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Metro Brescia, Regione mantenga gli impegni. No allo slittamento al 2018

metro_bresciaSulla Metropolitana presenterò un emendamento per eliminare l’ulteriore proroga di un diritto che Brescia attende da anni. L’emendamento che ho presentato a dicembre 21016, insieme al collega Rolfi con l’ok di suo pugno dell’assessore Garavaglia, andava a sancire un diritto che anche il presidente Maroni riconobbe alla nostra città. Ora, con un colpo di mano degli uffici regionali, si intende rimandare di nuovo la soluzione a una stortura che già da tempo doveva aver essere sanata.

Proprio in questi giorni, infatti, sta molto facendo discutere la marcia indietro della Regione, che nell’assestamento al bilancio appena presentato ha spostato di un anno, cioè a fine 2018, la data di entrata in vigore del contributo chilometrico per Brescia.

Non è possibile, come afferma il collega Rolfi, ritirare il ricorso al TAR proprio per l’innafidabilità mostrata dalla Regione. Se a luglio, quando verrà approvato l’assestamento di bilancio, ci saranno le risorse promesse – come tra l’altro detto da Maroni a Brescia – allora si potrà anche valutare di ritirare il ricorso. Ricordo che l’emendamento sul quale ci eravamo impegnati a dicembre imponeva una scadenza oltre la quale non si poteva andare: fine 2017. Il minimo che possiamo fare è ripristinare quella formula, andando incontro a quanto affermato dal presidente della Regione.

Infine, permettetemi un’amara costatazione. Ancora una volta alcune posizioni personali dei tecnici della Regione sembrano sovrastare l’indirizzo dato dalla politica. Mai come in questa circostanza la volontà, più volte dichiarata dal Presidente di Regione, si scontra con logiche che nulla hanno a che fare con il buon senso, ma solo con rendite di posizione acquisite e con logiche di favoritismi territoriali che dovrebbero rimanere estranee alla progammazione Regionale.

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Metropolitana di Brescia, un’anomalia che va sanata

metro_bresciaLa questione della mancata contribuzione da parte di Regione Lombardia alla metropolitana di Brescia arriva ad una svolta.

La pronuncia del Tar di Brescia sulla metropolitana

Lunedì 5 dicembre è arrivata la pronuncia del Tar di Brescia che, con l’ordinanza n. 785, del 23 novembre 2016, ha accolto provvisoriamente la domanda cautelare del Comune di Brescia contro i provvedimenti di Regione Lombardia disponendole di riesaminare i propri provvedimenti e di convocare, entro 30 giorni, una conferenza di servizi ad hoc con il Comune di Brescia, Brescia Mobilità e l’Agenzia del TPL.

Più volte in questi anni ho posto il tema ammonendo la Giunta a provvedere a questa anomalia che non trova casi analoghi sul territorio lombardo. La Giunta deve attribuire il giusto corrispettivo alla metropolitana di Brescia mettendo così fine ad una situazione paradossale in cui la metro di Brescia, seconda sola a quella di Milano, non solo non ottiene  il corrispettivo chilometrico che le spetterebbe, ma nessun corrispettivo, contravvenendo così alla normativa regionale e nazionale. Senza il riconoscimento del corrispettivo, la metropolitana di Brescia è esclusa, inoltre, dal riparto degli introiti dei titoli di Io viaggio pari a 54 milioni di euro annuali.

La Regione ora deve convocare subito la conferenza dei servizi con il Comune, Brescia Mobilità e l’agenzia del Tpl e applichi quanto essa stessa chiede a livello nazionale per la definizione dei costi standard per il trasporto pubblico regionale.

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Finanziamenti metro Brescia, il centrodestra boccia la proposta

metro_bresciaIl Consiglio regionale ha bocciato il mio emendamento al bilancio per introdurre il contributo di funzionamento per la metropolitana di Brescia.

Nella mia proposta, chiedevo di stanziare 4 milioni di euro per il 2016 per sanare l’anomalia dell’assenza, caso unico in Lombardia per infrastrutture del genere, di un finanziamento strutturato sulla base del chilometraggio effettuato e dei viaggiatori trasportati. L’emendamento è stato respinto nonostante il voto favorevole, a titolo personale, di alcuni esponenti della maggioranza.
Il centrodestra lombardo, con poche eccezioni, ha deciso di confermare questa palese ingiustizia. È un errore che dovranno spiegare ai cittadini bresciani, che vengono penalizzati senza alcuna ragione rispetto ai cittadini di altre città, Milano in primis.

L’emendamento è stato bocciato con 39 no e 33 sì: ai consiglieri di Pd, Patto Civico e M5S si sono aggiunti quelli di Fabio Rolfi (LN), Fabio Fanetti e del presidente della commissione mobilità e territorio Alessandro Sala, questi ultimi della Lista Maroni. Negativo, invece, il voto dell’assessore ai trasporti Alessandro Sorte, come quello di tutti gli esponenti di Forza Italia. Non ha votato, poiché in congedo, l’assessore Mauro Parolini.

