Archivi del mese: dicembre 2016

Auguri

Babbo Natale esiste! Come Santa Lucia e la Befana. Esiste nei nostri cuori, nelle nostre menti, nelle nostre azioni, nelle nostre volontà!
Chi lo nega é perché non li conosce, non li ha mai saputi accogliere, ha sempre fatto trovare la porta chiusa. Ecco perché in questo giorno di bilancio, per molti assai difficoltoso, e di speranza, spesso debole, importante é sentirsi in ogni caso protagonisti della nostra storia. Farlo  se ne siamo in condizione, pretendere di poterlo fare se ne siamo impediti, mettere tutti gli altri in conduzione di poterlo fare. Sempre con spirito di solidarietà e la consapevolezza che siamo una comunità di persone che INSIEME gioiscono e soffrono, vincono e perdono, ridono e piangono, ma soprattutto sperano. Vivono, insomma!
Gli auguri li faccio con una poesia di Rodari, uniti ad un forte, sincero e fraterno abbraccio!

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Auguri per un Natale e un 2017 in cui provare ad essere tutti “migliori”

presepeE siamo a Natale. Ancora una volta lo spirito sereno che sempre dovrebbe accompagnare questo periodo deve confrontarsi con più di un motivo di preoccupazione per quanto avviene nel mondo – dalla tragedia di Aleppo, a quanto avvenuto a Berlino – ai tanti altri drammi troppe volte da molti persino ignorati. Ancora, alla situazione che  molte/i nostre/i connazionali stanno vivendo nel non trovare lavoro, nel far fronte all’aumento delle nuove povertà. Paura, rabbia, scontro e solitudine rischiano di essere i sentimenti che un po’ alla volta albergano nei nostri cuori.

Non permettiamolo. Sforziamoci, per davvero, di rimuovere parte delle nostre certezze, dei nostri convincimenti, per aprirci, ascoltare i bisogni, le difficoltà, i piccoli o grandi drammi degli altri. Capire che, dai grandi problemi internazionali a quelli più vicini a noi, è solo superando il nostro egoismo che possiamo trovare la soluzione o perlomeno un serio tentativo di farlo.

Il Santo Natale diventi allora non il periodo dove si è tutti un po’ più buoni, ma l’occasione per cominciare a cambiare, cercare insomma di essere migliori. Perché di una cosa sono certo: il bambino che nella notte di Natale viene al mondo, sia per chi lo riveste di un profondo senso religioso sia per chi lo ritiene un puro simbolo laico, nasce per tutte, ma veramente tutte le persone che ogni giorno “vivono, soffrono, gioiscono, sullo  splendore di questa terra”, senza distinzione, solo con lo sguardo rivolto un po’ di più verso chi è in difficoltà.

Che il Santo Natale sia un momento di serenità, di pace, di riconciliazione, di speranza, di “vita”,  per voi, le vostre famiglie, le comunità di tutto il mondo!

 

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Una prima vittoria per la Metropolitana di Brescia

em_bresciaFinalmente la Metropolitana di Brescia entra a far parte a pieno titolo del sistema dei trasporti e vede riconosciuto un corrispettivo da Regione Lombardia.

Grazie alla pressione esercitata con l’emendamento che ho proposto, l’assessore al Bilancio Garavaglia ha inserito, con un apposito emendamento alla legge finanziaria, una norma che permette tutto ciò.

Oltre alla certezza di un diritto, questo emendamento afferma che nel 2017 verranno riconosciute le dovute risorse, che saranno ora concertate con il comune e l’agenzia del trasporto di Brescia. Risorse che avranno la stessa dignità e valore rispettto a tutte le atre infrastrutture del trasporto pubblico della Lombardia.

Sarebbe opportuno che Regione Lombardia ritirasse il ricorso al Consiglio di stato sulla sentenza del Tar, che dava ragione al Comune di Brescia, che con l’approvazione di questa norma appare ora non più sostenibile.

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Da Sala un atteggiamento serio e responsabile

salaIl Sindaco di Milano Sala si auto sospende a causa di quelle che, per ora, sono voci giornalistiche che, come sempre e stranamente, anticipano l’ufficialità di alcuni atti.

Come sempre alla magistratura il compito di svolgere fino in fondo il proprio compito e con la massima autonomia. Mi permetto però di aggiungere anche con la necessaria velocità!

Infatti la vicenda è nota da tempo e riguarda un aspetto controverso, dettato da un momento del tutto particolare della vicenda di Expo. Vorrei ricordare le scadenze, i poteri straordinari conferiti all’allora amministratore, la necessità di arrivare pronti al traguardo dell’inaugurazione. Tutte emergenze che in nessun caso potevano e possano giustificare atti illeciti, ma che non possono far dimenticare scelte “abbreviate” a suo tempo da molti chieste e approvate. Penso che la decisione del Sindaco Sala sia seria e responsabile.

Inaccettabili le solite accuse, mosse magari da chi dovrebbe dedicare un po’ più di attenzione a quanto avviene in casa (dove, all’onore della cronaca, non ci sono probabili ulteriori indagini, ma arresti, quasi che come sempre per alcuni i processi si fanno in “piazza”, per altri le assoluzioni si fanno “in rete”).

