Archivi categoria: Ambiente e agricoltura

Acqua:riconfermata l’inopportunità della legge regionale

L’ammissibilità del referendum sull’acqua riconferma l’inopportunità e l’inadeguatezza della legge regionale che PDL e Lega hanno voluto approvare a tutti i costi a fine dicembre. Inadeguata perché non contribuisce in alcun modo a migliorare il servizio idrico per i cittadini lombardi, un servizio che fino ad oggi è stato tra i più economici e qualitativi di tutta Europa, e perché sciogliendo consorzi e società e archiviando una gestione che aveva funzionato per decenni di fatto produce solo costi e ritardi. Inopportuna perché sarebbe bastato un po’ di buon senso per attendere pochi mesi fino ai due passaggi fondamentali – il pronunciamento della Corte costituzionale sul ricorso promosso dal Veneto e la celebrazione del referendum abrogativo – per decidere quale legge adottare. La cancellazione totale o parziale della legge nazionale porrebbe la Lombardia in una condizione imbarazzante, quella di dover profondamente cambiare una legge appena approvata.

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Parco dello stelvio:inaccettabile smembramento

Schiaffo istituzionale inaudito. Lo smembramento del Parco dello Stelvio, approvato oggi in Consiglio dei Ministri, non può essere definito diversamente.

Il Pd ha perciò presentato nel Consiglio regionale della Lombardia un ordine del giorno, per affermare la contrarietà lombarda alla divisione del parco nazionale in tre parti. L’ordine del giorno non solo è stato approvato, ma il voto è stato unanime, a indicare la precisa e netta posizione della Lombardia contro lo smembramento di un parco che è patrimonio nazionale e come tale va tutelato e preservato.

Più della metà del territorio su cui si estende il parco fa infatti parte della Lombardia, eppure Formigoni non ha ritenuto necessario rivendicarne l’indivisibilità davanti ai comuni di Trento e Bolzano, nonché davanti al  Governo Berlusconi.

E’ perciò evidente che un tale provvedimento non solo è inaccettabile, ma assume addirittura i connotati dell’incostituzionalità e diventa il prezzo dell’astensione dell’Svp sulla sfiducia al premier.

Il futuro del Parco diventa così nebuloso: la mancanza di una guida unitaria rende incerti i finanziamenti ed altrettanto incerta la promozione di progetti per lo sviluppo sostenibile nell’area protetta.

Le Province a Statuto speciale prevalgono rispetto al voto del Consiglio regionale Lombardo, che viene calpestato e ignorato, in barba al tanto sbandierato federalismo.

Ancora più sbalorditiva è la posizione assunta da Brescia e dal Broletto: come si può tacere davanti a un fatto del genere, che altro non è che uno scippo, che toglie alla Lombardia la più importante delle realtà di tutela dell’ambiente naturale dell’arco alpino.

Non esistono ragioni, non esistono giustificazioni né attenuanti: le dimissioni dal PDL del ministro Prestigiacomo non sono che l’ennesima dimostrazione che ragioni biecamente politiche non possono prevalere davanti all’interesse del Paese.

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Acqua: il commento di Enrico Borghi presidente UNCEM

Ospito volentieri il commento di Enrico Borghi, presidente dell’L'UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) sull’acqua

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Acqua: un rinvio che è una vittoria

La nostra maratona oratoria ha prodotto un effetto.acqua

Il Consiglio Regionale ha deciso di rinviare al 23 dicembre la discussione sul progetto di legge 57 riguardante la gestione dell’acqua in Lombardia.

Un rinvio che permetterà di capire le intenzioni del Governo: c’è la possibilità che la cancellazione degli Aato (gli attuali soggetti gestori dell’acqua sul territorio) venga rinviata di qualche mese, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale e dei referendum.

Questo garantirebbe la possibilità di evitare la creazione di nuovi enti gestori (affidati alle province) togliendo la titolarità del servizio ai comuni, che potrebbero esprimere solo un parere, senza nessuna possibilità di gestire il servizio in proprio.

Per questo il rinvio al 23 dicembre, è da considerarsi una piccola vittoria, in attesa di notizie

da Roma, che si sperano positive, visto che la governano i maestri del

federalismo… o No?

