Archivi categoria: Sanità e welfare

Tagli: no a quelli al sociale

Centinaia di disabili hanno riempito ieri Piazza Duca d’Aosta davanti alla stazione di Milano per chiedere di non vedere cancellati i loro diritti a causa dei tagli sul sociale avviati dall’ultima Finanziaria.

Il presidio così come l’incontro che è seguito in Commissione Sanità hanno avuto il merito di mettere all’ordine del giorno il tema, con particolare riferimento al Fondo per la non autosufficienza azzerato dal Governo a partire dal 2012.

Come Commissione dobbiamo farci carico della questione affinché il Governo torni indietro sulle scelte appena fatte che si tradurranno altrimenti in immediate ricadute negative sui servizi e quindi sui diritti delle persone.

Formigoni faccia per primo seguire alle sue parole di oggi in piazza dei fatti concreti, a partire dalla Conferenza Stato Regioni. Poi la Regione intervenga sulle variazioni di bilancio trovando i soldi che mancano e definendo la ripartizione del Fondo Sociale Regionale”.

Mi piacerebbe poi che la Regione trovasse il modo di finanziare il Fondo Regionale per la non Autosufficienza, la cui istituzione si è rivelata per ora soltanto una scatola vuota. Per questo abbiamo  appena depositato un progetto di legge che chiede proprio l’implementazione e la disciplina del fondo.

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Farmaci generici:finalmente le riduzioni?

Dalla metà di aprile come conseguenza della Finanziaria di Tremonti i cittadini si trovano a dover pagare ancora di più per i farmaci generici anche se acquistati con la ricetta. Infatti l’Agenzia italiana per il Farmaco ha abbassato i rimborsi per i farmaci equivalenti così da far risparmiare il sistema complessivo 600 milioni di euro l’anno e a questo provvedimento non sono seguite immediatamente le previste riduzioni di prezzo da parte delle industrie farmaceutiche e a pagarne le spese sono stati, come sempre, gli utenti. Da domani, l’Aifa fa sapere che al fine di eliminare i “brevi disagi” causati ai cittadini, la maggior parte delle case farmaceutiche allineerà il prezzo di riferimento facendo cessare ogni difficoltà. E senza bisogno di alcun intervento da parte pubblica.

In Lombardia l’assessore Colozzi si era limitato a dare la colpa a una legge scritta male (del Governo di cui è rappresentante sul territorio), senza peraltro proporre soluzioni sulla scorta dell’esempio di regioni virtuose come la Toscana che hanno scelto di compensare immediatamente con risorse proprie la differenza.

Mi aspetto ora che i disagi cessino effettivamente come annunciato da Aifa.

Come gruppo vigileremo a partire dai prossimi giorni affinché l’allineamento sia concreto da parte delle case farmaceutiche. Resta il fatto che la direttiva di Aifa ha un valore discrezionale e che il Governo deve colmare questo vuoto normativo a tutela degli utenti, soprattutto i malati cronici che in questi giorni, pur in presenza di esenzioni totali, si sono trovati a dover pagare costi aggiuntivi.

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Fondo sociale: chiediamo l’immediato ripristino

Impossibile per i comuni affrontare il dimezzamento anche delle risorse del Fondo sociale regionale. Eppure nel bilancio di previsione 2011 di Regione Lombardia al capitolo relativo al “Fondo Sociale Regionale” sono  previsti solo 40.000.000 euro a fronte dei 85.900.000 dell’anno scorso. Queste specifiche risorse destinate ai minori, ai disabili, agli anziani e all’integrazione lavorativa sono finalizzate al sostegno alle Unità d’offerta oltre che a contribuire alla riduzione delle rette a carico degli utenti.

A fronte della riduzione generale dei trasferimenti destinati al sociale – 68 milioni di euro in meno di cui 46 milioni tagliati da Regione Lombardia e 22 milioni dallo Stato – aumentano le competenze degli Enti Locali e, soprattutto, aumentano i bisogni dei cittadini e delle famiglie rese sempre più fragili dalla crisi economica e dal progressivo invecchiamento della popolazione. La preoccupazione è dunque generalizzata tra gli amministratori locali, il terzo settore e gli utenti, che questi tagli li vivranno sulla loro pelle.  Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio.