E’ tempo di reagire con la necessaria forza al tentativo di destabilizzare le istituzioni, aprire la strada a irresponsabili reazionari, molte volte con un passato vergognoso e un presente altrettanto imbarazzante. Rispetto delle persone, delle regole, dei compiti di chi è chiamato ad indagare e giudicare è indispensabile, deve stare alla base dei comportamenti di tutti.

Ora il Sindaco Sala ha assunto un atteggiamento serio e responsabile. Va rispettato. Il Governo della città di Milano è pienamente garantito da una Giunta eletta e riconosciuta dai milanesi. Si faccia chiarezza, lo si faccia fino in fondo, lo si faccia nei luoghi deputati a farla e da parte di chi è chiamato a farlo. Ancora una volta: si faccia in fretta.

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I mesi che ci aspettano

Pd-bandiereLeggere insulti di una gravità e volgarità incredibili – anche da parte di rappresentanti istituzionali e politici -, vedere la disinvoltura con la quale qualcuno vuole “appropriarsi” del volere delle italiane e degli italiani, il disertare i luoghi della democrazia, il non riconoscimento della rappresentanza degli altri, il minacciare “l’Aventino” come se fossimo in una dittatura, mi preoccupa e quasi spaventa.

Mi chiedo: ma in Regione devo restituire pan per focaccia? In virtù di arresti, indagati, scandali, ma ancor di più del fatto che chi guida l’Ente NON ha avuto la fiducia della maggioranza delle lombarde e dei lombardi, non essendo previsto il ballottaggio, devo a mia volta disconoscere il ruolo a chi governa, insultare, disertare l’aula e le commissioni, andare in piazza e protestare? Oppure devo continuare a fare la mia parte, condividere e sostenere le scelte che mi convincono, cercare con forza di cambiare e NON approvare le scelte che considero sbagliate, e non mancano certo quelle profondamente sbagliate, che vanno nel verso contrario dei 700.000 abitanti della nostra regione che vivono in estrema difficoltà?

Non ho dubbi: proprio in questo momento di sbandamento in cui in tanti prevale la voglia di rovesciare il tavolo del rispetto istituzionale con la speranza di raccoglierne i cocci, a prevalere deve essere il senso del dovere, la tensione etica che sempre dovrebbero essere il motore dell’azione politica.

Penso di farlo a cominciare dal mio partito, chiedendo rispetto fra di noi, disponibilità di ascolto, rispetto dei ruoli democraticamente assegnati, capacità di elaborare una proposta di governo dell’Italia in grado di cogliere e rispondere alle criticità più importanti (lavoro, giovani, welfare, immigrazione, scenari internazionali) con quella visione solidale e innovativa che ha caratterizzato la nascita del PD. Riconoscendo al Governo Gentiloni piena legittimità nel delicato compito di rispondere alle emergenze, in attesa che il Parlamento approvi le norme elettorali che ci possano al più presto portare al voto.

Penso di continuare a farlo in Consiglio Regionale – rifuggendo la tentazione della “reciprocità” – con maggior determinazione, chiedendo soprattutto a chi ha compiti di Governo di non usare il proprio ruolo per speculazione politica di parte, ma nell’interesse delle persone. Di guardare al livello inferiore, Provincie e Comuni e a quelli superiori, Governo e Europa, con spirito critico ma collaborativo, non “accomodante” o “sabotativo” a secondo delle appartenenze politiche.
Penso di farlo, come sempre, soprattutto con e fra le persone, quelle che molto hanno da dire, che hanno il diritto di poter raccontare e chiedere, ancor di più di trovare ascolto e risposta.

Presto ci aspetteranno impegni elettorali impegnativi. A chi si appresta a stendere programmi di governo e a sottoporsi al giudizio elettorale spetta il dovere di onestà, serietà, chiarezza, assieme alla capacità di confronto, di guardare al futuro, non alla convenienza del momento, di trasmettere speranza, non paura e divisione. A chi sarà chiamato a scegliere auguro la volontà di uscire dal giudizio istintivo, dalla rabbia del momento e di saper approfondire e valutare che futuro sperano per loro, i loro figli, le generazioni future.

Questo è lo spirito con il quale intendo vivere i prossimi mesi, con la consapevolezza dei miei limiti, delle mie incapacità, dei miei errori, ma anche con l’orgoglio di una identità, di un’appartenenza, con la schiena dritta, lo sguardo teso a cercare quello degli altri. Con l’umiltà di chi si sforza di dare risposte, con il coraggio di provare a farlo.

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Metropolitana di Brescia, un’anomalia che va sanata

metro_bresciaLa questione della mancata contribuzione da parte di Regione Lombardia alla metropolitana di Brescia arriva ad una svolta.

La pronuncia del Tar di Brescia sulla metropolitana

Lunedì 5 dicembre è arrivata la pronuncia del Tar di Brescia che, con l’ordinanza n. 785, del 23 novembre 2016, ha accolto provvisoriamente la domanda cautelare del Comune di Brescia contro i provvedimenti di Regione Lombardia disponendole di riesaminare i propri provvedimenti e di convocare, entro 30 giorni, una conferenza di servizi ad hoc con il Comune di Brescia, Brescia Mobilità e l’Agenzia del TPL.

