Archivi del mese: marzo 2016

Buona Pasqua!

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Pasqua di sofferenza e di Resurrezione,  la croce ne é il simbolo per tutti. Sono giorni di tremendo dolore, dove vite spezzate da una violenza sempre più spietata nei luoghi della nostra tranquilla quotidianità, ci strappano la coperta di un’apparente tranquillità, ci insinuano la paura nelle  menti, e, se non stiamo attenti, il rancore nei nostri cuori. Il dramma che da un po’ di tempo si consuma lungo le strade che conosciamo, é il dramma che da anni vivono milioni di persone, tutti i giorni, per alcuni bambini é là sconvolgente normalità di tutta la loro vita e forse solo ora cominciamo ad intuire cosa possa aver significato per loro.
É questo il momento di scelte difficili, di decisioni importanti, dove la fermezza della risposta non può essere separata dalla giustizia e dal riconoscimento dell’altro. Dobbiamo ricercare sempre più l’unità tra nazioni che fanno della democrazia e libertà, non solo di facciata,  i pilastri fondanti del loro essere, creare legami fra popoli che nella diversità trovino l’elemento comune, che li rende tanto simili, nei bisogni e nelle speranze.
Dobbiamo soprattutto ritrovare un po’ di pace in noi stessi, ricucire le ferite, impedire che il dolore ci tolga la capacità di distinguere la giustizia dalla vendetta, la punizione dalla violenza. La peggior cosa che ci possa capitare é uscire stravolti da questi momenti, distrutti nel difficile tentativo che in anni abbiamo cercato di creare un Europa che, sulla tragedia di due terribili guerre mondiali, sapesse costruire pace, dialogo e unità fra le nazioni.
Che la Pasqua possa davvero portare a ciascuno di noi quel po’ di serenità di cui abbiamo tanto bisogno, che ci aiuti a trasformare il buio di questi giorni nella speranza di una nuova resurrezione.
Buona Pasqua.

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Sì, ho paura

ueDavanti a certi tragici fatti, all’ennesima strage di innocenti, all’azione sempre più efferata e immorale del peggiore dei terrorismi – perché mascherato da giustificazioni ideologicoreligiose – il sentimento che prevale è solo uno, quello della paura. Non credo ai facili slogan, “io non ho paura”, credo alla necessità di fare i conti con la paura e nella capacità di reagire in modo vero, autentico, superando la pura istintività, capendo cosa è necessario fare. Cominciando dal chiedersi cosa vogliono questi terroristi.

È evidente: distruggere un’idea di mondo libero e democratico, di popoli che si incontrano e si rispettano, di mercati che trovano un equilibro più equo. Un mondo basato sullo scontro, sulla divisione, sull’ingiustizia, sulla diseguaglianza, sulla negazione dei diritti è il loro obiettivo. Solo in questo contesto si nascondono interessi geopolitici ed economici, si sviluppano strategie che nulla hanno a che fare con l’idea di libertà che ha da tempo caratterizzato la cultura europea. E

Ecco perché l’Europa è uno dei bersagli principali, ecco perché Bruxelles, Parigi, diventano il simbolo di un cuore pulsante, da trafiggere, imbrattare con il sangue di innocenti. Desolante la risposta degli estremismi politici europei, compresi quelli italiani, forse i peggiori per demagogia ed opportunismo. Per loro la risposta è la sospensione di Schengen, il ricacciare i profughi nello loro tragedie, il limitare le misure di libertà. Insomma fare quello che i terroristi vogliono.

Io penso che invece sono due le azioni da attivare. Sviluppare la massima sinergia internazionale, fare fronte comune non in una prova muscolare che molte volte nasconde l’approfittarne della situazione per consumare ulteriori ingiustizie, Turchia e Russia hanno molto da spiegare al riguardo, ma in un’azione coordinata fatta si di iniziative militari, purtroppo inevitabili, di un enorme lavoro di intelligence, ma soprattutto di una politica internazionale dove ad essere al primo posto è la persona e non l’interesse economico.
Attivare un controllo vero delle persone presenti nei nostri Paesi, azioni incisive tese a debellare ogni forma di radicalismo o brodo culturale nel quale il terrorismo fondamentalista trova rifugio, adepti e protezione.

Certo non è facile capire il confine tra giustizia ed inutile buonismo, ma è anche nella capacità e nel coraggio di affrontare il problema che possiamo sperare di riuscire nel nostro obiettivo. Si, ho paura, ma non solo della vigliacca violenza di chi ci ammazza, ma anche della stupida reazione di chi a volte non affronta il problema, lo usa e ne fa un vessillo di scontro. La paura non si cancella, si supera, con il coraggio della propria identità, con la determinazione delle proprie regole, con il valore universale e immenso che si chiama libertà, che, se ci crediamo, è la nostra vera conquista!

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Pendolari e Frecciarossa: questa mattina iniziativa in stazione

CONF STAMPA TRENIQuesta mattina insieme ai colleghi, Mauro Parolini e Fabio Rolfi, abbiamo tenuto una conferenza stampa, in Stazione Centrale per sollecitare Regione Lombardia a risolvere al più presto ed in maniera definitiva la questione dei Frecciarossa che sulla linea Milano – Brescia (Desenzano) stanno creando numerosi disagi ai pendolari bresciani. Il raddoppio della linea Milano – Verona deve diventare un’opportunità per nuovi treni e non una penalizzazione per chi tutti i giorni per ragioni lavorative o di studio si muove all’interno della nostra regione con mezzi pubblici. Abbiamo voluto testimoniare, al di là delle differenti posizioni politiche, che su questo tema la sollecitazione e la richiesta di azioni immediate nei confronti dell’Assessore regionale alla Mobilità Sorte è unanime. Erano presenti anche alcuni pendolari bresciani che stanno promuovendo la raccolte firme  per una petizione da consegnare a Regione Lombardia.

