarie.
Due sono le forti preoccupazioni che emergono con forza. La prima riguarda il sistema lombardo costruito per gestire il sistema delle opere pubbliche. É evidente che sull’altare dell’efficienza si é troppo semplificato, troppo concentrato la gestione del potere, ma soprattutto spesso confuso il ruolo di indirizzo con quello di gestione se non addirittura controllo. Il risultato é lì da vedere. É quindi indispensabile ripensare il modello, ridimensionare il ruolo di alcune figure apicali, aprire un confronto sul rapporto fra ruolo pubblico e ruolo privato. Ancor di più é necessario introdurre criteri di controllo efficaci, capaci di prevenire, intercettare ed evidenziare tutte le anomalie che possono nascondere comportamenti illeciti. Le relazione degli organismi per ora previsti sanno si evidenziare alcune storture, ma solo come lettura di quanto avvenuto, non come controllo di quanto avviene e quanto avverrà.
Seconda preoccupazione é l’immagine che ancora una volta la Lombardia rischia di dare di sé. Tra quanto contestato al Direttore Generale di Lombardia Infrastrutture vi sono risvolti che riguardano Expo. Non possiamo certo sottovalutare questo fatto. Ancor di più non possiamo, sull’onda della necessità di concludere i lavori “in tempo”, far venire meno trasparenza e controllo in ogni fase dei processi autorizzativi ed esecutivi in atto. L’appuntamento del 2015 deve rappresentare ANCHE la dimostrazione che siamo in grado di operare nel rispetto delle regole, lasciando corruzione e illegalità completamente fuori dalla porta. Anche da questo dipende la nostra effettiva credibilità.
Da qui la necessità di far subito la massima chiarezza su tutta la vicenda e garantire la massima comunicazione e trasparenza su quanto avverrà da qui in avanti. Intanto il Presidente Maroni in aula ha relazionato su quanto avvenuto. Ha manifestato la volontà di fare chiarezza su quanto avvenuto nelle “passate” legislature. Ha ribadito la volontà di garantire la conclusione delle opere in corso, specie riguardo Expo. Ha dichiarato di voler scegliere con bando pubblico il nuovo direttore generale di Infrastrutture Lombarde. Ha ribadito che Regione Lombardia é parte lesa, non certo la parte colpevole di quanto successo. Gli vogliamo credere, ma sia chiaro vigileremo con attenzione, svolgendo non solo il ruolo di “minoranza” che il voto popolare ci ha consegnato, ma soprattutto quello di rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni. Istituzioni che più che mai in Lombardia hanno bisogno di recuperare credibilità e trasparenza attraverso comportamento corretti e capaci di espellere ogni forma di corruzione e infiltrazione malavitosa.

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Saranno questi i treni che presenteremo ai visitatori di Expo?

treno_girelliÈ da un po’ che non parliamo di treni. Perché è tutto a posto? Hanno iniziato ad arrivare in orario? Sono caldi, puliti, garantiscono un servizio ottimo ed efficiente? No, niente di tutto questo.
Forse ci si è un po’ stancati di dirlo. Ma non è il caso. Non pensino quelli di RFI che non ci siamo accorti che non sono i ritardi di 10/15 minuti ad essere scomparsi, ma semplicemente il loro “annuncio”. Così come non pensino TreNord e l’assessore regionale che non ci siamo accorti che a fronte dei disservizi, che continuano, la risposta è stata…il prolungamento del contratto!
Intanto Expo 2015 si avvicina. Sarà una vetrina per l’Italia. Tutti ci auguriamo che i 20 milioni di visitatori attesi possano conoscere ed incontrare le tante bellezze del nostro territorio. Non vorrei che approfondissero troppo i paesaggi visibili dai treni fermi (!) sulla tratta Milano-Venezia, non sempre sono un granché. Allora vogliamo cominciare a cambiare rotta, o meglio binario? Magari cominciando dalla pulizia dei treni. Ecco la foto di quello “preso” oggi. In ritardo c’è anche una bella “lavata”. Probabilmente per quanto riguarda il settore lo sporco sotto il tappeto non ci stava più.
Nel 2015 la Lombardia, l’Italia devono dimostrare al mondo il meglio della loro efficienza, per poi garantirla ai tanti utenti che ogni mattino vogliono poter andare al lavoro, a scuola o anche a visitare una delle nostre belle città, utilizzando un servizio adeguato.

