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Liberiamo “l’altra faccia della Lombardia”, quella migliore. Insieme

È la stagione dei sondaggi! Quasi quotidianamente ci raccontano chi è in vantaggio. Ora Maroni, ora Ambrosoli. Dipende dalla notizia del giorno. Berlusconi toglie l’IMU, Maroni promette di mantenere il 75% delle tasse in Lombardia? Ecco che il centro destra va in vantaggio! Vengono candidati Cosentino, cosa poi non avvenuta,  Scilipoti, cosa poi avvenuta? Ecco che si torna alla pari, anzi il centro sinistra si porta leggermente avanti. Penso sia tempo di rompere questo schema e soprattutto riportare la giusta attenzione anche sulla vicenda regionale che rischia di essere fortemente oscurata da quella nazionale.
In sanità, welfare, ambiente, trasporti, istruzione, solo per fare gli esempi più evidenti, il ruolo della regione è pari se non superiore a quello del governo. L’impatto di questi settori sulla vita di famiglie e persone è decisamente importante. Richiamiamo l’attenzione su questo, facciamo riflettere su cosa è avvenuto con Pdl e Lega Nord: anni tra scandali, corruzione, infiltrazioni malavitose. Rilanciamo la proposta del centro sinistra. A cominciare da una candidatura come quella di Umberto Ambrosoli, nata non da un ricatto politico come quella di Maroni, ma da primarie aperte che hanno consegnato ad un’espressione civica il massimo della responsabilità.
Parliamo delle nostre proposte in tema di lavoro, scuola, giovani, famiglia, invecchiamento attivo, sanità, welfare, territorio, ambiente. Contrapponiamo idee valide e realizzabili ai falsi slogan, come il famoso 75%. Rivendichiamo con forza  parole come ONESTÀ, TRASPARENZA, INNOVAZIONE, MERITO, SOLIDARIETÀ accompagnate dalle proposte chiare e concrete del nostro programma che sono  tutt’altro che timide. Si pensi ad esempio alla proposta di riunire sanità e welfare in un unico assessorato o alla  creazione di uno strumento finanziario “lombardo” per aiutare l’impresa.
Ma soprattutto movimentiamo tutta la potenzialità del centro sinistra in una campagna elettorale che non deve farci dimenticare nulla: utilizziamo tutti gli strumenti per comunicare con i cittadini, intercettare il loro sconforto,  la loro distanza. Interessarli e poi convincerli a  sceglierci. Attraverso i mezzi di comunicazione,  i mezzi  informatici, il porta a porta (quello vero, non quello televisivo!), dobbiamo cercare il contatto diretto con le lombarde e i lombardi, per dire loro che conosciamo quello che pensano e quello che sperano e che è di loro, dei loro problemi, delle loro speranze che vogliamo occuparci. E vogliamo farlo insieme a loro. Va  liberata “l’altra faccia della Lombardia”, quella migliore, quella che in questi anni è stata colpevolmente mortificata.

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Insieme per una nuova Lombardia

Mi candido con il Partito Democratico a sostegno di Ambrosoli Presidente. Lavorerò per un partito unito, innovativo, pronto alle sfide del futuro e capace di costruire una Lombardia diversa, più onesta, più solidale, più inclusiva, insomma una Lombardia più BELLA!

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Il lavoro in Regione in questi anni. Un contributo alla nuova Lombardia da costruire INSIEME

Fare un bilancio di una legislatura finita a metà per chi é stato all’opposizione potrebbe sembrare fin troppo facile. Il lavoro del nostro gruppo, puntuale nel merito dei vari problemi, è stato notevole sia nell’evidenziare le cose che non hanno funzionato che nel denunciare le evidenti distorsioni delle regole. Ma di certo la spallata definitiva a Formigoni e alla sua giunta è stata data dalla autorità inquirente. Questo non deve far venir meno la giusta importanza del lavoro del PD.

Allego una breve relazione della mia attività in Consiglio e nelle Commissioni di cui facevo parte, compreso la rendicontazione del costo delle iniziative promosse in questi anni. È un dovere di comunicazione e di trasparenza nei confronti del mio partito e dei cittadini.

