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Non lasciamo nessuno indietro

In questi giorni mi è capitato in più occasioni di incontrare persone non più giovanissime, ma nemmeno troppo adulte, che hanno perso il lavoro. Forte  è il loro disagio, sia per le responsabilità che gravano sulle loro spalle, la famiglia, il mutuo. . ., sia per la difficoltà che hanno nel reinserirsi nel “circuito”.  Ma come, si chiedono, anni di esperienza non contano niente? Forte è anche il mio disagio nel non riuscire ad essere d’aiuto. In fondo compito di chi sta nelle istituzioni è contribuire a creare le condizioni perché non vi siano situazioni di disagio, non sistemare i problemi degli amici mi dico, ma quando la situazione ce l’ hai li davanti non è così facile. . .  Sono sempre  più convinto che accanto al tema giovani, che deve essere al centro dell’ attenzione, dobbiamo collocarci quello di chi il lavoro lo deve “ritrovare”. Agevolazioni fiscali, percorsi di riqualificazione professionale, ammortizzatori reali, devono essere attivati. Non dimentichiamo che dietro le razionalizzazioni, i tagli, i sacrifici, che dobbiamo fare e che a volte chiediamo ad altri anche con un po’ di arroganza, ci sono persone, famiglie in difficoltà, giovani che perdono fiducia nel loro futuro. Dobbiamo ripensare il nostro modello di sviluppo? Penso di si, non facciamolo perdendo persone per strada, creando una società fortemente spaccata in due. Abbandoniamo le spinte egoistiche e ritroviamo un comune senso di “appartenenza”!

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Il Pd tra responsabilità e verita

Cos’altro deve capitare perché i Silvio, gli Ignazio, gli Angiolino, gli Umberto e i Roberto, capiscano di smettere di voler dettar tempi, modi e nomi!
Invocando la democrazia(leggiamo i numeri che li hanno eletti, sono molto meno plebiscitari di quanto ostentano).
Dimenticando che molto semplicemente hanno fallito non come progetto politico, magari fosse solo quello, ma anche come “paese” il che è imperdonabile. Sono ancora li a difendere interessi personali, in cerca di salvacondotti e nomi di garanzia, Dini? Nella sua vita politica ha cambiato più schieramenti che camice!
Tuteliamo l’interesse nazionale, mostriamoci capaci di dialogare con chiunque in questo momento voglia farlo, ma… chiari nella denuncia verso chi ci ha portato nel barato.

P.s. Per cortesia caro PD nei dibattiti televisivi di questi giorni, perché ci ostiniamo a mandare i soliti noti che da 20 e più anni rappresentano il “nuovo” o in alternativa giovani, si fa per dire, cavie di laboratorio, tronfie, piene di se, che già si vedono ministro e che onestamente hanno idee molto “loro” che mi auguro non siano quelle del PD.
Bene Bersani, ma attento a vecchi e nuovi “rovina” consenso!

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“Palazzo” e vita reale

dal Corriere della Sera - (Fotogramma)

Fa impressione vedere il distacco che ogni giorno si fa più ampio tra i cittadini e le istituzioni. Anche oggi dove in regione si doveva discutere di “Esame dei problemi inerenti la situazione industriale regionale”.

Di fatto siamo stati pesantemente insultati dai rappresentanti dei lavoratori che di certo non si sentono in alcun modo da noi rappresentati. Quando si perde il posto di lavoro, quando si fanno i conti con le risorse che non ci sono, è difficile essere rincuorati da Formigoni, brevemente presente, ma anche da noi.

Non so se ne hanno parlato a Todi, a Bologna, o ne parleranno a Firenze o altrove, so che è meglio che ce ne occupiamo al più presto con parole nuove e impegno diverso dal “coccolarne” l’opportunità.

Rimettere insieme impresa e lavoro, ricreare la coesione sociale è il nostro obbiettivo.

P.S.

Cara Sara, presiedendo il consiglio durante le interperanze di alcuni rappresentanti dei lavoratori, hai dovuto farli allontanare dall’aula.

Il ruolo e la difesa, nonostante tutto, dell’istituzione lo imponeva.

So quanto ti è costato. Sappi che ancora una volta ti ho apprezzato.

