Il terzo tempo

rugby-673453_1920Chiunque conosca il rugby lo sa. Non c’è campo di rugby dove, finita la partita, le due squadre che si sono fronteggiate non si ritrovino a festeggiare insieme. E lì si superano gli scontri avvenuti in campo, i colpi ricevuti e dati, anche quelli, ahimè più o meno consapevolmente, irregolari.

Forse è per questo che attorno al rugby non vi sono particolari polemiche del dopo partita, gli arbitri non sono oggetto di feroci critiche o malefiche moviole. Così come i tifosi non organizzano un pre, dopo, se non “durante”, partita di scontri e tafferugli, che senso avrebbero sapendo che i rispettivi eroi festeggeranno insieme?

Ecco domenica ci aspettano le primarie, sfida difficile in questo tempo di politica senza pensiero e senza popolo. Facciamo un ultimo sforzo per coinvolgere più persone possibile, promettendo loro due cose:
- che continueremo a coinvolgerle anche dopo il 30 aprile
- che nel PD, finita la partita, tutti vivranno un terzo tempo dove ad alzarsi saranno le caraffe della lealtà, dell’ascolto, dell’unità. Perché un Partito è innanzi una Comunità di persone che si confrontano, che competono, ma che poi si ritrovano insieme.

Domenica partecipiamo e facciamo partecipare al voto. Io darò la mia preferenza a Renzi, lo ritengo il più adatto alle sfide che ci aspettano, il più capace di rappresentare quello sforzo coraggioso di cambiamento tanto necessario.

Ma quello che aspetto è il terzo tempo, per poter ritrovarmi, comunque vada, a lavorare insieme e più che mai uniti. Lo dobbiamo ai cittadini, lo dobbiamo a noi stessi!
Che bello sport é il rugby!

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