Noi riteniamo che Regione Lombardia, recuperando risorse da altri capitoli di spesa, debba ripristinare il fondo dimostrando che le politiche sociali sono una vera priorità.

Per questo oggi in Aula abbiamo chiesto all’Assessore, con un’interrogazione a risposta immediata, come si intende garantire la continuità degli interventi sociali oggi attivi sul territorio dato che le uniche possibilità per i comuni restano o quella di tagliare alcuni servizi o di caricarli sull’utenza.

L’Assessore quindi vada incontro alla richiesta dei comuni lombardi e si impegni a dare loro al più presto delle risposte concrete.

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Immigrazione: tra buonismo e demagogia

Ogni volta che si tocca il tema dell’immigrazione forti sono le reazioni da parte di molti. Solite sono le accuse: politici fuori dal mondo, che vivono in luoghi protetti, che non si rendono conto di cosa deve subire la gente. Così come le proposte: bisogna mandare via tutti; è ora di finirla con questo buonismo che ci consegna solo delinquenza e insicurezza.
Vorrei innanzi tutto dire che so bene quale è il problema e il “sentire” dei cittadini al riguardo.
Credo però che compito delle istituzioni, non sia quello di illustrare i problemi, esasperandone i toni, ma cercare di mettere in campo possibili soluzioni partendo da una considerazione.
Il tema sicurezza è altro rispetto l’immigrazione. Le persone non la pensano così. Per smontare la tesi bisogna investire in sicurezza, a tutto campo: intervenendo sulla microcriminalità, smantellando le zone “impraticabili” per i cittadini, garantendo il rispetto del decoro dei nostri parchi e piazze; combattendo la grande criminalità, i dati sulle infiltrazioni malavitose anche in Lombardia sono impressionanti. E‘ necessario ribadire che il rispetto della legge vale per “tutti”, anzi per chi ha ruolo pubblico vale ancora di più.
Rimane il tema dell’immigrazione. Le persone non sono merci che si importano a secondo del bisogno. Regolare i flussi significa concertare in sede internazionale le regole che sovraintendono ai fenomeni e le azioni di aiuto allo sviluppo dei paesi in difficoltà. Certo in questi giorni c’è anche un’emergenza umanitaria che va affrontata per quello che è, un’emergenza che rende evidente la necessità di cambiare il modo che abbiamo di rappresentarci con certe nazioni e certe regioni. Di sicuro per il nostro Governo si è avuta la dimostrazione che la politica molto “personale” fatta di pacche sulla spalla o di “baciamano” non porta da nessuna parte. Serve credibilità, autorevolezza, capacità di creare aggregazioni internazionali. A questa oggettiva difficoltà non si può reagire in modo disordinato e contradditorio o peggio ancora limitandosi a fare da megafono al problema.
Anche per questo è necessario un cambiamento che il Pd deve saper interpretare, senza facile buonismo, con fermezza dove serve e con grande visione futura. I fenomeni complessi, fra tutti quelli dei flussi migratori, non hanno bisogno di demagogia per l’oggi, ma di scelte per il domani.
Ai nostri cittadini bisogna trasmettere il rimando di uno Stato capace di far rispettare la legge e di applicare le pene previste e di un Paese che non può diventare un “campo profughi” costantemente aperto, ma che aspira a giocare il ruolo di protagonista di una innovativa politica di cooperazione internazionale fatta con la mano tesa e la schiena diritta, senza inchini e baciamano.

