Archivi del mese: gennaio 2017

Essere coscienti per essere incisivi

mafiaConfiscare i beni è stata una delle azioni più efficaci nel contrasto alla mafia. Togliere il frutto dell’attività criminale, riconsegnarlo alla collettività è l’affermazione del legale sull’illegale, dello Stato sull’antistato che la mafia rappresenta. È tempo però di una riflessione sullo strumento e sulla sua organizzazione.

L’articolo del Giornale di Brescia

Velocizzare i tempi di assegnazione dei beni, trovare adeguate forme di finanziamento per utilizzarli, garantire la continuità di attività imprenditoriali “rubate” alla mafia, sono questioni da affrontare e risolvere.  Sono convinto che il ruolo delle Regioni possa diventare fondamentale in tal senso, sia come supporto dell’Agenzia nazionale sia a Comuni e assegnatari dei beni. Sviluppare sinergie tra istituzioni e chi da sempre, penso alla straordinaria storia di Libera, è in prima fila nella concretezza dell’azione è fondamentale.

Coinvolgere in questo processo associazioni d’impresa, mondo del lavoro, della cultura, del giornalismo, della scuola, delle professioni è di indispensabile necessità. L’iniziativa del festival delle idee promossa dalla Regione, frutto di una intuizione del Comitato scientifico guidato dal prof. Dalla Chiesa, vuole raggiungere un duplice obbiettivo.

Il primo: coinvolgere Comuni, associazioni, cittadini, scuole nel pensare come riutilizzare i beni. Considerare nuove forme, che escano dal tradizionale utilizzo a fini sociali, può essere d’aiuto e efficacia.

Il secondo: rifletterei sui beni confiscati, prendere coscienza di quanti siano e come siano distribuiti sui territori. Invito tutti a leggere i nomi dei Comuni dove sono collocati, aiuta, e molto, a prendere coscienza di cosa sia e quanto sia ramificata la mafia “anche” in Lombardia.

Perché la presa di coscienza e una reazione decisa, forte e condivisa sono il tracciato di un percorso che insieme dobbiamo intraprendere. Con le istituzioni, perlomeno mi auguro, finalmente in prima fila.

(Questo appello è stato pubblicato il 30 gennaio sul Giornale di Brescia)

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Un “Festival d’idee” per ridare vita ai beni confiscati alle mafie

light-bulbs-1125016_1920Si parte: associazioni, gruppi culturali, studenti, ma anche semplici volontari. Il Festival d’idee per scoprire e valorizzare modi originali di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie è stato deciso a dicembre dalla Commissione speciale Antimafia lombardo, d’intesa con il Comitato tecnico scientifico per la legalità e il contrasto alle mafie e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale lombardo.

La confisca di un bene della mafia rappresenta il momento di rivincita dello Stato sulla illegalità. Abbiamo pensato a un approccio un po’ diverso a questi temi, creando un momento di elaborazione di idee e coinvolgendo persone, realtà e associazioni nella consapevolezza che quando si parla di beni confiscati alla criminalità affrontiamo un tema di cui tutti dobbiamo occuparci, senza distinzione alcuna.

Il concorso di idee scadrà il prossimo 10 febbraio, dunque c’è ancora un po’ di tempo per proporre soluzioni di utilizzo delle strutture sequestrate, proposte che devono avere come focus la funzione sociale dei beni confiscati e poggiare quindi su una spinta progettuale e morale che guardi ai beni confiscati come occasione generatrice di nuove opportunità di lavoro.

I numeri dei sequestri in Lombardia
I beni immobili confiscati in Lombardia alla criminalità organizzata, stando ai dati aggiornati al 2015, sono 1275, di cui alcuni non ancora confiscati definitivamente. La provincia di Milano detiene il maggior numero di beni (776), pari a più della metà del totale regionale. Seguono, molto distanziate, le province di Brescia (114) e Varese (80), fino a quelle di Lodi, Mantova e Sondrio”. Questi dati posizionano la Lombardia al quinto posto in Italia per numero di beni confiscati dopo Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Rispetto alla natura di questo patrimonio, possiamo dire che “la maggioranza relativa, ossia il 37%, è rappresentato da appartamenti; il 7% da ville e abitazioni indipendenti, mentre il 25% è costituito da box, garage, autorimesse; soltanto il 7%, invece è rappresentato da terreni. Infine, il 23% è rappresentato magazzini, locali di deposito, negozi, botteghe, alberghi, pensioni, laboratori di arti e mestieri, uffici e studi privati, opifici.

Come partecipare
Per partecipare al concorso di idee occorre compilare entro il 10 febbraio 2017 l’apposito modulo pubblicato sul portale www.consiglio.regione.lombardia.it. La proposta non dovrà superare i 5.000 caratteri e potrà essere corredata da disegni, foto o video (dimensione massima 20 MB per ciascuna email). La Commissione, in collaborazione con il Comitato, individuerà le proposte ritenute più ingegnose, intuitive e realistiche, che verranno presentate, preferibilmente a cura dello stesso partecipante, in una giornata dedicata, durante la settimana della legalità prevista per il mese di marzo 2017. Non è previsto alcun premio o compenso per le proposte presentate e non vi sarà alcuna graduatoria di merito delle stesse. Le proposte saranno pubblicate tempestivamente sul portale istituzionale www.consiglio.regione.lombardia.it

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Sul carcere di Canton Mombello a Brescia

Vi segnalo questo interessante dibattito radiofonico a cui ho partecipato qualche giorno fa. Si tratta di un approfondimento sul carcere di Canton Mombello a Brescia realizzato da Radio Radicale:

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Ho firmato la petizione per il giornalista Riccardo Orioles

Anche io ho firmato la petizione che ha l’obiettivo di far ottenere a Riccardo Orioles i benefici della Legge Bacchelli.

Orioles ha 67 anni, giornalista e fondatore de “I Siciliani” insieme a Pippo Fava – direttore della testata, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984 – e ad una serie di “carusi” (giovani) nati e cresciuti alle pendici dell’Etna. [la storia del giornale > http://bit.ly/pippofava].

La petizione è promossa su Change.org dal giornalista Luca Salici.

petizione

 

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