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Auguri a tutti!

Eccoci qui a farvi gli auguri. Come pensiero per il 2012 promettiamo di impegnarci ancora di più in Regione per voi e per il nostro territorio. (E diciamolo, anche di migliorare un po’ come attori!)

Auguri a tutti e speriamo in un 2012 migliore del 2011!

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A proposito di Grenn Hill e ricerca scientifica

E’ ovvio che su Green Hill siamo tutti, o quasi, dell’idea che sia una situazione da risolvere in fretta, con chiarezza e assunzione di responsabilità, evitando l’imbarazzante rimpallo di responsabilità di questi mesi.
Non è però giustificata una confusione tra quanto sta avvenendo a Montichiari e la ricerca con uso di cavie in generale. Premetto che sull’argomento, come molti, ho parecchio da approfondire, però…
Da quanto ho riscontrato esistono settori di ricerca che al momento non possono fare a meno dell’utilizzo di cavie. Su questo illustri studiosi sono chiari. Ora sono convinto che le Regione Lombardia debba approfondire il tema e assumere decisioni.

Mi permetto di suggerire alcune proposte:

  • L’utilizzo di cavie solo in casi indispensabili e non evitabili
  • Cercare il più possibile di rispettare le cavie stesse
  • Consentire l’allevamento di cavie solo in collaborazione e previo diretto controllo dei centri di ricerca, evitando la “commercializzazione” delle stesse facendone un’attività economica, come per Green Hill
  • Vietare l’utilizzo di cavie nella ricerca cosmetica; la nostra “bellezza” non può essere perpetuato sull’ingiustificato utilizzo di altri esseri viventi
  • Incrementare la ricerca tesa a poter il più presto superare artificialmente l’utilizzo di cavie nella ricerca.

Proposte che mi piacerebbe poter confrontare in sede istituzionale e, perché no, trovare superata da dati scientificamente reali.
Voglio infatti fin da ora sottolineare che il giorno che potrà essere con chiarezza affermato che la medicina e la salvezza di alcune vite potrà fare a meno di cavie, sarà un bel giorno che va ritenuto e “ricercato” come obiettivo.

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    Chiesa dei Morti di Barbaine, 9 ottobre 2011

    Voglio invitarvi a leggere l’intervento di una cara amica, Enrica, tenuto a Barbaine di Livemmo in occasione della ricorrenza partigiana del 9 ottobre. Con grande chiarezza ha voluto ricordare facendo riflettere. Non aggiungo altro, potrei solo “rovinare” quanto detto da Enrica:

    Non bisogna piangere per loro.
    Ma che dobbiamo fare?
    Dobbiamo imparare da loro.
    Imparare dai morti?
    Cosa possono insegnarci i morti?
    Quello per cui sono morti.
    (Elio Vittorini)

    È con queste parole tratte da una poesia sulla Resistenza che vorrei iniziare la mia riflessione qui, a Barbaine, davanti ai cippi di marmo in ricordo dei partigiani della Brigata Perlasca.

    Questo monumento, per la sua semplicità, mi ricorda quello di un altro luogo simbolo della resistenza italiana: Sant’Anna di Stazzema, dove nell’agosto del 1944 vennero massacrati 560 innocenti, in gran parte donne, bambini e anziani.

    Il monumento posto davanti al sagrato di quella piccola chiesa ha una particolarità: le pietre, all’apparenza squadrate, che lo formano sono scavate: se le si guarda dall’alto, si intravedono dei volti malformati. Sembrano proprio volti di persone che urlano di dolore. Ma non solo: con quell’urlo, sembrano dirci qualcosa. Ma che cosa?

    Proprio come queste pietre, ci chiedono di ricordare i loro sacrifici, i valori per cui hanno combattuto o semplicemente il sogno che hanno inseguito. Ci chiedono di continuare a testimoniare nella nostra vita, ogni giorno, in famiglia, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel sociale, in politica, continuare a testimoniare questi valori perchè sia chiaro a tutti l’importanza che il sacrificio di queste persone ha avuto per noi oggi nella nostra vita di tutti i giorni.

    Con il passare del tempo si riduce sempre più il numero di chi ha vissuto da protagonista la Resistenza, donne e uomini che hanno lottato, hanno fatto scelte difficili, preso decisioni coraggiose, hanno vissuto successi ed insuccessi per liberare l’Italia dall’oppressione della dittatura; con il loro impegno hanno contribuito a ridare agli italiani la dignità che era stata loro negata.