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Pendolari e Frecciarossa: questa mattina iniziativa in stazione

CONF STAMPA TRENIQuesta mattina insieme ai colleghi, Mauro Parolini e Fabio Rolfi, abbiamo tenuto una conferenza stampa, in Stazione Centrale per sollecitare Regione Lombardia a risolvere al più presto ed in maniera definitiva la questione dei Frecciarossa che sulla linea Milano – Brescia (Desenzano) stanno creando numerosi disagi ai pendolari bresciani. Il raddoppio della linea Milano – Verona deve diventare un’opportunità per nuovi treni e non una penalizzazione per chi tutti i giorni per ragioni lavorative o di studio si muove all’interno della nostra regione con mezzi pubblici. Abbiamo voluto testimoniare, al di là delle differenti posizioni politiche, che su questo tema la sollecitazione e la richiesta di azioni immediate nei confronti dell’Assessore regionale alla Mobilità Sorte è unanime. Erano presenti anche alcuni pendolari bresciani che stanno promuovendo la raccolte firme  per una petizione da consegnare a Regione Lombardia.

Chiediamo da subito l’estensione dell’utilizzo della Carta Plus o dell’abbonamento FB anche sui servizi Frecciarossa.  Inoltre nel medio lungo periodo si dovrà decidere una volta per tutte se Regione Lombardia intende collegare Brescia con Milano con treni veloci o in alternativa mantenere la possibilità per i pendolari di salire a bordo dei Frecciarossa.

 

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Se tutti i treni diventano Frecciarossa, i pendolari cosa faranno?

interno_trenoTrenitalia dal 1 marzo sta sostituendo gradualmente, sulla linea Milano – Brescia, i Frecciabianca con i Frecciarossa con gli stessi orari dei precedenti.

Sono già quattro i treni in partenza da Brescia (h. 12.39 – 13.39 – 19.39 e 21.39) e quattro in partenza da Milano (h. 7.05 – 8.05 – 12.35 -16.35) che i pendolari muniti di Carta plus Lombardia (abbinata a IO VIAGGIO Lombardia) o di abbonamento Frecciabianca non possono più utilizzare nonostante abbiano pagato anticipatamente per un servizio che è stato modificato unilateralmente. Attualmente un pendolare sulla tratta spende per un abbonamento integrato, che gli permette l’accesso sui Frecciabianca, mediamente 1500 euro annui. Ora il solo abbonamento per il nuovo Frecciarossa con scelta obbligatoria del treno (soluzione impraticabile per il pendolare) è di 1900 euro a cui andrebbero aggiunti gli altri abbonamenti in uso (Es. io viaggio Lombardia minimo 1.049 euro annui).

Sollecito Regione Lombardia e l’assessore Sorte ad attivarsi al più presto affinché ai pendolari della tratta Milano – Brescia, ma anche a quelli che fanno scalo a Desenzano e Peschiera del Garda, venga garantito l’accesso ai nuovi Frecciarossa con gli abbonamenti tutt’ora in possesso (abbonamento o carta plus). Inoltre si attivino da subito per garantire, in vista del raddoppio della linea, o la continuità di questa opzione (accesso ai nuovi Frecciarossa) o l’attivazione di treni veloci regionali che, visto il raddoppio della linea, sarà possibile mettere in campo.

Rimane lo sconforto nel constatare come, ancora una volta, su una linea così importante non vi ci sia il minimo coordinamento fra le diverse esigenze trasportistiche e che Regione Lombardia non sia stata nemmeno informata. Come sempre a pagar il conto è l’utenza più debole. Lasciamo solo immaginare cosa succederebbe se da domani ai pendolari della tratta fosse completamente impedito l’accesso ai Frecciarossa: avremmo dei treni regionali presi d’assalto già da Desenzano con problemi di sovraffollameto, peraltro già presenti in orari di punta, su tutta la tratta. E non dimerichiamo e con i pendolari delle stazioni intermedie (Rovato, Chiari, Romano, Treviglio, Pioltello) costretti a rimanere a terra.

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Trasporto soggetti dialitici, la mia interrogazione

La necessità della massima informazione e trasparenza è sempre una necessità, così come sempre deve essere totale la fiducia nelle forze dell’ordine e nella Magistratura.
Nondimeno per il livello regionale e giusto conoscere ogni aspetto autorizzativo e gestionale. A volte la confusione burocratica o la contraddizione gestionale sono all’origine di tante situazioni.

