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Sempre connessi con Brescia, un grazie a tutti

Interessante il tour del gruppo regionale in quel di Brescia.

Grazie ai colleghi che sono stati da noi, un “doppio” grazie a Luca Gaffuri, il nostro capogruppo che ha partecipato a tutte le iniziative mostrando da un lato competenza, dall’altro una grande disponibilità al dialogo e al contatto con le persone, la caratteristica che più piace di lui. E’ emersa una grande attenzione verso i PD, ma sopratutto un sincero apprezzamento verso l’approccio di ascolto con il quale si è pensato all’appuntamento. Si è infatti troppo abituati ad una politica che sa solo parlare senza avere la pazienza di “stare” a sentire. Sarà nostra cura rafforzare i rapporti aperti, di più lavorare per predisporre proposte alle tante domande che ci sono state poste.

Mondo economico e del lavoro, sanità e università, enti locali e territorio chiedono alla politica un salto di qualità, si sono stancati di facili slogan, promesse non mantenute e tanta tanta demagogia, ci stanno aspettando!!!

Preseguiamo quindi in una grande campagna di ascolto e di proposta, proseguiamo quindi a ridare “dignità” alla politica e speranza al paese.

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Montichiari: il territorio bresciano deve essere protagonista

Molgora convochi i livelli istituzionali per condividere una strategia

Sull’incontro dedicato ai destini dello scalo di Montichiari che, stando alla stampa veronese, sarebbe stato convocato dal sindaco della città scaligera Flavio Tosi dopo mesi di attendismo, con l’omologo di Brescia e i parlamentari e i presidenti di provincia dei due territori, sono intervenuto come responsabile regionale infrastrutture.

“In questo periodo – ho dichiarato – vediamo un grande e inatteso attivismo da parte di Verona. Ieri il Sindaco Tosi ha accelerato i tempi convocando per lunedì, a palazzo Barbieri, una riunione per sbloccare le difficoltà del tavolo tecnico. Dall’altra parte assistiamo all’attivismo di Sea, più concentrata sul versante bergamasco che bresciano. Resta da chiedersi quale ruolo intenda ritagliarsi Brescia, che appare del tutto immobile.”

Ho quindi formulato una proposta e lanciato un appello. “Occorre che il presidente della Provincia di Brescia promuova nei tempi più stretti possibile un incontro coinvolgendo i massimi livelli istituzionali, dai parlamentari, ai consiglieri regionali, al Sindaco di Brescia, in modo da condividere l’effettiva prospettiva dell’aeroporto di Montichiari, che è strategica per il rilancio di tutto il sistema bresciano. La vera partita, infatti, si gioca sul tema delle alleanze e Brescia deve essere pronta ad essere protagonista.”

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Alta velocità dei treni, lentezza realizzativa

Troppi ritardi e la penuria di fondi rischiano di indebolire un progetto strategico come l’alta velocità ferroviaria Milano Brescia Verona. Questo è quello che penso dopo la firma del via ai lavori per la realizzazione della linea ferroviaria tra Treviglio e Brescia.

Abbiamo compiuto un passo in avanti, ma la vera sfida resta quella di far rispettare i tempi di realizzazione, infatti l’approvazione da parte del Cipe del progetto preliminare è del dicembre 2003, così come la procedura di valutazione di impatto ambientale della tratta Treviglio – Verona. Partiamo dunque con un evidente ritardo rispetto alla programmazione iniziale e già sappiamo che il servizio non sarà attivo per l’Expo del 2015. Il problema connesso è che i costi della Treviglio – Brescia, pari a 2.050 milioni di euro non aumentino, perché in una situazione di penuria come quella attuale potrebbe risentirne anche la realizzazione del tratto successivo.

Rispetto a Montichiari poi rimane da sciogliere il nodo della realizzazione della fermata dell’alta velocità presso lo scalo aeroportuale. Il fatto che non sia prevista sembra indicare una scelta, perché è ovvio che il potenziamento dell’aeroporto, e in particolare del trasporto passeggeri, non può prescindere dalla connessione con le infrastrutture di mobilità a terra.