    La nostra società, sempre più distratta e frenetica, rischia di dimenticare la storia di questi uomini e donne: ma questa storia non può restare solo materia per gli studiosi o per qualche nostalgico.

    Si minaccia di cancellare il 25 aprile: un modo come un altro per banalizzare il sacrificio di chi ha saputo dare tutto per il bene di tutti. E allora, dobbiamo essere capaci di risvegliare in noi quegli ideali, quei valori di Patria, Libertà ed Unità più volte riascoltati nelle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia.

    Noi siamo gli eredi di ispirazioni nobili; come tali, abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo tramandare costantemente quelle esperienze per non sbiadire l’immagine del movimento di liberazione.

    Diceva un grande politico che ci ha recentemente lasciato: “i giovani non hanno bisogno di grandi discorsi, ma di testimonianze”.

    Non stanchiamoci di ricordare ai giovani, ai nostri figli o ai nostri nipoti, che Libertà e Democrazia vanno difese ogni giorno; che la Costituzione, che nacque dallo spirito che animò la Resistenza, con i suoi principi e valori è la base della convivenza civile dell’Italia ed ha permesso un sistema di equilibri tra i poteri che ha garantito e garantisce la libertà e i diritti di tutti i cittadini italiani.

    Il presidente Napolitano ci ha ricordato che la Costituzione va amata e rafforzata ogni giorno: prendiamoci quest’impegno, facciamo in modo che ogni giorno si faccia memoria, per migliorare la nostra società.

    “Facci limpidi e diritti”; “moltiplica le nostre forze”, perchè non ci siano più prevaricazione, violenza e guerra; perchè l’esempio per le giovani generazioni non sia quello di persone di basso profilo, che sempre più fanno notizia, ma sia quello vero, di persone autentiche, che hanno a cuore il bene comune, disponibili ai sacrifici, come lo furono i “Ribelli per amore”.

    Enrica Peli

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    A fianco dei comuni…

    Lunedì 29 ore 11.00 manifestazione ANCI “contro” la manovra finanziaria.

    Grande la partecipazione di Sindaci e amministratori locali per difendere i loro comuni dalla cancellazione e dall’ulteriore impoverimento.

    Grande l’ipocrisia di chi come Podestà e Formigoni non solo cercano di guidare “l’opposizione” al governo ma addirittura, udite udite, se la pigliano contro la casta, la legge elettorale e altro.

    Grande la “preoccupazione” per il vertice che oggi si terrà ad Arcore (si, quell’amena villa dove…) fra Berlusconi e Bossi (2 noti uomini di stato particolarmente illuminati, o fulminati?) dal quale dovrebbero uscire soluzioni per ogni problema.

    Ha ragione il Presidente Napolitano a richiamare tutti a concorrere ad uscire da questo momento difficilissimo, ma questo non deve far venir meno la necessità di liberarci di chi in questi anni ha dimostrato l’assoluta incapacità di governo, anche di chi sta improvvisando in improbabili “rigenerazioni”.

    Come PD dobbiamo essere chiari.

    Per noi i comuni sono il motore del paese. Anche se piccoli rappresentano un’identità da tutelare. Investire su una rete di servizi associati, cosa del resto in atto, non significa azzerare storie, culture, valori.

    Per noi è sempre indispensabile smantellare un’impalcatura istituzionale se fatta di privilegi e “controllo” di ogni attività.

    Formigoni eviti di darci lezioni, semplicemente si renda conto che più di ogni altri rappresenta la casta da smantellare, rappresenta il problema non la soluzione!

    Infine il PD deve anche, di fronte alle difficoltà di questi giorni, rispondere con dignità fermezza e assunzione di responsabilità! Così sarà credibile e potrà rappresentare una credibile alternativa.

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    Emergenza profughi: la Regione non ha fatto la sua parte

    da ADNKRONOS: profughi

    Oggi ho presentato un’interrogazione all’assessore sul tema dell’emergenza profughi.

    Regione Lombardia è in ritardo nel dare una risposta ai disagi causati dall’emergenza profughi, come certificato dallo stesso Ministro Maroni.

    E’ incredibile sentir parlare di emergenza che non c’è. Regione Lombardia ha mancato nel ruolo fondamentale di regista dell’operazione lasciando che pesanti disagi si abbattessero sui territori e sui piccoli comuni e non mettendo in atto alcun effettivo né efficace coordinamento. A dover sopperire si sono trovati gli amministratori locali che hanno dovuto surrogare il mancante ruolo regionale. Così l’accoglienza è avvenuta in modo diseguale e non commisurata secondo alcun principio di proporzionalità cittadini/profughi.