IL TESTO DELLA MIA INTERROGAZIONE SUL TRASPORTO SOGGETTI NEFROPATICI SOTTOPOSTI A TRATTAMENTO DIALITICI

 

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Non solo Tav, occore migliorare i servizi storici di trasporto

Vi segnalo la lettera che ho inviato al Giornale di Brescia, pubblicata martedì 16 dicembre 2014.

trenoCaro direttore,
Le chiedo ospitalità per una breve riflessione sul tema Tav relativamente alla realizzazione del tratto tra Brescia e Verona, argomento di grande attualità e all’attenzione di tutte le realtà istituzionali coinvolte. Premetto che sono più che mai convinto che il nostro Paese abbia bisogno di un cambio di approccio al tema trasporto e mobilità di merci e persone, e che questo cambio non possa che indirizzarci verso un crescente interesse e investimento sulla rotaia. Questo riguarda le tratte internazionali e l’alta velocità, quanto le linee minori che, non dimentichiamo, rappresentano il vero snodo sul quale costruire un diverso modo di concepire la mobilità. È però evidente che questi interventi, specie se di particolare significato sia dal punto di vista strategico che economico, non possono che essere il frutto di un’attenta analisi progettuale, nonché di un puntuale esame degli impatti sul territorio in termini ambientali, economici e di flussi. Approfondimenti che con tutta sincerità non si può dire siano avvenuti in questa circostanza. Anzi più che mai è emersa evidente la superficialità con la quale si affronta la progettazione di grandi opere, lasciate poi per anni nel cassetto e che, una volta prese seriamente in considerazione, mostrano tutte le loro carenze, le loro contraddizioni. Come non tener conto di tutti questi elementi a maggior ragione quando si opera su un territorio di particolare pregio sia dal punto di vista ambientale che economico? Ci si trova sul Garda, nella zona di produzione del Lugana, non è chiaro il risparmio di «tempo» che ne deriverebbe, sembra invece di intuire il conseguente impoverimento delle linee storiche. Così come, sempre per sincerità, risulta poco chiara l’effettiva copertura economica di tutto l’intervento, ne è individuabile «forse» la metà, con il rischio di dare avvio ai lavori per poi lasciarli incompleti per un periodo… tutto da scoprire.
E allora con grande concretezza non è forse il caso di accogliere le tante perplessità espresse dai Comuni e sospendere la realizzazione in attesa di definire, sia chiaro in tempi stretti, tutti gli aspetti critici e di sciogliere il nodo, non certo banale, della stazione di Montichiari, o di Brescia? Scelta chiaramente legata al futuro dell’aeroporto di Montichiari che è più che mai determinante per dare realmente avvio a quella scelta programmatica di investimento per lo sviluppo non solo della Provincia di Brescia, ma dell’intero est della Lombardia. C’è il rischio di perdere le risorse a disposizione, per ora circa 750 milioni certi, 1,5 mld incerti, insomma più di 2 mld tutti da definire? Non credo, se si agisce con celerità nel ripensare la realizzazione o, meglio ancora, se nel frattempo si investono queste risorse sulla linea storica, migliorandone il servizio a favore di pendolari e turisti che penso abbiano il diritto di usufruire di un servizio puntuale ed efficiente. In alternativa anche un investimento nella tutela del dissesto idrogeologico non sarebbe male. Anche questo sarebbe un modo di far lavorare tante imprese del territorio attraverso contratti chiari, trasparenti, liberi da qualsiasi tipo di infiltrazione malavitosa. Certo si tratta di avere la capacità di assumere una responsabilità politica forte, se si vuole anche difficile, ma capace di ascoltare le tante domande poste da amministratori e cittadini, nonché di attenta analisi di cosa sia realmente utile al territorio e ai cittadini bresciani. Si tratta anche, ci si augura, di far uscire finalmente la politica bresciana dal nanismo che l’ha caratterizzata negli scorsi anni e che l’ha vista lasciar impoverire costantemente il territorio in termini di servizi, ASM, sanità, infrastrutture, aeroporto, sistema finanziario, grandi imprese. Lo scopo è ridisegnare un’idea del futuro di una realtà come quella della nostra provincia che sembra aver perso consapevolezza di sé, della propria potenzialità, della propria storia che è fatta di lavoro, serietà, grande inventiva e che è tempo torni ad emergere con forza.
Gian Antonio Girelli Consigliere regionale Lombardia Partito Democratico

 

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Treni: tutte le domande a cui manca ancora una risposta

trenoAnnunciati importanti investimenti sulla rete ferroviaria. Lasciando senza risposta alcune questioni importanti. La Tav passa da Brescia o non? Le linee Brescia-Parma e Brescia-Cremona  quando verranno adeguate? Lo sperato maggior numero di utenti in previsione di Expo con quali fondi verranno gestiti? E ancora é vero che quando in Lombardia comperiamo i treni li paghiamo  almeno il doppio che altrove?