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Giovani

Che in Italia esista un’emergenza giovani è un dato drammaticamente reale. Riguarda trasversalmente vari settori, dalla scuola al lavoro, dalla famiglia alla casa, ma in sintesi riguarda il futuro stesso del nostro Paese. Bisogna occuparsene al più presto, il Pd dovrebbe farne un riferimento fondamentale nella sua proposta politica. Attenzione però a non fare confusione. I Giovani non credo possano essere ricondotti e rappresentati come quelli che in forme variamente organizzate sfilano nelle manifestazioni, compresa quella di Sabato a Roma.

Certo anche quelli sono giovani, ma non sempre quelli che ogni mattina si alzano, ce la mettono tutta per crescere e costruire il proprio futuro, che sanno che accanto al diritto di realizzare il proprio progetto di vita vi è anche il dovere di concorrere fino in fondo a creare condizioni affinché ciò avvenga per tutti.

Troppe volte esistono i professionisti della protesta. L’Università non dà sbocchi? E’ completamente avulsa dal contesto socio-economico? E’ vero, evitino però gli over30, fuori corso, di farsi interpreti del problema! Trovare lavoro, o trovarne solo a condizioni di vero e proprio “moderno”  sfruttamento, è realmente e in modo inaccettabile vero? Si eviti però di avere chi si è scelto il lavoro di protestare perché non c’è lavoro.

In sintesi vorrei dire alla stragrande maggioranza del mondo giovanile di appropriarsi del proprio ruolo, senza deleghe in bianco, con l’impegno a far sentire il proprio disagio e le proprie proposte. Nel Pd conosco tante ragazze e tanti ragazzi che sanno che non basta andare in piazza a protestare se non ci si impegna a costruire se stessi e un modello sociale migliore per tutti. Basta slogan, facili proclami, improbabili promesse, cominciamo a mettere assieme generazioni ed idee, investiamo sul futuro! Anche nel Pd.

PS: Non ho fatto riferimento agli atti di violenza di Roma, non perché non abbia letto i giornali o guardato la tv. Semplicemente perché ritengo siano veramente altro rispetto al tema che ho voluto, sia pure in modo molto sintetico toccare. Questi gruppi violenti, oramai ricorrenti nel nostro Paese, è ora che vengano definitivamente sgominati. Esistono pesanti responsabilità anche governative nel non aver saputo prevenire ed evitare ciò che era facilmente ipotizzabile e con più serietà e competenza scongiurato. La forte condanna la accompagno alla riflessione che quanto avvenuto non è certamente utile a chi si oppone ad un Governo del Paese non solo inadeguato, ma oramai quasi grottesco, serve piuttosto a garantire la peggior conservazione, a spaventare le persone per bene, a fermare quel vento di speranza, di cambiamento e di autentica innovazione che in molti a fatica stanno cercando di far alzare. Soffiamo tutti per la nostra parte, il vento si può far nascere anche così.

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Alcune idee e considerazioni

Domani c’è consiglio regionale.

Al 1° punto vi è il dibattito concernente la manovra finanziaria e i suoi impatti sulla realtà lombarda.

Mi augurano emergano forti due aspetti:

  1. Alla faccia del “federalismo” ci troviamo di fronte ad un rinnovato ed esasperato “centralismo” dove si tagliano i trasferimenti a regioni e comuni “limitando” i sacrifici del livello centrale.       Lega se ci sei batti un colpo!
  2. Sanità e sociale unitamente ai trasporti sono e saranno i settori più colpiti dalla manovra. Settori che hanno iniziato e dovrebbero caratterizzare una forte responsabilità regionale. Di fatto rischiando di snaturare la natura legislativa del nostro ente riducendolo ad una mansione “amministrativa”.
  3. Noi, PD, chiediamo che sanità, sociale, trasporti e innovazione siano settori che non possono essere messi in discussione. Altri campi di azione, se pur importanti, possono subire tagli. Ne va della tenuta sociale del nostro territorio, ne va della modernizzazione di alcuni settori strategici, ne va della funzione di traino innovativa che la Lombardia ha da sempre rappresentato per il nostro paese.
  4. Come abbiamo difeso la sopravvivenza dei piccoli comuni, dobbiamo investire nel “mettere insieme” gli enti locali e lavorare per la crescita di un modello di federalismo solidale che è il nostro riferimento.