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    pensieri al ritorno dalla terra santa

    Fare il bilancio di un viaggio può sembrare facile, in fondo basta dire mi è piaciuto o non mi è piaciuto e il gioco è fatto. Se questa fosse il metodo di giudizio dell’ esperienza Israele-Palestina il bilancio è sicuramente positivo, ma. . .
    Già ma sinceramente non mi basta questa chiave di lettura semplificata e accanto alle impressioni, alle sensazioni e ai sentimenti, li è facile averli fortemente stimolati, cosa rimane dell’esperienza? Come utilizzare le notizie e le riflessioni avute da Padre Pizzaballa, dai rappresentanti dell’Autorità palestinese, dal Vescovo ausiliario, dal Console e tanti altri  ancora?

    Dopo aver un po’ giocato ai piccoli diplomatici, ma si sa il vento sta cambiando e dobbiamo  pure prepararci a gestire la politica estera!, e aver imparato che non sempre si devono fare domande e se mancano i contenuti, semplicemente si può ascoltare, cosa si può fare come membri della terza assemblea legislativa italiana, come abbiamo un po’ pomposamente ricordato ai nostri interlocutori? Già la terza assemblea legislativa. . . confesso  che sentirlo dire lì davanti a suor Donatella che ci ha parlato dei tanti risultati ottenuti e dei tanti problemi dell’ ospedale pediatrico di Betlemme, davanti ai rappresentanti palestinesi, davanti al museo dell’ olocausto di Gerusalemme, di fronte a quell’enorme e brutto muro che ben rappresenta quanto separatezza vi possa essere tra gli uomini, donne comprese ovviamente!, e che non può non rimandare al muro del pianto e al significato tradito che vorrebbe testimoniare, è suonato in maniera un po’ diversa dal solito.

    Non so di preciso cosa possiamo fare, ma qualcosa va fatto uscendo dal fatalismo del vorrei non vorrei, ma forse. E non si tratta di individuare cosa fare lì nello specifico, anche se qualcosa va fatto e l’idea di essere d’aiuto a suor Donatella a realizzare il reparto di terapia intensiva pediatrica deve trovare una qualche concretizzazione, ma stare attenti a quanto facciamo in generale e a quanto ci viene proposto dal prato di Pontida, da Palazzo Chigi, evitando quello Grazioli perché i gemiti non ci interessano, ma anche da casa nostra.

    Vorrei tranquillizzare non è che avessi bisogno di andare in loco per veder stimolata una certa sensibilità, anche se vedere le situazioni con gli occhi di chi le vive quotidianamente è sempre molto diverso, ma semplicemente è una di quelli volte che ti rendi conto un poco di più di assumerti qualche responsabilità. Stamane c’è Consiglio, era tanto che non veniva convocato, spero di ricordarmi il posto dove sedermi! Ma spero soprattutto che parlando di profughi, di farmaci, di acqua e altro ancora si riesca a introdurre un qualcosa di diverso che possa contribuire a cambiare.
    Si il viaggio in Israele-Palestina mi è piaciuto, spero soprattutto per quello che mi potrà dare in futuro. . .

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    Sempre connessi con Brescia, un grazie a tutti

    Interessante il tour del gruppo regionale in quel di Brescia.

    Grazie ai colleghi che sono stati da noi, un “doppio” grazie a Luca Gaffuri, il nostro capogruppo che ha partecipato a tutte le iniziative mostrando da un lato competenza, dall’altro una grande disponibilità al dialogo e al contatto con le persone, la caratteristica che più piace di lui. E’ emersa una grande attenzione verso i PD, ma sopratutto un sincero apprezzamento verso l’approccio di ascolto con il quale si è pensato all’appuntamento. Si è infatti troppo abituati ad una politica che sa solo parlare senza avere la pazienza di “stare” a sentire. Sarà nostra cura rafforzare i rapporti aperti, di più lavorare per predisporre proposte alle tante domande che ci sono state poste.

    Mondo economico e del lavoro, sanità e università, enti locali e territorio chiedono alla politica un salto di qualità, si sono stancati di facili slogan, promesse non mantenute e tanta tanta demagogia, ci stanno aspettando!!!

    Preseguiamo quindi in una grande campagna di ascolto e di proposta, proseguiamo quindi a ridare “dignità” alla politica e speranza al paese.