Il lavoro in Consiglio regionale 

 

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È il momento delle scelte

Ora è ufficiale in Lombardia si vota il 10 e l’ 11 febbraio 2013. Quali saranno gli schieramenti in campo è un po’ meno chiaro. Maroni o Albertini? Lega e PDL uniti o divisi? Cosa faranno i neo centristi? E nel centrosinistra chi guiderà la competizione il civico: Ambrosoli o un esponente del Pd?
Rivendico con orgoglio il ruolo e il lavoro che il partito al quale appartengo ha svolto in questi anni. Lo ha fatto in condizioni difficili, stando sui territori e incontrando le persone, i loro bisogni, le loro difficoltà. Lo ha fatto mettendoci la faccia dei suoi rappresentanti, anche quando mettere in discussione Formigoni e il suo “governatorato” suscitava più compassione che interesse. Se un ciclo è terminato non è solo per demerito  di chi amministrava, ma anche per merito di chi non ha perso occasione per stigmatizzare comportamenti e ingiustizie, favori e omissioni. Per questo motivo in questo momento non accetto lezioni, ma suggerimenti, apporti, indicazioni. C’è chi ha accusato l’opposizione, e quindi soprattutto il PD, di essere stata troppo timida in questi anni. Lo fa dalle sedie dei Consigli di Amministrazione di Società, Banche, Gruppi Editoriali. Lo fa, nel migliore dei casi, senza aver detto nulla in tutti questi anni, a volte avendo anche convissuto con un sistema in nome del rispetto delle istituzioni o della presunta superiorità dell’interesse dell’economia sulla politica.
Dobbiamo avere il coraggio di rispondere con forza e sdegno a questa accusa, dicendo chiaramente che se si vuole costruire, come spero, un percorso insieme lo si deve fare partendo da una base di chiarezza e rispetto del  lavoro fatto.
Nei prossimi giorni, forse anche nelle prossime ore, ci troveremo davanti a decisioni rilevanti . Non penso che l’importanza della competizione possa giustificare lo stare zitti, o l’accettare qualsiasi decisione. È il momento delle scelte, manifestate con chiarezza, non nascoste dietro documenti di intenti o sigle di rito. Dobbiamo una volta per tutte dire se vogliamo in modo democratico scegliere il candidato presidente di Regione Lombardia per il centro sinistra attraverso delle primarie vere, alle quali il PD partecipa con un proprio esponente in virtuosa alternativa ad altre proposte di partito e di una o più espressione civica, o si allinea a delle primarie di “condivisione” sostenendo fin da subito una forte proposta esterna. Non nascondo che preferirei la prima ipotesi, se non altro per permettere al civismo di poter manifestare tutta la sua capacità di mobilitazione e di coinvolgimento. Ma non mi fermo lì, voglio andare oltre, capire se la seconda può essere parimenti percorsa con eguale determinazione e coraggio. Lo faccio anche perché vorrei ricordare a tutti che anche chi ha scelto di militare nel PD si sente profondamente “civico”, se non altro perché vive, lavora in mezzo alla gente e semplicemente dedica anche tempo ed energia nell’impegno politico, a volte avendo dei riconoscimenti, altre semplicemente mettendosi a disposizione.
Non conosco l’avvocato Ambrosoli. Ho ben presente la “storia” di suo padre e l’esempio di etica civile che ci ha dato. Conosco la sobria caparbietà con la quale ha voluto farla conoscere, come esempio e sprone in un momento di grande crisi morale, specie per i giovani. Penso possa essere una risorsa importante. A condizione però che sappia liberarsi non tanto dai partiti che lo sostengono, ma dalla stessa società civile che lo esprime. Proprio perché in questo momento c’é un estremo bisogno di un presidente di Regione libero da provenienze, anche se nobili, anche se virtuose o semplicemente importanti. C’è bisogno di un lettore della Lombardia, anche la più profonda, che solo il radicamento di chi vive i territori e non semplicemente “opera” sui territori, può dare. In questo senso ha bisogno dei partiti e principalmente del PD. Senza questo riconoscimento, senza questo coraggio si potranno dare vita a varie operazioni, raccogliere importanti adesioni, a onor del vero non sempre “fresche”, ma difficilmente si potrà saldare un progetto politicamente forte e coeso, capace di cambiare in meglio la politica nella nostra Regione, capace di sancire una cesura con il passato, capace di cambiare nel profondo non solo i nomi dei ruoli istituzionali, ma il tessuto lombardo, società civile compresa.
Il PD non è in cerca di posti, non vuole prenotare poltrone, vuole costruire un programma politico e assumersi le responsabilità che competono alla maggior forza politica del centro sinistra che non può essere ridotta a semplice portatrice di voto. Lo deve a chi in questi anni lo ha rappresentato, a chi con fiducia lo ha votato e all’idea stessa che la politica non è una cosa sporca, ma che ha bisogno di essere riscoperta e riconsegnata al controllo vero dei cittadini. Questo sono convinto i partiti lo possono fare molto meglio e con maggior garanzia di un qualsiasi patto civico, proprio perché se vogliono sanno aprirsi ed essere accoglienti.

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