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acqua: Consiglio regionale sulla gestione

acquaOggi in consiglio regionale, sfida sull’acqua. Per il Pd le scelte fondamentali devono spettare al Comune: riaffermare il suo protagonismo decisionale vuol dire ridare centralità a ciascuna comunità locale. Non condividiamo la scelta di affidare alla Provincia un ruolo strategico. Senza coraggio, la maggioranza Lega-PDL richiama il decreto Ronchi, che penalizza fortemente la gestione pubblica dell’acqua, segui i nostri lavori sulla diretta video oppure la mia diretta su twitter

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Acqua: la regione toglie ai comuni per dare alle provincie

acquaCon il voto contrario del Gruppo consiliare del Partito democratico è stata approvato in VIII Commissione Agricoltura, parchi e risorse idriche il progetto di legge di modifica sul servizio idrico integrato

Noi Abbiamo votato contro un provvedimento che di fatto affida la titolarità del servizio alle Province togliendolo ai Comuni. Le audizioni dei giorni scorsi con Comuni, Ato, Comitati dei cittadini, non sono servite per far recedere la maggioranza da un provvedimento che poteva essere definito in maniera sicuramente diversa.

La maggiornaza ha voluto approvare il provvedimento con una fretta sospetta.

Vanamente abbiamo chiesto alla maggioranza di tenere conto del ricorso avverso alla soppressione degli Ato, presentato da Regione Veneto e per il quale la Corte costituzionale si esprimerà a febbraio.

Ma i” maestri” del federalismo non hanno voluto sentite ragioni,  avanti tutta!

Nel caso di accoglimento del ricorso del Veneto, ci troveremo in una situazione di grande difficoltà con una legge non valida e gli Ato soppressi.

Qualcosa però abbiamo ottenuto: in sede di discussione siamo riusciti a ottenere almeno che il parere dei Comuni diventasse vincolante, ridando così un minimo di forza alle amministrazioni locali. La nostra battaglia continuerà da martedì (il 30 novembre prossimo ci sarà Consiglio regionale, ndr), in Aula, dove difenderemo come sempre la titolarità dei Comuni e chiederemo che anche Regione Lombardia si faccia promotrice per la soppressione dell’articolo della legge Calderoli che sopprime gli Ato, i quali, per inciso, garantiscono ai cittadini lombardi le tariffe più basse di tutto il territorio nazionale e che per efficienza ed efficacia sono citati da organismi sicuramente non vicini al pubblico come Mediobanca.

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LA GESTIONE DELL’ACQUA RIMANGA AI COMUNI

Un progetto di legge al Parlamento che chiede di abrogare il comma della legge Finanziaria 2010 che sopprime le Aatoacqua pubblica (Autorità d’ambito territoriale ottimale), e toglie quindi ai sindaci la titolarità della gestione dell’acqua. E un progetto di legge regionale che mette al centro i Comuni, affinché l’acqua rimanga davvero pubblica. Sono le due mosse che il Gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale sta facendo per evitare che la gestione del servizio idrico integrato passi esclusivamente in mano ai privati con tutto ciò che ne consegue per il bene pubblico.

Abbiamo presentato le iniziative oggi durante una conferenza stampa, in cui abbiamo ribadito che l’acqua è un bene pubblico da tutelare e gestire con logiche pubbliche. Ma questo ci viene garantito solo se a gestire il servizio saranno i Comuni, di cui va riaffermato il protagonismo decisionale per ridare centralità alle comunità locali nel tutelare e preservare un bene che incide sull’alimentazione, l’igiene e la salute dei propri cittadini.

Fatta salva la logica dei due progetti di legge (già presentato quello al Parlamento che dovrà passare in Commissione, Consiglio regionale e poi approdare a Roma; in definizione il progetto di legge regionale che contemporaneamente andrà al confronto assieme a quello della maggioranza), i punti chiave sono due: primo punto, la titolarità del servizio idrico integrato spetta al Comune. Secondo aspetto, l’azienda speciale, costituita dalle Province in ciascun Ato (Ambito territoriale ottimale) e denominata Ufficio d’ambito, prevede un consiglio di amministrazione in cui i sindaci, oltre a essere maggioritari, scelgono autonomamente i propri rappresentanti, mentre i Comuni, convocati in Conferenza di servizi dalle rispettive Province, adottano i provvedimenti principali: scelgono la forma di gestione del servizio idrico integrato e le modalità di scelta del gestore del servizio, approvano il Piano d’ambito (che comprende la programmazione degli investimenti) e determinano la tariffa di base. Terzo punto è necessario salvaguardare gli affidamenti già in essere che cessano alla naturale scadenza del contratto. Infine, vogliamo tutelare il principio dell’unitarietà della gestione, relativamente all’affidamento del servizio idrico integrato, che prevede la possibilità di più gestori coordinati da un gestore responsabile”.