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Stazioni:nemmeno un euro dalla regione

Il lavoro svolto in questi mesi dal gruppo consiliare del Pd, volto alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie lombarde, inizia a  dare i suoi primi risultati.  In settimana la Giunta regionale, incalzata per mesi dal Pd prima con un ordine del giorno votato all’unanimità nel luglio scorso e successivamente con i risultati della campagna “tour delle stazioni” che fotografa un quadro desolante dell’attuale situazione in cui riversano le 415 stazioni lombarde, ha espresso la volontà di favorire la stipula di protocolli specifici tra i Comuni ed RFI.

Prendiamo atto che la Regione abbia focalizzato l’attenzione sul tema anche se constato con rammarico che la comunicazione della Giunta presenta dei limiti evidenti.

Il rammarico è doppio se si pensa all’impegno sottoscritto a fine luglio in cui si è concordata trasversalmente la mappatura della  funzionalità delle stazioni lombarde e la promozione di un  bando in grado di valorizzare le piccole stazioni attraverso la collaborazione e la partecipazione di tutti i portatori di interesse locale.

Partendo da queste premesse, la delibera formulata della Regione non va nella direzione indicata essenzialmente per tre ragioni:  L’ assenza di volontà politica della Regione di promuovere un bando vero e proprio, al contempo la Giunta non si assume la regia delle possibili convenzioni demandando il tutto a specifici protocolli d’intesa con RFI e Ferrovie Nord. Infine, cosa ancor più grave, non prevede contributi propri in favore degli enti e delle associazioni che si fanno carico dei lavori di riqualificazione.

E’ del tutto strumentale dunque sbandierare ai quattro venti la volontà di ridare dignità e identità alle stazioni, qualificandone il servizio in piena sussidiarietà con gli enti locali, se poi non si investe nemmeno un euro.

Con la decisione della Giunta tutto il lavoro portato avanti fino ad ora viene svilito. Speriamo vivamente che la Regione corregga il prima possibile il tiro ricordando nuovamente che le piccole stazioni sono un patrimonio del servizio ferroviario regionale da preservare restituendo loro quel ruolo di aggregazione urbana di un tempo.

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Tour delle stazioni di Brescia

Ieri abbiamo presentato alla stampa,Io insieme con Gianbattista Ferrari e Nicola Del Bono, il risultato del nostro tour delle stazioni Bresciane. Abbiamo incontrato una situazione di totale degrado, come potete vedere nelle foto del mio profilo facebook. Qui vi propongo invece la presentazione che abbiamo fatto alla stampa dei dati…

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Iniziativa sulla Navigazione lacuale

Regione Lombardia ha ripreso il confronto sul tema della regionalizzazione del servizio dinavigazione lacuale. Lo ha detto oggi, martedì 18 gennaio 2011, in Consiglio regionale, l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo, in risposta a una interrogazione a risposta immediata, il cosiddetto question time, presentata dai consiglieri regionali del Pd tra cui io e Gianbattista Ferrari.

Ora, per i noi consiglieri bresciani se si vuole la regionalizzazione, non ci sono scuse: Lombardia, Veneto, Piemonte sono governate dal centrodestra, come il Governo nazionale, quindi arrivino a un accordo.

I consiglieri che provengono dal precedente mandato sanno che, costantemente, quando il centrodestra va al governo taglia i fondi alla navigazione lacuale. Solo grazie al Governo di centrosinistra erano stati recuperati i fondi. Ora di nuovo sono stati tolti, come abbiamo ribadito il aula durante il question time.

Nel documento il Pd faceva presente che la Lombardia è la regione italiana con più vie navigabili (100 chilometri di coste navigabili, più di 200 porti turistici e 5 porti) e il servizio di navigazione lombardo in un anno trasporta 8,5 milioni di passeggeri, traghetta 700mila veicoli e le sue banchine commerciali trattano più di un milione di tonnellate di merci.