Qualche provocazione e qualche idea forte da contrapporre a Formigoni, alla lega, ad una maggioranza che ha retto regione Lombardia in questi anni, che ha dimostrato di arrabattarsi quando le cose vanno, ma non hanno alcuna capacità di fronte alle difficoltà, specie se straordinariamente serie come quelle che stiamo vivendo.

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A fianco dei comuni…

Lunedì 29 ore 11.00 manifestazione ANCI “contro” la manovra finanziaria.

Grande la partecipazione di Sindaci e amministratori locali per difendere i loro comuni dalla cancellazione e dall’ulteriore impoverimento.

Grande l’ipocrisia di chi come Podestà e Formigoni non solo cercano di guidare “l’opposizione” al governo ma addirittura, udite udite, se la pigliano contro la casta, la legge elettorale e altro.

Grande la “preoccupazione” per il vertice che oggi si terrà ad Arcore (si, quell’amena villa dove…) fra Berlusconi e Bossi (2 noti uomini di stato particolarmente illuminati, o fulminati?) dal quale dovrebbero uscire soluzioni per ogni problema.

Ha ragione il Presidente Napolitano a richiamare tutti a concorrere ad uscire da questo momento difficilissimo, ma questo non deve far venir meno la necessità di liberarci di chi in questi anni ha dimostrato l’assoluta incapacità di governo, anche di chi sta improvvisando in improbabili “rigenerazioni”.

Come PD dobbiamo essere chiari.

Per noi i comuni sono il motore del paese. Anche se piccoli rappresentano un’identità da tutelare. Investire su una rete di servizi associati, cosa del resto in atto, non significa azzerare storie, culture, valori.

Per noi è sempre indispensabile smantellare un’impalcatura istituzionale se fatta di privilegi e “controllo” di ogni attività.

Formigoni eviti di darci lezioni, semplicemente si renda conto che più di ogni altri rappresenta la casta da smantellare, rappresenta il problema non la soluzione!

Infine il PD deve anche, di fronte alle difficoltà di questi giorni, rispondere con dignità fermezza e assunzione di responsabilità! Così sarà credibile e potrà rappresentare una credibile alternativa.

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A quando l’assalto alla Bastiglia?

A quando l’assalto alla Bastiglia? E’ innegabile si stia respirando un forte clima di contestazione dove la “politica” è additata come la massima responsabile di quanto è avvenuto, e in parte è vero, e i suoi costi sono considerati oramai insopportabili, anche questo in gran parte vero, ma… distinguiamo per favore le due cose.

Cominciamo dalla seconda: i costi; invece che parlare è meglio fare. Il Pd in Regione ha depositato una proposta di legge, vi invito ad esaminarla (qui),  sicuramente perfettibile, ma che rappresenta una proposta “concreta” su cui discutere. Ma come Pd dobbiamo, oltre che chiedere e promuovere le giuste sforbiciate, affrontare radicalmetne alcuni nodi che riassumo per titoli:

-          Basta avere rappresentanti politici cresciuti in laboratorio, i giovani devono formarsi, sperimentare il mondo del lavoro, darsi una loro dimensione personale e poi proporsi con ruoli istituzionali; ve ne sono toppi, anche in casa nostra, che pensano di “vivere” di sola politica;

-          Limite certo di mandati. Decidiamo una volta per tutte due o tre, ma poi “facciamolo”.

-          Assieme al ridimensionamento della classe politica è auspicabile affrontare anche quella dei C.d.A delle società pubbliche, dei consulenti, degli incarichi a vario titolo… A volte “costano” molto ma molto di più e non sempre, anzi quasi mai, sono all’altezza del compito affidato, e pochi cittadini ne hanno conoscenza…

-          Parliamo del privato. Di quanto “presunti” illuminati della finanza “creativa”, o meglio “ricreativa”, in quanti anni si sono arricchiti senza particolari meriti attraverso compensi al di fuori di ogni logica di mercato e si potrebbe continuare…..

Torniamo al primo aspetto, l’assoluta incapacità della politica a svolgere il proprio ruolo. Voglio dire con chiarezza  che non siamo tutti uguali. Esiste una chiara responsabilità di Pdl e Lega che in questi anni hanno governato in modo assolutamente inadeguato il Paese, hanno confuso lo Stato con casa loro, hanno ridicolizzato l’Italia agli occhi del mondo. Il Pd può aver fatto alcuni errori, che ha pagato elettoralmente, ma non è la stessa cosa!

