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Quer pasticciaccio brutto di Expo 2015

expo cantiereSu Expo 2015 nuove ombre. Ancora una volta la Magistratura ha assunto provvedimenti forti nei confronti di figure “tecniche”  di primo piano e su alcuni protagonisti di tangentopoli che inaspettatamente scopriamo aver riconquistato una forte capacità di condizionamento.
Il tutto in una giornata dove l’ex Ministro degli Interni Scajola é stato arrestato con l’accusa di aver aiutato un latitante incriminato per mafia. Un quadro desolante che lascia sconcertati, che rischia di trasformare l’appuntamento di Expo 2015 da un’occasione di rilancio del nostro Paese, nella peggior immagine che una Nazione può dare di sé, quale luogo di corruzione e malaffare.  La reazione deve essere immediata forte e condivisa. É l’Italia, la Lombardia che non possono permettersi di consumarsi in polemiche fra forze politiche e livelli istituzionali. La Magistratura, verso la quale va manifestata la massima fiducia, faccia in FRETTA e fino in fondo il suo lavoro, la Politica si interroghi dove è come continua a sbagliare. É inaccettabile che persone a suo tempo condannate, indipendentemente da come andrà a finire la vicenda di questi giorni, abbiano riconquistato un ruolo capace di condizionare appalti, come è ora di finirla di vedere che alcuni  esponenti politici indagati, condannati, implicati in vicende inquietanti, continuano a mantenere ruoli di primo livello. Parimenti basta con i manager “faccio tutto io”, per poi rischiare di scoprire come, ma semplicemente allontaniamo, assieme ai corrotti, anche gli incapaci. Inoltre respingiamo le giustificazioni che anche in queste ore qualcuno avanza. La colpa è della “giungla” delle norme, per Expo della fretta e quant’altro, qualcuno dice. Le regole se sono  troppe cambiamole, rendiamole più snelle, ma in ogni caso finché ci sono rispettiamole. Non farlo è un REATO. Chiediamoci piuttosto perché non ci si impegna per modificarle rendendole chiare, coerenti e facilmente verificabili. Toglieremmo gran parte della possibilità di costruzione dei metodi di corruzione. É forse questo il motivo? Inoltre i partiti si attivino per una seria selezione interna, dove oltre che ad impedire che esponenti corrotti e legati alla malavita organizzata possano fare carriera, il solo parlarne é sinceramente imbarazzante, va anche affrontato il tema di  alcune “inopportune” presenze, se si fa politica per passione al bene comune non dovrebbe essere un problema, anzi essere una naturale esigenza. Stesso rigore lo applichi il mondo dell’impresa e del lavoro.
Abbiamo poco tempo, abbiamo la forza e la capacità di farlo, é necessario farlo. Lo dobbiamo ai milioni di italiane e italiani, di lombarde e lombardi per bene che più che mai ogni giorno combattono con le difficoltà di questo periodo e che hanno il diritto di essere guidati da una classe dirigente onesta e capace.
Per favorire un momento di chiarezza ho chiesto al Presidente Maroni di intervenire ad una seduta della Commissione Antimafia Regionale.  Sia chiaro non per la messa in scena di un inutile teatrino delle polemiche, ma per conoscere, approfondire e capire quale strada determinata vogliamo intraprendere insieme. La politica deve avere momenti di confronto anche acceso, ma anche argomenti di forte condivisione. La lotta alla corruzione e alle mafie é senz’altro uno di questi.

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Sulla metropolitana di Brescia Maroni mantenga gli impegni