Questo poi è un governo antifederalista , perché ha calato dall’alto la decisione di sopprimere le Aato, che in Lombardia rappresentavano un’esperienza importante e soprattutto funzionavano. Ma anche il Governo regionale si è comportato da antifederalista perché nella sua proposta toglie forza ai Comuni, concentrando il potere nelle mani delle Province. Tant’è che grosse perplessità sono state sollevate prima di tutto dall’Anci.

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Rifiuti…

Dovrà essere la Giunta regionale a sospendere, su parere scritto della
VI Commissione Ambiente, ogni decisione sull’eventuale apertura del
nuovo impianto di trattamento e recupero di rifiuti speciali contenti
amianto, presentato dall’Aspireco srl, sul territorio di Montichiari.
Seppur d’accordo con questa scelta, penso che sia irrinunciabile un
diniego definitivo alla realizzazione di quell’opera, dato il ben noto
livello di saturazione di quel territorio, sul quale sono già
presenti ben  11 siti.
E’ necessario ricordare di chi siano le responsabilità di tutto
questo: la  maggioranza Pdl-Lega ha infatti approvato in Regione un
ennesimo impianto, la discarica di amianto dell’Ecoeternit, che
governa la provincia di Brescia da oltre un decennio e che da molto
tempo (seppure con un’anomala presenza in maggioranza, senza simboli,
e in opposizione )guida lo stesso Montichiari.
La questione degli impianti di smaltimento del comune bresciano, un
vero e proprio record, è stata trattata mercoledì 20 ottobre 2010 in
Commissione, previa audizione dell’associazione comitato Sos Terra e
con l’amministrazione comunale.
In accordo con Gianbattista Ferrari, appoggio completamente le
istanze del Comitato, degli ambientalisti e degli 8mila cittadini che
hanno firmato la petizione. Infatti, già da un semplice sopralluogo
sul posto si comprende facilmente come l’area in oggetto sia ormai
satura di discariche e di aree da recuperare tale da non  poter più
sopportare nuovi interventi come quelli proposti.
Ricordo che tra le proposte spiccano quella della Aspireco, al momento
sospesa da parte del proponente, che  è fortemente impattante su un
territorio ora agricolo, oltre a riguardare una tipologia di impianto
ancora da approfondire per quanto riguarda la sicurezza, le emissioni
e il traffico di rifiuti pericolosi.
Come Pd chiediamo pertanto che  la sospensione diventi un diniego
definitivo alla realizzazione dell’opera.
Ciò che più ci preoccupa e a cui ci opponiamo più strenuamente è un
intervento che Regione Lombardia ha già approvato: quello della vicina
discarica di rifiuti contenenti amianto della ditta Ecoeternit,
recentemente autorizzata anche ad avviare i lavori preparatori per la
discarica.
Il sito smaltirà qualcosa come 960mila tonnellate di rifiuti
contenenti amianto, di gran lunga superiori al fabbisogno bresciano:
ma  allora per chi è stata costruita davvero la discarica?
Il  territorio bresciano non può e non deve essere la pattumiera della
Lombardia, tantomeno di altre regioni.
Credo che le mie motivazioni siano più che legittime, in quanto a
Montichiari insistono ben 8 discariche, cui se ne aggiungono altre 3
approvate, la Ecoeternit, i rifiuti speciali di Gedit( discarica in
costruzione immediatamente a ridosso della prima) e gli inerti di
Bernardelli poco più in là. A meno di un chilometro di distanza
sorgono altre discariche come quella di Aprica-A2a.
E’ fondamentale stabilire come recuperare tutta la zona, definendo le
varie destinazioni invece che continuare a sovraccaricarla con
interventi di tale portata.
Mi chiedo inoltre come mai la richiesta di audizione sia stata
presentata dal Comitato il 15 ma l’incontro con i rappresentanti di
Montichiari sia arrivato solo il 20 ottobre, proprio dopo che in
Commissione era stato approvato il Piano rifiuti della provincia di
Brescia.
Che sia davvero un caso?