L’interrogazione
La nota di Rfi sul piano investimenti

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Maroni (e la sua maggioranza)

maroni_maggioranzaInevitabile che l’avviso di garanzia recapitato nei giorni scorsi al Presidente Maroni diventasse oggetto di discussione in aula. Maroni stesso, a differenza di chi lo ha preceduto, ha ritenuto di relazionare immediatamente in Consiglio. Lo ha fatto in modo stringato (in molte parti elusivo) per rispetto delle indagini in corso ci ha detto. Lo ha fatto richiamandosi al dovere da parte di chi é nelle Istituzioni di rispettare la legge, sempre e comunque. Voglio sperare sia vero, che possa dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati e di poter tornare a fare un confronto su scelte politico-amministrative. Ho fiducia, come sempre, nella Magistratura e nella sua capacità di fare chiarezza in merito.
Desolante invece lo spettacolo offerto dalla maggioranza. Vedere i loro Consiglieri, per lo meno almeno una volta presenti numerosi ai lavori, tutti in piedi attorno al Presidente, mi ha ricordato chi si aggrappa al salvagente (questo é stato per loro Maroni) in Lombardia, timorosi di essere spazzati via. Il solo pensare a elezioni anticipate, ad alleanze da riscrivere, al confronto con un consenso che non c’è più, li rende consapevoli del pericolo. Forse per questo in alcuni casi la paura li ha resi, o meglio “rese”, persino istericamente euforici/che.
Ma ancor di più impressionanti sono stati alcuni interventi di esponenti della maggioranza. Non hanno ribadito lo stringato, ma chiaro messaggio di Maroni. No, addirittura hanno “urlato” l’esaltazione della violazione della legge, se fatta nell’interesse del “popolo padano”. Senza farsi mancare il solito attacco alla Magistratura, pensando ovviamente più ad Arcore che al Pirelli. Concetti vergognosi che dimostrano quanta strada debba ancora fare la cultura della legalità nelle nostre Istituzioni. Concetti dai quali lo stesso Maroni deve avere il coraggio e la forza di prendere le distanze. Non sono fra quelli che delegittimano i ruoli istituzionali, le elezioni servono per democraticamente sceglierli. Ecco perché chiedo al Presidente di Regione Lombardia, augurandogli di chiarire le sue situazioni giudiziarie, di saper prendere le distanze da un rigurgito secessionista e da una deriva politica che caratterizza parte della sua maggioranza. Non può permetterselo la Regione, l’Italia viaggia in altra direzione e la Lombardia non può rimanere ferma e far mancare il proprio apporto. Non può permetterselo lui vincitore di una difficile tornata elettorale in virtù dell’immagine di chi aveva saputo liberarsi di tante cattive abitudini e inutili slogan, che rischiano invece di tornare particolarmente in auge nei palazzi di Regione Lombardia.

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Approvata la mozione presentata in difesa della sede Tar a Brescia

tar_bresciaPenso che abbattere la burocrazia, snellire la struttura Istituzionale, puntare sull’innovazione e l’efficienza della pubblica amministrazione, siano le sfide più difficili che l’Italia ha davanti. Alcuni si sono cimentati nell’impresa, con idee più o meno intelligenti, ma veramente pochi sono riusciti a cambiare “qualcosa”. Anzi in alcuni casi, vedi Bassanini, i buoni propositi si sono trasformati in risultati mediocri. É quindi apprezzabile lo sforzo del Governo Renzi di mettere mano alla materia, a volte forzando un po’, ma con la dichiarata volontà di smuovere qualcosa, portare significativi cambiamenti. Importante però é che la determinazione non porti ad analisi poco approfondite e quindi a scelte non in sintonia con l’obiettivo, che  a volte vanno in direzione diametralmente opposta.
É il caso della paventata soppressione della sede staccata del TAR di Brescia (qui la mozione che ho presentato ieri in Consiglio Regionale). Se infatti una razionalizzazione non era solo auspicabile, ma davvero necessaria, non penso sia la soppressione di TUTTE le sedi distaccate la soluzione. I numeri dei casi trattati e la loro particolare complessità, , il territorio servito, la Lombardia orientale, l’autorevolezza della sede bresciana, in molti casi considerata un riferimento giurisprudenziale e, non ultimo, il conseguente recente investimento nella nuova sede,  sono lì a motivare il perché della richiesta del mantenimento della sezione TAR di Brescia.
Si tratterebbe infatti non di un miglioramento, ma di un evidente peggioramento della macchina della giustizia amministrativa del nostro territorio. Il Consiglio regionale in modo unanime lo ha capito, speriamo possa essere compreso anche dal Governo. Questo non significa essere contro la spinta al cambiamento, significa collaborare perché avvenga in modo effettivo ed efficace.

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