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    Comunità montane: salve grazie al PD

    E’ passata oggi, martedì 17 maggio 2011, in Consiglio regionale, la mozione presentata dal Gruppo regionale del Pd, che consentirà alle Comunità montane di fare i bilanci per il 2011 avendo certezza di poter disporre delle stesse risorse degli anni scorsi, cioè 28 milioni di euro contro i 19 attualmente disponibili. L’operazione si concluderà con una variazione di bilancio a luglio, garantita dall’assessore Colozzi in Aula.

    La mozione “impegna la Giunta a recuperare nel prossimo assestamento di bilancio, nel rispetto degli equilibri finanziari, risorse, anche di parte corrente, che garantiscano l’operatività e la regolare attività delle stesse comunità montane nel rispetto della vigente legislazione regionale e del loro ruolo istituzionale sancito dallo stesso Statuto d’autonomia della Lombardia”.

    E’ un risultato importantissimo perché garantisce alle comunità montane lombarde finanziamenti sufficienti a proseguire la loro attività. Credo ora sia importante verificare criteri omogenei di bilancio, perché tra le varie comunità ci sono disparità nel trattare la spesa. E credo altresì necessario rivedere e assestare i criteri di finanziamento degli aiuti, che devono essere concentrati nel sostegno alla montagna. Inoltre, il nostro impegno come Consiglio deve essere orientato verso l’Unione europea per ottenere le risorse a disposizione e per attivare tutte le possibili procedure in difesa del distretto alpino a scavalco delle Alpi.

    Ancora una volta il PD si dimostra il partito più attento ai territori e alle nostre comunità…

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    Fondo sociale: chiediamo l’immediato ripristino

    Impossibile per i comuni affrontare il dimezzamento anche delle risorse del Fondo sociale regionale. Eppure nel bilancio di previsione 2011 di Regione Lombardia al capitolo relativo al “Fondo Sociale Regionale” sono  previsti solo 40.000.000 euro a fronte dei 85.900.000 dell’anno scorso. Queste specifiche risorse destinate ai minori, ai disabili, agli anziani e all’integrazione lavorativa sono finalizzate al sostegno alle Unità d’offerta oltre che a contribuire alla riduzione delle rette a carico degli utenti.

    A fronte della riduzione generale dei trasferimenti destinati al sociale – 68 milioni di euro in meno di cui 46 milioni tagliati da Regione Lombardia e 22 milioni dallo Stato – aumentano le competenze degli Enti Locali e, soprattutto, aumentano i bisogni dei cittadini e delle famiglie rese sempre più fragili dalla crisi economica e dal progressivo invecchiamento della popolazione. La preoccupazione è dunque generalizzata tra gli amministratori locali, il terzo settore e gli utenti, che questi tagli li vivranno sulla loro pelle.  Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio.

    Noi riteniamo che Regione Lombardia, recuperando risorse da altri capitoli di spesa, debba ripristinare il fondo dimostrando che le politiche sociali sono una vera priorità.

    Per questo oggi in Aula abbiamo chiesto all’Assessore, con un’interrogazione a risposta immediata, come si intende garantire la continuità degli interventi sociali oggi attivi sul territorio dato che le uniche possibilità per i comuni restano o quella di tagliare alcuni servizi o di caricarli sull’utenza.

    L’Assessore quindi vada incontro alla richiesta dei comuni lombardi e si impegni a dare loro al più presto delle risposte concrete.

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    L’Aquila, due anni dopo: per non dimenticare

    Oggi è il secondo anniversario del terremoto dell’Aquila. Ricordo triste,ricordo di persone scomparse, di famiglie e affetti spezzati, di dolore diffuso. Ricordo reso ancora più difficoltoso da un presente che, nonostante il goffo tentativo mediatico di dissimulare, è fatto di ritardi, di cose non fatte e tante, troppe, promesse disattese.

    Perché? La spiegazione l’abbiamo avuta ieri dal voto parlamentare riguardo le competenze a giudicare il comportamento del Presidente del Consiglio.

    Qui sta il punto oltre che ad ispirarsi ad un programma e ad un’azione di governo più che discutibile, chi guida il nostro Paese è troppo occupato da altro. Quando si pensa come risolvere le proprie disavventure, a ricostruire maggioranze con “allargamento” costante dei “posti” di Governo, a mediare tra forze politiche con idee diversissime, difficilmente si riesce anche a governare.

    A farne le spese sono gli italiani, quelli in difficoltà in modo particolare, e quelli costretti a subire le tante incapacità di chi ci governa. Gli amici dell’Aquila sono un esempio eloquente, una denuncia “vivente” del sistema malato. Di certo non bastano trasmissioni “taroccate” a distrarre l’opinione pubblica. Di certo è ora di dire “BASTA” !

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