Brescia_metropolitanaMaroni mantenga gli impegni e attribuisca il giusto corrispettivo alla metropolitana di Brescia. 1,75 euro al Km è irrisorio. Lo chiediamo con forza dal consiglio regionale con il collega Tomasi, ma soprattutto dal territorio con il segretario del PD di Brescia Giorgio De Martin. (Guarda il video)
Ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale: la metro di Brescia, seconda solo a quella di Milano, è l’unica realtà metropolitana sul territorio lombardo. Il successo è indiscutibile lo dimostrano i dati relativi al numero di passeggeri 12 milioni rispetto ai 10 preventivati nei primi 10 mesi. Ma evidentemente questo non basta per l’ottenimento di un adeguato corrispettivo. Al momento per la metropolitana di Brescia è previsto un rimborso di 1,75 euro a chilometro, “troppo esiguo” se confrontato ai 16 euro a Km previsti per le metro di Milano o ai 5,3 euro a Km corrisposti a Bergamo per il tram che collega il capoluogo ad Albino. È evidente la disparità di trattamento tra Milano e Bergamo con Brescia. Noi non rivendichiamo uno spostamento di risorse tra le città, noi chiediamo alla Regione che venga applicato quanto essa stessa chiede a livello nazionale per la definizione dei costi standard per il trasporto pubblico regionale.
Nel tempo ci sono stati diversi passaggi istituzionali che avevano portato ad accordarsi su 8 euro al km. A parole sono stati promessi 10 milioni per la start up della metropolitana di Brescia, ancora adesso visibile sul sito istituzionale, come comunicazione del presidente, però l’impegno di Regione Lombardia per ora è di 6 milioni spalmati 3 nel 2014, 2 nel 2015 e 1 nel 2016. Vogliamo dall’assessore Del tenno risposte concrete e la Commissione Trasporti sarà il luogo opportuno in cui chiederle.
Brescia al di là dei dieci consiglieri presenti in Consiglio regionale, può contare su ben tre assessori in Giunta. Questa non è una questione di appartenenza politica ma di bilancio. Noi chiediamo agli assessori di farsi carico di riequilibrare la situazione. Se infatti Brescia era meritoria nella scorsa legislatura a guida centrodestra di avere un corrispettivo equo deve essere altrettanto meritoria adesso che è cambiato il colore politico della Giunta comunale. Tra i consiglieri vi sono inoltre l’ex vicesindaco di Brescia e la ex presidente comunale il problema esiste ed è conosciuto: adesso è necessario che vi sia un impegno forte di tutti al di là delle appartenenze politiche.

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La competitività passa dalla lotta alla corruzione

Conto salato quello che ci presenta il fenomeno della corruzione e dell’infiltrazione malavitosa in Lombardia. Se a patirne le conseguenze é stato innanzi tutto il Consiglio Regionale, costretto a “dimettersi” dopo la vicenda delle infiltrazioni della ‘ndrangheta  direttamente in Giunta, ora la ricaduta è pesante su tutto il sistema socio economico lombardo. Essere retrocessi al 128 posto come realtà territoriale per competitività è un fatto particolarmente grave che evidenzia la crisi che stiamo attraversando, ma soprattutto la difficoltà ad individuare vie di uscita credibili e praticabili. Certo sulla vicenda pesa in parte la politica nazionale, vorrei ricordare chi ha governato

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negli ultimi anni, prima dei Governi di “emergenza” per intenderci, ma non poco  incidono comportamenti e responsabilità molto lombarde. Il fenomeno di una corruzione  diffusa, non dimentichiamo il rosario di arresti e denunce dello scorso anno, come indice di inaffidabilità è inaccettabile. Va fortemente combattuto e smantellato il prima possibile.

Questo implica una maggior trasparenza in ogni atto della pubblica amministrazione, un’ iniziativa  legislativa più incisiva nel contrasto e nella prevenzione, un allontanamento di tutto quel personale politico e tecnico coinvolto a vari livelli in fenomeni malavitosi. Un cambio di passo, un convinto sforzo nel mettere i piedi nel piatto con l’obiettivo di voler dare concretezza all’azione politica e di trasmettere agli operatori economici, ai possibili investitori che la Lombardia, l’Italia, possono e vogliono tornare ad essere luoghi di legalità diffusa, di garanzia, di trasparenza e di pari opportunità, insomma di democrazia vera e matura!