L’importatnte è che qualche ex in crisi di visibilità o qualche nuovo troppo sgomitante non rovinano tutto.

Il PD deve rappresentare l’opportunità di una svolta per il Paese e per la politica italiana. Etica nei comportamenti, concretezza nelle proposta; deve rappresentare il nostro stile.

Solo così possiamo rispondere al crescente scontento, possiamo riallacciare un corretto rapporto tra cittadini elettori e cittadini eletti.

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Sempre connessi con Brescia, un grazie a tutti

Interessante il tour del gruppo regionale in quel di Brescia.

Grazie ai colleghi che sono stati da noi, un “doppio” grazie a Luca Gaffuri, il nostro capogruppo che ha partecipato a tutte le iniziative mostrando da un lato competenza, dall’altro una grande disponibilità al dialogo e al contatto con le persone, la caratteristica che più piace di lui. E’ emersa una grande attenzione verso i PD, ma sopratutto un sincero apprezzamento verso l’approccio di ascolto con il quale si è pensato all’appuntamento. Si è infatti troppo abituati ad una politica che sa solo parlare senza avere la pazienza di “stare” a sentire. Sarà nostra cura rafforzare i rapporti aperti, di più lavorare per predisporre proposte alle tante domande che ci sono state poste.

Mondo economico e del lavoro, sanità e università, enti locali e territorio chiedono alla politica un salto di qualità, si sono stancati di facili slogan, promesse non mantenute e tanta tanta demagogia, ci stanno aspettando!!!

Preseguiamo quindi in una grande campagna di ascolto e di proposta, proseguiamo quindi a ridare “dignità” alla politica e speranza al paese.

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Pensieri sull’assemblea AIB

Il quadro descritto dal presidente Dellera ben descrive la difficile situazione dell’economia.

Necessitano interventi urgenti dal livello nazionale a quello territoriale, per favorire l’innovazione, abbattere la burocrazia, investire sulla formazione e sui giovani.

A Brescia cosa viene fatto? poco o nulla.

Il PD, Milano lo dimostra, può diventare l’interlocutore anche del mondo dell’economia e delle nuove professioni.

Certo deve guardare al mondo del lavoro sviluppando quella propensione alla sintesi tra impresa e lavoro che spetta alla politica

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Fondo sociale: chiediamo l’immediato ripristino

Impossibile per i comuni affrontare il dimezzamento anche delle risorse del Fondo sociale regionale. Eppure nel bilancio di previsione 2011 di Regione Lombardia al capitolo relativo al “Fondo Sociale Regionale” sono  previsti solo 40.000.000 euro a fronte dei 85.900.000 dell’anno scorso. Queste specifiche risorse destinate ai minori, ai disabili, agli anziani e all’integrazione lavorativa sono finalizzate al sostegno alle Unità d’offerta oltre che a contribuire alla riduzione delle rette a carico degli utenti.

A fronte della riduzione generale dei trasferimenti destinati al sociale – 68 milioni di euro in meno di cui 46 milioni tagliati da Regione Lombardia e 22 milioni dallo Stato – aumentano le competenze degli Enti Locali e, soprattutto, aumentano i bisogni dei cittadini e delle famiglie rese sempre più fragili dalla crisi economica e dal progressivo invecchiamento della popolazione. La preoccupazione è dunque generalizzata tra gli amministratori locali, il terzo settore e gli utenti, che questi tagli li vivranno sulla loro pelle.  Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio.

Noi riteniamo che Regione Lombardia, recuperando risorse da altri capitoli di spesa, debba ripristinare il fondo dimostrando che le politiche sociali sono una vera priorità.

Per questo oggi in Aula abbiamo chiesto all’Assessore, con un’interrogazione a risposta immediata, come si intende garantire la continuità degli interventi sociali oggi attivi sul territorio dato che le uniche possibilità per i comuni restano o quella di tagliare alcuni servizi o di caricarli sull’utenza.

L’Assessore quindi vada incontro alla richiesta dei comuni lombardi e si impegni a dare loro al più presto delle risposte concrete.

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