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Bologna, Milano e Valencia

elezioniUna domenica, quella di ieri, che mi ha stimolato alcune riflessioni sulla politica, ma non solo.

Cominciamo da Bologna. La notizia l’hanno fornita i soliti idioti, che con la sperimentata violenza organizzata, hanno dato un triste risalto alla manifestazione. Per il resto è emerso quanto già si sapeva. La strategia di Salvini è e rimane quella di utilizzare le paure, e sono tante,  delle persone per trasformarle in consenso. Come? Esasperandole, fomentando divisioni, disegnando scenari catastroficamente spaventosi. Contenuti, proposte alternative al piano di riforme in atto? Non pervenute. Per il resto le solite offese urlate in modo sguaiato, accompagnate da un malcelata maleducata ed arrogante presuntuosità nei confronti dei ritrovati alleati. Alleati che hanno mostrato tutta la loro inconsistenza.
Berlusconi, oramai controfigura di se stesso, continua a recitare gli slogan di 20 anni fa, ha scelto la scorciatoia di appoggiare la Lega, deludendo molti dei suoi, ma ancor di più certificando, lui stesso, il fallimento del suo progetto politico, che era dar vita ad un partito moderato di ispirazione europea, capace di introdurre cambiamenti e modernizzazioni, progetto che aveva rappresentato il motivo dei suoi successi elettorali. Ha suscitato quasi compassione il suo sorriso al cerone, sul palco di una manifestazione che lo ha fischiato, non ascoltato, in passato, o forse anche ora, di fatto disprezzato. La Meloni cercando di far concorrenza a Salvini nel sobillar paure, spera di far dimenticare la modestissima prova mostrata al Governo, si quello, il peggior Governo della Storia Repubblicana. Di fatto tolto qualche facile slogan, occhi sgranati e isteriche enunciazioni, molte contraddizioni, non riesce ad aggiungere alcun contributo al progetto. In sintesi, a Bologna, abbiamo avuto la prima uscita di un cartello politico che ha un unico collante, essere contro il PD e il Governo Renzi. Strategia a mio giudizio fallimentare, proprio perché rappresenta la caricatura di quanto per troppe volte e colpevolmente il centrosinistra ha fatto verso il centrodestra.

Passiamo a Milano. Il M5S ha tenuto le sue primarie, riviste rispetto al metodo “in rete”, per la scelta del candidato Sindaco della città. Risultato? Scarsissima affluenza, dati non forniti, vincitrice immediatamente “blindata”, mancanza di ogni forma di partecipazione e possibilità di osservare quanto avveniva. E la trasparenza, la politica restituita ai cittadini, i percorsi condivisi, dove sono finiti? L’aumento del consenso ha coinciso con la caduta della freschezza e sempre più si manifesta la voglia di controllo su un movimento che potenzialmente mantiene la sua competitività in futuro. A farne le spese, penso, sarà la sua capacità attrattiva mostrando di possedere più i peggior difetti del passato che felici novità per il futuro.

Il PD non può però sperare di costruire il suo successo elettorale sulle difficoltà altrui, anzi deve riuscire a tramutare le tante speranze suscitate in azioni e risultati concreti. Dovrà farlo superando le difficoltà interne, trovando un equilibrio stabilizzante che non ne pregiudichi la spinta innovativa e di cambiamento che rappresenta il motivo del suo successo. Dovrà farlo rapportandosi con i possibili alleati che, al di là di comportamenti più o meno discutibili, devono una volta per tutte chiarire se desiderano costruire insieme un progetto o semplicemente cercare di erodere un po’ di consenso per garantirsi un minimo di rappresentanza. Nel primo caso il PD deve essere capace di avere la pazienza di costruire, nel secondo avere la giusta autorevolezza di andare per la propria strada.

E su Valencia? Nulla, per qualche giorno però non mangerò biscotti.