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Tutti insieme con Emilio Del Bono

emilioDomenica  26 e lunedì 27 maggio si vota per il rinnovo del Consiglio Comunale di Brescia. Un’occasione importante per cambiare il modo di governare la nostra città, per ristabilire un patto fiduciario tra chi amministra e i cittadini, per affrontare  in modo diverso  le tante criticità socio economiche che viviamo e per iniziare a costruire la comunità del futuro. Da qui nasce il sostegno convinto ad EMILIO DEL BONO, non  solo  dall’essere contro chi ha governato  in questi anni. Certo rispetto all’attuale amministrazione non c’è condivisione su molte questioni, sulla maggioranza delle scelte prese, ma vi è soprattutto una forte critica rispetto l’assoluta mancanza di visione del futuro. In tema di problemi sociali, ricordate la vicenda “Bonus Bebè”?, in tema di mobilità, emblematico il parcheggio sotto il castello, in questioni urbanistiche, un PGT non certo all’altezza quello presentato, e potremmo proseguire, si é manifestata  l’inadeguatezza di una coalizione di centrodestra  più impegnata a “demolire” quanto fatto precedentemente che a contribuire a predisporre un progetto, un’idea di città. Emilio, coadiuvato dai consiglieri del Centrosinistra,  in questi anni ha svolto con puntuale e certosina costanza un’opposizione attenta e nel merito. Ma soprattutto ha costruito un Programma condiviso, attento a cogliere le istanze, le intime necessita, i bisogni e le speranze della comunità bresciana. Lui, le/i candidate/i delle liste a suo sostegno meritano il nostro impegno, il nostro lavoro nel convincere i cittadini a votare per loro per affidargli  il non facile compito di guidare Brescia fuori dalla profonda crisi che sta attraversando e per riconsegnarle  quel ruolo di locomotiva che ne ha caratterizzata la  storia. Al lavoro dunque con determinazione ed entusiasmo, con una forte capacità di coinvolgimento in una speranza concreta da realizzare INSIEME!

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PGT – Diamo un po’ di respiro all’economia locale

Come PD abbiamo deciso di presentare un progetto di legge per permettere ai quasi 580 comuni lombardi su 1544 che non hanno ancora concluso l’iter di approvazione del Piano di governo del territorio di continuare ad utilizzare gli strumenti urbanistici vigenti fino alla fine del 2013. Ciò permetterebbe a questi comuni, circa un quarto di quelli bresciani, di perfezionare la pianificazione del territorio in base ai dettami della legge regionale del 2005 senza vedere il blocco totale degli interventi urbanistici nel loro territorio.
Abbiamo raccolto l’appello proveniente dai sindaci, dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali preoccupati per le ripercussioni della norma introdotta a fine dicembre che ha sostanzialmente fatto decadere i vecchi piani regolatori, lasciando diversi comuni senza alcuno strumento urbanistico. Con questa norma, straordinaria e non ripetibile, motivata anche dalla profonda crisi che investe il comparto dell’edilizia, si può dare un po’ di respiro all’economia locale e dare agli enti locali un incentivo a concludere entro quest’anno il percorso di approvazione dei piani di governo del territorio.

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Costruiamo insieme una Lombardia più giusta, più solidale, più innovativa