Il Pd aveva anche rilevato che le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ha stabilito una riduzione delle risorse destinate all’attività di Gestione governativa per la navigazione sui laghi di Garda, Como e Maggiore pari al 40% e che tale decisione comporterà un’importante contrazione dei servizi con conseguenze negative per l’occupazione e l’utenza a discapito dello sviluppo turistico e commerciale dei territori lacustri della Lombardia.

La richiesta a Cattaneo era precisa: “Quali iniziative Regione Lombardia ha intrapreso dal 2009 aoggi presso il Governo affinché lo Stato proceda a trasferire alle regioni competenti il servizio pubblico di navigazione su Verbano, Lario e Benaco e nel frattempo assicuri le risorse necessarie all’attività della Gestione governativa per la navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como”.

Ma la risposta dell’assessore è stata evasiva e non ha dato certezze. Terremo alta l’attenzione attraverso la richiesta, già da settimana prossima, di un’audizione sulla navigazione lacuale con i rappresentanti degli operatori turistici, dei sindacati, della Comunità del Garda e della Provincia di Brescia, sperando di avere risposte più convincenti

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Il Tuor nelle stazioni ferroviarie con i Giovani Democratici

Sta continuando, in questi giorni, l’indagine del Pd regionale nelle stazioni ferroviarie lombarde, anche quelle più piccole e più sperdute. A Brescia, stiamo effettuando la visita nelle varie stazioni grazie al contributo dei Giovani Democratici e nelle prossima settimana con un apposita conferenza stampa forniremo i dati di questa indagine e presenteremo anche le nostre proposte per il loro rilancio che prevedono il coinvolgimento delle associazioni del territorio.
Fotografie e filmati saranno da corredo alla nostra ricerca. In antemprima le fotografie scattate nella stazione di Remedello, ogni commento mi pare superfluo…..

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Interrogazione sulla Barghe-Vestone-Idro

Trovate qui di seguito il video del question time di ieri sulla SS Barghe Vestone Idro.
L’Assessore Cattaneo, nel rispondermi, ha confermato che la finanziaria nazionale toglie il denaro, già previsto, per lo stanziamento dell’opera che rimane per Regione Lombardia prioritaria.
Altro aspetto da sottolineare è che la Provincia non ha ancora ultimato il progetto definitivo e che la Regione ha deciso di lasciare almeno 1.5 mln di Euro per la sua ultimazione. Da parte mia nessuna polemica, come peraltro qualche altro componente della maggioranza in provincia ha fatto. Rimarrò vigile e attento a questa problematica nella consapevolezza che tutti si devono adoperare per la sua realizzazione nei tempi più brevi possibili.

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piccola velocità di Brescia, quale futuro?

Oggi io e Gianbattista Ferrari, abbiamo presentato un’interrogazione a risposta scritta sullo scalo merci “Piccola velocità” di Brescia per capire come la Regione intenda intervenire sull’incresciosa situazione che si sta creando attorno alla struttura.

Ci siamo rivolti direttamente all’assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo al quale ricordiamo che Brescia ospita sul proprio territorio uno scalo merci, detto la ‘Piccola velocità’, di oltre 700mila metri quadri, che rappresenta una potenzialità inespressa ma straordinaria per l’economia locale e per un concreto sviluppo dell’intermodalità e del trasporto su rotaia.

Nel documento ricordiamo che il 28 settembre 2007 è stato stipulato un Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Brescia, Ferrovie dello Stato e Associazione industriale bresciana in merito allo sviluppo della scalo. Il 26 maggio 2009 i soggetti hanno stipulato un accordo operativo per la riqualificazione e la gestione della piattaforma logistica e scalo intermodale merci, inclusa la realizzazione di opere interne allo scalo, e la realizzazione degli interventi di riorganizzazione della viabilità esterna.

Il problema è che a marzo scorso l’area è stata posta sotto sequestro, determinando un drastico calo della movimentazione di merci con conseguenti effetti sull’occupazione. Inoltre, gli operatori privati si sono visti recapitare da Fs Logistica, proprietaria dell’area, il preavviso di sfratto entro la fine del 2010, quando invece l’accordo del 2009 prevedeva una stesura del progetto definitivo di accessibilità entro un anno.