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Partire dalla legalità e dalla trasparenza

berlusconi_santanchèChe si dovesse giungere ad una decisione sull’IMU lo si sapeva. Era negli accordi attorno ai quali ha preso vita questa “strana” maggioranza. Più che oramai inutili discussioni su quanto avvenuto, si lavori ora per applicare alla Service tax i principi di equità e progressività che sono indicati nella nostra Costituzione quali cardini della fiscalità.
Politicamente, invece, si è tolta al PDL la foglia di fico dietro la quale si nasconde il tema vero, “l’agibilità” politica di Berlusconi. Agibilità! Che strano termine viene usato. Rilevo che nei regolamenti urbanistici si rilascia quando sono rispettate TUTTE le regole! Su questo non vi è alcun patto di alleanza, ma ancor di più non vi può essere alcuna disponibilità del PD a trovare un “aggiustamento”. Sarebbe inconcepibile in ogni sistema democratico dove qualsiasi condannato si sente in dovere di dimettersi spontaneamente dai ruoli ricoperti, portando avanti le legittime battaglie per rivendicare la propria innocenza, senza travolgere e condizionare negativamente la vita politica e istituzionale della Nazione.
Su questo dobbiamo essere chiari, ne va della credibilità del sistema, del PD, della politica in Italia. Su questo il PDL minaccia di far cadere il Governo (a onor del vero in modo perlomeno schizofrenico)? Lo faccia e se ne assuma la responsabilità nei confronti del Paese. Soprattutto verso disoccupati, giovani, imprenditori, amministratori locali, persone con disabilità, insomma verso tutte le criticissime situazioni che si sta cercando di affrontare. Se la drammaticità del momento può portare a governi di emergenza, non va mai dimenticato che è solo partendo da una base di legalità e trasparenza che si può costruire una reale e credibile via d’uscita. Perlomeno per il PD e il Centrosinistra.

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A noi interessa il salvataggio dell’Italia non del padrone di un partito

belusconiLe sentenze non si “giudicano”, si applicano e laddove è possibile e si ritiene giusto, si appellano. Per questo non intendo commentare quanto deciso ieri dalla Corte di Cassazione. Mi limito a sottolineare che quando viene condannato un esponente politico la cosa mi rattrista perché il discredito rischia di cadere su tutte le istituzioni.
Sul video messaggio di Silvio Berlusconi invece mi sento libero di esprimere tutte le considerazioni del caso, perché è di politica che si tratta. Trovo che ancora una volta il nostro ha dimostrato la sua completa inadeguatezza a ricoprire ruoli istituzionali, la sua completa mancanza del senso dello Stato e del relativo primato rispetto agli interessi personali. Inaccettabile la tesi che siccome ha un passato di imprenditore di successo – evito riflessioni sugli aiuti e i “Monopoli” di cui ha goduto – dovrebbe usufruire di una specie di immunità rispetto a comportamenti illegali. Così come pericoloso l’evocare il “consenso” quale sanatoria delle colpe. Da Barabba in avanti il consenso, fra l’altro nel caso di Berlusconi  MAI plebiscitario, non sempre ha scelto per il meglio, anzi ….. Ma soprattutto è consolidato il principio che ogni democrazia matura prevede dei meccanismi di autotutela da possibili degenerazioni della democrazia stessa. Tralascio ogni commento sui presunti successi ottenuti e sulla considerazione all’estero. Come siamo messi lo sappiamo tutti, non solo per colpa sua, ma con grande responsabilità sua, e come viene visto all’estero basta leggere un po’ di stampa estera, dove a parte la Russia di Putin (ma come i comunisti non sono il nemico?) è evidente cosa si pensa.
Infine va  sottolineato il tono da campagna elettorale usato. Deve farci riflettere. Non cadiamo nell’errore di essere noi, o meglio i nostri “soliti” specialisti del “chiamarsi fuori” per scopi congressuali, a provocare la crisi di governo. Piuttosto alziamo il livello dell’azione di governo, affrontiamo subito la riforma della legge elettorale e diamo sostanza ai tanti cambiamenti abbozzati. Rispondiamo a muso duro ai Cicchitto, ai Brunetta che a noi interessa il salvataggio dell’Italia non del padrone di un partito. Decideranno loro di staccare la spina ponendoci condizioni inaccettabili? Lo  facciano, spiegheremo agli italiani dove stanno le responsabilità. Intanto però attrezziamoci, prepariamoci, mettiamo in campo il meglio di noi stessi facendo fare un passo indietro alle tante ambizioni personali e un passo in avanti alla volontà di risollevare l’Italia. Spero che questa vicenda ponga fine non solo al berlusconismo, ma anche ad un certo antiberlusconismo di maniera che ha dato a sua volta ruolo ad una classe politica del tutto inadeguata.