Chiediamo da subito l’estensione dell’utilizzo della Carta Plus o dell’abbonamento FB anche sui servizi Frecciarossa.  Inoltre nel medio lungo periodo si dovrà decidere una volta per tutte se Regione Lombardia intende collegare Brescia con Milano con treni veloci o in alternativa mantenere la possibilità per i pendolari di salire a bordo dei Frecciarossa.

 

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Arac serve davvero? Il mio intervento in Aula

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Se tutti i treni diventano Frecciarossa, i pendolari cosa faranno?

interno_trenoTrenitalia dal 1 marzo sta sostituendo gradualmente, sulla linea Milano – Brescia, i Frecciabianca con i Frecciarossa con gli stessi orari dei precedenti.

Sono già quattro i treni in partenza da Brescia (h. 12.39 – 13.39 – 19.39 e 21.39) e quattro in partenza da Milano (h. 7.05 – 8.05 – 12.35 -16.35) che i pendolari muniti di Carta plus Lombardia (abbinata a IO VIAGGIO Lombardia) o di abbonamento Frecciabianca non possono più utilizzare nonostante abbiano pagato anticipatamente per un servizio che è stato modificato unilateralmente. Attualmente un pendolare sulla tratta spende per un abbonamento integrato, che gli permette l’accesso sui Frecciabianca, mediamente 1500 euro annui. Ora il solo abbonamento per il nuovo Frecciarossa con scelta obbligatoria del treno (soluzione impraticabile per il pendolare) è di 1900 euro a cui andrebbero aggiunti gli altri abbonamenti in uso (Es. io viaggio Lombardia minimo 1.049 euro annui).

Sollecito Regione Lombardia e l’assessore Sorte ad attivarsi al più presto affinché ai pendolari della tratta Milano – Brescia, ma anche a quelli che fanno scalo a Desenzano e Peschiera del Garda, venga garantito l’accesso ai nuovi Frecciarossa con gli abbonamenti tutt’ora in possesso (abbonamento o carta plus). Inoltre si attivino da subito per garantire, in vista del raddoppio della linea, o la continuità di questa opzione (accesso ai nuovi Frecciarossa) o l’attivazione di treni veloci regionali che, visto il raddoppio della linea, sarà possibile mettere in campo.

Rimane lo sconforto nel constatare come, ancora una volta, su una linea così importante non vi ci sia il minimo coordinamento fra le diverse esigenze trasportistiche e che Regione Lombardia non sia stata nemmeno informata. Come sempre a pagar il conto è l’utenza più debole. Lasciamo solo immaginare cosa succederebbe se da domani ai pendolari della tratta fosse completamente impedito l’accesso ai Frecciarossa: avremmo dei treni regionali presi d’assalto già da Desenzano con problemi di sovraffollameto, peraltro già presenti in orari di punta, su tutta la tratta. E non dimerichiamo e con i pendolari delle stazioni intermedie (Rovato, Chiari, Romano, Treviglio, Pioltello) costretti a rimanere a terra.

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Ciao Presidente

baggio22 anni da Presidente. Momenti esaltanti, momenti difficili. Tifosi plaudenti, tifosi insultanti. Pubblici elogi, pubbliche, e feroci, critiche. Questo è il calcio, Corioni lo sapeva. Ma sapeva anche che offrire ai bresciani momenti esaltanti, giocate incredibili, personaggi davvero “campioni”, era la sua più grande soddisfazione, il suo reale obiettivo.

Perché la vittoria, quella vera, non sta nel risultato finale, ma nasce dall’entusiasmo, dalla determinazione, dalla fantasia, dalla speranza, dal sogno che hai saputo trasmettere, e che anche quando cadi, perdi, rimani solo non ti abbandono e prima o poi tornano negli animi e nelle menti dei veri tifosi. Quelli che sanno che quello che più conta sono sempre e comunque la passione e il cuore, nel calcio come nella vita. Ciao Presidente.

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8 marzo, festa della donna. L’esempio di Saveria e Felicia

Le donne sanno dare prova di incredibile forza e coraggio anche davanti alla tragedia più grande, un figlio massacrato per aver scelto di stare dalla parte della giustizia.

Saveria Antiochia, mamma di Roberto, e Felicia Impastato, mamma di Peppino, ci ha dato un esempio di coraggio, fatto di dolore testimoniato attraverso parole di verità, di richiamo alla lotta ad ogni forma di mafia, di affermazione della libertà attraverso la giustizia. Cercare e conoscere le loro storie, è una vera lezione di etica civile.

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Attraverso il loro ricordo voglio celebrare questo 8 marzo, festa della donna, che sempre più deve diventare la festa dei pari diritti e delle pari opportunità. La festa dove le donne ci ricordano che con la loro responsabilità e il loro valore, in tanti momenti, hanno meravigliosamente difeso la nostra democrazia.

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