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Una casa dell’acqua in ogni comune, proposta del PD in Regione

L’acqua del rubinetto, dati alla mano, è sicura, di buona qualità e consente di risparmiare sia in termini economici che ecologici. Questo risultato può essere raggiunto grazie alle “case dell’acqua”, che sono già presenti in alcuni comuni lombardi e potrebbero diventare la norma se la Regione sostenesse questa opzione. La nostra proposta è quella di istituire un bando regionale, al pari di altre regioni italiane, rivolto a tutti i comuni lombardi, e tra questi dei 206 bresciani, per la realizzazione di queste strutture.

Queste secondo me le ragioni di una proposta, avanzata in Regione dal Pd, volta a sensibilizzare i consumatori lombardi all’uso dell’acqua pubblica. In una lettera rivolta alla commissione Agricoltura, parchi e risorse idriche, io e altri colleghi del PD chiediamo di realizzare a livello regionale un bando per cofinanziare, insieme ai sindaci, con il coinvolgendo delle aziende pubbliche o partecipate, la costruzione in ogni comune lombardo della “Casa dell’Acqua”, l’omologo, ma gratuito, dei distributori del latte fresco e di altri prodotti di largo consumo collocati in luoghi pubblici a disposizione dei cittadini. Con una spesa di circa sessanta milioni di euro si potrebbe realizzare una struttura in ognuno degli oltre 1500 comuni lombardi. Oltre al risparmio economico si avrebbe un vantaggio ecologico. Basti pensare che oggi solo un terzo delle bottiglie di plastica prodotte viene riciclato. Ogni singola Casa dell’acqua potrebbe far risparmiare emissioni di CO2 sia nella produzione sia nel trasporto delle bottiglie. Laddove già esiste la casa dell’acqua è molto apprezzata, tanto che arriva ad erogare anche cinquemila litri d’acqua potabile al giorno.

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la Regione vuole mettere i Parchi sotto controllo

I parchi regionali rischiano di finire sotto lo stretto controllo della giunta regionale. Questo sarebbe  l’effetto della finanziaria che, secondo l’interpretazione dell’assessorato regionale ai Parchi della regione Lombardia, porterebbe a breve alla cancellazione dei parchi come enti consortili tra comuni per trasformarli in enti di diretta emanazione della Regione, quindi sotto il suo stretto controllo gestionale.

Una soluzione da noi avversata: chiediamo infatti alla Regione di prendere impegni stringenti in merito, ma rimaniamo ancora in attesa di risposte e di risultati.

La Regione avrebbe in tasca un parere legale, che prevede espressamente la decadenza degli enti consortili, parere che viene però contestato dai Parchi stessi, anche perché in Emilia Romagna, unica altra regione in cui i parchi sono gestiti da consorzi di comuni, l’orientamento è per il mantenimento.

I parchi lombardi rappresentano il 30% del territorio regionale e rappresentano un modello che ha fatto storia a livello nazionale, anticipando le ragioni federaliste emerse anni dopo e traducendo in concreto il principio di sussidiarietà. Ricondurli allo stretto controllo della Regione, in un’ottica di un obsoleto neocentralismo regionale, non porta a migliorarne la gestione che, anzi, sarebbe sottratta al controllo dei comuni.

La battaglia su questo tema si è svolta anche martedì scorso, 28 ottobre, in Consiglio regionale, dove il PD ha presentato un ordine del giorno al piano regionale di sviluppo, approvato con alcune modifiche sostanziali.

Non abbiamo ottenuto l’impegno al mantenimento della forma consortile e quindi, su questo punto, la nostra battaglia continuerà nelle prossime settimane, anche quando affronteremo la legge regionale di riordino dei parchi.

Abbiamo ottenuto invece un riconoscimento del ruolo dei comuni nella governance e la garanzia del mantenimento dell’attuale entità delle superfici dei parchi, due principi che entrano perciò a far parte del Piano regionale di sviluppo vigente.

La partita si gioca ora: noi faremo di tutto perché non venga riproposta e quindi approvata un’altra legge ‘ammazzaparchi’( come quella che due anni fa si è riusciti a scongiurare con una forte battaglia in Consiglio e fuori)  e con la decisiva alleanza dei parchi e dei comuni interessati.

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