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Gianni ospita:Giovanna Benini

Ospito volentieri il commento di Giovanna Benini sul forum dell’immigrazione che si è tenuto a Brescia

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tagli al fondo sociale regionale

Il Pirellone non ha ancora erogato le risorse del Fondo Sociale Regionale 2011 ai comuni della provincia di Brescia. Generalmente queste importantissime risorse venivano trasferite in concomitanza con i contributi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze ma quest’anno, purtroppo,  così non è ancora accaduto e l’allarme cresce. Non è ancora dato sapere se e come verranno garantite queste risorse essenziali per la gestione dei servizi sociali operati per lo più dalle realtà del Terzo Settore.

Gli amministratori locali e le associazioni del settore sono giustamente molto preoccupati. A oggi il bilancio regionale prevede un taglio che porterebbe a Brescia dai 10 milioni dell’anno scorso ai 4,7 milioni di euro di quest’anno e alla Valcamonica (che ha un’Asl indipendente) da 1 milione di euro a 475 mila euro che sarebbero serviti a  garantire la tenuta dei servizi sul territorio.

Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio delle risorse.

La Regione ha il dovere di rispondere rapidamente a questo tema rifinanziando il Fondo Sociale regionale almeno a livello di quello dell’anno scorso, cioè 85 milioni di euro per tutta la regione e perciò presenteremo in merito una mozione all’Assessorato alla Famiglia.

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Sanità: Risorse per la medicina di genere

Anche in medicina esistono le quote rosa.

Ecco perchè è importante che le cure tengano conto dei pazienti, delle pazienti, del loro carico di diversità.

Ogni malato, seppur affetto dalla stessa patologia, è diverso da un altro.

Credit © European Communities, 2010.

Secondo tali convinzioni l’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un programma strategico nazionale sulla medicina di genere, con lo scopo di migliorare la sanità pubblica e, di conseguenza, l’appropriatezza delle cure.

Per gli stessi motivi  mi sono battuto per far approvare un ordine del giorno al bilancio regionale 2011.

Infatti, anche se in Lombardia 42 ospedali hanno ricevuto il bollino rosa per la qualità della cura e dell’assistenza rivolta alle donne,  molto non solo deve, ma può essere fatto, sul fronte della ricerca e dell’efficacia delle cure.

Fondamentale risulta pertanto la decisione della Giunta di  prevedere risorse specifiche per affinare la ricerca e la cure di genere, di favorire una più massiccia informazione sulle nuove patologie che colpiscono le donne e di intraprendere azioni per la promozione del ruolo dei consultori sul nostro territorio.

Informare i cittadini, mettere a loro disposizione gli strumenti adatti non solo per capire una malattia già conclamata, ma anche per prevederne gli sviluppi e prevenirne l’insorgenza è il solo modo per agire efficacemente.

Non solo il malato deve saper fare i conti con la malattia, ma anche chi non lo è: conoscere, formare e informare è il miglior modo per migliorare lo stato di salute di tutti.

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Piano Socio Sanitario: la mia intervista al Giornale Di Brescia

«Non promettere nulla per non deludere troppo»

Generico, carente ed inefficace. Questa la posizione delle opposizioni in Regione in merito al documento approvato ieri in aula. Ne abbiamo parlato con Gianantonio Girelli, consigliere regionale del Pd e membro della Commissione Sanità, la stessa che due settimane fa ha varato il testo discusso in aula.
«Contenuti di assoluta genericità; si rileva, in particolare la mancata definizione di priorità nei singoli settori, l’assenza di ogni descrizione sugli interventi e la programmazione che si intende attuare per raggiungere gli obiettivi dichiarati, nonché di standard e di indicatori di misura. Infine, una carenza particolarmente grave, sono totalmente assenti delle puntuali indicazioni sulle risorse economiche che si metteranno in campo. Questo, per altro avulso da un contesto di crisi diffusa che vedrà molti settori, fra i quali anche quello sociosanitario, in una situazione di forte contrazione delle risorse».
Ed aggiunge: «Un altro punto critico, di ordine generale, è la previsione che il Piano sia aggiornato annualmente insieme al Documento di programmazione economico-finanziaria, e che sia la Giunta Regionale a decidere quale stanziamento economico destinare al raggiungimento degli obiettivi. È più che probabile che ciò sia fatto utilizzando la delibera di Giunta che stabilisce le regole del sistema per l’anno successivo. Attraverso questo mezzo sono già stati introdotti importanti cambiamenti all’organizzazione e, anno dopo anno, si è andata consolidando questa modalità di gestione che riduce i margini di decisione e controllo da parte del Consiglio regionale».
Girelli conclude: «La scelta di confezionare un Piano definito povero e generico da molti dei soggetti ascoltati durante i lavori della III Commissione (tra gli altri, Anci, sindacati e Acli) è dettata dall’esigenza della maggioranza di non promettere nulla per non deludere troppo, in considerazione della scarsità delle risorse economiche del bilancio regionale e dai tagli dei trasferimenti delle risorse statali sia sul fondo sanitario sua su quello sociale.