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Trasparenza negli appalti, aumentare l’impegno

expoCome Commissione Speciale Antimafia  abbiamo incontrato il Presidente, generale Mario Forchetti, e i membri del Comitato per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza dei cantieri della Giunta regionale.
L’interessante audizione del Comitato ha permesso di evidenziare, fra gli altri temi, la necessità di incrementare ulteriormente le forme di controllo nella gestione dei sub-contratti avvalendosi della normativa esistente  e sviluppando sempre più forme di monitoraggio, tese ad individuare segnali di possibili tentativi di infiltrazioni mafiose.
Il Comitato, istituito con legge regionale, ha il compito di monitorare contratti e appalti e ha iniziato i suoi lavori nel giugno dello scorso anno. Il presidente Forchetti ha illustrato alla Commissione l’attività svolta, con particolare riferimento ai cantieri aperti in vista di Expo 2015. Il generale ha ricordato come dagli incontri e dagli  atti esaminati  sia emersa la necessità di intensificare la  tracciabilità dei flussi finanziari e dei contratti, riferiti agli appalti e ai sub appalti. In sinergia con Infrastrutture Lombarde Spa, si è quindi deciso di mettere a punto una nuova metodologia informatizzata che consenta una precisissima radiografia di tutta la filiera relativa ai contratti in essere e di tutti i flussi degli appalti e la tracciabilità del denaro pubblico speso per le opere. La  documentazione sarà quindi messa a disposizione anche delle forze di Polizia, per contrastare i rischi di infiltrazioni mafiose.
Abbiamo chiesto inoltre di intensificare i rapporti con la Commissione e messo in calendario un’ulteriore audizione, non appena pronta la relazione semestrale, e l’organizzazione di un momento pubblico di presentazione della stessa.

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Lotta alle mafie, promuoviamo un Expo della legalità che riunisca tutte le Commissioni Antimafia d’Italia

bindiIeri la commissione Parlamentare Antimafia si è riunita presso la Prefettura di Milano.
Le dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia in merito alla crescente infiltrazione mafiosa nel territorio lombardo, quarto in Italia con Milano e Brescia che si contendono il primato negativo, dimostra ancora una volta quanto sia necessario tenere alta la guardia sulle infiltrazioni della criminalità organizzata, capace davvero di penetrare i gangli della vita civile della nostra regione.
Dispiace, inutile nasconderlo, constatare la disattenzione da parte della Commissione parlamentare verso il Consiglio regionale, che da questa legislatura si è dotata di una propria commissione. Riconoscere l’importanza di un livello territoriale è fondamentale per dare efficacia ad ogni azione.
E’ importante promuovere un Expo della legalità proprio in Lombardia a Milano in preparazione dell’appuntamento 2015. Non sarebbe banale infatti fare incontrare tutte le Commissioni Antimafia delle Regioni Italiane. Sarebbe l’occasione per uno scambio di esperienze, di condivisione di azioni legislative, di coordinamento di ogni attività di effettivo contrasto alla malavita organizzata. Ancor di più sarebbe importante che a livello parlamentare si normasse uno specifico ruolo delle regioni al riguardo. La lotta alla mafia deve infatti diventare uno dei principali impegni istituzionali anche per le Regioni, in particolare quando come nel caso lombardo si parla di un territorio paragonabile ad una nazione. Non mi interessano le polemiche di queste ore, non riguardano l’attività della Commissione Regionale, mi interessa che maturi una maggior considerazione delle potenzialità delle regioni nel contrasto alla mafia.
In particolare in territori come il nord dove deve crescere al più presto la necessaria consapevolezza della situazione e una forte risposta di contrasto. Già in occasione della chiusura del Nucleo informativo della Dia presso l’aeroporto di Malpensa sei mesi fa, avevo ribadito fortemente l’importanza di tale presidio che allora come oggi, soprattutto alla luce delle indicazioni date dal procuratore, richiede di raddoppiare gli sforzi e dotare anche Brescia con un presidio investigativo ad hoc.  È necessario mandare un segnale di massimo impegno verso il contrasto di ogni forma di attività mafiosa

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Expo, 23 aziende a rischio criminalità escluse dalla white list. La volontà di controllo è vera

expoAlessandro Pansa, capo della Polizia di Stato, con le sue parole mantiene vivo un tema primario in vista di Expo 2015: quello delle infiltrazioni mafiose nei cantieri della zona Rho-Pero. Si tratta di miliardi di euro destinati alla costruzione della rete infrastrutturale a servizio della grande esposizione internazionale. Voglio esprimere via soddisfazione per il lavoro svolto. Il fatto che a 7 aziende interessate sia stata negata l’iscrizione alla white list - elenco delle imprese pulite - e che a ben 23 sia stato emesso provvedimento di interdizione, è la cifra di una vera volontà di controllo e di azione concreta. Certo si tratta di numeri che dimostrano come il radicamento mafioso nei nostri territori e soprattutto in certi e precisi ambiti economici sia ben evidente. Auspico che le difficoltà nei controlli possano essere superate nell’ottica della prevenzione, che è uno degli elementi fondamentali per il contrasto alle mafie, e che la tensione istituzionale e mediatica sia sempre puntuale e attenta.

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