Più volte in questi anni ho posto il tema ammonendo la Giunta a provvedere a questa anomalia che non trova casi analoghi sul territorio lombardo. La Giunta deve attribuire il giusto corrispettivo alla metropolitana di Brescia mettendo così fine ad una situazione paradossale in cui la metro di Brescia, seconda sola a quella di Milano, non solo non ottiene  il corrispettivo chilometrico che le spetterebbe, ma nessun corrispettivo, contravvenendo così alla normativa regionale e nazionale. Senza il riconoscimento del corrispettivo, la metropolitana di Brescia è esclusa, inoltre, dal riparto degli introiti dei titoli di Io viaggio pari a 54 milioni di euro annuali.

La Regione ora deve convocare subito la conferenza dei servizi con il Comune, Brescia Mobilità e l’agenzia del Tpl e applichi quanto essa stessa chiede a livello nazionale per la definizione dei costi standard per il trasporto pubblico regionale.

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Il futuro di una sconfitta

matteo_renziIl risultato del referendum è indiscutibile. Alta partecipazione al voto, dato sempre e comunque positivo, risultato nettamente a favore del NO.

Da qui un’assunzione di responsabilità da parte del Presidente del Consiglio che, visto il ruolo diretto svolto nella stesura della riforma, ha ritenuto di rassegnare le proprie dimissioni (è in corso, mentre scrivo lunedì sera, l’incontro con il presidente Mattarella). Ma, come sempre, credo si debba fare lo sforzo di guardare un po’ più dentro un risultato e un po’ più in là delle prime reazioni.

Se infatti il confronto si è sempre più spostato su un SI o un NO al Governo (avendo fatto davvero numerosi incontri quasi sempre i contrari hanno usato questo argomento) e non certo il merito della riforma, è con quest’ottica che si deve guardare al risultato. Ed allora appare evidente che, con una partecipazione presumibilmente pari a quella di elezioni politiche, il PD di Renzi, praticamente in solitudine, ha raggiunto il 40% di voti.

Non sufficiente per approvare la riforma, non certo in linea con le speranze della vigilia, ma che si confronta con un 60% davvero difficile da catalogare ed analizzare. M5S, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia fanno a gara nell’attribuirsi il merito del risultato. Gli strali di Grillo, Di Maio, e compagnia bella, i toni roboanti di Salvini, il ritorno di Berlusconi, con il coro dei D’Alema, Fassina ecc., sono li a dimostrarlo. Allora, al di là dei passaggi dei prossimi giorni, il Presidente Mattarella è una garanzia: bisogna guardare più in là, alle prossime elezioni, a come arrivarci e con chi.

Su una cosa non può esserci dubbio. Il PD ha futuro se è unito e se sa rappresentare quella novità che ha saputo trasmettere agli elettori nel momento della sua nascita. Non può avere al suo interno nostalgici del passato, professionisti del “fare minoranza”, autoreferenziati che con grande tranquillità assumono posizioni opposte rispetto le decisioni prese in direzioni e riunioni dei gruppi parlamentari. Certo che ci vuole capacità di dialogo, certo che c’è bisogno di saper includere, certo che c’è bisogno di generare alleanze, ma altrettanto certa è la necessità di lealtà e di rispetto delle regole di democrazia interna ad un partito. E’ in questo che si distingue la serietà e la responsabilità dall’opportunismo e dal puro personalismo, non nel senso di Maritain, ma di D’Alema.

Ora si dovrà garantire il necessario contributo per superare questo ennesima difficoltà, bisognerà farlo con la serietà e la consapevolezza di chi ha una radicata cultura di Governo, ma anche con l’accortezza di affrontare a testa alta e con la schiena dritta il confronto con chi, in alternativa a noi, concorrerà alla guida del Paese. Non possiamo farci logorare dalle responsabilità mentre altri ci sparano addosso.

Si accomodino al tavolo delle proposte, non a quello delle proteste. Sperimentino la differenza tra usare i problemi e provare a risolverli. Su questo, anche loro si misurino con il consenso! Alcuni di questi, Lega, lo ha già fatto, tutti ricordiamo come…

Nel frattempo riprendiamo in mano le file di un partito, il PD, che anche in questa occasione ha dimostrato di avere sul territorio una classe dirigente preparata, entusiasta, capace di assumersi responsabilità e doveri, capace di intendere la politica come il coraggio della proposta, non come la convenienza del non decidere.

Una sconfitta non è mai tale, se viene ammessa e considerata come punto di ripartenza. Una sconfitta può servire a riflettere e far riflettere, può diventare una sia pur complicata opportunità. Infatti non dimentichiamo che il referendum ha consegnato al PD una chiara sconfitta. A chi abbia consegnato una netta vittoria non si sa.

Forza allora, si può dare ancora molto a questo Paese: abbiamo in noi tutte le caratteristiche e potenzialità per farlo, bene.

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