Carissime e Carissimi,
come sapete la Direzione provinciale del PD mi ha confermato la propria fiducia inserendomi nella lista di Brescia per l’elezione del nuovo Consiglio Regionale Lombardo in qualità di capolista.
Lo ritengo un onore, un impegno da intraprendere con la massima determinazione e la giusta tensione etica. Non si tratta, infatti, solo di cercare di conquistare il Governo regionale, si tratta di porre fine ad un lungo periodo di gestione molto “personale” che accanto ad alcune scelte condivisibili ha premesso il proliferare di corruzione e malcostume. Non a caso la legislatura ha dovuto interrompersi prima della naturale scadenza.
In questi anni, dove mi sono occupato in particolare di sanità, welfare, agricoltura, territorio e servizi, ho maturato  alcune convinzioni. Vi è la necessità di restituire al Consiglio un ruolo di indirizzo, tornare ad avere un Presidente di Regione, smettere di avere un Governatore. Vi è la necessità di riscoprire il ruolo originario delle Regioni, motori delle energie di un territorio, capaci di valorizzare e far crescere il proprio tessuto sociale. Smettere di essere un insieme di pesante burocrazia. Vi è la necessità di saper guardare con intelligenza e coraggio al futuro puntando su innovazione,  cambiamento, affrontando le difficili sfide del futuro con la consapevolezza della propria capacità. Vi è la necessità di investire sulla fiducia da restituire alle lombarde e ai  lombardi, in particolare ai giovani. In tema di lavoro, di impresa, di scuola, di cultura, di servizi, ritrovare la voglia di crescere, di inventare, di essere protagonisti della propria storia. Vi è la necessità di rimettere in moto i nostri Comuni e la loro grande storia di efficienza e di capacità gestionale. Vi è la necessità di mantenere la grande tradizione solidale delle nostre comunità, dove premiare e valorizzare il merito non significa perdere per strada chi è in difficoltà, ma mettere in condizione tutti di “potercela fare”. Vi è infine la necessità  di tornare ad una politica concepita come rapporto di fiducia tra eletto ed elettore, capace di stare fra le persone, coglierne le esigenze, le aspettative, i problemi e cercare di costruire soluzioni.
Una sfida entusiasmante mi aspetta nel concorrere, insieme alle amiche e agli amici della lista del PD, ad eleggere Umberto Ambrosoli nostro presidente. Ho consapevolezza dell’importanza e dell’impegno, ma ancora di più del limite della mia persona, soprattutto se non sarà in grado di smuovere le cittadine e i cittadini della nostra provincia a mettersi in gioco e diventare protagonisti di un vero cambiamento.
Ecco perché vi invito a votare Umberto Ambrosoli, a votare PD e se riterrete anche ad indicare il mio nome sulla scheda: costruire insieme una Lombardia più giusta, più solidale, più innovativa, più . . .

Grazie per quello che avete fatto e che farete!

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Insieme per una nuova Lombardia

Mi candido con il Partito Democratico a sostegno di Ambrosoli Presidente. Lavorerò per un partito unito, innovativo, pronto alle sfide del futuro e capace di costruire una Lombardia diversa, più onesta, più solidale, più inclusiva, insomma una Lombardia più BELLA!

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Auguri a tutti!

Eccoci qui a farvi gli auguri. Come pensiero per il 2012 promettiamo di impegnarci ancora di più in Regione per voi e per il nostro territorio. (E diciamolo, anche di migliorare un po’ come attori!)

Auguri a tutti e speriamo in un 2012 migliore del 2011!

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A proposito di Grenn Hill e ricerca scientifica

E’ ovvio che su Green Hill siamo tutti, o quasi, dell’idea che sia una situazione da risolvere in fretta, con chiarezza e assunzione di responsabilità, evitando l’imbarazzante rimpallo di responsabilità di questi mesi.
Non è però giustificata una confusione tra quanto sta avvenendo a Montichiari e la ricerca con uso di cavie in generale. Premetto che sull’argomento, come molti, ho parecchio da approfondire, però…
Da quanto ho riscontrato esistono settori di ricerca che al momento non possono fare a meno dell’utilizzo di cavie. Su questo illustri studiosi sono chiari. Ora sono convinto che le Regione Lombardia debba approfondire il tema e assumere decisioni.

Mi permetto di suggerire alcune proposte:

  • L’utilizzo di cavie solo in casi indispensabili e non evitabili
  • Cercare il più possibile di rispettare le cavie stesse
  • Consentire l’allevamento di cavie solo in collaborazione e previo diretto controllo dei centri di ricerca, evitando la “commercializzazione” delle stesse facendone un’attività economica, come per Green Hill
  • Vietare l’utilizzo di cavie nella ricerca cosmetica; la nostra “bellezza” non può essere perpetuato sull’ingiustificato utilizzo di altri esseri viventi
  • Incrementare la ricerca tesa a poter il più presto superare artificialmente l’utilizzo di cavie nella ricerca.

Proposte che mi piacerebbe poter confrontare in sede istituzionale e, perché no, trovare superata da dati scientificamente reali.
Voglio infatti fin da ora sottolineare che il giorno che potrà essere con chiarezza affermato che la medicina e la salvezza di alcune vite potrà fare a meno di cavie, sarà un bel giorno che va ritenuto e “ricercato” come obiettivo.