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È possibile essere “moderati” in politica?

È possibile essere “moderati” in politica? Prima di rispondere bisognerebbe intendersi sul significato della parola, che in politica fa coppia fissa con “centrismo”. Trovare posizioni intermedie, punti di condivisione, smussare gli estremi possono essere gli obiettivi di chi intende interpretare questo ruolo.
Di certo nello scenario italiano è difficile pensare che il PDL e il suo inventore possano essere considerati moderati. Non per le allegre serate di Arcore, le compagnie disinvolte, i comportamenti sguaiati. No, soprattutto per la mancanza di rispetto delle istituzioni, per le politiche portate avanti, per le alleanze proposte, ed infine per l’assoluta mancanza del senso dello Stato.
Come faccio fatica a pensare che Montezemolo, piuttosto che altri possano riempire questo spazio. Sono portatori di interessi, legittimi, ma molto orientati verso un settore sociale, importante, ma non sufficiente per dare una risposta all’intera realtà del Paese.
Lo è Casini? Rivendicare il centro non significa interpretarlo, soprattutto se si va un po’ di qua e un po’ la senza aver ben chiara la posizione e l’idea.
Infine Monti, invocato da mezza Europa quale indispensabile guida dell’Italia. Certo è stato chiamato unitamente ad un gruppo di tecnici, non sempre all’altezza, a ricoprire un ruolo di mediazione tra parti opposte e ad affrontare, non sempre nel modo migliore,  alcune questioni cruciali per la nostra economia. Ma da qui ad essere l’autentico interprete del moderati. . . . Anzi a mio giudizio se volesse farlo dovrebbe proprio essere fedele al ruolo che gli è dato affidato, non dismettere la giacca dell’arbitro per indossare quella di una squadra.
Di mio penso che in politica la moderazione non vada confusa né con la conservazione, né con l’immobilismo. La moderazione va concepita come lo sforzo di mettere in campo soluzioni capaci di andare incontro alle esigenze di tutti, senza esasperare solo gli interessi di questi o quelli. Ma per farlo bisogna essere coraggiosi, bisogna avere la schiena dritta, essere liberi da condizionamenti di ogni sorta, interpretare con autorevolezza i ruoli istituzionali e soprattutto avere il senso pieno e il limite del proprio ruolo. Più che mai  in Italia, ma anche in Europa, c’è bisogno di “moderazione” che però sia chiaro in questo momento significa un forte cambiamento, una drastica inversione di rotta, una spinta profondamente RIFORMISTA. In questo senso sono convinto che il PD uscito dalle primarie può intercettare questa esigenza, può, senza diventare un partito centrista, essere quel nuovo e innovativo soggetto politico capace di introdurre nel nostro Paese una vera e propria “rivoluzione moderata”. Con buona pace di tutti quelli che da vari palchi o pulpiti ci vogliono spacciare per moderate proposte politiche tese solo alla conservazione di vecchi privilegi, di antiche ingiustizie e ad introdurre nuove diseguaglianze.
È possibile essere moderati in politica? Sì, mi sento un MODERATO in prima linea, nel cercare di riformare, in meglio, la Regione e il Paese in cui vivo!

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L’involuzione nel PDL non è un bene per l’Italia

IL DETENTORE DEL TITOLO. Così  Alfano definisce Berlusconi. Con parole sinceramente imbarazzanti il Segretario, nome più che mai esemplificativo, archivia le primarie del centrodestra, azzera il lavoro di ricostruzione di quel che era il PDL. Di fatto ribadisce che da quelle parti non esiste un partito che si confronta, si interroga e, perchè no, si conta. Continua ad esistere un padrone che ne ha decretato il successo in passato e che ora ne sta certificando la fine.
Le ragioni possono essere facilmente individuabili: la mancanza di un vero successore alla guida del PDL, la volontà di far decadere alcuni provvedimenti quali “l’incandidabilità “, il vizio degli interessi personali non si perde mai, la necessità di ricostruire l’alleanza con la Lega di Maroni, forse non sufficiente per vincere le politiche, ma strategica per a Lombardia.
Questa involuzione, o meglio inversione di marcia, nel centrodestra non è un bene per l’Italia. La nascita  di una proposta politica seria, competitiva e alternativa al centrosinistra era e rimane una necessità del nostro sistema politico. Lasciare questo spazio alla gestione decadente di un leader fortemente azzoppato e assolutamente incapace di uscire di scena rischia di rallentare la ricostruzione della credibilità delle istituzioni e il ritorno ad un normale e rispettoso confronto politico.  Astensione e voto di protesta possono trovare ulteriore motivazioni.

