Archivi del mese: ottobre 2016

Verso il referendum costituzionale: tutti gli incontri a cui partecipo

Sono tanti gli appuntamenti di confronto e dibattito in programma in provincia di Brescia in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre.

Ecco gli incontri a cui parteciperò anche io:
27 ottobre – Villanuova
28 ottobre – Montichiari
29 ottobre – Manifestazione nazionale a Roma
3 novembre – Nave
7 novembre – Villachiara
8 novembre – Preseglie
9 novembre – Montichiari
10 novembre – Castenedolo
11 novembre – Edolo
12 novembre – Brescia con il ministro Maria Elena Boschi
14 novembre – Leno
14 novembre – Mairano
15 novembre – Bagnolo
17 novembre – Vobarno
18 novembre -  Brescia
19 novembre – Toscolano Maderno
21 novembre – Longhena
22 novembre – Idro
24 novembre – Villacarcina
25 novembre – Bassano Bresciano
28 novembre – Gavardo
29 novembre – Concesio
30 novembre – Sarezzo

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Caporalato piaga sociale da estirpare, anche in Lombardia

caporalatoIl fenomeno del caporalato è da sempre considerato uno di quelli di maggior rilevanza nel quadro delle attività mafiose.

Nel Rapporto Ecomafie 2016 viene individuato come fenomeno in espansione: 713 casi di caporalato individuati dalle autorità ispettive e 80 distretti agricoli – indistintamente da nord a sud – che hanno registrato il ricorso a pratiche di sfruttamento di manodopera.

Tra l’altro nel 2015 le ispezioni effettuate sono salite del 59% e oltre il 56% dei lavoratori trovati nelle aziende indagate sono risultati parzialmente o totalmente irregolari e nel loro insieme si avvicinano alle 430 mila unità, di cui 100 mila sono considerati in condizione di grave sfruttamento e vulnerabilità abitativa.

Il fenomeno non è solo italiano, visto che in Europa si stimano circa 880 mila lavoratori e lavoratrici di ogni nazionalità sotto il ricatto del lavoro forzato, ma un dato è certo: la situazione italiana costituisce una percentuale più che significativa del contesto europeo. Non ne è esente la nostra regione dove sono stati riscontrati fenomeni di irregolarità che impongono una riflessione collettiva sulle forme di sfruttamento del lavoro e sulla necessità di debellarle.

Per questo la Commissione Antimafia del Consiglio regionale ha deciso di farsi sentire presso il Parlamento dove c’è una proposta di legge per il contrasto al lavoro nero e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura. È indispensabile una espressione in tal senso perché i fenomeni di questo tipo alimentano il settore delle agromafie. Da troppo tempo ormai abbiamo visto proliferare il caporalato anche in forme che molto si avvicinano alla tratta di esseri umani e questo non è accettabile, sotto ogni punto di vista.

Per questo, valutato che ad agosto il Senato ha licenziato il Disegno di Legge sul caporalato nel settore agricolo e che ora spetta alla Camera procedere al vaglio e all’espressione di voto, abbiamo ritenuto importante chiedere che vi sia il rispetto dei tempi di lettura e di adozione del provvedimento e che si possa così procedere contro quelle aziende che vi fanno ricorso. IL TESTO DELLA RISOLUZIONE SUL CAPORALATO

Credo che sia evidente per chiunque che quest’azione di contrasto si moverà nella direzione di migliorare la condizione lavorativa dei lavoratori agricoli, aiutando anche la stabilizzazione dei percorsi di vita. Il prossimo 25 la risoluzione sarà in Aula e confido che vi sia un’espressione unanime del Consiglio in modo da richiamare il Parlamento ad un’azione decisa per approvare una legge che riconosce il diritto fondamentale della persona a non essere sfruttato da un altro suo simile. Un atto, quindi, di civiltà che non può trovare le istituzioni impreparate.

(Articolo pubblicato sulla newsletter del Gruppo PD)

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Indagini in Lombardia, controlli ancora inadeguati

Tribunale-di-MilanoL’indagine della Procura di Milano di cui sia discute negli ultimi giorni, manifesta più che mai la necessità di alzare il tiro e approfondire in ogni modo quanto avviene nelle società controllate o collegate a Regione Lombardia.

È inaccettabile che imprese collegate alla ‘Ndrangheta continuino ad entrare come subappaltatrici in opere commissionate da partecipate regionali. Risulta del tutto evidente che i controlli hanno maglie troppo larghe e vanno riformati.

Quanto a questa vicenda, chiameremo presto in Commissione Antimafia i vertici di FNM per cogliere informazioni e comprendere fino a che grado il controllo viene attuato.

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