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    Chiesa dei Morti di Barbaine, 9 ottobre 2011

    Voglio invitarvi a leggere l’intervento di una cara amica, Enrica, tenuto a Barbaine di Livemmo in occasione della ricorrenza partigiana del 9 ottobre. Con grande chiarezza ha voluto ricordare facendo riflettere. Non aggiungo altro, potrei solo “rovinare” quanto detto da Enrica:

    Non bisogna piangere per loro.
    Ma che dobbiamo fare?
    Dobbiamo imparare da loro.
    Imparare dai morti?
    Cosa possono insegnarci i morti?
    Quello per cui sono morti.
    (Elio Vittorini)

    È con queste parole tratte da una poesia sulla Resistenza che vorrei iniziare la mia riflessione qui, a Barbaine, davanti ai cippi di marmo in ricordo dei partigiani della Brigata Perlasca.

    Questo monumento, per la sua semplicità, mi ricorda quello di un altro luogo simbolo della resistenza italiana: Sant’Anna di Stazzema, dove nell’agosto del 1944 vennero massacrati 560 innocenti, in gran parte donne, bambini e anziani.

    Il monumento posto davanti al sagrato di quella piccola chiesa ha una particolarità: le pietre, all’apparenza squadrate, che lo formano sono scavate: se le si guarda dall’alto, si intravedono dei volti malformati. Sembrano proprio volti di persone che urlano di dolore. Ma non solo: con quell’urlo, sembrano dirci qualcosa. Ma che cosa?

    Proprio come queste pietre, ci chiedono di ricordare i loro sacrifici, i valori per cui hanno combattuto o semplicemente il sogno che hanno inseguito. Ci chiedono di continuare a testimoniare nella nostra vita, ogni giorno, in famiglia, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel sociale, in politica, continuare a testimoniare questi valori perchè sia chiaro a tutti l’importanza che il sacrificio di queste persone ha avuto per noi oggi nella nostra vita di tutti i giorni.

    Con il passare del tempo si riduce sempre più il numero di chi ha vissuto da protagonista la Resistenza, donne e uomini che hanno lottato, hanno fatto scelte difficili, preso decisioni coraggiose, hanno vissuto successi ed insuccessi per liberare l’Italia dall’oppressione della dittatura; con il loro impegno hanno contribuito a ridare agli italiani la dignità che era stata loro negata.

    La nostra società, sempre più distratta e frenetica, rischia di dimenticare la storia di questi uomini e donne: ma questa storia non può restare solo materia per gli studiosi o per qualche nostalgico.

    Si minaccia di cancellare il 25 aprile: un modo come un altro per banalizzare il sacrificio di chi ha saputo dare tutto per il bene di tutti. E allora, dobbiamo essere capaci di risvegliare in noi quegli ideali, quei valori di Patria, Libertà ed Unità più volte riascoltati nelle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia.

    Noi siamo gli eredi di ispirazioni nobili; come tali, abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo tramandare costantemente quelle esperienze per non sbiadire l’immagine del movimento di liberazione.

    Diceva un grande politico che ci ha recentemente lasciato: “i giovani non hanno bisogno di grandi discorsi, ma di testimonianze”.

    Non stanchiamoci di ricordare ai giovani, ai nostri figli o ai nostri nipoti, che Libertà e Democrazia vanno difese ogni giorno; che la Costituzione, che nacque dallo spirito che animò la Resistenza, con i suoi principi e valori è la base della convivenza civile dell’Italia ed ha permesso un sistema di equilibri tra i poteri che ha garantito e garantisce la libertà e i diritti di tutti i cittadini italiani.

    Il presidente Napolitano ci ha ricordato che la Costituzione va amata e rafforzata ogni giorno: prendiamoci quest’impegno, facciamo in modo che ogni giorno si faccia memoria, per migliorare la nostra società.

    “Facci limpidi e diritti”; “moltiplica le nostre forze”, perchè non ci siano più prevaricazione, violenza e guerra; perchè l’esempio per le giovani generazioni non sia quello di persone di basso profilo, che sempre più fanno notizia, ma sia quello vero, di persone autentiche, che hanno a cuore il bene comune, disponibili ai sacrifici, come lo furono i “Ribelli per amore”.

    Enrica Peli

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