Non da ultimo, il paradosso: a fronte di queste premesse,  nei giorni scorsi ignoti hanno rimosso numerosi binari all’interno dello scalo, senza che nessuno rilevasse alcunché, sintomo del degrado e dell’assenza di controllo a cui è lasciata la Piccola velocità. E intanto, l’assessore provinciale ai Trasporti, che ha il ruolo di coordinatore dell’iniziativa, sostiene che si sia comunque nei tempi previsti dal protocollo di intesa.

Per questo io e Gianbattista abbiamo chiesto a Cattaneo quali siano le iniziative intraprese da Regione Lombardia per assicurare il rispetto degli impegni assunti per il rilancio dello scalo merci di Brescia; se sia stato stipulato il progetto definitivo di accessibilità, come previsto nell’accordo operativo; se sia stata calendarizzata la stipula dell’accordo di programma; se le Ferrovie dello Stato e gli altri soggetti interessati siano stati sollecitati a mantenere e concretizzare gli impegni assunti, considerato che l’ordinaria amministrazione dello scalo farebbe pensare l’esatto contrario.

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Treni, confermati gli aumenti delle tariffe. Da Brescia a Milano si rischia un aumento di 400 euro l’anno

Nell’audizione di Giovedì in commissione trasporti del Consiglio regionale l’amministratore delegato di TLN (Trenitalia Le Nord) Giuseppe Biesuz ha confermato l’ipotesi dell’aumento delle tariffe, non inferiore al 20.C’è la conferma di un aumento delle tariffe senza alcun incremento del servizio e della sua qualità. Nel concreto, un pendolare della linea Brescia – Milano si vedrà aumentato l’abbonamento mensile, nella migliore delle ipotesi di circa 140 euro annuali e nella caso peggiore di oltre 315 euro. Se, inoltre, dovrà far fronte anche ad un abbonamento integrato (tipo Trenomilano) questo aumento potrebbe arrivare fino a 400 euro all’anno. Una vera e propria stangata. Non si può condividere l’impostazione della Regione anche in ragione dei dati di TLN. “Oggi i lombardi pagano con biglietti e abbonamenti quasi il 40% dei ricavi della società ferroviaria – spiegano – come Dueutsch Bahn in Germania (39%) e poco meno di SNCF in Francia (44%) ma con qualità del servizio decisamente inferiore. Con gli aumenti delle tariffe TLN supererebbe in percentuale le omologhe francese e tedesca, che però contano su contributi pubblici decisamente superiori. I tagli del governo saranno compensati dagli aumenti dei biglietti ma non ci saranno risorse in più per gli investimenti, per le manutenzioni e per la pulizia e, anzi, a fronte di un servizio già scadente ci sarà anche un taglio delle corse. Biesuz ha anche confermato l’intenzione a procedere alla vera e propria fusione dei due rami d’azienda per dare vita all’unico vettore regionale che avrà treni propri. Ma l’ad ha anche ammesso il ritardo nella consegna dei nuovi treni che in media è di tre anni. Gli ultimi nove dei 78 acquistati non arriveranno come concordato a dicembre a causa del fallimento della società Firema che, in associazione d’impresa con Ansaldo Breda e Keller aveva ricevuto la commessa.

Qui sotto trovate alcuni esempi per la tratta Milano-Brescia:

Abbonamento regionale Mensile Brescia-Milano (solo treno)  Costo Mensile Costo annuale Incremento
Tariffa odierna € 76,00 € 912,00  
Ipotesi aumento 15% € 87,40 € 1.048,80

€ 136,80

Ipostesi aumento 35% € 102,60 € 1.231,20

€ 319,20

       
       
Abbonamento mensile Treno Milano (treno+mezzi milanesi) € 94,00 € 1.128,00  
Ipotesi aumento 15% € 108,10 € 1.297,20

€ 169,20

Ipostesi aumento 35% € 126,90 € 1.522,80

€ 394,80

       
* Chi usufruisce dei Treni Eurostar deve aggiungere altri 300€ annui    
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