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riflessioni sulla commissione sanità

L’assessore alla Sanità Luciano Bresciani ha risposto oggi in
Commissione all’interrogazione del Pd sugli interventi di edilizia
sanitaria previsti dal V e dal VI Accordo quadro, sui quali non c’è,
all’oggi, totale certezza di realizzazione.
Bresciani ha ammesso, in particolare, per quanto riguarda il VI
Accordo quadro, i cui fondi sono stati messi a disposizione dalla
Finanziaria 2007, che non risulta alcuna conferma di attivazione di

alcun procedimento, poiché tale accordo si trova ancora al vaglio del

Ministero dell’Economia e della Finanza.

Anche per quanto concerne il V Accordo tuttavia, non mi soddisfa né mi
tranquillizza la riposta dell’assessore, poiché per i 3 interventi
rimanenti, ossia quelli sull’ospedale di Varese, sul Poliambulatorio

di Como e sulla clinica Mangiagalli di Milano, il finanziamento non è,
all’oggi, deliberato dato che non è stato recepito dalle casse

regionali. Non risultano nemmeno avviate le procedure per l’avvio dei
lavori. Temo perciò che possano essere sospesi anche questi, a causa
della mannaia della Finanziaria.
A mio avviso la voce di Regione Lombardia verso il Governo dovrebbe

essere ben più forte e perentoria per vedere tutelati gli interessi
del sistema sanitario lombardo e la sicurezza delle strutture
ospedaliere pubbliche.
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Ricadute manovra sull’edilizia sanitaria in Lombardia

A meno di fatti straordinari Regione Lombardia perderà i finanziamenti non impegnati per gli interventi di edilizia sanitaria che sarebbero indispensabili a rinnovare un patrimonio edilizio vecchio, che richiede urgenti miglioramenti, oltre alla messa a norma dello stesso dal punto di vista della sicurezza.

L’ultima Finanziaria infatti prevede il de finanziamento delle leggi di spesa non impegnate negli ultimi tre anni e allo stato attuale questo comporta la rinuncia, da parte della Lombardia, a 588.756.305 euro che non risultano appunto impegnati.

L’ultimo stralcio di finanziamento statale per la Lombardia, destinato all’ammodernamento delle strutture e degli impianti ospedalieri, previsto dai governi di sinistra, prevedeva un trasferimento di circa 731 milioni di euro, dei quali sono stati utilizzati poco meno di 240 per le strutture di nuova costruzione.

Con un’interrogazione ho chiesto alll’Assessore relazioni in merito alla perdita di questi finanziamenti, avvenuta non per il taglio dei fondi da parte della Finanziaria ma per il mancato impegno di spesa di Regione Lombardia.

In particolare, se nel frattempo non interverranno altre modifiche, in provincia di Brescia non si potrà intervenire sulla ristrutturazione del presidio ospedaliero Ospedali Civili di Brescia, dei presidi ospedalieri di Chiari, di Iseo, di Desenzano, di Edolo-Esine, di Gardone Val Trompia, di Manerbio, di Orzinuovi.

Per fortuna che sono il “Governo del fare….”

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