Archivi del mese: luglio 2016

Cooperative e Iva, riconoscere e difendere una storia di solidarietà

Le cooperative sociali hanno rappresentato un’importante è fondamentale ruolo nella crescita della società lombarda. Lo hanno fatto accompagnando il pubblico, coprendo le aree di intervento lasciate scoperte e i territori non sufficientemente garantiti.

Intervenire per aiutare questo mondo a superare il problema del sopravvenuto costo aggiuntivo Iva non significa introdurre aiuti impropri, turbare il libero mercato.

Significa riconoscere e difendere una storia di solidarietà che fa parte del nostro patrimonio di valori e che è garanzia di quel legame di solidarietà che deve sempre più caratterizzare il nostro modello di stare assieme, essere comunità, avere attenzione per tutti, a partire da chi ha più difficoltà.

(Il testo dell’ordine del giorno, approvato, che ho presentato durante la discussione sul bilancio regionale)

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Finanziamenti metro Brescia, il centrodestra boccia la proposta

metro_bresciaIl Consiglio regionale ha bocciato il mio emendamento al bilancio per introdurre il contributo di funzionamento per la metropolitana di Brescia.

Nella mia proposta, chiedevo di stanziare 4 milioni di euro per il 2016 per sanare l’anomalia dell’assenza, caso unico in Lombardia per infrastrutture del genere, di un finanziamento strutturato sulla base del chilometraggio effettuato e dei viaggiatori trasportati. L’emendamento è stato respinto nonostante il voto favorevole, a titolo personale, di alcuni esponenti della maggioranza.
Il centrodestra lombardo, con poche eccezioni, ha deciso di confermare questa palese ingiustizia. È un errore che dovranno spiegare ai cittadini bresciani, che vengono penalizzati senza alcuna ragione rispetto ai cittadini di altre città, Milano in primis.

L’emendamento è stato bocciato con 39 no e 33 sì: ai consiglieri di Pd, Patto Civico e M5S si sono aggiunti quelli di Fabio Rolfi (LN), Fabio Fanetti e del presidente della commissione mobilità e territorio Alessandro Sala, questi ultimi della Lista Maroni. Negativo, invece, il voto dell’assessore ai trasporti Alessandro Sorte, come quello di tutti gli esponenti di Forza Italia. Non ha votato, poiché in congedo, l’assessore Mauro Parolini.

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Affrontare il problema “Casa” rende migliore la comunità.

 

casa

La casa è e rimane il luogo dove le persone, le famiglie, trovano un riferimento, custodiscono le loro speranze, guardano con fiducia  al futuro. Per molti é un bene consolidato, per altri motivo di oculati investimenti.

 

Per alcuni rimane però un dramma. Soprattutto di questi é giusto che la politica si occupi, perché é chi é in difficoltà, chi vive il disagio che va aiutato. Farlo risolve  non solo un loro problema, rende tutta la  comunità migliore!

Ecco la mia intervista a Teletutto sulla questione casa

Il testo della legge regionale sulla casa.

 

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Più trasparenza per restituire alla politica dignità e valore

Conflitto di interessi e trasparenza nei rapporti con i portatori di interesse (le lobby) sono una priorità da affrontare e normare.

Molti degli scandali, degli episodi di corruzione e malaffare verificatisi in Lombardia nascono da queste criticità. Ecco perchè abbiamo presentato una proposta sulle lobby che ha favorito l’adozione di una legge - si poteva e doveva fare di meglio – che però rappresenta un primo punto di partenza.
(Qui per saperne di più sulla nostra originaria proposta di legge)

Ora affronteremo il conflitto di interessi. Far sapere come si lavora, avere la massima trasparenza nei rapporti, rendicontare ai cittadini la propria attività devono diventare sempre più il modo di agire, restituendo alla politica dignità e valore.

QUI IL VIDEO DEL MIO INTERVENTO IN CONSIGLIO REGIONALE

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Beni confiscati alla mafia, ne abbiamo parlato a Bruxelles

girelli

Giovedì ho partecipato a Bruxelles, presso il Comitato delle Regioni, alla Conferenza internazionale sul riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata come strumento di lotta alle mafie.

Il convegno è stato l’occasione per presentare a livello europeo il progetto Icaro, l’iniziativa dell’Università statale di Milano, di Avviso Pubblico, Arci Milano, Cgil Lombardia, associazione Saveria Antiochia Omicron e il Centro di iniziativa europea, volto a diffondere la conoscenza della pratica della confisca e al riutilizzo sociale dei beni alle mafie e alla promozione dell’adozione di provvedimenti analoghi negli altri Paesi europei.

Sono intervenuto alla tavola rotonda sul ruolo delle istituzioni locali, nazionali ed europee insieme al Procuratore aggiunto di Torino Alberto Ernesto Perduca, alla vicepresidente di avviso pubblico Antonella Micele e al giornalista Lirio Abbate.
“Parlare di beni confiscati alla mafia significa parlare di uno degli interventi di maggior efficacia nel contrasto alla malavita organizzata. Sottrarre beni alla mafia non significa solo intaccare la loro ricchezza frutto del malaffare, ma ancor di più dimostrare che la giustizia è più forte della mafia e dove prima vi era una presenza mafiosa ora vi è lo Stato che restituisce alla collettività quanto le è stato tolto.