Importante che PD e centrosinistra non cadano nell’errore di inseguire Berlusconi nella bagarre politica che certamente cercherà di innescare. La campagna elettorale non dovrà svilupparsi rispondendo alle intuibili accuse che verranno mosse, fra tutte il pericolo dei “comunisti” al governo. Non potrà ridursi all’elencazione dei disastri provocati dai Governi di centro destra. No, dovrà essere caratterizzata da una spinta propositiva e RIFORMISTA sulle questioni cruciali che interessano i cittadini. Lavoro, economia, giovani, welfare, sanità, sviluppo, ambiente sono tra i principali temi sui quali si dovranno  presentare  le proposte che in questi mesi si sono elaborate. Insomma bisogna dettare un’agenda diversa imperniata sulla presentazione del proprio programma, non sulla denuncia dell’altro. Unitamente ad una squadra NON conservativa, ma innovativa che sappia marcare la differenza, ricordandoci e ricordando ai cittadini che Bersani potrà non essere il “nuovo”, ma non ha mortificato chi si proponeva in alternativa, bensì si è conquistato il ruolo mettendosi in gioco, ascoltando e recependo le istanze delle spinte di cambiamento che la base  del suo partito fortemente chiede.

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Equitalia, non dimentichiamo le responsabilità etiche e politiche reali

Equitalia è oramai una delle società più conosciute in Italia. È diventata sinonimo di sopruso, malversazione e profonda ingiustizia. Ma in fondo sappiamo che non è così. Infatti fa quello che le è chiesto di fare è riscuotere sanzioni o imposte di vario genere non correttamente pagate. C’è la necessità di una maggiore elasticità ? Intervengano le istituzioni a normarla, non chiediamo a chi non ha ruolo e autorità di farlo! Ma questa gente così arrabbiata contro l’esattore, lo so molte volte con più che comprensibili giustificazioni, ha altrettanta durezza verso chi per anni ha evaso o eluso le tasse? Ha un giudizio altrettanto duro verso Berlusconi, Tremonti, Bossi e Maroni, seri corresponsabili della situazione nella quale ci troviamo? Non facciamo l’errore di prendercela con uno strumento tecnico, come ci suggerisce un certo Maroni (che é notorio NON avere MAI avuto alcun ruolo di Governo negli ultimi 20 anni!) dimenticandoci le responsabilità etiche e politiche reali. Solo agendo su queste due riusciremo a migliorare in modo vero il nostro Paese.
Nel frattempo però le Istituzioni provvedano a normare le riscossioni, colpendo i soliti furbi  ma aiutando chi è realmente in difficoltà.

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Non siamo tutti uguali

Proprio non si riesce a rendere “normale” il dibattito politico nel nostro Paese.
Da un lato abbiamo il PDL e Lega con Alfano, Bossi, Maroni, Tremonti, Berlusconi e altri che fanno gli offesi quando Monti sussurra il fatto che fino a qualche mese fa al governo c’erano loro. Dall’altro Grillo che ci dice o io o la dittatura.
Esiste un’ alternativa. Mandare a casa gli incapaci, eliminare i malfattori e isolare i demagoghi. In tutte le appartenenze. Certo voglio essere sincero sono convinto che NON tutti sono uguali, anzi si è MOLTO diversi.
È sulla capacità di farla comprendere che si potrà tornare ad un confronto serio e sul merito dei problemi. Le difficoltà delle persone e la loro rabbia sta aumentando, non abbiamo più tempo da perdere!

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Il Pd tra responsabilità e verita

Cos’altro deve capitare perché i Silvio, gli Ignazio, gli Angiolino, gli Umberto e i Roberto, capiscano di smettere di voler dettar tempi, modi e nomi!
Invocando la democrazia(leggiamo i numeri che li hanno eletti, sono molto meno plebiscitari di quanto ostentano).
Dimenticando che molto semplicemente hanno fallito non come progetto politico, magari fosse solo quello, ma anche come “paese” il che è imperdonabile. Sono ancora li a difendere interessi personali, in cerca di salvacondotti e nomi di garanzia, Dini? Nella sua vita politica ha cambiato più schieramenti che camice!
Tuteliamo l’interesse nazionale, mostriamoci capaci di dialogare con chiunque in questo momento voglia farlo, ma… chiari nella denuncia verso chi ci ha portato nel barato.

P.s. Per cortesia caro PD nei dibattiti televisivi di questi giorni, perché ci ostiniamo a mandare i soliti noti che da 20 e più anni rappresentano il “nuovo” o in alternativa giovani, si fa per dire, cavie di laboratorio, tronfie, piene di se, che già si vedono ministro e che onestamente hanno idee molto “loro” che mi auguro non siano quelle del PD.
Bene Bersani, ma attento a vecchi e nuovi “rovina” consenso!

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“Meno tasse per tutti” 10 anni dopo…

E’ diventato comune sentire la notizia di preallarme o allarme meteo. Paventando il peggio si prospetta l’ipotesi di intemperie, temporali e bufere di particolare intensità, accompagnate magari da esondazioni alluvioni o chissà cos’altro. Penso sia il caso di emettere, con una certa urgenza, un pre-allarme bilancio e riguarda lo Stato. E’ infatti evidente che di fronte a due passaggi elettorali particolarmente complicati per PDL e Lega, l’unica risposta che il Governo sa mettere in campo è un braccio di ferro teso a riforme epocali (taglio delle tasse!) e nuovi interventi statali.

Certo c’è il debito pubblico, certo c’è il pericolo “Grecia”, certo c’è la stagnazione economica e la disoccupazione che cresce, ma cosa importa l’urgenza è dare rimandi all’elettorato. Cosa avverrà poi… ci si penserà!

Ecco perché prevedo perturbazioni intense che però possono essere disinnescate.  Come? Rilanciando con forza la necessità di intervenire sull’abbattimento della pressione fiscale e la riaffermazione del principio di progressività della partecipazione al gettito fiscale, che significa che chi ha di più dà di più.

La solita demagogia di Lega e Pdl rischia questa volta di costarci cara. L’aver affidato la guida del Paese a persone che hanno il senso della conquista del facile consenso e non dello Stato rischia di portarci sempre più verso un’involuzione del sistema Paese.

Proseguiamo il lavoro intrapreso, giorno dopo giorno, lavoriamo per mandare a casa chi ha dimostrato e sempre più sta dimostrando di non essere all’altezza del compito.

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Tra Tv, campagna elettorale e “porta a porta”..

Guardo poco la TV.

E quel poco in cerca di informazione “libera” e approfondimenti, merce non semplice da trovare. Capita però di “passare” da rai uno, imbattersi nella signora Moratti in piena campagna elettorale, che in versione “popolana” è al mercato a spiegare quali sciagure incombono su Milano se solo un pericoloso eversivo diventa sindaco. Sinceratomi che di “porta a porta” si trattava e non dell’ennesima interpretazione di “ballantini” a striscia la notizia, ho fatto due riflessioni:

  1. Perchè non organizzare un blitz e chiedere alla signora Moratti di indicarci dieci mercati rionali di Milano e magari qualche prezzo “al dettaglio”?, oro e pellicce escluse ovviamente.
  2. Penso sia proprio il caso che anziani burattinai, dediti ad “ars” amatoriali e personali interessi, con la loro corte di nani e ballerine “accompagnati” a casa lascino libero il campo, permettendo finalmente di ricominciare a dare ruolo e dignità alla politica e alle istituzioni.

Facciamolo a cominciare da Milano, dove la seria possibilità che un centrosinistra riformatore e innovativo possa governare nei prossimi anni la città con l’apporto determinante del PD. Non rispondiamo alle provocazioni, non smettiamo di dire quello che di buono vogliamo fare, lasciamo che sia chi governa che invece di spiegarci cosa di buono (?!?) hanno fatto, preferiscono denigrare gli altri!

P.s. Rimandare a casa la signora Moratti tranquilizzarebbe anche i commercianti di via montenapoleone, che temono di aver perso una cliente, “momentaneamente” in giro per bancarelle di mercati, in questo perioso di crisi….

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