Ho portato ad esempio alcuni dati che ricostruiscono l’espansione delle mafie in regioni diverse da quelle di insediamento tradizionale. Il 22% delle aziende oggetto di confisca in Lombardia (dove avvengono l’11% delle confische nazionali) sono attività alberghiere in zone non ad alta vocazione turistica, il che dimostra che il prestigio sociale è il biglietto da visita per allacciare nuove partnership commerciali ed è ritenuto dalla criminalità organizzata più importante dell’immediato profitto economico.

I dati sono piuttosto eloquenti, segnale evidente di quanto nel corso degli anni la mafia abbia risalito l’Italia e in prospettiva sempre più l’Europa. Più che degli immobili, per i quali occorre rendere più semplice e veloce l’utilizzo o l’affidamento agli enti locali, bisogna parlare anche di attività economiche sotto sequestro, fenomeno profondamente diverso e di gran lunga più complesso. Esistono attività nate per mano della mafia al solo fine di ripulire il denaro, ed esse vanno semplicemente chiuse, ma ci sono sempre più attività che, complice la crisi economica, vengono acquisite al controllo delle mafie attraverso il finanziamento occulto, l’usura, la riscossione del credito. In questo occorre salvaguardarle con la loro storia e i loro dipendenti. La confisca non può coincidere con il fallimento. Da qui la necessità di stabilire un rapporto con il mondo finanziario e bancario, molte volte con responsabilità enormi, e di promuovere con clienti e fornitori una cultura delle relazioni commerciali capace di cogliere la straordinaria opportunità di trasformare il frutto del malaffare, lo strumento del riciclaggio, in un luogo di produzione trasparente, di offerta di lavoro rispettosa dei diritti, una attività legale e correttamente competitiva.

In tutto questo le Regioni possono giocare un ruolo importante, ma hanno bisogno di una normativa nazionale di riferimento, di attivare forme di presa in carico e gestione efficienti e vicine ai bisogni e ai territori. Devono riuscirci facendo scattare una risposta territoriale condivisa dove mondo dell’impresa, del lavoro, del commercio, del trasporto, delle professioni, dei servizi, della finanza, con la discreta regia delle istituzioni, trovino una comune e condivisa volontà di risposta e di riscatto. Il contrasto alla mafia è un’urgente necessità per l’Italia intera e lo è sempre più anche per l’Europa. Gli enormi capitali mafiosi si riversano nell’economia, lo fanno dove meglio si nascondono e dove vi sono più opportunità. Lo fanno in modo sempre più occulto e apparentemente legale.

Da qui la necessità di una profonda sinergia, di una risposta condivisa, di una determinata volontà. Farlo non è solo combattere l’illegalità, perché la mafia non è solo questo, farlo è difendere il modello di Stato e società democratici che ci siamo dati e che rappresentano il nostro patrimonio culturale e valoriale. Stiamo attenti che non sia la mafia a confiscarci questo.

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Arresti in Lombardia, fatti gravi che purtroppo non ci sorprendono

Tribunale-di-MilanoCiò che è accaduto è grave e, purtroppo, non ci sorprende: gli arresti di mercoledì confermano la seria preoccupazione rispetto una presenza mafiosa ben consolidata nel territorio lombardo.

Certo, desta motivo di ulteriore riflessione rilevare che le azioni di prevenzioni ancora una volta si siano rivelate del tutto inadeguate ad evitare l’ennesima contaminazione malavitosa nella realizzazione di opere di particolare importanza e valore strategico. Sarà nostra cura, come commissione speciale antimafia, verificare che siano stati utilizzati correttamente da Fiera Milano e dalle sue controllate tutti gli strumenti a disposizione per evitare quanto è invece successo.

Ora, da un lato va espresso un forte plauso alla Magistratura e alle Forze dell’ordine, a dimostrazione di una capacità investigativa di particolare valore ed efficacia, dall’altro va sviluppata un’adeguata analisi tesa a comprendere come meglio e più si possa operare per prevenire e impedire che la mafia continui a operare e fare affari in Lombardia. Occorre sviluppare strumenti normativi adeguati, avere un’adeguata capacità di lettura del fenomeno mafioso e una concreta capacità di contrasto.

I corsi di formazione per amministratori e funzionari pubblici sono un primo serio passo, ma occorre anche sviluppare una sinergia fra tutti gli enti coinvolti per uno scambio di informazioni, buone pratiche e per sviluppare un lavoro realmente sinergico. Parlare di mafia in Lombardia non può e non deve diventare una triste constatazione, una dolorosa constatazione, ma rimanere motivo di una forte indignazione, di una durissima reazione, di una concreta azione. Non servono polemiche, servono risposte condivise per estromettere la mafia dal nostro tessuto socio-economico.

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